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IL BARI DI VENTURA
PARTE 1
PARTE 2
PARTE 3
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LA STORIA DEL BARI DI VENTURA

 

 

 

27.06.09 - UFFICIALE: Bari, ecco Ventura e Barreto
Il Bari ha scelto il successore di Antonio Conte nella persona di Giampiero Ventura, al quale è stato sottoposto un accordo annuale con opzione per un ulteriore anno. Come anticipato nelle scorse ore, i pugliesi hanno perfezionato gli arrivi degli attaccanti Vitor Barreto (24) ed Antonio Langella (32) in comproprietà  dall'Udinese. Restano in Puglia anche l'esterno Gianluca Galasso (25) e l'altro attaccante Rej Volpato (23). TMW

 

 

 

 


BARI - FIORENTINA 2-0

Tra arrivederci e addii il Bari sbanca la storia.

Record di punti in serie A 50 punti!



Bari, 17 mag 2010. Ultima partita stagionale per il Bari, che davanti al proprio pubblico festeggia la permanenza in serie A dopo una stagione esaltante e ricca di soddisfazioni per la piazza, che dopo otto anni ha mostrato a tutta Italia le potenzialità di una tifoseria che per troppi anni è stata avvolta nello sconforto.

Il match ha il sapore dell’ultimo giorno di scuola, comunque ha un senso per le due squadre, che lottano per un posto nella parte sinistra della classifica. Il Bari si presenta in campo con il solito modulo, ma con qualche novità, infatti, Castillo rileva Meggiorini, Belmonte, squalificato, viene avvicendato da Stellini che fa slittare a sua volta Andrea Masiello a destra e Parisi gioca da terzino sinistro avanzando così Sasà Masiello sull’esterno alto. La Fiorentina, invece, arriva a Bari con molte defezioni, una su tutte quella di Gilardino che lascia il posto al giovane Ljajic oltre alle assenze di Vargas e Frey sostituiti da Gobbi e Avramov. Il match parte lento con le due squadre in tipico atteggiamento vacanziero, ma con il passare dei minuti, merito dell’atteggiamento spregiudicato di entrambi gli schieramenti, la disputa si ravviva e le occasioni iniziano a fioccare. La prima capita sui piedi del giovane Ljajic che solo contro Gillet, tira debolmente, la seconda capita sui piedi di Barreto che dopo un’azione straordinaria di Alvarez sfrutterà un velo arguto di Castillo e impegnerà severamente l’ottimo Avramov. Il Bari con il passare dei minuti prenderà in mano il pallino delle operazioni, tanto da passare al 35’, quando su corner battuto da Alvarez, Castillo toccherà quel tanto la palla da spalancare lo specchio a “nonno” Stellini, che a trentasei anni suonati, segna il suo primo gol in serie A. Il primo tempo si conclude tra gli applausi del pubblico biancorosso.

La ripresa è ancora più interessante, perché visto il vantaggio dei galletti, anche la Fiorentina attacca e presta così il fianco alle ficcanti ripartenze dei pugliesi, infatti, le due squadre sfioreranno più volte il gol: il Bari lo sfiora due volte in una sola occasione, Parisi abile a sfruttare lo spazio sferra un bolide dalla trequarti che verrà neutralizzato da Avramov, tuttavia sul prosieguo dell’azione Alvarez raccoglie palla e mette sui piedi di Almiron che in corsa sferra una bomba ancora sventata da un intervento prodigioso del portiere serbo. La Fiorentina dal suo canto, sfiorerà il gol con Jovetic prima e con Montolivo poi, ma i due hanno la sfortuna di trovare sulla loro strada un Gillet in giornata di grazia. La partita è scoppiettante e intorno alla mezz’ora della ripresa, l’occasione più ghiotta capita sui piedi di Castillo che però si fa ipnotizzare da Avramov e spedisce clamorosamente al lato da due passi. Dopo gli ingressi di Donati, Rivas e Kamatà al posto degli applauditissimi Almiron, Barreto e Castillo, tutto lo stadio attende solo il triplice fischio, ma il Bari regala ancora un gol ai suoi fans: Parisi, abile a scendere sull’out di sinistra, pesca Kamatà che brucia il suo diretto avversario e mette al centro dove Rivas colpisce e mette a segno. Delirio sugli spalti, complice anche l’esultanza del trenino, che sempre emoziona rievocando splendidi ricordi.

Che bel finale. Una stagione impensabile alla vigilia regalata al popolo di fede barese da un gruppo meraviglioso, condotto ad una salvezza tranquillissima da un timoniere d’eccezione, quel Giampiero Ventura, in cui tutti ora riconoscono il faro di questa società. Ebbene sì, perché dopo il dolorosissimo addio di Perinetti, ora tocca a Ventura, fare da garante del famoso progetto intavolato con i Matarrese. Ieri, ancora una volta il pubblico ha dimostrato un forte attaccamento a questi colori e deluderli, sarebbe un ulteriore delitto. Il presidente promette tante belle cose, ma dopo 33 anni di gestione i tifosi sono tutti dei “San Tommaso” che aspettano prima di crederci. Coreografie, striscioni, ringraziamenti. Bari la sua parte l’ha fatta ora tocca alla proprietà mantenere la parola.

Anche oggi, ultima giornata, indichiamo “Top & Flop”: sul gradino più alto mettiamo Bonucci, simbolo più brillante della stagione sfavillante del Bari, che oggi mostra a tutti che in Sudafrica non solo ci deve andare, ma deve anche giocare titolare. Il podio lo completiamo con Gillet ed Almiron, che per l’ennesima volta dichiarano amore per la città e dimostrano di essere decisivi anche nella massima categoria. Oggi sotto il “6” mettiamo Barreto, che non solo non appare mai in palla, ma dimostra anche una tristezza, che speriamo derivi solo dall’infortunio muscolare di fine gara.

Per quest’ultimo racconto del campionato, permettetemi di ringraziare Antonio Margiotta, alias “in

gegnere barese”, che mi ha dato la possibilità di trasmettere a tutti, le emozioni di ogni domenica. Ovvio poi che un sentito ringraziamento va a tutti voi che avete avuto la voglia di leggere le mie storie da tifoso più che da giornalista. Grazie.
Donato Violante (Dany10)


IL PROTAGONISTA DELLA SETTIMANA

Eccoci al dunque. Finalmente o purtroppo la telenovela è finita. Il direttore del Bari, Giorgio Perinetti, ha deciso di lasciare la piazza di Bari, anche se con qualche rimpianto alle spalle. Visibilmente commosso, nella scorsa conferenza stampa, ha voluto ringraziare tutti i tifosi e giornalisti e ha voluto spiegare le vere cause del suo addio. Cause che per i baresi e per i tifosi di questa città non sono del tutto nuove, anzi ci saremmo preoccupati al contrario.
Perinetti lascia Bari dopo un ciclo pazzesco, dalla promozione in serie A, all’acquisto di calciatori di categoria, fino ad arrivare al termine di questo campionato dove non si era mai visto un Bari così spumeggiate. Merito è soprattutto del direttore che in questa breve ma intensa parentesi biancorossa ha saputo lasciare nella mente e nel cuore dei tifosi tutto ciò che si sperava accadesse da tempo. Però oggi bisogna aprire gli occhi e svegliarsi da questo bel sogno, perché bisogna continuare il progetto per non tornare nel baratro. Per far questo bisogna prima di tutto sostituire il direttore con uno nuovo che sappia prendere a cuore la piazza di Bari come ha fatto in questi anni Giorgio Perinetti. C’è gente che a Bari ha fatto ben poco e quando si è trattato di fare le valigie per dar spazio ad altri, hanno avuto anche da ridire e in certi casi hanno puntato il dito contro quei tifosi infuriati e delusi, tanto da non seguire più le sorti della loro squadra del cuore. Invece l’umile Giorgio Perinetti, che da questa città esce a testa alta, ha deciso lui di farsi da parte per non deludere quei tifosi che giustamente vogliono vedere il progetto andare avanti, ma visto le restrizioni della società e la consapevolezza di non poter essere sempre protagonisti, il direttore ha deciso di lasciare libera quella sedia bollente. Già deluso del mercato di Gennaio, Perinetti ha deciso di intraprendere una nuova strada in quel di Siena, dove il presidente Mezzaroma gli ha proposto un incarico importante, con una progettazione interessante tanto che il direttore ha appellato tale incarico “molto intrigante”. Diciamo chiaramente, Bari è una piazza importante ma per andare in serie B è evidente che qui, qualcosa ch
e non funzioni c’è. Purtroppo le considerazioni sulla società lasciano il tempo che trovano anche perché oltre alla famiglia Matarrese, non c’è nessuno che in Puglia voglia e possa fare calcio. Non ci resta che sperare che il destino ci dia un altro direttore che prima di amare il suo lavoro ami i propri tifosi, proprio come ha fatto fino ad oggi Giorgio Perinetti.
La porta della città sarà sempre aperta per il nostro degno direttore e adesso bisogna rendergli omaggio nella sfida interna contro la Fiorentina, perché un uomo così non andrà mai dimenticato.
Mirko Girone

 

Bari e Udinese fanno vincere lo spettacolo tra la nostalgia reciproca per gli addii di Perinetti e Marino.

AL DI FUORI DEL TERRENO DI GIOCO NON C'E' COSI' TANTO DA STARE FELICI.

Bari, 10 mag 2010. Ultima gara esterna per il Bari di Ventura, che fa visita all’Udinese già salva, che quindi può dar vita insieme ai galletti ad una gara godibile e senza particolari timori reverenziali.

Il match vede le due squadre in veste tattica classica, con il Bari che fa esordire Padelli in porta al posto del capitano Gillet e con Gazzi che prende il posto di Almiron in cabina di regia. L’Udinese invece, si presenta in formazione tipo e  mostra il suo tridente fresco dai ritorni dallo stage in nazionale di Di Natale, a caccia del titolo di capocannoniere e della scarpa d’oro, e di Pepe. Il match fa subito respirare ai presenti un’atmosfera frizzante, ovvero quella che si respira quando le due squadre non hanno paure particolari e quindi danno vita ad una disputa sportiva e spettacolare. Detto fatto, le due formazioni, non esitano a cercare subito la porta avversaria ed al quarto d’ora, complice un’ incursione di Meggiorini, il Bari guadagna un penalty: sul dischetto Barreto, che pur senza particolari pressioni, sbaglia il suo quinto rigore stagionale su nove calciati. Il furetto barese non fa nemmeno in tempo a contrariarsi, perché soli tre minuti dopo con una splendida azione personale, semina la lenta difesa friulana e insacca Handanovic, per il vantaggio pugliese. Come abbiamo detto pocanzi, la partita è ricca di occasioni e sotto di una rete si desta l’Udinese, che prima impatta con Di Natale, festeggiato dai suoi compagni per la rete numero 100 in bianconero, poi passa in vantaggio con Pepe, abile a sfruttare una diagonale “artigianale” di Belmonte. Chi pensa che per il primo tempo può bastare così, si sbaglia, visto che al 40’ il Bari riprende il pareggio con Koman, abile ad inserirsi su un ottimo suggerimento di Donati.
La ripresa, reduce dai botti della prima frazione, parte un po’ più lenta, ma non ci vuole molto per riassaporare una serie di belle giocate e di occasioni da entrambe le parti, infatti al 63’ l’Udinese passa ancora, e lo fa ancora una volta con il Re del gol della serie A, ovvero Totò Di Natale, che firma un gol di pregevolissima fattura. A questo punto la partita si sgonfia un po’, colpa anche delle forze che, ovviamente scarseggiano a questo punto del torneo. Nel frattempo i tifosi del Bari possono consolarsi con l’esordio, un po’ tardivo, dell’acquisto più conosciuto di Gennaio, ovvero quel Pisano che il Torino ha praticamente cacciato via. La partita si porta verso la fine, ma proprio in coda, riserva un’altra emozione, infatti, Almiron, entrato al posto di Koman, pareggia al 92’ con una splendida incornata, che regala un punto alla banda Ventura, che domenica potrà salutare il suo pubblico con l’obiettivo dei 50 punti.
In una settimana ricca di veleni per i tifosi biancorossi, almeno non arriva un’altra sconfitta esterna, piuttosto sono interessanti le indicazioni che alcuni elementi forniscono in Friuli. Tuttavia i tifosi, delusi all’ennesima potenza dalla partenza di Perinetti, vogliono concentrarsi sulla programmazione futura della società, che su questo argomento dimostra di essere ancora latitante. Il tifoso biancorosso è molto esigente e vedendo il campionato di squadre come il Palermo, ci si chiede perché una piazza importante come la nostra non possa nemmeno provare a calcare certi palcoscenici. Non si chiede la luna, ma solo un futuro meno denso di nubi, che rischia di rovinare per la seconda volta l’estate dei tifosi baresi. Ricordiamo per l’appunto che l’anno scorso, l’anno del trionfante ritorno in serie A, già la partenza dell’eroico Conte aveva rallentato moltissimo la campagna abbonamenti. La società non ripeta per l’ennesima volta gli errori di sempre dopo la splendida stagione disputata da questi ragazzi che non va vanificata per la poca voglia di volare.

Per la serie “Top & Flop” anche questa settimana segnaliamo migliori e peggiori della partita di ieri. Su tutti mettiamo Almiron,
a cui bastano pochissimi minuti per lasciare segni indelebili nelle partite ed il gol di ieri (il quinto stagionale) è solo l’ennesima dimostrazione della voglia di far bene dell’argentino. Bene anche Barreto, che  nonostante la sua cronica miopia dal dischetto, dimostra ancora una volta di essere un attaccante di categoria. Bene anche Koman e Bonucci. Tra i peggiori Belmonte ed Alvarez, che non danno il solito preziosissimo apporto alla squadra.
Donato Violante (Dany10)

 

 

BARI - GENOA 3-0: al San Nicola ritorna il sorriso!

ma quanti rimpianti...

LE FOTO DI BARI-GENOA 3-0 CLICCA QUI!


Bari, 02 mag 2010. Penultima gara interna per il Bari, reduce da un Aprile nero (quattro sconfitte consecutive), voglioso di ricucire il rapporto con i tifosi, indispettiti dalle ultime prestazioni e dalle voci destabilizzanti sul prossimo futuro. Avversario di turno il Genoa di Gasperini, anch’esso reduce da una serie negativa di risultati.
Il match vede partire le due squadre con i moduli di riferimento: Bari con il 4-4-2, stavolta quasi in formazione tipo (una notizia ultimamente), infatti rientrano Meggiorini al posto di Castillo e Masiello al posto di Stellini. Il Genoa invece con il 4-3-3 deve fare i conti con molteplici assenze e con la mancanza della possibilità di raggiungere l’Europa. L’incontro vede subito un Bari aggressivo, che mostra tutta la sua velocità e fa rivedere dopo un mese qualche buona trama in avanti, il Genoa attende e cerca di ripartire sfruttando il suo tridente Sculli, Palladino, Acquafresca. Non ci mette molto la partita a decollare ed il merito è dei padroni di casa che getteranno al vento due clamorose occasioni in rapida successione: la prima vede Koman sparare alto di destro da posizione molto invitante, la seconda invece la sbaglia Almiron che solo contro Scarpi, cercherà un pallonetto che si perderà sul fondo, facendo imprecare almeno per dieci minuti il numero 4 argentino. La partita è abbastanza divertente e nel finire della prima frazione, nonostante il caldo, il Bari con le sue geometrie sfiorerà ancora il gol con due conclusioni da fuori una di Almiron e l’altra di Meggiorini.
Il secondo tempo non vede variazioni sul tema, infatti, è sempre la squadra di Ventura a fare la partita ed a sfiorare gol in rapida successione con Koman e Meggiorini. I tifosi hanno voglia di esultare e il momento che si respirava nell’aria da inizio gara arriva finalmente al 69’ quando Koman, in equilibrio precario, pesca Meggiorini che resiste alla carica del suo marcatore e infila Scarpi con una bella conclusione sotto la traversa. Quinto gol in campionato per l’attaccante veronese in compropietà proprio con i liguri, che se non fosse per una scarsa lucidità sotto porta, figlia anche dell’inesperienza, sarebbe un attaccante da doppia cifra fissa in serie A. Dopo il gol, il Bari giocherà sul velluto e dopo i cambi che vedono entrare in campo Donati, Parisi e Castillo (ingenerosamente fischiato al suo ingresso) al posto di Almiron, Koman e Meggiorini, i galletti raddoppieranno proprio con “Nacho” che sfrutterà un assist perfetto di Donati e metterà alle spalle del portiere ligure un preciso diagonale. Siamo all’85’ e il Bari chiude la partita definitivamente quattro minuti dopo, quando sempre su iniziativa di Donati, Barreto insaccherà Scarpi per la terza volta. Tredicesimo gol per il puntero brasiliano che festeggia con il pollice in bocca come Totti.
Finalmente un pomeriggio divertente per gli appassionati baresi che hanno preferito lo stadio al forte richiamo delle spiagge. Divertimento reso possibile dall’atteggiamento delle due squadre, che non avendo più obiettivi concreti si lasciano andare ad una partita aperta e spettacolare. Torna il sorriso quindi sulle facce dei tifosi, che delusi da quest’ultimo mese nero, cercano di chiedere, con uno striscione alla società, chiarezza sul futuro. Se questa squadra venisse smantellata sarebbe un vero delitto ed è per questo che i supporters biancorossi meritano rispetto e indicazioni precise sulla programmazione. Nota dolente invece sono i fischi a Castillo. Comprendiamo chi non è felice delle sue prestazioni, ma fischiare un giocatore che indossa la maglia biancorossa, soprattutto prima che entri in campo ci sembra ingiusto e senza senso.

Oggi finalmente possiamo segnalare “Top & Flop” della settimana sulla base di una larga vittoria, che, ovviamente facilita le cose: su tutti oggi mettiamo Meggiorini, che non solo con il gol, ma con tante giocate interessanti, mostra tutto il suo potenziale. Sul podio poniamo Castillo e Belmonte oltre a tutti gli altri che sono comunque sopra la sufficienza. Se proprio vogliamo trovare un flop, lo cerchiamo in Koman, che non solo sbaglia due clamorose palle gol, ma che sembra sempre avulso dalla manovra e alle volte sembra non godere di molta fiducia da parte dei suoi stessi compagni.
Donato Violante (Dany10)

 

BARI (4-4-2): Gillet 6; Belmonte 6.5, A. Masiello 6, Bonucci 6.5, S. Masiello 5.5; Alvarez 6.5, Gazzi 6, Almiron 5.5 (32'st Donati 6), Koman 6.5 (34'st Parisi 6); Barreto 6.5, Meggiorini 7 (36'st Castillo 6.5). In panchina: Padelli, Stellini, Pisano, Kamata. Allenatore: Ventura 6.5.
GENOA (3-4-3): Scarpi 5.5; Tomovic 6, Papastathopoulos 5.5, Criscito 6; Mesto 6, Zapater 5.5 (19'st Cofie 6), Milanetto 6, Juric 5; Sculli 6 (26'st Boakye 6), Acquafresca 5.5, Palladino 5.5 (26'st El Shaarawi 5.5). In panchina: Amelia, Terigi, Fatic, Lazarevic. Allenatore: Gasperini 5.5.
ARBITRO: Tommasi di Bassano del Grappa 6.
RETI: 12'st Meggiorini, 40'st Castillo, 44'st Barreto.

 

 

Il protagonista della settimana: Giorgio Perinetti

L’aria che si respira a Bari non è di certo delle migliori. La città e la tifoseria sembra catapultata alla scorsa estate quando l’addio di Conte aveva sconcertato tutti. Adesso tocca a Giorgio Perinetti, che in questi giorni sta decidendo sul da farsi. Sono tante le dichiarazioni di stima nei confronti del direttore, poichè tutta la città non ne vuole fare più a meno.
Sicuramente Perinetti è combattuto nel dover prendere una decisione al quanto importante. In cuor suo, non ha nessuna volontà di lasciare Bari e i suoi tifosi, ma sicuramente l’aspetto professionale va al di là di tutto ciò. Però i tifosi possono star tranquilli poiché, da gran professioni qual è il direttore biancorosso, non lascerà la piazza di Bari, se non prima di aver portato a termine i suoi programmi ancora non completi del tutto. Infatti, il ds del Bari ha dichiarato che la giornata di oggi, sarà molto importante per il futuro del Bari calcio.
Non è però la giornata dell’incontro tra Matarrese e Perinetti, ma bensì la giornata per definire gli acquisti e le comproprietà di quei calciatori che dovrebbero essere i punti fermi per programmare la prossima stagione. Esempio di grande serietà per un direttore che forse non continuerà a lavorare per la società di via Torrebella.
Le comproprietà da definire sono quelle di Bonucci, Meggiorini, Almiron, Barreto e Salvatore Masiello. Per Almiron e Barreto parlerà con Juve e Udinese, addirittura per un eventuale riscatto.
Oltre a questi, ci sono anche tanti altri nomi per la prossima stagione, nomi che la piazza di Bari, fino a poco tempo fa, leggeva sui giornali con invidia per non averli a disposizione nella propria squadra, ma con il direttore Perinetti tutto ciò sembra davvero possibile.
Ieri, nella trasmissione di Antenna Sud, “Assist”, non poteva che essere lui l’ospite d’onore. Durante la trasmissione impazzivano
le mail per Giorgione, come simpaticamente lo chiamano i tifosi, tanto che nel mezzo della trasmissione, ha letto una poesia scritta per lui dove un po’ di commozione è trapelata sul volto del grande Perinetti.
Emozionato per le belle parole o per l’eventuale addio? Sicuramente il direttore rimarrà nei cuori dei veri tifosi biancorossi, sia per i campioni che ha portato nel capoluogo pugliese e sia per aver ridato a questo pubblico la passione e la voglia di tornare allo stadio dopo anni di buio intenso.
Mirko Girone

 

Bari senza spina dorsale e la Juve passeggia

Ennesima prestazione deludente di un Bari allo sbando...

Bari, 26 apr 2010. Partita senza grosse motivazioni per il Bari che si ritrova all’Olimpico di Torino, con la matematica certezza di disputare, anche l’anno prossimo, il campionato di serie A. La matematica convinzione, infatti, arriva dalla sconfitta dell’Atalanta nell’anticipo contro la neocapolista Inter, che pur potendo raggiungerci nel punteggio, è comunque in svantaggio negli scontri diretti.

Il primo tempo del match contro la sbiadita Juventus di questa stagione parte con i due schieramenti in assetto tattico classico. Il Bari con il suo 4-4-2, recupera al centro del campo Almiron e Donati, ma deve sopperire all’assenza di Andrea Masiello, rimpiazzato per l’occasione dal veterano Stellini, presente anche all’andata. La Juventus di Zaccheroni, invece deve far fronte alle assenze di Melo e Sissoko che vengono sostituiti da Marchisio e Poulsen. Il match parte con il freno a mano tirato, ovvero con le due squadre attente a non prestare il fianco alle ripartenze avversarie, tuttavia con il passare dei minuti, per meriti soprattutto biancorossi, la partita si anima e il Bari con le sue trame sugli esterni, Alvarez su tutti, inizia a soffiare sul collo della vecchia signora bianconera. Proprio dall’out di destra, infatti, nasceranno le uniche due occasioni per i pugliesi: sulla prima, Alvarez mette una bella palla sulla testa di Koman che però non colpisce benissimo, poi sulla seconda chance l’ungherese sparerà su Buffon la più ghiotta delle palle gol, costruita ancora dall’asse Almiron-Alvarez. Queste belle iniziative fanno presagire ad un prosieguo di partita diverso dalle ultime per i galletti e si va nello spogliatoio tra qualche mugugno bianconero per un presunto fallo in area di Donati sul “volante” Diego e tra qualche tafferuglio tra le due tifoserie, nato dal lancio di petardi dei tifosi juventini contro quelli baresi.

La ripresa, purtroppo, vede svilupparsi il solito copione dell’ultimo mese, con il Bari che entra in campo molle e sfiduciato e con gli avversari che si fanno forza davanti a cotanta grazia. Nella ripresa la Juve inserirà in campo il match winner, quel Vincenzo Iaquinta che non marcava il cartellino da sette mesi. La punta calabrese, sfruttando l’improvvisa scarsa mobilità della nostra retroguardia, porta in vantaggio i suoi al 53’: palla dentro di Diego, scatto in profondità con il quale dribbla Gillet e palla in rete. Ovviamente, la reazione biancorossa non arriva e la Juve mette a segno nei secondi 45 minuti altri due gol. Uno su rigore, trasformato da Del Piero, l’altro su un’altra dormita generale della difesa, che permette prima a Candreva di andare tranquillamente sul fondo, poi a Iaquinta di mettere dentro indisturbato a due passi dalla rete.

Oggi non abbiamo voluto omettere la cronaca della partita, ma la voglia di farlo onestamente c’era. Potete facilmente intuire anche la delusione di chi scrive in queste righe, ma non dobbiamo perdere la bussola, almeno noi appassionati di questa bizzarra squadra. E’ davvero strana, infatti, questa clamorosa involuzione tecnico-tattica, nonché fisica, visto che nelle riprese crolliamo senza se e senza ma. Pensiamo a tutto quello che di straordinario hanno fatto gli stessi giocatori fino ad un mese fa e ci chiediamo cosa possa essersi rotto in questo splendido giocattolo che aveva fatto sognare l’intera città di San Nicola. Forse la “querelle” di Perinetti, forse la mancanza di motivazioni, forse la scarsa esperienza, ma davvero è difficile trovare una spiegazione a questo crollo verticale. Ora mancano tre partite alla fine della stagione, due interne ed una ad Udine. L’invito alla squadra è di smetterla di deluderci, lo chiediamo in coro, così come in coro fino ad oggi hanno avuto il nostro sostegno in casa e fuori. Non vogliamo credere che calciatori, che sono al primo anno di A o che hanno 20 anni possano sentirsi appagati per una semplice salvezza.

Curiosità.
La delusione non ci esula dal segnalare “Top & Flop”della settimana. In alto mettiamo come spessissimo accade in questo periodo Alvarez, dal quale nascono le uniche buone trame offensive e Almiron che anche se solo a tratti, mostra tutta la sua capacità di costruzione della manovra. In basso collochiamo tutto il reparto offensivo. Castillo, sembra un giocatore di serie C, Barreto un vero fantasma, mentre Meggiorini quando sostituisce l’inguardabile Nacho, riesce quasi a farlo rimpiangere.
Donato Violante (Dany10)




Il protagonista della settimana: A. S. Bari

 

Non poteva che essere la società protagonista di questa settimana. Tanti le puntano il dito contro, tanti la difendono, forse come al solito la verità sta nel mezzo. Giustamente non si deve affatto rovinare e gettare nel dimenticatoio tutto ciò che di buono si è visto e costruito in quest’annata, ma nemmeno sentirsi appagati e come dice il mister Ventura: “con la pancia piena”.
Non  è certo bello vedere quella parte della tifoseria che dopo aver elogiato i suoi beniamini, sono bastati tre o quattro risultati negativi per cambiare del tutto idea e presentarsi agli allenamenti puntando il dito contro quei giocatori simbolo che fino ad ora hanno dato il massimo.
Sarà che stanno rifiatando un po’, sarà che è arrivato, se pur tardi, il momento di calo oppure sarà solo una mancanza di concentrazione o di esperienza che il Bari  sta pagando in questo momento.
Siamo stati tanto bravi ad elogiare i nostri calciatori quando erano i più bravi e i più giovani e ora non siamo in grado di difenderli e preservarli da queste brutte critiche?
Parte del rimprovero va anche alla società che in questo momento di clima teso non riesce a far parlare di altro che di calciomercato e di decisioni future, se continuare o meno questo progetto.
La sensazione è che si stia alzando un gran polverone su Perinetti, che in realtà non ha mai manifestato di voler andare via, ma solo di ricevere delle garanzie che contestualmente sono anche quelle dei tifosi. Forse ai tifosi ritorna in mente l’estate scorsa quando nello stesso clima di tensione, l’intoccabile Conte decise di intraprendere altre strade.
Oggi la s
ocietà deve ristabilire il clima di tranquillità che si respirava in città e intorno alla squadra. Forse sarà meglio per tutti specialmente ora che si ripresentano situazioni di interessamento da parte di esponenti a stelle e strisce. Voci che sicuramente non vanno a migliorare la situazione attuale. Secondo me si sta solo perdendo tempo utile per una seria e stabile programmazione, vista la fortuna di poterla pensare già con largo anticipo. Dopo il capitano e gli uomini più rappresentativi adesso il popolo biancorosso aspetta risposte dalla società e dai suoi dirigenti.
Mirko Girone


 
 

Al Bari la sveglia suona troppo tardi. Anche il Napoli batte i galletti

LE VIGNETTE DI BARI - NAPOLI  DI CARLO TARANTINI

LE FOTO DI BARI - NAPOLI CLICCA QUI

Bari, 19 apr 2010. Derby del sud in scena al San Nicola, nella settimana delle polemiche che hanno coinvolto i galletti, reduci dalla brutta sconfitta di Siena, che proprio non è stata digerita dalla piazza. Di fronte il Napoli di Mazzarri, autore anch’egli di una settimana tribolata, figlia delle polemiche generate dal match interno perso contro il Parma.

Il primo tempo si apre con le due formazioni schierate con il loro modulo classico, ma con tante defezioni da tutte e due le parti: il Bari infatti, si presenta con De Vezze e Gazzi a centrocampo, più Allegretti sulla sinistra (rispettivamente al posto di Almiron, Donati e Rivas) e Castillo al posto di Meggiorini in attacco. Il Napoli invece orfano di Quagliarella, Cannavaro, Aronica e Maggio sostituisce questi ultimi con Denis, Rinaudo, Santacroce e Zuniga. L’inizio del match è abbastanza spento, con le due compagini che sono più attente a non scoprirsi che ad offendere l’avversario, ma tale equilibrio viene spezzato dal Napoli che prima sfiora il gol con Hamsik, bloccato da Gillet, poi il gol lo trova con un bolide di Lavezzi, che viene lasciato colpevolmente libero di prendere bene la mira. Siamo al 27’ ed il Bari allo svantaggio, reagisce con trame occasionali e non costruite bene, tanto di meritare a tratti anche qualche fischio. In avanti, salvo Barreto che si danna, ma che non può giocare da solo, Castillo si rende protagonista di molteplici errori, che dimostrano ancora una volta la sua scarsa condizione fisica e mentale. Il primo tempo si conclude ed il pubblico non nasconde la sua disapprovazione.

La ripresa vede le squadre non effettuare altre sostituzioni, ma questo favorisce il Napoli, che pian piano occupa meglio gli spazi e sembra gestire agevolmente il risultato. Risultato che cambia ancora al 57’: ancora una voragine a centrocampo, favorisce l’inserimento di Zuniga, Gazzi lo contrasta, ma indirizza inspiegabilmente la palla indietro, dove Bonucci manca l’intervento e permette a Lavezzi di mettere a segno una doppietta. A questo punto, forse un po’ in ritardo, Ventura opera due cambi: fuori i due peggiori De Vezze e Castillo, dentro Almiron e Sforzini. Il match a questo punto riceve un’iniezione d’energia e soprattutto il numero quattro barese, dimostra di non essere così “malato”, infatti, al 75’ su cross di Alvarez è proprio Almiron ad accorciare le distanze con un caparbio colpo di testa che insacca De Sanctis. Due minuti dopo, sulle ali di un ritrovato entusiasmo, ancora Almiron imposta un contropiede travolgente che vede Alvarez pescare Bonucci in area e quest’ultimo mettere al centro una palla d’oro che però, il poco reattivo Sforzini non riesce a ribadire in rete. A questo punto chi si aspettava un forcing finale dei biancorossi rimane deluso, perché il Napoli addormenta il match e porta a casa l’intera posta.

Ancora una bruciante sconfitta in questa ultima, amara parte del campionato. Ci viene da esclamare menomale, menomale che siamo già salvi, perché con queste assenze, giustificate e non, le riserve stanno dimostrando, almeno alcune di esse, di non valere la massima serie. Peccato, perché l’ambiente, su di giri, ora si è notevolmente depresso e qualche fischio si inizia a sentire. Capiamo bene che l’obiettivo da raggiungere è stato raggiunto, ma far sbiadire la stupenda immagine finora dimostrata è davvero un delitto. I tifosi ora devono dimostrarsi tali e rimanere al fianco della squadra, che comunque ha riempito una pagina importante di storia di questa società. Società che, nel frattempo, deve assolutamente fare chiarezza, perché le destabilizzanti voci di una mancanza di programmazione preoccupano tutti e forse anche i protagonisti principali come tecnico e calciatori.

Curiosità. Anche oggi segnaliamo “Top & Flop”della settimana: con la freccia verde verso l’alto mettiamo su tutti Almiron, che in mezz’ora fa vedere a tutti che è un leader nato e che tante soddisfazioni ci potrà dare se trattenuto. Bene anche Alvarez, sempre scomodo per qualsiasi avversario e Barreto, che almeno ci mette impegno e corsa. Male, molto male invece Castillo, che non ce ne voglia, ma ieri ha toccato il fondo con giocate prive di senso e con una voglia di incidere pari allo zero. Insufficiente anche la coppia di centrali, De Vezze e Gazzi, che non solo no
n costruisce, ma nemmeno distrugge le trame partenopee, permettendo così agli azzurri di dominare territorialmente la partita. Ora arriva la Juve e mancheranno anche Gazzi e Andrea Masiello, questo però non significa che anche a Torino dobbiamo andare in vacanza. A buoni intenditor poche parole…
Don
ato Violante (Dany10)




 

Il protagonista della settimana: Alessandro Gazzi

 

Cresciuto nelle giovanili della Lazio, Alessandro Gazzi oggi rappresenta uno dei calciatori più importanti di questa squadra, sia in campo sia fuori dal rettangolo di gioco. In poche parole un grande uomo, appena indossa gli scarpini e scende in campo diventa l’avversario più odiato, segue il suo marcatore ovunque tanto da strappargli il respiro e appena entra il possesso di palla inizia a puntarlo come se volesse mordergli le caviglia. Attento tecnicamente e sempre a disposizione dei compagni, non si fa mai pregare per la corsa in più e per recuperare palloni nello spazio lasciato scoperto da qualche compagno. Grintoso e cattivo quanto basta, ma se lo vuoi mettere in difficoltà basta accendere una telecamera e un microfono e subito ritorna ad essere il timido e il buono di sempre. La sua carriera a Bari inizia nel 2004 e tranne una piccola parentesi nel 2007 con la Reggina, è sempre stato legato ai colori biancorossi. Ora però, il “Rosso” come viene chiamato simpaticamente dalla tifoseria, ha deciso di firmare anche lui a vita con il Bari, seguendo il buon esempio di capitan Gillet, non per questo, dopo il capitano, è il calciatore più amato dai tifosi.
L’inizio di campionato non è stato dei migliori per lui, infatti ha dovuto fare i conti con due personalità importanti del calcio italiano, vedi Donati e Almiron, ma il centrocampista biancorosso ha saputo aspettare il suo momento e un pò per l’infortunio di Almiron, un pò per far rifiatare Donati, ha ritrovato il posto da titolare che mister Ventura non gli v
uole più togliere lasciando in panca lo stesso Donati. Il clima un pò scettico su queste ultime sconfitte e sulla questione Perinetti, non ha tolto però spazio alla sua riconferma in maglia biancorossa con la speranza di vederlo anche in nazionale, sogno che il ragazzo conserva sempre nel suo cuore dopo le belle esperienze gia vissute dal 2000 al 2004 con le rappresentative minori.
Mirko Girone          
   

 



 

Bari a due facce regala anche al Siena i tre punti della speranza

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Bari, 12 apr 2010. Gara senza il patema del risultato per i galletti che possono definitivamente scrivere la parola fine sul campionato del Siena di Malesani, ormai con più di un piede in serie B. Tuttavia il Bari può cercare l’aggancio al treno che cerca l’Europa, con la prospettiva di affrontare Domenica prossima il Napoli a soli tre punti di distanza, rendendo così il match denso di motivazioni.

La prima frazione mette in mostra tutte le assenze del Bari , che riesce all’ultimo momento a recuperare l’acciaccato Barreto, ma che deve rinunciare al duo Donati-Almiron, rimpiazzati da Gazzi e De Vezze, oltre a Meggiorini, Kamatà e tutta la truppa dei lungodegenti. Il Siena invece mostra la sua formazione tipo, con l’unica novità rappresentata da Odibe, che rimpiazza lo squalificato Cribari. L’inizio del match sembra essere favorevole al Siena, che spinto dalla voglia di portare a casa il risultato, pressa i baresi che tuttavia, rispondono senza grossi affanni, infatti dopo un paio di iniziative senesi, il Bari passa in vantaggio con un’azione classica: palla in profondità per Barreto che tutto solo contro Curci passa al solissimo Rivas che a porta vuota insacca. La gioia del vantaggio, dura poco perché il Siena, non demoralizzato dalla marcatura pugliese, risponde subito e grazie ad una combinazione Larrondo- Ghezzal, porta quest’ultimo a trovare il gol del pari con un bel destro dal limite. La partita a questo punto diventa scoppiettante e al 20’ si sono già visti due gol, ma non è finita: il Bari produce ancora un’azione in velocità, Barreto salta netto il suo diretto marcatore, vola sulla sinistra e cerca al centro Castillo che dopo una ribattuta iniziale, insacca mettendo a segno la sua seconda marcatura stagionale con la nuova maglia. Lo stesso argentino poco dopo avrà una ghiottissima chance creatagli ancora da un super Barreto, ma purtroppo Curci si supera ed il primo tempo termina comunque con il Bari in vantaggio.

La seconda frazione si mostra subito avversa ai nostri colori, infatti il Bari si presenta in campo remissivo e privo di ogni velleità. Il Siena colpito nell’orgoglio ed all’ultimissima spiaggia ne approfitta. Al quarto d’ora, su uno svarione di De Vezze, è ancora Ghezzal a trovare il gol con un delizioso pallonetto dalla trequarti di campo. Chi si aspetta una reazione dall’undici di Ventura, rimane clamorosamente deluso, perché non solo il Bari non oppone resistenza al Siena, ma concede cinque minuti più tardi la rete del vantaggio ai toscani, che in mischia, troveranno la marcatura con Rosi, al primo gol in serie A. Il resto della gara è uno spot alla noia ed alla rabbia dei tifosi pugliesi che vedono minuto dopo minuto, la squadra arrendersi e perdere così irrimediabilmente l’ultimo “treno dei sogni”.

Oggi commentare la gara è davvero difficile, ci aspettavamo un Bari incerottato, stanco, ma non così passivo, soprattutto dopo un primo tempo così ricco di spunti e belle giocate. Non si può, ogni volta che si termina la prima frazione in vantaggio, regalare la ripresa all’avversario. Su questo Ventura ha molto da lavorare, perché è palese che il Bari rende finché propone gioco. Nel momento in cui il Bari smette di proporre gioco, cade sotto i colpi di qualsiasi avversario, anche se questo è ultimissimo in classifica. Non se la prendano i ragazzi, ma, lo spettacolo offerto ieri, è stato di bassissimo livello, soprattutto per coloro che, coriacei, hanno seguito la squadra sotto quella pioggia. Non si deve sperperare la fiducia che i tifosi hanno accumulato in tutta la stagione, si può anche perdere, ma che lo si faccia con onore e avendo dato tutto quello che si aveva da dare.

Curiosità. Anche oggi, puntuali, le nostre segnalazione su “Top & flop”della settimana: in alto sul podio mettiamo Barreto, che si mostra sempre più il giocatore che fa la differenza, mentre discreta è la prestazione di Castillo che soprattutto nel primo tempo mostra un’ottima intesa con il compagno di reparto brasiliano. Ricca è invece la schiera degli insufficienti con i picchi rappresentati da De Vezze, Koman e Belmonte, che stavolta deludono e parecchio. Un appl
auso ai 699 che anche ieri hanno seguito il match dei loro beniamini, peccato che alcuni facinorosi abbiano divelto dei bagni del settore ospiti dopo la gara. Capiamo la delusione, ma siamo sicuri che per due o tre teppisti, non si deve infangare l’immagine della tifoseria più bella d’Italia.
Donato Violante (Dany10)

 

 

Il protagonista della settimana: Nicola Belmonte

Nicola Belmonte è ormai diventato uno dei punti fermi di questo Bari. Anche lui, come i suoi compagni di reparto, è uno dei giovani gioielli di questa squadra. Tornato a Bari nella scorsa estate, si è messo subito a disposizione di mister Ventura, lavorando sodo per recuperare anche dai vari infortuni che avevano segnato la scorsa stagione. Come da vero calabrese testardo, Belmonte non ha mai mollato, anche quando il mister lo faceva riscaldare a bordo campo, ma poi optava per altre scelte. Però è arrivato anche il suo turno, anche se il terzino biancorosso, da vero uomo e professionista sottolinea che il suo riscatto e il suo rientro in campo con la maglia da titolare, coincide con un brutto episodio, ossia con l’infortunio del suo amico e compagno di reparto Andrea Ranocchia. Sin dalle prime partite giocate con la maglia del Bari, ha subito impressionato mister Ventura che nel post partita con la Fiorentina, nonostante l’amara sconfitta, ha voluto complimentasi con il difensore per l’impegno messo in campo e per le bella prestazione. Da Firenze in poi, Belmonte ha continuato ad esprimersi alla grande, tanto che il ds Perinetti si è sentito sollevato dopo aver perso anche al calciomercato un grande campione come Ranocchia, però riscoprendo un Andrea Masiello che come centrale non lo fa di certo rimpiangere.
Nelle dichiarazioni di questi giorni, Belmonte ha dichiarato di non sentirsi un ex del Siena poichè non ha quasi ma
i giocato, ma domenica sarà comunque importante scacciare gli incubi del passato e chissà con un gol dedicato a se stesso, per il recupero e per il suo compleanno che ci sarà il 15 aprile. Dopo le belle prestazioni e dopo aver dichiarato di voler restare a Bari il più possibile, i tifosi non possono che amare questo calciatore.
Mirko Girone   

 

 

Bari-Roma 0-1 Vucinic segna il Bari no. Pasqua amara per i biancorossi

LE FOTO DI BARI - ROMA CLICCA QUI!
Bari, 4 apr 2010. Partita in cui il Bari si traveste da arbitro del campionato, visto l’arrivo al San Nicola della Roma di Ranieri, autrice di una rimonta incredibile ai danni dell’Inter di Mourinho.

Le due squadre scendono in campo in maniera molto diversa:  la Roma mostra tutti i suoi gioielli schierandosi addirittura con il tridente Vucinic-Totti-Toni e riproponendo la coppia Burdisso-Juan al centro della difesa, il Bari invece deve fare a meno delle solite tre pedine importanti che stavolta sono Donati, Almiron e Meggiorini, proponendo al centro del campo l’inedita coppia Gazzi- De Vezze (che non giocavano assieme dalla partita d’esordio a San Siro)e al centro del reparto avanzato Castillo e Barreto. Il match, dall’esito teoricamente scontato per via delle diverse forze in campo e delle diverse motivazioni iniziali, parte mostrando invece un grande equilibrio. In campo,  infatti, le due squadre danno vita ad un inizio di gara molto bello sul piano tattico con la Roma a cercare il vantaggio ed il Bari in agguato nella ricerca della ripartenza. Purtroppo, dopo un quarto d’ora la Roma si rende pericolosa prima con Toni poi con De Rossi, per poi arrivare al 19’ al vantaggio: il Bari non esce bene dal solito disimpegno nella propria trequarti, la Roma recupera palla e Toni mette Vucinic solo contro Gillet che nulla può contro il preciso tocco del montenegrino. Da questo momento in poi la Roma arretrerà il suo baricentro concedendo poco spazio al Bari che nel primo tempo si renderà pericoloso solo grazie alle sgroppate di Alvarez che umilia anche una vecchia volpe come Riise.

La seconda parte del match parte subito con una sostituzione nelle fila del Bari, che inserisce Rivas al posto dello spento Kamatà , letteralmente annullato da Cassetti (in giornata di grazia). La partita cambia volto e il Bari dimostra di non voler concedere la resa ai capitolini, che salvo una conclusione da fuori con De Rossi non si renderanno mai pericolosi. Il Bari ci prova e prima Rivas vede la sua palla gol cancellata da un salvataggio sulla linea dell’attentissima retroguardia giallorossa, poi sarà Barreto a divorarsi una palla gol che ha dell’incredibile. Nell’ultimo quarto d’ora, il Bari ci crede , ma l’arguzia tattica dei romani e la stanchezza nelle gambe dei galletti, fanno si che la pressione cali. Ventura prova nuove soluzioni con il poco che ha, tanto da inserire Sestu al posto di un fischiatissimo Nacho Castillo che oggi davvero sembrava un pesce fuor d’acqua, ma il match ha ormai preso la via di Roma e i tredicimila supporters ospiti possono dare sfogo alla loro gioia.

Peccato non aver potuto affrontare la Roma al completo. Onestamente, ci aspettavamo di più dalla rivale dell’Inter nella corsa scudetto, ma il merito è soprattutto di un Bari che pur con molte assenze ha saputo tener botta allo strapotere tecnico della Roma. Ora non resta che concludere la stagione nella miglior maniera possibile, magari raggiungendo la quota cinquanta punti che per una neopromossa rappresenta un risultato straordinario. L’Europa, forse non arriverà, ma non dimentichiamo chi eravamo e prendiamo questo campionato come base per un futuro più roseo.

Curiosità. Anche oggi segnaliamo “Top & Flop” della partita giocata. In cima alle nostre preferenze mettiamo sicuramente la coppia Bonucci-A.Masiello, davvero perfetti in tutta la gara, tenendo conto anche di chi avevano di fronte. Sul podio anco
ra Alvarez, autore di un’altra gara sopra le righe. Sotto la soglia del famoso sei in pagella mettiamo Kamatà, che oggi non riesce ad essere quel” diavoletto della Tazmania”che tanto amiamo e Castillo, semplicemente imbarazzante in ogni occasione, ma questo non giustifica gli ingenerosi fischi su di lui piovuti. Ora la squadra torna in Toscana per affrontare il quasi retrocesso Siena, che se battuto può salutare definitivamente la massima serie.
Donato Violante ( Dany 10)

 

 

 

Il protagonista della settimana: Edgar Anthony Alvarez

Fino a qualche settimana fa, difficilmente qualcuno pensava ad Alvarez come protagonista. Ebbene si, proprio Alvarez, giocatore che per quasi tutte le sfide dei biancorossi, aveva destato poca convinzione e tanto scetticismo tra i tifosi di questa squadra. Però la freccia del Bari si è riscattata con delle prestazioni al di sopra di ogni previsione. Infatti Alvarez, sin dalla sfida dell’Olimpico contro la Lazio, ha lasciato negli occhi dei tifosi una luce diversa, poiché visto più convinto e nello stesso tempo più a servizio della squadra. La mano di Giampiero Ventura si è fatta sentire, infatti il calciatore dell’honduras sembra aver più convinzione nei propri mezzi e meno confuso quando deve entrare in area di rigore ed affrontare l’ultimo passaggio.
Il cambio di marcia si è visto contro la Lazio, dove il laterale biancorosso ha segnato il gol del definitivo 2 a 0. Nella partita successiva, quella contro il Parma, il Bari non si è espresso al meglio, eppure ancora lui è stato uno dei più volenterosi in campo, cercando il pallone a centrocampo e regalando degli spunti importanti. Poi la partita più bella del campionato con la Samp dove la difesa avversaria, non vedeva l’ora di tornare negli spogliatoi a fine gara per scappare dal San Nicola e lasciare l’incubo Alvarez alle loro spalle. Anche in quella partita decisivo l’assist che ha regalato gol e tre punti alla rivelazione di questo campionato: il Bari.
Anche a
Livorno, partita che ha lasciato l’amaro in bocca a tifosi e calciatori, l’esterno del Bari è stato uno dei pochi che non ci stava a perdere i tre punti e il treno Europa.
La rinascita di Alvarez sarà molto importante a questa squadra, sia sotto il punto di vista del campionato, sia come tassello su cui organizzare la prossima stagione e il futuro di questa importante società.
Mirko Girone          
      

 


 
 

BARI SCIUPONE E L'EUROPA LEAGUE SI ALLONTANA

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Bari, 29 mar 2010. Match dal sapore nuovo per l’undici biancorosso, che ha la possibilità di diventare protagonista nella lotta per un posto in Europa. Dopo la vittoria contro la Samp, infatti, i biancorossi distano solo tre punti dalla zona “Uefa”.
Il match si presenta come uno dei più difficili al momento, vista la disperata posizione dei toscani che cercano, tra le mure amiche, di ravvivare la speranza di una salvezza ormai vista in città come un’utopia. Le due squadre si presentano in campo con moduli diversi: il Livorno, che ritrova in campo Tavano al fianco di Lucarelli, propone una difesa a tre e schiera  Di Gennaro sulla linea mediana, con compiti da trequartista. Il Bari, invece, si presenta con il solito 4-4-2 che però è orfano di Almiron e Barreto, rimpiazzati rispettivamente da Donati e Castillo. Per gli esteti della sfera di cuoio, non è di certo una partita spettacolare nella prima frazione e per vedere il primo tiro verso la porta bisogna aspettare quasi venti minuti, quando Lucarelli fa sponda per l’accorrente Tavano che spara verso il sette, ma trova sulla sua strada il solito concentratissimo Gillet. Il Bari salvo questa sortita dei labronici, domina il campo in tutta la sua ampiezza e con le sue solite trame accurate manifesta la sua schiacciante superiorità tecnica. Superiorità che trova il suo sfogo quando al 24’ su una conclusione di Meggiorini deviata da Rivas, la palla incoccia contro la puntuale coscia di Allegretti, che mette alle spalle dell’incolpevole Rubinho. Bari in vantaggio meritatamente e partita che, vista anche l’ostilità ambientale creata dai tifosi amaranto, sembra in discesa.

Nella seconda frazione si fa ancora più netta l’impressione che da un momento all’altro il Bari possa raddoppiare. Clamorosa è la prima occasione: complice uno sciagurato disimpegno di Diniz, la palla colpisce il palo, con Meggiorini non abbastanza lesto ad infilare sulla ribattuta del legno. Il Bari è padrone dell’ Ardenza, ma il suo predominio non porta al tanto sospirato raddoppio, complice la scarsa vena delle punte biancorosse che alle volte mostrano una scarsa freddezza sotto porta non adatta alla categoria. Il Bari sperpera la più ghiotta delle occasioni quando alla mezz’ora della ripresa, dopo una gran cavalcata di Donati, la palla arriva docile sui piedi di Meggiorini che fallisce in maniera assurda, l’azione non si conclude, visto che sulla ribattuta di Rubinho, Castillo ha tutto il tempo di infilare a porta vuota, ma inspiegabilmente si perde in una serie inguardabile di dribbling che lo portano al nulla di fatto. Come spesso accade, dopo tutte le occasioni fallite, il Livorno, squadra allo sbando totale, in uno dei suoi rari affondi trova il pari con Tavano, abile a sfruttare l’immobilità della difesa che fino a quel punto era stata perfetta. La beffa potrebbe completarsi nel recupero, quando sempre Tavano, sfrutta una torre del solito Lucarelli, ma fallisce a due passi da Gillet.

Peccato davvero. Un’ occasione così ghiotta potrebbe non capitare mai più. Non vogliamo essere disfattisti, ma forse bisogna ammettere che oggi la colpa della mancata vittoria è della mancanza di cattiveria sotto porta mostrata dai nostri beniamini. Bisogna crescere anche in questo, non avendo pietà (sportiva si intende) di queste squadre allo sbando, portando a casa tre punti senza tralasciare nulla. Con questa vittoria non si aveva la matematica certezza dell’ingresso in Europa League, ma se ne poteva alimentare la speranza, portando così un vento nuovo nelle stanche vele dei tifosi, da sempre in attesa di un Bari che vada al di fuori dei confini nazionali. Tuttavia non si può dimenticare ciò che si sta compiendo e quindi bisogna accorrere in massa allo stadio per assistere ad un match affascinante come quello che vedrà i galletti contro la Roma di Ranieri, reduce dalla clamorosa vittoria contro l’Inter campione d’Italia in carica.

Curiosità. Anche oggi, puntualmente segnaliamo “Top & Flop” del match. Con la freccia verde verso l’alto, indichiamo Alvarez, in forma strepitosa in questo periodo, che se solo avesse un minimo di tecnica in più sarebbe l’este
rno più forte del campionato. Sul podio mettiamo Sasà Masiello, autore di una maratona sulla sinistra e Donati che per la prima volta dopo tanto tempo torna sui suoi livelli. Le note dolenti oggi suonano per la coppia d’attacco Meggiorini – Castillo. I due si impegnano, ma non basta, non si possono sbagliare i gol che si sono sbagliati ieri, senza contare che di fronte gli avversari hanno concesso tutto lo spazio immaginabile ai due. Sicuramente senza Barreto il Bari perde in manovra ma sotto porta non può essere solo il brasiliano a vedere la rete.
Donato Violante (Dany10)

 

IL TABELLINO DI LIVORNO - BARI  1-1
MARCATORI: 24’ Allegretti (B), 85’ Tavano (L)
LIVORNO (3-4-1-2): Rubinho 6; Diniz 5.5, Rivas 5 (65’ Galante 6), Knezevic 6; Raimondi 5.5, Mozart 5.5, Filippini sv (26’ Pulzetti 5.5), Vitale 6; Di Gennaro 4.5 (57’ Bellucci 5); Tavano 6, Lucarelli 6. A disposizione: De Lucia, Moro, Prutsch, Danilevicius. All. Cosmi 6.
BARI (4-4-2): Gillet 6.5; Belmonte 6, A.Masiello 6.5, Bonucci 6, S.Masiello 6; Alvarez 6,5, Donati 6.5, Gazzi 6, Allegretti 7 (74’ Parisi 6); Meggiorini 6,5 (89’ Rivas sv), Castillo 6 (84’ Sforzini sv). A disposizione: Lamberti, Stellini, De Vezze, Koman. All. Ventura 6.
ARBITRO: Saccani 6
AMMONITI:  Di Gennaro, Bellucci, Vitale (L)

 

 

BARI SAMPDORIA 2-1 IL SOGNO CONTINUA, GRAZIE RAGAZZI!

Bari Sampdoria è la partita che ha definitivamente consacrato il Bari di Ventura nella lunga storia di questa società, una squadra che probabilmente è destinata a battere quasi tutti i record precedenti; e tutto questo con un testimone d'eccezione, quel figliol prodigo, di nome Antonio Cassano che segna nello stadio che lo ha visto crescere e immediatamente chiede il perdono dei 40.000 baresi, un Cassano che forse nel suo profondo ha gioito insieme ai suoi concittadini per questa vittoria, per questo Bari storico, un Bari che forse in un lontano futuro potrebbe riaccoglierlo a braccia aperte...

 

 

 

BARI-SAMPDORIA 2-1 : Da oggi ci siamo anche noi per l'Europa!

CASSANO SEGNA E QUASI PIANGE, MA BARI RIDE GRAZIE A BARRETO!

LE FOTO DI BARI - SAMPDORIA 2-1 CLICCA QUI!

Bari, 25 Mar 2010. Partita ad altissimo carico emozionale per i baresi, che non solo possono puntare all’Europa contro l’altrettanto lanciata Sampdoria, ma  che rivedono dopo nove anni il loro talento più grande, quel Cassano che dieci anni fa incantava il San Nicola con le sue straordinarie giocate.

La prima frazione vede le due squadre presentarsi in campo con un atteggiamento speculare, infatti tutte e due le formazioni puntano sul gioco delle ali e mettono sul piatto le loro punte di diamante. Il Bari rimostra Barreto e Rivas dall’inizio, mentre la Samp punta su Mannini al posto di Semioli e mette Rossi al posto di Lucchini squalificato. Il match vede subito il Bari prendere in mano le redini del gioco, con giocate di velocità e classe complice anche un Alvarez che sembra indemoniato sull’out di destra. I biancorossi sfiorano il gol più volte sia con Meggiorini che con Barreto che vede addirittura stoppato il suo pallonetto sulla linea da Gastaldello. Tutto lascia presagire ad un goal dei pugliesi, ma come sempre la regola non scritta del chi sbaglia paga, dimostra ancora una volta di avere significato fondato: infatti, Guberti, altro ex applaudito, salta Gazzi e mette al centro, dove il destino vuole ci sia Cassano, che mette alle spalle di Gillet, ma quasi piange dall’emozione. Il gesto è gradito dai baresi che applaudono a scena aperta, complice anche il nuovo gemellaggio con i tifosi doriani. Il Bari accusa il colpo, ma lo scoramento del caso, dura solo pochi minuti e il Bari ritorna a giocare rendendosi pericoloso due volte con Rivas e una volta con Meggiorini che cerca il gol in sforbiciata. La prima frazione si chiude con i 35.000 del San Nicola che comunque applaudono i protagonisti della gara.

Il secondo tempo parte con un Bari ancora più arrembante del primo tempo e complice la splendida spinta del pubblico, preme la Samp nella sua metàcampo costringendola a soffrire. Ventura per aumentare la pressione, inserisce Kamatà al posto di Rivas, ancora non al meglio, e ci azzecca, visto che la Samp arretra ancora di più e subisce il pari: Belmonte cerca le punte, lancia dentro, Accardi e Gastaldello bucano clamorosamente consegnando a Meggiorini la più semplice delle palle goal. Goal cercatissimo e meritato per l’attaccante veronese. Il Bari e Bari ci credono e la verve offensiva non accenna a diminuire. I ragazzi ci credono e continuano a sfiorare il goal con Barreto e Castillo, nel frattempo subentrato a Meggiorini. La marcatura è solo questione di tempo, infatti, sull’ennesima discesa straripante di Alvarez, la palla pennellata al centro trova la testa di Barreto che stava per uscire un minuto prima per crampi. San Nicola in delirio e notte che si colora di biancorosso offuscando così il blucerchiato del pur amato Fantantonio. Il resto del match, recupero compreso non è una sofferenza per il Bari, anzi, è l’occasione per legittimare con altre due clamorose occasioni costruite e non concretizzate da Alvarez, la splendida vittoria finale.

Una serata straordinaria per tutti i baresi. Sembra un film questa partita, con una sceneggiatura preparata ad arte, ma un film non è, bensì è realtà. Realtà che quest’anno sta regalando alla nostra città un sogno che nessuno vuole nominare, ma solo per scaramanzia. Non possiamo però non provarci, visto che squadre come la Samp (poca cosa quella del San Nicola), addirittura sognano la Champions. Il Bari ha l’entusiasmo adesso, di chi non ha più obblighi legati alla salvezza, quindi si può giocare con la spensieratezza che molte squadre attualmente non hanno, e questo è solo un vantaggio.

Curiosità. In questa notte magica, molte sono le note positive tra i biancorossi e per la rubrica “Top & Flop” mettiamo in testa a pari merito Barreto ed Alvarez, il primo per il goal, per la caparbietà e per la voglia che ci mette nonostante i problemi fisici, il secondo perché fa ammattire chiunque gli si metta davanti, Ziegler lo sognerà per molto e non sarà gradevole. Sul podio mettiamo anche Almiron e Meggiorini che sono in grande forma e che con il loro attaccamento danno una spinta straordinaria a tutta la squadra. Tra le insufficienze poniamo solo Rivas, c
he sembra molto indietro con la condizione e quindi non appare devastante come sempre. Che dire la serata degli applausi per tutti si conclude con l’applauso a quei signori di Ventura e Perinetti, che a braccetto, hanno costruito un gruppo giovane e vincente, che non teme nessuno e che sta regalando un sogno alla città intera.
Donato Violante ( Dany 10)

 

Le pagelle di Bari – Sampdoria di Mirko Girone

 

La più bella partita della stagione vista al San Nicola è stata quella tra Bari e Samp. Pazzesca cornice di pubblico, che festeggiano in un gran gemellaggio, il fantastico stato di forma delle loro squadre. Grande prova di forza dei ragazzi di mister Ventura che hanno dominato la partita per tutti i 90 minuti.

Gillet: 6 Incolpevole sul gol di Cassano, è stato uno dei 30 mila spettatori del San Nicola. Lasciato a riposo.
Belmonte: 5.5 Bravo e attento quando Cassano cercava di ispirarsi, ma quando doveva spingere sulla fascia, si faceva un po’ desiderare. Sottotono.
A. Masiello: 6 Come al solito preciso in ogni suo intervento. Regolarista.
Bonucci: 6.5 E’ riuscito a far scomparire Pazzini dal terreno di gioco per tutti i 90 minuti. Illusionista.
S. Masiello: 6 Sempre attento a non perdere mai di vista il suo diretto marcatore che a dir la verità non si è preoccupato di non ricevere mai palla. Partita semplice.
Rivas: 6 A molti non è piaciuto, eppure i pochi palloni giocati li ha resi quasi sempre pericolosi. Pericolo.
Gazzi:
6 Sicuramente meglio che con il Parma. Con Almiron gli riesce meglio fare quello che preferisce. Ruba palloni.
Almiron: 7 In ogni azione ci mette del suo e il pubblico si esalta ad ogni sua prodezza. Ogni pallone toccato lo mette in cassaforte. Direttore d’orchestra.
Alvarez: 7.5 Sicuramente è la sua migliore partita. Difficilmente i difensori della Samp dimenticheranno le sfuriate del laterale biancorosso. Incubo difensivo.
Meggiorini: 6.5 Bravo a sfruttare l’unico errore difensivo dei blucerchiati. Dopo le tante palle gol sprecate con il Parma, ha realizzato alla prima palla disponibile. Cinico.
Barreto: 6.5 Per divertire, questo Bari ha bisogno anche di lui. Quando c’è bisogno dei suoi gol, il giovane talento brasiliano, non si fa attendere per poi esplodere la sua gioia con tutti i tifosi biancorossi. Spietato.
Kamata: 6.5 Se pur giocando bene, il Bari aveva bisogno del suo pupillo. Appena la palla è nel suo rad
ar, abbassa la testa e vola via. Toro scatenato.
Ventura:
6.5 Quando i suoi ascoltano i suoi consigli è difficile non vincere. Grande sfogo a fine partita quando sotto la curva si lascia andare ad una esultanza che sa tanto di obiettivo raggiunto. Settimo cielo.
Mirko Girone

 


IL BARI DI VENTURA - PARTE 1

 

 

 

Le pagelle di Bari-Parma di Mirko Girone

Oggi si inaugura una nuova rubrica dedicata alla nostra squadra del cuore: il Bari. Ogni fine gara vi proporremo tutti i voti dei biancorossi con le relative considerazioni. Contro il Parma è stata una gara dai due volti, brutta nel primo tempo, più reattiva nel secondo.

 

 

 



Gillet: 7 Il rinnovo a vita gli ha dato una carica in più, sembrava elettrizzato ad ogni tiro dei ducali. Insuperabile.
Belmonte: 6 A parte l’incomprensione sull’autogol, è stato come al solito preciso in ogni sua chiusura difensiva e propositivo quando serviva. Attento.
A. Masiello: 7.5 Sicuramente il migliore dei biancorossi, non ha sbagliato niente neanche un passaggio, quando gli attacanti non segnano lui non si fa mai pregare. Traghettatore.
Bonucci: 6 Partita facile per il neo nazionale. Crespo era un lontano ricordo di quello visto tanti anni prima con il Parma e la giovane età del difensore è stata decisiva. Ordinaria amministrazione.
S. Masiello: 5.5 Bravo a controllare le avanzate di Valiani, ma ha pagato a caro prezzo l’errore che ha consentito al Parma di passare in vantaggio. Da perdonare.
Alvarez: 6.5 Aveva voglia di riconfermare quanto di buono visto a Roma, ma per giocare qualche pallone ha dovuto faticare, poiché nel primo tempo il pressing del Parma è stato asfissiante. Nella ripresa il Bari ha ripreso a macinare sulle fasce e il laterale biancorosso è riuscito a creare pericoli. Propositivo.
Gazzi: 6 Bravo in fase difensiva, ma quando doveva proporsi preferiva far decidere al compagno di reparto o ripartire dalla difesa. Rinunciatario.
Donati: 5 L’assenza di Almiron si è fatta sentire. Chiamato in cabina di regia sembrava aver perso l’orientamento. Spaesato.
Allegretti: 5.5 Diversamente dal solito si accentrava molto, ma i palloni persi erano altrettanto in quantità elevata. Impacciato.
Castillo: 5 Non è mai entrato in partita, pochi palloni giocati e non ha mai cercato di proporsi in aiuto ai centrocampisti. Non pervenuto.
Meggiorini: 6.5 Con un anonimo Castillo ha fatto reparto da solo. Gli è mancato solo il gol dopo un palo e una traversa che grida vendetta. Sfortunato.
Kamata: 6.5 Appena è entrato in campo ha dato più vitalità alla manovra biancorossa, lottava su tutti i palloni e aiutava in fase di copertura. Ha dimostrato a Ventura che può giocare anche lui in questo Bari. Decisivo l’assist per la rete di Masiello. Peperino.
Almiron: 5 Che non era in giornata lo si sapeva, ma che non entrasse mai in partita no. Sembrava avesse paura di contrastare gli avversari. Timido.
Sforzini: 4.5 Gettato nella mischia da Ventura che sperava di ribaltare il risultato, ma l’unica cosa che ribaltava l’avanti barese erano gli avversari che puntualmente gli levavano la palla. Scelta sbagliata.
Ventura: 6 Sufficientemente bravo a capire che Kamata avrebbe dato quello che ha questo Bari mancava. Sfata il tabù Parma, vero e proprio incubo per il Bari. Stratega.
Mirko Girone

 

Bari a due facce coglie un punto contro l’ostico Parma

      

LE FOTO DI BARI - PARMA 1-1 CLICCA QUI!

Bari, 22 mar 2010. Primo dei due incontri casalinghi ravvicinati per il Bari di Ventura, reduce dalla trionfante trasferta di Roma. Il Bari trova di fronte la sua bestia nera per eccellenza: il Parma di Guidolin.

Il match si apre con le due squadre che devono fare i conti con le reciproche assenze: il Bari schiera Donati al posto dell’acciaccato Almiron e ripropone la coppia Meggiorini e Castillo vista l’assenza di Barreto, ancora alle prese con problemi fisici. Il Parma invece, viste le assenze di Bojinov, Paloschi e Morrone, schiera una formazione ad una punta, Crespo, supportata da Lanzafame e Antonelli, due ex biancorossi. Il match si mostra subito interessante sul piano tattico e la curiosità è rappresentata soprattutto dall’atteggiamento del Bari che affronta una squadra da sempre invincibile in serie A. La prima palla gol è del Bari, Meggiorini ruba palla a Della Fiore e si presenta solo al cospetto di Pavarini, ma la palla colpisce il palo e l’attaccante veronese si dispera. Dopo questa occasione è il Parma ad assumere il pieno controllo della gara e mostra la sua vivacità con molteplici conclusioni, su tutte quella angolatissima di Lanzafame, che però trova come risposta le mani del capitano Gillet, fresco di rinnovo fino al 2014. Il gol gialloblù è però nell’aria e complice un’ingenua palla persa del pur ottimo S. Masiello, la squadra emiliana si invola verso la porta e su una palla sporca di Zenoni deviata da Belmonte passa in vantaggio meritatamente. La prima frazione si chiude così, tra la latente delusione dei presenti, che tuttavia, incitano i loro beniamini.

Il secondo tempo si apre subito con una modifica tattica che definiremmo fondamentale per lo svolgimento del match, infatti, Kamatà entra al posto di un Allegretti irriconoscibile per imprecisione e svogliatezza. La partita prende subito un’altra fisionomia e il Bari si impossessa del gioco rendendo durissima la vita agli esterni di centrocampo parmigiani, che vista la presenza di due schegge sulle fasce, sono costretti ad arretrare vistosamente. Un altro cambio ridona definitivamente il pallino del gioco ai biancorossi  ed è quello che vede entrare Almiron al posto di Donati che torna a non giocare da Donati dopo la splendida prestazione di Roma. Il Bari spinge tantissimo e dopo i due legni colpiti dall’ottimo Meggiorini ( una traversa da 25 metri ed un palo su calcio piazzato), trova il pareggio a cinque minuti dalla fine con una cavalcata straordinaria di Andrea Masiello, abile ad infilarsi come un coltello nel burro, nella difesa emiliana che nell’occasione mostra i suoi limiti. La partita si chiude sul pareggio e l’appuntamento per i fedelissimi biancorossi si rinnova a mercoledì sera, contro la Sampdoria di Antonio Cassano, figliol prodigo di una città che non ha mai smesso di amarlo.

Partita dai due volti per la banda Ventura, che nel primo tempo regala la frazione al Parma, mostrando stanchezza e idee offuscate, mentre nella ripresa mostra il carattere che tanto l’ha resa famosa quest’anno. Peccato per i tre punti, ma per come si era messa la disputa e , visti i precedenti , alle volte ci si può accontentare.

Curiosità: Come sempre indichiamo “Top & Flop” della settimana: sul podio dei migliori mettiamo Andrea Masiello, semplicemente straordi
nario nell’azione del gol, dove sembra dire: “Me ne occupo io…”, poi Gillet che nel primo tempo salva la baracca e Meggiorini che se fosse solo un po’ più fortunato, sarebbe già in doppia cifra. Tra le insufficienze invece segnaliamo su tutti Allegretti, che oggi si mostra in giornata no, mentre Donati e Castillo, hanno la colpa di non incidere mai sulla gara  
Donat
o Violante (Dany10)

 

Il protagonista della settimana: Jean Francois Gillet

“Questa vittoria è dedicata a tutti i veri tifosi di questa squadra, avevamo un conto in sospeso con i nostri tifosi e adesso abbiamo pagato il nostro debito con loro”. Il capitano, con questa ennesima dichiarazione, si è confermato un grande calciatore, ma soprattutto grande uomo, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Dopo il 16° rigore parato con la casacca biancorossa, il capitano dei baresi, è l’unico a poter recepire la gioia della piazza di Bari, visto i tantissimi anni trascorsi in questa città e dopo i tanti anni di buio che lo hanno accompagnato in serie B. Adesso però l’incubo è finito e finalmente Gillet può ricominciare a sorridere perché ritorna a vedere la sua Bari a grandi livelli.
Giornata dopo giornata, l’estremo difensore del Bari, si sta togliendo sassolini dalle scarpe, affrontando le emozionanti gare di serie A, vedi Inter, Milan e Juventus, e nello stesso tempo regalando dispiaceri ai più grandi attaccanti del campionato e del mondo.
Sin dal ritiro di questa estate, il capitano credeva in questa squadra, a cospetto di tutti coloro che era abbastanza scettici e che non avrebbero puntato neanche un soldino sulla neopromossa Bari.
In questo campionato il “Leone di Liegi” è tornato a ruggire, sorprendendo tutti quelli che lo etichettavano come un portiere basso e inorgogliendo l’intera tifoseria che ha sempre visto il capitano come  vero e proprio portabandiera . Con la salvezza ormai in pugno, è arrivato il momento di pensare già al prossimo campionato, confermando tutti coloro che hanno regalato emozioni, partendo dal portierone
punto fermo di questa squadra e di questa società.
Gillet sic
uro di essere l’orgoglio di tutta la tifoseria e consapevole dell’ennesima prestazione da leader contro la Lazio, già pensa alla prossima partita in casa contro il Parma, quando scenderà in campo per il riscaldamento con l’intero stadio che si trasformerà in una grande bolgia per elogiare il suo eroe.
Mirko Girone




 

I GALLETTI ANNIENTANO LE AQUILE. CHE BARI ALL'OLIMPICO!

LE FOTO DI LAZIO - BARI 0-2 CLICCA QUI!!!

Bari, 15 mar 2010. Trasferta “suggestiva” per il Bari, che torna all’Olimpico, stavolta per affrontare la Lazio di Reja. I biancocelesti, alla ricerca disperata di punti salvezza, per l’occasione richiamano al loro seguito tutti i sostenitori più fedeli, accorsi in massa per il match contro i biancorossi di Ventura.
La disamina tattica della partita prende in considerazione due assenze illustri, una per parte, cioè quelle di Barreto per il Bari e di Zarate per la Lazio. Le due squadre si presentano in campo con delle inevitabili modifiche: il Bari inserisce Meggiorini, non in perfette condizioni, al posto di Vitor Barreto e ripropone Donati al posto di Gazzi, mentre la Lazio posiziona Floccari e Rocchi sulla linea d’attacco e a centrocampo inserisce Firmani al posto di Mauri. La partita si mostra subito interessante sotto il piano tattico e anche se lo spettacolo ne risente, è curioso vedere come sia il Bari a mantenere il pallino del gioco, con le sue trame fitte di passaggi che partono dal portiere Gillet. La Lazio prova ad aggredire, ma non riesce mai ad impensierire la retroguardia barese che si dimostra come contro il Chievo attenta e disinvolta nei disimpegni. La chiave tattica si consuma intorno alla mezz’ora del primo tempo, quando Meggiorini, impegnato in uno dei suoi ripiegamenti difensivi, “azzoppa”, ovviamente involontariamente,Matuzalem e costringe lo stesso brasiliano a far posto a Hitzlsperger, che ben presto dimostrerà di non essere pronto per il nostro campionato. Il primo tempo non produce sussulti, ma mette sul piatto un altro fattore, ovvero il nervosismo dei capitolini, che cercano di ravvivare il match mettendolo sulla rissa, vedi il battibecco di Firmani con Almiron, che pur non reagendo viene comunque ammonito da Rizzoli. In coda alla frazione l’unico episodio degno di nota, con una conclusione di Hitzlsperger che viene respinta dall’attento Gillet.

La ripresa parte subito in maniera più spettacolare e la Lazio sembra voler aumentare il ritmo, ma il rigore tattico dei ragazzi di Ventura è più efficace e al 50’ il Bari passa: Alvarez salta netto sulla destra un confuso Kolarov che lo stende, questo genera una punizione, che sui suoi sviluppi porta al gol in mischia di Sergio Almiron. I cinquemila baresi presenti vanno in brodo di giuggiole, mentre i laziali cadono nello sconforto più profondo. Il Bari sembra la squadra del girone d’andata e complice una difesa eccezionale respinge tutti gli attacchi laziali cercando di ripartire in contropiede. Una di queste ripartenze al 63’regala il secondo gol: palla rubata da Gazzi, Meggiorini è abile a sfruttare lo spazio creato dal “rosso”e dopo aver protetto palla, lancia Alvarez che mette il turbo, dribla Muslera e insacca a porta vuota. A questo punto il match prende i binari biancorossi e il Bari deve solo controllare, controllo che viene interrotto al 77’ dal guardalinee, che richiama Rizzoli in merito ad una dubbia trattenuta di Donati su Cruz: è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Kolarov che calcia, ma trova di fronte il “gatto di Liegi” Gillet, che con un balzo clamoroso neutralizza in due tempi la conclusione del serbo. Da ora in poi la Lazio demoralizzata alzerà bandiera bianca e il Bari porterà così a casa il secondo successo stagionale in trasferta.

Partita magnifica dei biancorossi, che sfoderano la miglior prestazione esterna stagionale, un mix di tattica e velocità nell’espressione delle idee, che fanno ammattire letteralmente i pur carichi giocatori della Lazio, che mostrano tutta la loro inesperienza in ambito di salvezze sofferte. Ventura alla fine è raggiante come un bimbo a cui si regala una bici nuova e si regala una festante corsa sotto il settore ospiti gremito da tantissimi supporters biancorossi. Tifosi splendidi che per tutta la gara cantano a squarciagola e incitano i loro beniamini, osannati a fine partita come degli eroi.

Curiosità: che bello oggi indicare i “Top & Flop”della settimana, infatti sono tanti i giocatori che rasentano la perfezione: su tutti Gillet, autentico muro montato sulla porta, non concede nulla e respinge il rigore di Kolarov. Poi mettiamo sul podio a pari merito Belmonte e Sasà Masiello, che sfoggiano una prestazione da regalar
e ai nipotini. Discorso a parte lo facciamo pèr Alvarez, autentico fenomeno sulla corsa che ieri delizia anche con un gol fantastico, e per Almiron che a parte il gol fatto, mostra un attaccamento alla maglia che non si vedeva da anni in questa piazza. Tra i flop mettiamo Castillo e Allegretti, che non scendono sotto la sufficienza e sono utilissimi alla causa, ma si mostrano meno straripanti degli altri.
Donato Violante (Dany10)

 

 

Il protagonista della settimana: Sergio Bernardo Almiron

Settimana che vede il Bari tornare alla vittoria e ai tifosi ritorna lo spirito giusto per affrontare al meglio il finale di campionato. La partita contro il Chievo si è giocata nel freddo del San Nicola con pochi tifosi, ma veri, che non hanno fatto mancare affetto e calore, compensando la mancanza di quei tifosi occasionali.
Il ritorno alla vittoria del Bari coincide con il ritorno a pieno ritmo del regista Sergio Almiron. Sarà un caso? Forse sì, l’intera squadra ha meritato la vittoria con una prestazione fantastica, o forse no poiché il calciatore argentino è ormai l’uomo indispensabile per questa squadra e per lo stesso tecnico, che prediligendo un gioco spumeggiante con tanti cambi di ritmo e passaggi con il contagiri deve puntare quasi sempre sulla classe e sulle gesta del fantasista barese.
Sergio Almiron non è solo amato dall’intera squadra per la sua professionalità e il suo mettersi a disposizione, ma ormai è diventato il vero e proprio beniamino del pubblico del San Nicola.
Domenica scorsa è stato accolto sin da subito con una grande ovazione e prontamente ha risposto a suoi tifosi con un bel saluto. Dop
o aver disputato un gran campionato ad Empoli, Almiron si era un po’ perso tra Torino e Firenze, ma da quando è arrivato a Bari, ha ritrovato il piacere di giocare a calcio, divertendosi e facendo divertire il pubblico.
Proprio per
questo, il “giocoliere di Santa Fe” , ha voluto precisare di voler restare a Bari il più possibile, come ringraziamento alla società che ha sempre creduto sempre in lui, Perinetti su tutti, e a tutti i tifosi che gli regalano tanto affetto, che per il calciatore era un ricordo ormai lontano.
Mirko Giro
ne
 
                  

 

 

BARI - CHIEVO 1-0 (20 P.T. CASTILLO)

Finalmente Bari sei tornato, ma serve un corso di rigori

  

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Bari, 8 Mar 2010. Partita, senza giri di parole, fondamentale per i biancorossi, che trovano sulla loro strada un Chievo reduce da due importantissime vittorie, che lo hanno portato in una zona tranquilla della classifica.
Il match vede di fronte due squadre che fanno dell’organizzazione di gioco il loro marchio di fabbrica. Le due compagini mostrano per l’occasione delle novità, dovute soprattutto alle defezioni dei rispettivi titolari: il Bari, infatti, mette sulla sinistra il talismano Allegretti al posto dello sfortunato Rivas (ancora infortunato) e ripropone Castillo al posto del convalescente Meggiorini, che comunque va in panca. Il Chievo invece, falcidiato dalle squalifiche, mette Iori e Ariatti sulla linea centrale per sostituire Marcolini e Luciano, mentre schiera al posto di Yepes, squalificato anch’egli, l’argentino Morero. L’inizio del match, finalmente, è tutto del Bari, che sin da subito mostra sul campo una maggiore determinazione, ma complice un errore del neo azzurro Bonucci, è il Chievo a sfiorare il gol per primo con Pellissier, che però incrocia un grande Gillet. Dopo questo episodio, il Chievo abbassa il baricentro e concede al Bari il dominio assoluto della manovra. Almiron e Alvarez fanno ciò che vogliono, e al 14’ è proprio l’honduregno a sfiorare il gol con un tiro-cross che si stampa sulla traversa. Il Bari dà l’impressione di poter sfondare da un momento all’altro e al 20’ arriva il gol: grande azione di Allegretti, che salta due avversari e taglia il campo, palla deliziosa per Nacho Castillo e gol alla Batistuta per lui. Prima rete, per l’argentino ex Pisa e Lecce, che finalmente ci toglie dalla mente quel gol fattoci contro con la Fiorentina. La squadra sembra molto più pimpante del solito e continua a dominare la gara senza grandi difficoltà complice anche un Chievo abbastanza rinunciatario. La prima frazione termina tra gli applausi di un San Nicola per soliti intimi.

Il secondo tempo, sostanzialmente, continua sulla falsa riga tracciata nei primi quarantacinque minuti, ovvero con il Bari a fare la partita e il Chievo a cercare di ripartire in contropiede. Dopo dieci minuti però, il Chievo decide di dare un senso alla sua partita spostando abbondantemente il baricentro in avanti e creando tutta una serie di calci d’angolo che per quasi sette minuti tiene il San Nicola con il fiato sospeso. Tuttavia oggi il Bari sembra davvero quello di qualche tempo fa, ed oltre alla precisione negli scambi, sfoggia una compattezza difensiva straordinaria, complice un Andrea Masiello in formato Mundial. La partita in questa seconda ripresa non dona grandi emozioni e salvo due occasioni, capitate sui piedi non proprio educatissimi del comunque grande Alvarez e una palla gol clamorosa sbagliata dal subentrato Meggiorini(entrato per un Barreto evidentemente giù di morale), si trascina verso la fine in maniera abbastanza soft per i nostri colori. All’ultimo minuto però il gran finale: Meggiorini, ruba palla, punta Frey, lo salta, ma viene messo giù. Rigore netto. Barreto è uscito e bisogna trovare un rigorista di riserva, tutti pensano ad Allegretti, ma sul dischetto si presenta Donati che nel frattempo ha occupato il posto dell’acciaccato Gazzi. Il friulano sembra sicuro di segnare, ma anche lui sbaglia clamorosamente, dando gloria al buon Sorrentino. La bella notizia è che stavolta il rigore non fa perdere punti e la partita si chiude subito dopo.

Che bello tornare a vincere senza nemmeno subire gol, il Bari mostra gli attributi e il pubblico (pochino)apprezza, regalando applausi e intonando cori di sostegno. Oggi, quello che doveva esser fatto, è stato fatto e la matassa sembra esser stata sbrogliata. Un applauso dopo le giuste critiche, a tutta la squadra e a mister Ventura al quale va il merito di non aver mai demoralizzato la squadra nemmeno dopo la clamorosa debacle di Catania. Ora si va a Roma con la gioia nel cuore e con la convinzione che, giocando alla nostra maniera, anche una grande squadra come la Lazio, alla disperata caccia di punti, può essere battuta.
Curiosità. Come ogni settimana, puntuale è la nostra rubrica “Top & Flop”: stavolta è molto più facile trovare top rispetto all’ultimo mese nero, e su tutti mettiamo Castillo, autore di un gol fondamentale proprio nella partita più importante e decisiva. Sul podio a pari merito mettiamo A. Masiello, semplicemente immenso, e Allegretti, giocatore dalle grandi doti tecniche, che un po’ misteriosamente viene spesso dimenticato da Ventura, nonostante il suo impatto clamoroso sulle prestazioni della squadra. Bene anche Belmonte, S. Masiello, Alvarez e Almiron. Quasi tutti insomma, ma come sapete siamo obiettivi e il flop a qualcuno
deve pure andare. Mettiamo sotto la sufficienza, anche se di poco, Barreto, che sembra un po’ in affanno, ma si riprenderà e Bonucci, che forse un po’ distratto dalla prima convocazione, al 5’ regala palla a Pellisier, “donando” apprensione a tutti i presenti. Dimenticavamo, chiediamo al mister una accurata sessione intensiva di calci di rigore, a parte gli scherzi, forse, servirebbe davvero.
Donato Violante ( Dany 10)


IL TABELLINO DI BARI-CHIEVO 1-0
MARCATORI:  20’ Castillo
BARI (4-4-2): Gillet 6.5; Belmonte 6.5, A. Masiello 7, Bonucci 6.5, S. Masiello 6.5; Alvarez 7, Gazzi 6.5 (68’ Donati 6), Almiron 6.5, Allegretti 6.5; Barreto 5.5 (63’ Meggiorini 6.5), Castillo 7 (85’ Kamata s.v.). A disposizione: Lamberti, Stellini, Koman, Sestu. All. Ventura 7
CHIEVO (4-4-2): Sorrentino 6.5; Sardo 6, Morero s.v.(14’ Frey 6), Mandelli 6, Mantovani 5; Pinzi 6, Iori 5 (66’ Granoche s.v.), Ariatti 5.5 (80’ Jokic s.v.), Bentivoglio 6; Pellissier 6, De Paula 5.5. A disposizione: Squizzi, Bianchi, Sbaffo, Bogdani. All. Di Carlo 6
ARBITRO: Pinzani 6
AMMONITI: Iori, Frey

 

 

Il protagonista della settimana: Leonardo Bonucci

Dopo una prima parte di campionato da protagonisti, l’ennesima sconfitta in campionato fa calare il sipario su un Bari che merita ben altro in questo momento. Infatti, in molti sono già lì, belli e pronti a commentare e disprezzare una squadra che fino ad un mese prima era una delle poche soddisfazioni che il calcio italiano poteva vantare.
Solo i veri tifosi sono rimasti insieme alla propria squadra, senza tirare le somme inutili e pur abbassando il capo, stringevano forte la speranza di ritornare quelli di inizio campionato.
Però, questa sera, a tutti i veri tifosi del Bari apparirà sul volto un gran bel sorriso di felicità e soddisfazione, dato il bel regalo che il signor Lippi ha voluto fare a Leonardo Bonucci, con la convocazione in nazionale e la maglia da titolare.
Premio che il buon Bonucci merita sicuramente, per l’impegno e la personalità espressa in campo e per zittire tutte quelle malelingue che lo vedevano solo come l’ombra di Ranocchia.
Adesso il giovane ragazzo deve restare concentrato e godersi al meglio questa bella e importante esperienza in nazionale con la speranza di tutta la piazza di Bari che torni galvanizzato e con quella marcia in più per affrontare domenica pomeriggio il Chievo, con cui il Bari non ha più possibilità di sbagliare e perdere altri punti che potrebbero creare più di un grattacapo all’ambiente biancorosso. 
Mirko Girone

 

PRESENTAZIONE DELLA SFIDA BARI - CHIEVO

Bari e Chievo, tra Serie A e Serie B, si ritrovano di fronte per la sesta volta nella storia. Il bilancio dei precedenti 5 confronti diretti (uno disputato in Serie A, 4 in Serie B) è favorevole alla compagine clivense che ha conseguito 2 successi (in Serie B) a fronte di una sconfitta (in A). Il risultato di parità si è registrato in 2 circostanze (entrambe nella serie cadetta).

IN CASA DEL BARI
Il Bari, tra Serie A e Serie B, ospita il Chievo in campionato per la terza volta nella storia.
Il bilancio delle due precedenti sfide andate in scena in terra pugliese è favorevole agli ospiti che hanno conseguito un successo e un pareggio. Il risultato di parità si è registrato il 13 ottobre 1996: Bari e Chievo chiusero sul 2-2 un match valido per la sesta giornata del campionato di Serie B 1996/97. Gli ospiti, passati in vantaggio al 2’ grazie ad un autogol di Garzya, subirono il ritorno dei biancorossi a segno con Ripa (42’) e Ventola (61’) ma riuscirono prontamente a riequilibrare il confronto andando in rete con Cossato al 67’.
L’affermazione esterna della compagine clivense è legata all’ultimo confronto diretto andato in scena al “San Nicola”: il 19 gennaio 2008 i gialloblu s’imposero per 3-2 in una sfida valida per il 21° turno del campionato cadetto 2007/08 ribaltando con le realizzazioni di Iunco (35’) e Pellissier (47’ e 75’) l’iniziale 2-0 per il Bari generato dai centri di Santoruvo (3’) e Di Dio (8’).it.eurosport.yahoo.com

 

GRANDE ESORDIO DI BONUCCI: ANNULLATO ETO'O!

ITALIA-CAMERUN 0-0: Gli esordienti non dispiacciono. A Bonucci è toccata una bella gatta da pelare: dalla sua parte gioca Eto’o, mica uno qualsiasi. Il centrale del Bari comunque se la cava bene, anche d’agilità, a destra nell’inedita difesa a tre del Lippi bis, nonostante la stazza imponente. Cossu invece non riesce ad entrare sempre nel gioco, defilato sulla destra, lui che naturalmente tende ad accentrarsi, posizionandosi dietro le punte. Ma alcune giocate sono di classe, su tutte un paio di cambio-campo per Di Natale, che sfiora il bersaglio al volo. gazzetta.it

 

 

CATANIA - BARI 4-0 

CARO VENTURA, IL BARI HA BISOGNO DI UNA SCOSSA...E FORTE!

LE FOTO DI CATANIA - BARI CLICCA QUI

OK! La rabbia è tanta e forse non è il momento per fare delle considerazioni; a prescindere da cio', penso che non ci si puo' appellare ormai alla sfortuna o agli infortuni; La situazione mentale dei nostri giocatori è allarmante, ormai non credono più di essere giocatori da A, o almeno si sono dimenticati di esserlo. Urge, se non indispensabile, una scossa, un qualcosa che svegli i galletti da questo generale intorpidimento; sembra che ormai ci si accontenti di queste famose tre vittorie per poi ricominciare beatamente l'anno prossimo (facendo tutti gli scongiuri) in serie A. Ventura ora tocca a Lei!, dall'alto della sua esperienza dei 62 anni, dei quali molti trascorsi sui prati verdi, prenda delle decisioni drastiche, dia dei segnali alla squadra, perche' cosi'  difficilmente si va' lontano...
ingegnerebarese

 

Catania straripante. Bari attento alle spalle

Bari, 28 feb 2010. Match dalla fondamentale importanza per l’undici pugliese, che trova di fronte un Catania alla disperata caccia di punti salvezza.

Il match mostra due team con moduli diametralmente opposti e con qualche novità: il Catania, infatti, schiera Martinez al posto dello squalificato Mascara e Terlizzi al posto dell’indisponibile Spolli, mentre il Bari concede un turno di riposo a Donati e Rivas inserendo rispettivamente Almiron e Koman e mette in prima linea affianco a Barreto il rientrante Castillo.
L’inizio del match è tutto dei siciliani che, aggrediscono immediatamente i lenti centrali biancorossi, impiegando solo 8’ per passare in vantaggio, infatti con un solo uno-due, Ricchiuti ha la possibilità dal limite di scagliare indisturbato un fendente che si insacca alle spalle di Gillet. Catania in vantaggio e Bari che deve già inseguire. La squadra di Ventura mostra questa volta una reazione e pian piano inizia a prendere possesso del campo, impostando anche le trame interessanti che tutti conosciamo e sfiorando il gol con Barreto, che solo contro Andujar si fa ipnotizzare dall’estremo difensore etneo. Il Bari continua a spingere e sembra da un momento all’altro poter pareggiare, ma proprio su un calcio d’angolo a suo favore, regala letteralmente il raddoppio ai siciliani, infatti sul solito incomprensibile (visto che al centro abbiamo torri in grado di colpire)schema, il Bari perde palla, Martinez mette in moto Llama con un tacco e l’argentino con grande calma e flemma, si accentra, mira e supera Gillet troppo fuori dai pali nell’occasione. Raddoppio spezza gambe del Catania che con due tiri fa due gol dopo 215’ minuti di astinenza.

La ripresa vede entrare Rivas al posto dell’insufficiente Koman e la partita diventa subito più viva per il Bari che , avendo un altro uomo in grado di sfondare sull’esterno sinistro, mette molto più in difficoltà l’undici di Mihajlovic che sembra non reggere più. Al 16’ della ripresa l’episodio che segna la svolta della gara: Rivas in proiezione sulla destra salta secco l’uomo mette al centro, ma il cross viene stoppato di mano da Capuano, è rigore. Dal dischetto parte Barreto, che può riaprire la partita, ma ancora una volta il numero 10 brasiliano sbaglia e stavolta è il palo a bloccare la conclusione della stella biancorossa. Da questo momento in poi il Bari, scosso, prova ad affacciarsi alla disperata nella metà-campo rossoblu, ma inevitabilmente lascia praterie a disposizione del Catania che non solo metterà al sicuro la disputa con Morimoto, troppo libero di battere Gillet, ma umilierà anche i galletti con la quarta segnatura in coda al match firmata da Martinez, autore di uno slalom gigante tra i difensori baresi in versione “paletti di Vancouver”.
A questo punto saranno inutili i tentativi del Bari di alleggerire il passivo, vista anche la sfortuna e la scarsa vena realizzativa di Castillo e Barreto.

Ora il tempo dei complimenti, degli interessamenti delle big, delle chiacchiere in generale è finito! Questa squadra è in crisi di gioco,  in crisi fisica e soprattutto mentale. Purtroppo queste parole sembrano pesanti come macigni, ma è solo una cronaca dei fatti, gli stessi fatti che ormai da un mese (che nero questo febbraio!) occupano le pagine biancorosse. Sono lontani i fasti delle serate con Juve, Palermo, Inter, la realtà è invece un’altra, in altre parole quella di dover rincorrere sin da domenica contro il Chievo, un obiettivo che sembrava già ampiamente raggiunto: la salvezza.
Basta paroloni europei, sogni irrealizzabili e utopie, siamo giovani e inesperti e dobbiamo lottare, fino alla fine per mantenere la categoria.

Curiosità: oggi è impietoso dare giudizi e possiamo salvare soltanto Almiron e Rivas, che almeno danno segnali di crescita per il futuro. Il resto della squadra è confusa, molle e fiacca, su tutti segnaliamo la clamorosa involuzione della linea difensiva: Bonucci non ne azzecca più una, Andrea Masiello è palesemente fuori ruolo, Belmonte si impegna ma non basta. Occorre registrare di nuovo i movim
enti, magari inserendo Stellini, che di sicuro non sarà più una scheggia, ma ha tanta di quell’esperienza da poter risollevare il morale e le sorti di tutto il reparto.
Onore, poi, a chi ha attraversato lo stretto per seguire la squadra e l’ha applaudita dopo un risultato così pesante. Il tifo è da serie A, spe
riamo vogliano esserlo ancora  anche la squadra e la società.
Donato Violante ( Dany 10)

 

 

PRESENTANZIONE DEL MATCH CATANIA BARI

Un saluto a tutti voi fratelli biancorossi,
dopo aver assaporato l’amarezza della sconfitta casalinga (sapore aspro che i nostri beniamini non ci facevano assaggiare da molto tempo fortunatamente) ci rituffiamo nel campionato attraversando lo stretto di Messina e affacciandoci alle pendici dell’Etna. Come sempre naturalmente, buona lettura ……………

Domenica 28 come anticipato i “Galletti” sfideranno gli “Elefanti di Pirro” al Massimino (l’ex stadio del famoso “Clamoroso al Cibali” pronunciato dall’indimenticato Sandro Ciotti in un Tutto il calcio minuto per minuto di tanto tempo fa). I biancorossi proveranno a rifarsi dei tre KO di fila provando a schiacciarli senza timore. Sulla loro panchina siede Mr. Mihajlović che da allenatore non ha mai affrontato l’A.s. Bari. I nostri beniamini nelle ultime 4 trasferte hanno perso sempre subendo 8 reti e segnandone appena tre (è il caso magari di fare ricorso alla Cabala per la quale il 3 batte sempre l’8?). I rossoazzurri in casa hanno collezionato  3 vittorie (Parma, Cagliari e Bologna), 5 pareggi (Fiorentina, Lazio, Atalanta, Roma e Napoli ) e 4 sconfitte (Samp, Chievo, Milan e Livorno) con uno score di 11 reti segnate e 11 subite.

Il Bari in serie A sullo Ionio non ha avuto molto successo finora, due precedenti e due sconfitte anche se molto datate (l’ultima il 15 marzo 1964) 4 gol fatti ed 1 subito, per contro gli ultimi due confronti sono finiti ambedue per 1 a 0 per la compagine pugliese con reti di Goretti il 24 ottobre 2004 e L. Anaclerio il 28 gennaio 2006.

Per i nostri colori una vittoria vorrebbe dire quasi certamente dare un calcio alla B e staccare il gruppo in fondo, per contro i siciliani devono tenere a distanza le ultime 3 in classifica. Tra i biancorossi rientra con ogni probabilità dal primo minuto Almiron (se ne è sentita decisamente la mancanza in fase di costruzione ultimamente Donati e Gazzi hanno agito più da interditori che da costruttori di gioco), fuori ancora Parisi (possibile 31ª), Donda (incerto 27ª), Kutuzov (probabile 32ª), Ranocchia (stagione finita), Pisano (possibile 27ª), Langella (possibile 26ª), Belmonte (possibile 26ª), Padelli (incerto 27ª).

Ad oggi pare che l’undici da schierare debba essere:
Gillet – A. Masiello, Stellini, Bonucci, S. Masiello – Alvarez, Almiron, Donati, Rivas – Barreto, Meggiorini
In diffida e pertanto a rischio squalifica ci sono Bonucci, Koman e
Donati.
Nella rosa Catanese un solo ex Marchese una stagione 2005-06 19 presenze ed una rete per il difensore.


Le tifoserie non sono gemellate, nulla da segnalare (…fortunatamente) come rivalità, ma tifoserie potenzialmente ostili, tra le loro amicizie e gemellaggi Genoa e Napoli mentre tra le loro rivalità Reggina e Salernitana in primis..
A presto e naturalmente ………… buona partita a tutti i biancorossi!
M. Lopez

 

 


 
Il protagonista della settimana: Giampiero Ventura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Sono sorpreso che la società l'abbia fatto con così largo anticipo”, queste sono le prime parole che il tecnico di Genova pronuncia nel giorno del rinnovo del contratto. Il mister ha rinnovato per la prossima stagione con l’opzione del 2012.

Finalmente una risposta da parte della società, che in questo periodo di crisi di risultati, ha voluto lanciare un bel segnale a tutti i tifosi e a tutti coloro che chiedevano una vera e seria programmazione per non ritornare in quel baratro chiamato Serie B.

Giampiero Ventura è sicuramente uno di quelli che chiedeva la programmazione e se la firma sul contratto c’è stata, ciò può presagire a qualcosa di serio.

Nell’estate scorsa, tra polemiche e scetticismo, il tecnico ligure approdava a Bari in un ambiente caldo, ma con il suo carisma e modo di interpretare il calcio, ha saputo subito conquistare la tifoseria, che lo ama e allo stesso tempo ha dimenticato il tecnico Conte che per molti era insostituibile. L’unico che credeva in Ventura era il direttore Giorgio Perinetti che come al solito ci ha visto bene. E chissà, che dopo la firma del mister, arrivi anche il rinnovo di Perinetti che ha ricevuto come risposta dai Matarrese la riconferma di Ventura.

Adesso, con la salvezza alla portata del Bari, il mister deve solo portare la squadra ad un fine di campionato tranquillo per poi pensare all’anno prossimo dove la “stella del sud” dovrà riconfermarsi con quel gioco brillante e spumeggiante che faceva stropicciare gli occhi a tutta l’Italia.

Mirko Girone

 

BARI - MILAN 0-2   UN OTTIMO MILAN AFFONDA UNO SPENTO BARI

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Milan corsaro batte il Bari più brutto della stagione.

Bari, 22 feb 2010. Ultimo scontro contro una grande al San Nicola per il Bari, che trova il Milan di Leonardo reduce dalla scottante sconfitta europea contro il Manchester United.

 

 

 

La prima frazione mostra le due squadre con due moduli diversi, il Bari schierato con il classico 4-4-2 con i rientri di Barreto e Rivas, mentre il Milan opta per un 4-3-3 con Pato, Ronaldinho e Borriello in prima linea e Abbiati  in porta. Il match si presenta subito ostico per i galletti, poiché il Milan si mette a far girare la palla con grande flemma e tranquillità, costringendo il Bari a stare arroccato nella sua trequarti. I biancorossi non mostrano grossi segnali di cedimento sotto i colpi ad effetto dei giocolieri rossoneri e provano a ripartire in contropiede, ma anche la retroguardia milanista appare in gran serata e quindi le due squadre non riescono quasi mai ad offrire occasioni da gol ai sessantamila presenti. Nel mezzo della prima frazione la partita mostra qualche timido segnale di ripresa e le due squadre iniziano a rendersi pericolose: la prima compagine a rompere gli indugi è il Milan che sfiora il gol con Ambrosini prima e con Borriello poi, che supera Gillet, ma trova sulla linea Bonucci. Il Bari reagisce ma troppo timidamente rispetto al solito e, salvo un rigore molto dubbio non concesso su Barreto (cinturato dal già ammonito Bonera) non si renderà mai pericoloso dalle parti di Abbiati. Tutto fa pensare ad una buona parità all’intervallo, ma il Milan trova il vantaggio: palla dentro per Borriello, che in posizione regolare (errato fuorigioco della retroguardia pugliese), trafigge Gillet con una bella sforbiciata. Milan in vantaggio e strada in salita per il Bari che nel frattempo ha anche perso Meggiorini, letteralmente “azzoppato” da Gattuso nemmeno ammonito da Gava.

 

La ripresa sembra mostrare un Bari più volenteroso ma i diavoli milanisti ci mettono poco a riprendere il completo dominio della partita, addormentando sin da subito, con un ritmo lento e compassato, il Bari che non mostrerà a sua volta nessun segnale di reazione. Ventura prova a ravvivare il centrocampo inserendo Almiron (ottima notizia, forse l’unica della serata) al posto di Rivas, ma anche questa soluzione non produce frutti, anzi il Milan ripassa: Ronaldinho, in serata di grazia, salta netto un Donati in versione “lampione del lungomare di Crollalanza”, mette al centro una palla che sulla smanacciata di Gillet, perviene sui piedi di Pato che non sbaglia. Siamo al 69’ e la partita prende la via di Milano, visto che il Milan dopo il raddoppio, aumenta ancora di più il possesso palla e fa girare a vuoto tutta la squadra biancorossa che non riesce proprio a impensierire la squadra di Leonardo. Negli ultimi minuti un sussulto può far riaprire improvvisamente la gara: S. Masiello, il migliore dei suoi, si beve Pato che lo stende in area, è rigore. Siamo all’87’ e Barreto può riaccendere il San Nicola: il brasiliano sbaglia e  fallisce così il terzo penalty stagionale. Ovviamente su questo episodio cala il sipario sulla partita che vede il Milan sbancare il fortino del San Nicola.

 

La serie “Notti Magiche” non ha avuto il suo terzo episodio e purtroppo il Bari continua a mostrare tanti segnali di una preoccupante involuzione sul piano fisico e tattico. Ieri avevamo di fronte uno squadrone, che fa del possesso palla il suo marchio di fabbrica, serviva forse un po’ di aggressività in più, come all’andata, dove fummo noi a fare il match. Tuttavia obiettivamente, non sono questi i punti che avevamo messo nella tabella di marcia, sì è vero, quest’anno con le grandi ci siamo divertiti, ma con queste corazzate la sconfitta è sempre dietro l’angolo. Ora però bisogna reagire in fretta perché c’è il Catania e questi sono punti pesantissimi che non possono essere ceduti, come contro Bologna e Atalanta, a delle dirette concorrenti.

 

Curiosità: i “top e i flop” della settimana, purtroppo, vedono nella colonna “top” i soli Sasà Masiello, già il migliore a Cagliari e Belmonte che anche se dalle sue parti ha Ronaldinho, ci mette anima e cuore, fattore raro ultimamente in parecchi elementi della squadra. I “flop” invece sono parecchi, su tutti Donati: non ce ne voglia il centrocampista di origini friulane, ma non è più il Donati di inizio stagione e si mostra irritante e passivo come non mai, poi a pari merito mettiamo Bonucci( troppe sirene esterne a ns. avviso), Alvarez, Sforzini (non da serie A) e Barreto al quale però non si può contestare nulla, vista la stagione d’oro che sta facendo.  

 

Donato Violante (Dany10)

 


 

PRESENTAZIONE DELLA SFIDA BARI - MILAN

 

Un saluto a tutti voi lettori,
eccoci arrivati al terzo capitolo della nostra rubrica, sperando possa portare fortuna (visto che ultimamente non è che ce ne sia molta dalle nostre parti), buona lettura ……………
Domenica 21 finalmente si torna al San Nicola dopo quel fantastico 4-2 alle aquilotte siciliane. Nell’astronave si affrontano i diavoli rossoneri ed i galletti biancorossi nel tentativo di far finire arrosto loro. Sulla panchina milanista siede Mr. Leonardo che da allenatore ha affrontato l’a.s. Bari solo una volta nel match d’andata pareggiando per 0 a 0 in una partita che avremmo meritato di vincere di gran lunga. Quest’anno solo a titolo di cronaca ricordo il fantastico cammino dei biancorossi in casa fatto di sette vittorie (ricordiamo Juve, Lazio, Udinese e Palermo) 3 pareggi ed una sola sconfitta (la stramaledetta partita con il Cagliari) condite da 20 reti fatte ed 8 subite. I rossoneri in trasferta, invece, 5 vittorie (Siena, Chievo, Lazio, Catania e Juve) 4 pareggi (Livorno, Bologna, Atalanta e Napoli) e 2 sconfitte (Udinese ed il derby) con la trasferta di Firenze da recuperare; mentre per quanto attiene le reti sono 14 le segnate e 9 le subite. Statistiche alla mano ci sarebbe pertanto da ben sperare dato che l’ultima uscita lontano da San Siro è proprio il pareggio di Bologna piuttosto scialba, oltre al fatto che il Milan sarà reduce dalla partita di Champion’s con i Red Devils.
Il Bari, nonostante il blasone, ha un curriculum confortante negli scontri in casa con il Milan in serie A. Ha collezionato 10 vittorie quattro pareggi e 14 sconfitte con complessivamente 30 reti fatte e 43 subite, considerando inoltre le sole sfide al San Nicola, la media migliora in 3 vittorie 2 pareggi e 3 sconfitte più la partita amichevole di inaugurazione del nostro stadio vinta per 2 a 0 il 3 giugno 1990.
I nostri galletti devono assolutamente riprendersi dalle sconfitte patite a Bergamo e Cagliari, i diavoli cercheranno invece di non perdere il contatto con i cugini in testa alla classifica.  Tra i biancorossi rientra dopo un turno di stop forzato Paolo Vitor Barreto e dovrebbero  inoltre rientrare Almiron (anche se tutt’oggi in forte dubbio incrociamo le dita), Kamatà e Rivas  fuori ancora invece Parisi (pare
recuperabile per la 31ª giornata), Donda (27ª), Kutuzov (32ª), Ranocchia (stagione finita), Pisano (26ª), Langella (26ª).
Con il rientro di Barreto, nota da non dimenticare, si dovrebbe tornare al 4-4-2 delle meraviglie e dello spettacolo così composto:
Gillet – Belmonte, A. Masiello, Bonucci, S. Masiello – Alvarez, Almiron, Donati, Rivas – Barreto, Meggiorini
In diffida e pertanto a rischio squalifica ci sono Bonucci, Koman e Donati.
Nella rosa milanista un solo ex Zambrotta che proprio a Bari spiccò il volo dopo 2 stagioni con 59 presenze e 11 reti anche se allora giocava da ala e non da terzino, tra i biancorossi Donati (1 stagione 17 presenze) Kutuzov (1 stagione 2 presenze) Allegretti (1 stagione mai schierato).
Le
tifoserie non sono gemellate, ma hanno molte rivalità comuni vuoi per una ragione vuoi per un’altra vedi Genoa (Bari rivalità nata dal campionato testa a testa nel 1989, Milan dalla morte di Spagnolo) e Napoli (loro rivali dai tempi di Maradona e del Milan di Sacchi, noi da sempre).
A presto e naturalmente ………… buona partita a tutti i biancorossi!
M. Lopez

 

 


 

BARI CHE HAI? NON TI RICONOSCO PIU'...

CAGLIARI - BARI 3-1: ennesima debacle dei biancorossi in trasferta!

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Bari, 15 feb 2010. Seconda trasferta consecutiva per i biancorossi che fanno visita  al Cagliari, reduce da una pesante sconfitta contro l’Inter, quindi in cerca di pronto riscatto.

La partita inizia tra lo stupore dei tifosi pugliesi, perché mentre il Cagliari si presenta in campo con la solita formazione ed il solito schieramento, il Bari si mette in campo, complici le tantissime assenze importanti (Ranocchia, Barreto, Almiron e co.), con un modulo inedito. Ventura, infatti, schiera in difesa Belmonte, dirottando ancora al centro A. Masiello, e stravolge il centrocampo che sarà composto da uno strano rombo composto da Gazzi in mediana, Donati a destra, Koman a sinistra e Allegretti come vertice alto. Le sorprese tattiche però non finiscono qui, visto che accanto a Meggiorini, non c’è Castillo, bensì Alvarez che la punta non l’ha fatta mai, nemmeno nei suoi sogni.
Tutti si aspettano un Bari nuovo rispetto alle ultime trasferte, e sarà proprio così, perché se nelle ultime trasferte disastrose il Bari aveva iniziato bene, stavolta non succede nemmeno questo e nel giro della prima mezz’ora subisce due gol: il primo di Matri che nell’aria piccola, riesce a far ammattire tre, e sottolineamo tre( ! ), difensori baresi che non fanno altro che ammirare il successivo cross che Conti tradurrà in gol, mentre il secondo nasce da una punizione dal limite battuta da Nenè (aggiornate la rubrica e mettetelo sotto “bestia nera”), che viene deviata dalla barriera e lascia di stucco l’incolpevole Gillet. Quello che più traspare è la assoluta mancanza di gioco della compagine biancorossa, che sì, tiene il campo, ma mai si rende pericolosa seriamente, vista la grandissima imprecisione nei fraseggi e lo scarso movimento dei protagonisti.

Il secondo tempo parte meglio, ed infatti al 4’ il Bari accorcia con S. Masiello (il migliore) che sorprende Agazzi con un bel sinistro dal limite. Tutto lascia presagire ad un tentativo di rimonta , ma la sfortuna, amica fedele in questo campionato, ci fa di nuovo visita e dopo solo un giro di lancette, Cossu crossa al centro, ma non trova ne Matri ne Nenè, bensì Gazzi che mette alle spalle del proprio portiere. Fare un gol con delle prospettive di rimonta e subirne subito un altro così, spezzerebbe le gambe anche al Barcellona e purtroppo il Bari delle ultime settimane appare fragile e demotivato, quindi per il Cagliari il gioco è fatto. Ventura proverà ad inserire Castillo, De Vezze e Stellini, ma salvo un’occasione d’oro che capita a Castillo, che manca un facile “tap-in”, il Bari renderà la sua resa senza creare molti problemi alla pur decimata retroguardia isolana.

Appare sempre più evidente che siamo in debito d’ossigeno, per fortuna che i punti dalla terzultima sono ancora nove e sono ancora un ottimo bottino da custodire gelosamente. Ventura stecca forse la sua prima formazione e si vede, perché il Bari non si riconosce e non mostra la solita velocità di pensiero in mezzo al campo. Di fronte poi, c’era una squadra che già all’andata era apparsa superiore e che purtroppo ha regolarmente confermato tale impressione. Ora arriva il Milan in netta crescita, ma con il gravoso impegno di Champions League sulle spalle, speriamo che il calore dei baresi ridoni alla squadra tutta la sua voglia di vincere e stupire.

Curiosità. Come ogni settimana segnaliamo “top e flop” della settimana: di sicuro in questa nefasta trasferta salviamo solo Sasà Masiello, che timbra il suo primo squillo con la nostra maglia ed inoltre rimostra il piglio d’inizio stagione. Lunga è, invece, la schiera degli insufficienti, ma coloro che meno hanno inciso a nostro avviso sono Gazzi, Donati e Koman. I tre ieri, hanno mostrato una totale difficolt
à contro il centrocampo sardo, ed inoltre macchiano la loro gara con troppi errori gravi, Koman su tutti, sembra alle volte un pesce fuori dal suo stagno e complice la sua inesperienza, lascia praticamente i suoi in dieci per tutta la partita. Diamo un 5 stavolta anche a Ventura, voto che vuole essere però, di stima e di sprono a far meglio dalla prossima gara. Il Mister non si discute e sfidiamo chiunque lo faccia.
Donato Violante (Dany10)

 

 

PRESENTAZIONE DELLA PARTITA CAGLIARI-BARI

 

Buongiorno a tutti voi lettori,

anzitutto vorrei ringraziare tutti color che hanno scritto esprimendo il loro apprezzamento per la rubrica oltre a suggerire miglioramenti e proprio a tal proposito a partire da oggi è inserita la nota sui rapporti tra le tifoserie contrapposte come indicato, buona lettura ……………

Domenica 14 giorno di San Valentino per tutti coloro che abbiano bisogno di qualcuno che lo ricordi (non dimenticate di fare un dono alla vs amata e soprattutto ai biancorossi che tutti adoriamo) al Sant’Elia si affrontano due tra le squadre rivelazione del campionato. Sulla panchina rossoblu siede peraltro Mr. Allegri Panchina d’oro 2009 ovvero miglior mister per la serie A 2008-09 (ricordiamo che la Panchina d’argento è stata assegnata a Mr. Conte) che fa esprimere alla sua squadra un ottimo calcio. Il campo sardo non è tra i più facili quest’anno, i cagliaritani hanno vinto 5 volte (battendo anche la Juve), pareggiato 3 e perso 3 (Siena Inter e Chievo).

Storicamente il Bari non ha avuto in Serie A vita facile in Sardegna, ha vinto infatti una sola volta nell’ultimo scontro per 3 a 2 (rimontando dallo 0-2), da rimarcare anche che negli ultimi due scontri i galletti hanno sempre segnato 3 reti (3 a 3 nel 1998-99 e il 3 a 2 citato l’anno dopo) per il resto solo 2 pareggi e tre sconfitte.

Tutte e due le squadre sono reduci da trasferte amare, la compagine di Allegri è reduce dalla sconfitta a San Siro (con rete annullata che grida ancora vendetta) ed i biancorossi dalla partita giocata solo per 20 minuti in quel di Bergamo.  All’andata i sardi hanno espugnato (sola squadra a riuscirci fino ad oggi) il San Nicola in una delle partite più brutte giocate dal team di Mister Libidine tra le mura amiche quest’anno a mio modesto parere insieme al Bologna per 1 a 0, tra i biancorossi mancherà la freccia più pericolosa della faretra a disposizione dell’allenatore genovese tale Paolo Vitor Barreto (che domenica ha interrotto la striscia di 8 partite di fila nelle quali ha segnato almeno una rete) che si aggiunge a quelle per infortunio dei vari Parisi (pare recuperabile per la 31ª giornata), Donda (possibile 27ª), Kutuzov (probabile 32ª), Ranocchia (stagione finita), Almiron (probabile 26ª), Pisano (possibile 26ª), Langella (possibile 26ª) sempre sperando di poter schierare Bonucci dopo la frattura procuratasi domenica scorsa.

In diffida e pertanto a rischio squalifica ci sono sia Bonucci che Donati.

Nessun ex nella loro rosa (sicuramente per una volta almeno si evita il rischio di vedere un gol non festeggiato) mentre tra i biancorossi citiamo Langella 6 stagioni a Cagliari tra B ed A condite da 20 reti e quattro convocazioni in Maglia azzurra ma fuori per infortunio come già citato ed Alvaretto una stagione 15 presenze ed un gol.

Tra le tifoserie nulla da segnalare, sebbene i cagliaritani sono gemellati con i satanelli rossoneri tifoseria a noi non troppo amica. 

Visto l’esito dell’ultimo pronostico non faccio previsioni però forza Galletti, sfatiamo la serie negativa in trasferta ormai troppo lunga.

 A presto e come sempre ………… buona partita a tutti i biancorossi!

M. Lopez


 

ATALANTA - BARI 1-0: La paura di volare blocca ancora il Bari

 

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Bari, 08 feb 2010. Dopo la sbornia di complimenti ricevuti nella scorsa settimana, il Bari fa visita all’Atalanta, squadra dall’organico di tutto rispetto, che clamorosamente si ritrova impelagata nella lotta contro la retrocessione.

Solito inizio scoppiettante del Bari, che in tre minuti sfiora ben due volte il goal: nella prima occasione è Meggiorini che a tu per tu con Consigli, si fa ipnotizzare sul più bello, mentre sul corner susseguente è Bonucci a sfiorare il gol da due passi con un incornata poderosa. Nel primo tempo la partita si mostra molto piacevole con tutte e due le compagini alla ricerca dei tre punti. Dopo la sfuriata iniziale dei biancorossi, è la squadra orobica a prendere in mano le redini del gioco, predominio che porterà più volte i bergamaschi ad affacciarsi dalle parti di Gillet. Il Bari resta dietro, ma quando riparte fa male e sfiora il goal altre due volte con Meggiorini, che mostra tuttavia una scarsa freddezza sotto porta. I nerazzurri vogliono morbosamente la vittoria, tanto da mostrare un nervosismo esagerato, con il solito Doni protagonista di mille polemiche con l’arbitro che dirigerà in maniera omogenea ed onesta tutto il match.

La ripresa parte con il Bari inspiegabilmente rinunciatario, dando così la possibilità all’Atalanta di rendersi sempre più pressante. Lo stesso atteggiamento di Bologna ritorna anche qui a Bergamo e soprattutto di fronte ad una diretta concorrente per la salvezza, che ci impiega pochissimo ad approfittarne. Il tecnico Mutti, intorno all’ora di gioco inserirà due ex leccesi in attacco, Tiribocchi e Chevanton, che fin da subito fanno capire alla linea difensiva pugliese che il pomeriggio sta per ingrigirsi. Mister Ventura risponde con tre cambi, escono Barreto, Alvarez e Koman ed entrano Castillo, Sestu (all’esordio) e Kamatà, ma la musica non cambia di molto, infatti salvo un occasione sui piedi di Sestu, che calcia abbondantemente alto, è solo l’Atalanta a spingere forte e complice uno scatenato Valdes, arriverà più volte ad impegnare in maniera severa lo straordinario Gillet. Purtroppo tutte le parate del belga non servono a cogliere un prezioso pareggio, perché proprio sull’asse Chevanton – Tiribocchi, nasce il goal decisivo: tocco dentro dell’uruguaiano, Titribocchi salta netto Diamountene e scarica un bolide alle spalle del gatto di Liegi. Siamo all’81’ e anche se mancano dieci minuti più recupero, il Bari si arrenderà senza mostrare reazioni.

Siamo alle solite, non appena si parla d’Europa, si torna a perdere. Non ce ne voglia nessuno, ma questa parola suona come un tabù. Non vogliamo paragonare questa sconfitta a quella di Bologna, ma è innegabile che la squadra dopo i fasti casalinghi, in maniera sistematica mostri una mancanza di “fame” che fa la differenza. La “fame “ che ieri aveva l’Atalanta, cui abbiamo donato tre punti importanti. Bisogna essere realisti, la squadra incanta, ma quando trova di fronte un avversario avvelenato, che chiude i due esterni, facciamo sempre male. Il fattore campo non può essere l’unica spiegazione, piuttosto si tratta di motivazioni, che prima c’erano ed ora forse (speriamo) no.

Curiosità
: anche ieri si segnala la folta presenza dei supporters biancorossi, che non fanno mai mancare il loro calore a questi, comunque , splendidi ragazzi. Segnaliamo, perché è giusto così, anche migliori e peggiori: con la freccia in alto poniamo solo Gillet e Gazzi, che hanno mostrato attaccamento e spirito di sacrificio come al solito, mentre con la freccia verso il basso, poniamo tutto il reparto arretrato, oggi poco preciso e compatto e Donati: comprendiamo la sua emozione nello stadio che lo ha cresciuto, ma ieri non è stato affatto il giocatore che conosciamo: cattivo e determinato.
Donato Violante (Dany10)





 

IL BARI DI VENTURA PARTE 2

 

 

 

PRESENTAZIONE DELLA SFIDA ATALANTA - BARI

 Buongiorno a tutti voi lettori,

oggi 2 febbraio si apre una (spero fortunata) rubrica che sarà disponibile ogni settimana con una breve presentazione della partita che aspetta i nostri amati biancorossi nel fine settimana a venire.

Mi presento, sono “Baresedasempre” (per chi frequenta anche “Solobari”) e sono quel pazzo che grida ad ogni partita la cui voce si sente in sottofondo in tutti i video di Ingegnerebarese nonché colui che si vede commosso in alcuni video dello stesso autore (frequentiamo da sempre lo stadio insieme prima con i nostri genitori ed ora da soli).

Spero con questa mia, di fare cosa gradita a molti, critiche costruttive e suggerimenti sono molto ben accetti.

La sfida dell’ “Atleti azzurri d’Italia” del 7.2.2010 si presenta più complicata di quello che una semplice lettura della classifica possa suggerire. L’Atalanta in casa sino ad oggi ha perso 5 volte (le due genovesi, la Juventus, Roma e Napoli) non demeritando mai tranne che contro i Bianconeri perdendo 5 a 2, ma fermando Milan ed Inter entrambe per 1 a 1 e schiantando Parma (vittoria 3 a 1) e Lazio (vittoria 3 a 0).
Da aggiungere e non sottovalutare inoltre il fatto che il campo degli orobici non è mai stato facile per i “nostri galletti”, in serie A sul campo nerazzurro abbiamo colto 4 pareggi (il più recente nell’anno dell’ultima retrocessione) ed appena 2 vittorie (l’ultima  ben 14 anni fa – anno di un’altra cocente retrocessione - con doppietta dello “Zar”Protti, futuro capocannoniere, che rispose al gol di Bobo Vieri su rigore).
I nerazzurri quest’anno hanno cambiato allenatore già per due volte sulla panchina dei bergamaschi è transitato anche il condottiero A. Conte poi dimessosi, dal cambio di panchina in poi due sconfitte esterne e la vittoria con i biancazzurri già detta.
Gli ex nella loro rosa sono tre Valdes (genietto mai abbastanza sfruttato a Bari) De Ascentis e Volpi nessuno dei quali però dovrebbe partire tra i titolari, l’attacco però dovrebbe schierare due ex Giallorossi cui speriamo  Ventura ed i suoi riservino lo stesso trattamento assicurato al “Romario del Salento” sabato scorso e che rispondono al nome di Ernesto Chevanton e Simone Tiribocchi.
Tra i Biancorossi invece sono due gli “ex” Massimo Donati (che in assenza di Sergio dovrà farsi carico di illuminare il gioco) e Langella.
Da tifoso spero possa ripetersi il risultato dell’andata ma in ogni caso penso non sia difficile aggiungere una vittoria a quella conquistata a Verona l’ormai lontano 18.10 pertanto 2 fisso ed over per chi gioca.
A presto e………… buona partita a tutti i biancorossi!
M. Lopez



Un super Bari spazza via Miccoli e polemiche

LE FOTO DI BARI - PALERMO 4-2 - CLICCA QUI 

Bari, 31 Gen 2010. Partita molto importante per i galletti che trovano di fronte un Palermo in forma straordinaria, reduce da ben sette risultati utili consecutivi e da una vittoria larghissima contro la Fiorentina di Prandelli.

Il primo tempo vede le due squadre schierate con molte novità: il Bari, infatti, inserisce Diamoutene al posto di Belmonte, Gazzi al posto di Donati e dal primo minuto fa scendere in campo (complice anche la squalifica di Meggiorini) il nuovo acquisto “Nacho” Castillo e Allegretti, mentre il Palermo rispetto a domenica scorsa rimette Cavani in prima linea e posiziona Pastore sulla trequarti al posto di Simplicio. La partita si apre con il solito “start” scoppiettante del Bari che già dal primo minuto prova a passare con una combinazione Castillo-Barreto che porta quest’ultimo alla conclusione a lato. Non passa molto, però, dal vantaggio: corner gestito da Allegretti che si accentra, mette al centro e trova una girata meravigliosa di Bonucci al suo primo sigillo in serie A. Davvero un bell’inizio per i biancorossi. Il Palermo stordito, non ha nemmeno il tempo di ripartire dal centrocampo che il Bari ripassa: Liverani si addormenta letteralmente sulla palla, Allegretti gliela ruba e lancia Alvarez che solo contro Sirigu trasforma a dispetto di tutti i suoi detrattori. Bari sul 2 a 0 al 8’ del primo tempo. Chi a questo punto prevede una goleada dei galletti si sbaglia perché come nelle ultime occasioni, il Bari dopo il vantaggio si tira indietro e il Palermo ne approfitta prendendo di colpo il dominio della gara. Tale dominio non tarda a dare i suoi frutti, perché dopo la traversa su punizione colpita da Miccoli, il Palermo accorcia con Cavani, abile a trasformare una palla vagante nell’area piccola. La beffa è che proprio nell’azione del gol rosa nero un altro infortunio si abbatte sul Bari: quello di Sergio Almiron, leader indiscusso del centrocampo barese. Al suo posto entra Donati. Dopo questo episodio il Palermo accentuerà ancora di più il suo dominio, ma la prima frazione vede andare le due squadre a riposo con il Bari in vantaggio.

La ripresa riparte con il Palermo padrone del campo,  il Bari prova a respingere gli undici di Delio Rossi con le sue ripartenze, ma al 10’ della ripresa il Palermo ripassa: Pastore autentico fuoriclasse fa ammattire Bonucci, si mette la palla sul sinistro e con una parabola deliziosa trafigge l’incolpevole Gillet. Altra rimonta subita dai galletti che mostrano una preoccupante flessione dopo ogni goal segnato. Adesso la partita cambia binari ed è il Palermo che vuole vincere, ma nemmeno cinque minuti ed un altro colpo di scena cambia le carte in tavola: Liverani metronomo dei siciliani entra in gamba tesa su Sasà Masiello e raccoglie il secondo giallo, partita finita per lui. Dopo questo scossone il Bari si sveglia e si rimette a macinare trame spettacolari, trame che portano la palla ad Alvarez che sfrutta il movimento di Andrea Masiello, lo serve e il difensore, da ala destra consumata salta Melinte che lo stende. Calcio di rigore netto, che Barreto non sbaglia. Bari in vantaggio e partita che riprende i binari biancorossi. L’uomo in meno e il gol subito “spezzano” le gambe ai rosanero che da ora in poi non si renderanno più pericolosi, anzi al 38’ della ripresa arriva l’ultimo sigillo alla gara: Alvarez autentico mattatore della serata, salta secco Melinte, serve l’acciaccato Barreto, che con un delizioso tacco serve Koman (subentrato all’ottimo Allegretti) che trasforma. Primo goal barese per il piccolo ungherese e partita chiusa.

Ottima risposta dei galletti a tutti coloro che avevano attaccato la loro voglia di stupire. Oggi possiamo dire di essere usciti dal tunnel e possiamo dirlo con una squadra assiepata in settima posizione, davvero incredibile. Oggi tutti dobbiamo essere orgogliosi di come la squadra, dopo l’ennesima rimonta subita (unico neo della serata), abbia reagito con il coltello tra i denti, più forte di tutto e tutti. Come si dice in questi casi “chapeau” a questi ragazzi e a quel grande uomo e professionista che risponde al nome di Giampiero Ventura.

Curiosità: accoglienza “bollente “ per il leccese Miccoli, che non solo non incide sulla gara, ma alla fine della stessa rilascia dichiarazioni non proprio carine nei riguardi del pubblico barese. Dopo la breve parentesi Miccoli, vogliamo sottolineare l’ennesima prova “condita” da goal di Barreto, l’immensa prova di Alvarez  in formato Cristiano Ronaldo e la prestazione di Andrea Masiello sempre più leader di questo splendido collettivo. L’ultimo pensiero va a chi non giocava da molto, perché proprio Diamoutene, Allegretti e il nuovo arrivato Castillo  hanno contribuito in maniera determinante a questa splendida vittoria sottolineando ancora una volta la forza di questo gruppo.
Donato Violante ( Dany 10)

 

 
 

Il Bari più brutto della stagione stecca lo scontro salvezza

Bari, 25 Gen 2010. Seconda di ritorno per il Bari che fa visita al Bologna di Colomba, squadra in netta ripresa che nelle ultime due gare ha raccolto quattro punti.
La prima frazione mostra subito agli spettatori la stanchezza delle due compagini che sembrano voler affrontare il match con il freno a mano tirato. Pochissimi, infatti, gli spunti degni di nota, con il Bari che punta alla gestione del match con la solita fitta rete di passaggi nella propria trequarti e il Bologna che cerca con Adailton e Di Vaio di rendersi pericoloso con qualche azione personale. Il Bari mostra una strana attitudine al “non gioco” e puntando solo alle combinazioni per vie centrali, perde la sua pericolosità sulle fasce che ha reso finora ventinove punti in classifica. Non accade nulla fino al 39’ quando Meggiorini, abile a tener viva una palla persa, libera Barreto, che dal limite dell’area sferra un bolide che si infila in rete dopo una carambola sulla traversa. Bari inaspettatamente in vantaggio e primo tempo che si conclude con i galletti al settimo posto in classifica in piena Europa League.

La ripresa parte di nuovo con il Bari in assetto rinunciatario e il Bologna, che sembrava aver subito pesantemente il colpo del vantaggio biancorosso, prende coraggio e mette subito il Bari in difficoltà. Complice anche l’ingresso in campo del furetto uruguaiano Gimenez, il Bologna pareggia: calcio d’angolo dalla sinistra, palla al centro dove il brevilineo sudamericano svetta su Salvatore Masiello manco fosse Van Basten. Ennesima rimonta subita e adesso il Bologna cerca anche la vittoria. Cinque minuti dopo il gol felsineo, arriva un cambio particolare: Barreto, autore di dieci gol in questo campionato e in un momento dove ogni palla che tocca va in rete, viene sostituito da Greco. Non ce ne voglia il “Lupo”, ma tutti gli appassionati rimangono esterrefatti. La partita prende a questo punto la via Emilia e dopo un clamoroso buco difensivo, salvato dal solito grande Gillet, sul successivo corner, ancora una volta la difesa resta a guardare: Portanova tocca in caduta, palla che danza sul secondo palo dove sempre Gimenez da  zero metri mette alle spalle di Gillet. La frittata è fatta e il Bologna, squadra modestissima, strappa i tre punti al Bari che dopo il gol arriverà in porta solo una volta con un colpo di testa di Meggiorini al lato di molto.

Onestamente la sconfitta era nell’aria, il Bari da tre - quattro partite mostra una condizione fisica sempre meno brillante e con tutti gli infortuni che ci stanno piovendo addosso, l’equazione ha presto una sua risoluzione. Siamo stanchi e questo ci sta, perché non sempre, contro chiunque, si può imporre il nostro gioco, soprattutto ora che tutti ci temono e ci studiano in settimana. Ora però bisogna fare qualcosa, bisogna reagire, bisogna intervenire sul mercato. La linea arretrata balla senza Ranocchia e se pressati siamo vulnerabilissimi, anche contro avversari modesti. La prossima di campionato ci vede contro un Palermo che scoppia di salute e che annovera tra le sue fila un leccese dal dente avvelenato come Miccoli. Lo ripetiamo ancora una volta, i treni passano e a volte non ritornano più. A buon intenditori, poche parole….

Curiosità: Quasi cinquemila i supporters baresi al seguito della squadra in quel del Dall’ara, peccato che stavolta l’allegra scampagnata sia stata condita da qualche scontro con le forze dell’ordine. Per quanto riguarda il match vogliamo salvare solo Barreto, Gillet e Belmonte, che hanno mostrato la solita combattività, per il resto “tiriamo le orecchie” a tutto il resto della squadra, perché i complimenti fanno bene, ma alle volte le critiche , se intelligenti, fanno meglio.
Donato Violante (Dany10)


BOLOGNA (4-4-1-1): Colombo 6; Raggi 6, Portanova 6.5, Moras 6, Lanna 6; Valiani 5.5 (4'st Gimenez 7.5), Mudingayi 6.5, Guana 6, Modesto 6; Adailton 6.5 (34'st Mingazzini sv); Di Vaio 6. In panchina: Spitoni, Britos, Zenoni, Zalayeta, Savio. Allenatore: Colomba 7.
BARI (4-4-2): Gillet 5.5; Belmonte 5.5, A.Masiello 5.5, Bonucci 6, S.Masiello 6; Alvarez 6, Donati 6, Almiron 6 (30'st Rivas sv), Koman 5.5 (30'st Gazzi sv); Meggiorini 5.5, Barreto 6.5 (14'st Greco 5.5). In panchina: Padelli, Stellini, Allegretti, Diamoutene. Allenatore: Ventura 6.
ARBITRO: Gava di Conegliano Veneto 6.
RETI: 39'pt Barreto, 8'st Gimenez, 27'st Gimenez.
NOTE: pomeriggio nuvoloso, terreno in buone condizioni. Spettatori: 14mila circa. Ammoniti: Meggiorini, Modesto, Raggi, Lanna, Portanova. Angoli: 6-5. Recupero: 1'; 3'.

 

 

BARI STANCO BLOCCA IL GENOA



Bari, 21 gen 2010. Recupero della partita clamorosamente rinviata il 20 dicembre per il Bari di Ventura, che cerca punti nel catino infuocato di Marassi, animato anche dalle polemiche “matarresiane” della vigilia.
Come quasi sempre accade, nei primissimi minuti della partita è il Bari a pigiare sull’acceleratore, tanto da passare subito in vantaggio: fallo su Meggiorini, conclusione su punizione di Parisi, deviazione e palla che sulla “spazzata” di Papastathoupoulos termina sul corpo di Barreto che timbra così il suo nono goal stagionale. Da segnalare a riguardo anche le vibranti proteste della compagine ligure che contesta a Saccani di Mantova un tocco di mani del brasiliano. La partita prende, dopo il gol, una direzione ben precisa, con il Genoa subito alla caccia del pareggio e il Bari a difendersi in maniera abbastanza ordinata, ma le scorribande rossoblu non sortiscono grandi effetti, tranne quando, complice un controllo di mano, Milanetto si presenta solo contro Gillet che compie il primo miracolo della serata. Da qui in poi il primo tempo non regalerà altre emozioni se non una preoccupante inclinazione dei ventidue in campo ad intensificare le scorrettezze reciproche. Peccato che nel primo tempo proprio in uno di questi scontri aerei, sulla ricaduta sia Parisi a farne le spese e purtroppo anche per lui si parla di un infortunio grave.

La ripresa parte con il Bari in assetto preoccupante, infatti l’undici di Ventura, sempre propositivo, mostra stranamente un assetto troppo rinunciatario che porta il Genoa a salire troppo e a cercare il pareggio con dieci effettivi. La pressione genoana si fa incessante e solo nei primi cinque minuti della ripresa genera addirittura otto corner consecutivi. Il Bari sembra alle corde e all’ottavo della ripresa il gol arriva: fallo a limite su Suazo e conseguente punizione. Il tiro di Milanetto colpisce la faccia di Almiron e si insacca nel sette opposto all’incolpevole Gillet. Chi adesso si aspetta un forcing del Genoa rimane deluso, perché stranamente dopo aver subito il gol del pareggio il Bari si risveglia e ricaccia indietro gli avversari, che iniziano dal settantesimo in poi ad avvertire la stanchezza. Il match diventa onestamente poco piacevole e gli unici sussulti dopo il gol di Milanetto sono il tris di conclusioni sul quale Gillet si mostra come sempre un gatto e il palo di Juric che nega la vittoria all’undici di Gasperini.

Evidentemente il Bari di ieri sera ha mostrato il suo limite, ovvero la mancanza di elementi da far ruotare in occasione di incontri ravvicinati, infatti se analizziamo l’andamento dei pugliesi nei turni infrasettimanali, il dato parla chiaro: un punto in tre partite. Questo dimostra che Ventura non è pazzo quando manifesta la sua preoccupazione nel vedere sbriciolarsi la sua rosa. Ieri è toccato a Parisi e sembra debba averne per un bel po’, Masiello (Sasà) è rientrato, ma è palese la mancanza di forma dell’esterno napoletano, che comunque ha fatto il suo.

Per quanto riguarda la prestazione, il punto dobbiamo tenercelo strettissimo, perché il Bari più brutto dell’anno che esce da Marassi “illeso”, va solo sostenuto e ammirato. Ora bisogna far visita ad un Bologna in forte ascesa che però ha anche lui il gap del turno infrasettimanale giocato ieri con l’Atalanta. Da incorniciare, ancora una volta la prestazione di Gillet, A. Masiello e Almiron, mentre da rivedere Bonucci e Koman, ieri un po’ distratti.
Donato Violante (Dany10)


TABELLINI GENOA-BARI  1-1 4'pt Barreto, 7'st Milanetto
Genoa (3-4-3): Amelia, Papastathopulos (44'pt Crespo), Dainelli (17'st Biava), Bocchetti, Rossi, Juric, Milanetto, Criscito, Mesto, Sculli (28'st Moretti), Suazo A disposizione:  Scarpi, Biava, Zapater, Moretti, Tomovic, El Shaarawy, Crespo. All.: Gasperini
Bari (4-4-2): Gillet, Belmonte, A. Masiello, Bonucci, Parisi (14'pt Masiello), Alvarez (16'st Kamata), Gazzi, Almiron, Koman, Meggiorini (27'st Castillo), Barreto A disposizione: Padelli, S.Masielllo, Donati, Allegretti, Rivas, Kamata, Castillo, Diamoutene. All.: Ventura
Arbitro: Saccani

 

 

Bari magico spaventa l’Inter e incanta l’Italia

Bari, 16 gen 2010. Prima di ritorno per il Bari che trova di fronte i campioni d’Italia allenati da Mourinho, al quale il nostro “Special One” medita di fare un altro scherzo dopo il pareggio dell’andata.
Il primo tempo inizia immediatamente con un’Inter aggressiva, tanto da sfiorare il gol con Sneijder al 1’ min. dopo un errato disimpegno di Bonucci, ma chi pensava che tutto ciò fosse il preludio ad un dominio nerazzurro si sbagliava di grosso, perché in un San Nicola gremitissimo, il Bari inizia a dare spettacolo impostando trame deliziose e mettendo in difficoltà i campioni strapagati dell’Inter di Moratti. Infatti, oltre a quell’occasione l’Inter non si affaccerà più dalle parti di Gillet, e sarà il Bari a fare la partita. Combinazioni straordinarie, velocità, sacrificio nei ripiegamenti, questo il “credo” mostrato dalla banda Ventura che sfiorerà il gol prima con Alvarez, clamoroso il suo errore, ma altrettanto eccezionale la parata di J. Cesar, poi con Parisi autore di una staffilata neutralizzata ancora dall’ottimo portiere brasiliano. Questi i due sussulti maggiori del primo tempo che si conclude tra gli applausi per i biancorossi e i fischi per Rosetti che troppo spesso decide di essere protagonista di una gara che non sente il bisogno di essere animata dalle sue “gesta”.

La seconda frazione parte con il botto, infatti è di nuovo l’Inter che nei primi minuti sfiora il gol con una mischia in aria risolta dall’ottimo Parisi, ma il Bari non ci pensa nemmeno a farsi schiacciare e al 60’ passa. Palla lunga per Meggiorini che supera Samuel, mette al centro, ma il suo suggerimento è stoppato di mano dallo stesso difensore argentino, rigore netto, trasformato dal solito immenso Barreto, che sfoggia come esultanza una maglia di Ranocchia, grande assente della gara con Almiron. Nemmeno il tempo di recuperare un filo di voce che i tifosi baresi sono di nuovo travolti da una scarica di adrenalina: palla recuperata da Meggiorini che fa partire il velocissimo contropiede biancorosso, la sfera giunge sui piedi di Parisi che salta netto Lucio e viene steso nettamente in area. Ancora Barreto sul dischetto e ancora palla da una parte e portiere dall’altra, 2 a 0 e San Nicola, letteralmente impazzito. Finisse qui la serata sarebbe meglio, visto che dopo il doppio vantaggio purtroppo, complice anche la stanchezza dovuta a 70’ minuti di spettacolo, il Bari si allunga e complici due errori del buon Donati, in evidente difficoltà, l’Inter prima accorcia con Pandev  poi, su rigore con Milito pareggia. La festa non ha il suo lieto fine come contro la Juve, ma riempie il cuore di gioia, visto che i super campioni sia all’andata che al ritorno hanno visto letteralmente le streghe contro i nostri beniamini.

Che dire partita dalle emozioni fortissime quella di sabato, che ancora una volta ha messo in luce la rivelazione del campionato: il nostro Bari. Una squadra meravigliosa, un gruppo unitissimo, sempre pronto a far parlare di se. Peccato davvero che non ci sia sempre quest’atmosfera al San Nicola, ma purtroppo è impossibile pensare che il Bari abbia tutti questi appassionati non “doppiofedisti”. Proponiamo a riguardo una provocazione, contro il Milan, la società alzasse ancora i prezzi, almeno a colpi di record d’incasso, rifondiamo le casse della società con il fine di completare una rosa già forte ma che necessità di respiro in alcuni reparti. Donati non è il solo ad aver bisogno di riposo, la linea arretrata è troppo decimata numericamente per poter pensare di far fronte a squalifiche ed infortuni.

Curiosità: il nuovo beniamino della curva Nord si chiama Sergio Bernardo Almiron, addirittura presente in curva sabato per manifestare il suo orgoglio nell’indossare questa maglia, con questo permetteteci un pensiero: sono questi i giocatori che vogliamo, undici leoni, pronti a tutto per la maglia che portano. Nonostante il risultato non sia una vittoria a nome di tutto il popolo biancorosso: Grazie ragazzi e grazie mister!
Donato Violante (Dany10)



 

 

SFORTUNA PIU' FORTE DEI GALLETTI KO FUORI CASA

 

Trasferta insidiosa per i galletti che trovano di fronte i viola di Prandelli dati in grandissima forma dopo la larga vittoria nel derby di Siena.
Fiorentina: Frey; De Silvestri, Kroldrup, Felipe, Pasqual; Donadel (25' st Castillo), Montolivo; Santana, Mutu (30' st Gobbi), Jorgensen; Gilardino. A disp: Avramov, Dainelli, Natali, Babacar, Carraro. All. Prandelli.
Bari: Gillet, Masiello, Ranocchia (5' st Belmonte), Bonucci, Parisi; Alvarez, Donati, Almiron, Rivas (13' st Gazzi); Barreto (29' st Kamata), Meggiorni. A disp: Padelli, Antonelli, Greco, Allegretti. All: Ventura.

La prima frazione di gioco mette subito in mostra una Fiorentina arrembante che sin da subito cerca la porta di Gillet, mettendo in difficoltà il centrocampo biancorosso, ma con il passare dei minuti il Bari prende le misure e mette sul piatto la solita capacità di ripartire in velocità delle sue punte e dei suoi esterni. La partita, infatti, sin da subito mostra una bellezza che sempre meno si può apprezzare nel nostro campionato. Un match condotto da due squadre che anche se diverse sul piano tecnico non avevano la benché minima intenzione di restare a guardare. Le occasioni, quindi, fioccano: la prima arriva dalla testa di Felipe che su calcio piazzato, in posizione dubbia impegna severamente Gillet, poi il Bari risponde: prima con un contropiede finalizzato da Rivas che mette al centro una palla d’oro non sfruttata da Alvarez, poi con una conclusione di Barreto al lato di poco. Il Bari vede la possibilità di far male alla pur compatta compagine toscana e al 29’ passa: calcio d’angolo di Rivas, tocco di Ranocchia sul secondo palo dove sbuca Barreto che mette il suo sesto sigillo stagionale. Il vantaggio barese mette ancor di più la carica all’undici di Prandelli che solo dieci minuti dopo troveranno il pareggio di Mutu lasciato troppo libero di colpire nel pieno dell’area piccola. Dopo questi due acuti il match non accenna a diminuire di intensità e in maniera piacevolissima si porta all’epilogo il primo tempo.

La ripresa si apre con una brutta tegola per i nostri colori, infatti, al 5’ in un contrasto con Gilardino, Ranocchia gira in maniera innaturale il ginocchio e per lui si profila un lungo stop. Al suo posto entra Belmonte al suo esordio stagionale. Il Bari colpito dall’infortunio del suo gioiello tira fuori l’orgoglio e prima sfiora il gol con Alvarez, autore di un gran tiro respinto da un super Frey, poi sfiora il vantaggio con un bolide di Meggiorini che prende il palo interno ma non finisce in rete dopo una clamorosa danza sulla linea. La sfortuna non sembra voler lasciare in pace i baresi che al 12’ della ripresa perdono anche Almiron, che si fa cacciare dopo un brutto fallo su Jorgensen. Nel Bari esce quindi Rivas ed entra Gazzi. La pressione viola aumenta, ma il Bari ha un’altra clamorosa occasione con Barreto che con una splendida conclusione a giro, mette di poco fuori a Frey battuto. La foto della partita arriva al 25’ della ripresa quando dopo una conclusione di Montolivo sulla traversa, la palla torna sui piedi di Castillo che proprio contro la sua (probabile)  prossima squadra, timbra per la prima volta con un gol la sua avventura gigliata. Questo per mettere in risalto che le nostre conclusioni prendono il palo e vanno fuori, quelle degli avversari arrivano dritte sui piedi della punta che a porta vuota non può sbagliare. Castillo che poi si farà cacciare dopo un fallo senza senso sul subentrato Kamatà. La partita finisce con il rammarico di una partita decisa da episodi, che ancora una volta sono tutti avversi ai nostri colori.
Si dice che le brutte notizie non vengono mai da sole, ma chi immaginava che oltre alla sconfitta questa partita lasciasse in eredità anche un infortunio grave e una squalifica pesantissima? Certo il secondo fallo di Almiron è da giallo, ma il primo? Noi pensiamo di no, ed è per questo che complice anche una serie di decisioni dubbie nei nostri confronti, vedi fuorigioco inesistente fischiato a Barreto a fine primo tempo, invitiamo chi di competenza in società a farsi sentire, perché non troviamo giusto che ogni trasferta deve vederci finire le partite in inferiorità numerica.

A parte lo sfogo che pensiamo tutti voi condividiate, vorremmo analizzare in maniera oggettiva la partita di alcuni singoli. In questa comunque ottima partita dei galletti va messa in luce l’ennesima grande prestazione di Vitor Barreto, oltre a quella di Meggiorini, Alvarez e del subentrato Belmonte che se gioca così potrà presto ritagliarsi un ruolo importante in questo campionato. Meno brillanti le prestazioni di Donati, in evidente calo fisico, di Rivas, ancora lontano dalla forma perfetta e di Parisi ieri di nuovo distratto e pasticcione. Ora l’augurio è che anche contro l’Inter del “vulcanico” Mourinho non saremo costretti a sopportare altre peripezie strane da parte dei direttori di gara.
Donato Violante (Dany10)

 


 

11 EROI CHE FANNO LA STORIA DEL BARI

E dopo gli 11 gladiatori di Bari Juventus ecco gli 11 eroi di Bari Udinese. Gli aggettivi si sprecano, e il mio lavoro si duplica...meglio così! Il video non è una fedele sintesi della partita, ma può essere considerato come un video celebrativo, un video dove gli eventi temporali sono un pò stravolti. Il video si apre e chiude con Sergio Bernardo Almiron, primo eroe della partita, giocatore "bestiale", dal piede vellutato, penso un giusto tributo ad un ragazzo che stà dando l'anima alla causa biancorossa.
ingegnerebarese

 
 
 

FESTE FINITE? AL SAN NICOLA NO, QUI LA FESTA CONTINUA



 

Bari Udinese 2-0: parliamo ancora di salvezza?

Bari, 06 gen 2010. Primo impegno del 2010 per il Bari delle meraviglie ammirato per tutto il 2009. Di fronte per la terza volta, una squadra fresca di cambio in panchina: infatti dopo il Livorno di Cosmi e il Siena di MAlesani, arriva il turno dell’Udinese di De Biasi, che durante la sosta ha sostituito Marino.
Il primo tempo inizia, come spesso accade al San Nicola, con un Bari da subito molto aggressivo e determinato, tanto da sfiorare il gol dopo soli 54 secondi con un gran colpo di testa di Ranocchia. Nella formazione barese c’è un ex particolare: si tratta della punta di diamante dei galletti Barreto, che sin dalla prima palla, mostra quanta voglia ha di segnare e incidere. Detto, fatto, perché al 6’ Almiron, autentico gigante nella metàcampo pugliese, ruba palla e serve proprio il piccolo brasiliano, che si presenta davanti ad Handanovic e serve a Maggiorini il più facile dei palloni. Terzo gol per la punta veronese, che però deve arrendersi subito dopo per una botta al quadricipite che si spera possa essere da niente. La prima frazione dopo il gol, mostra un Bari un po’ più compassato, che cerca di controllare il risultato, anche se in qualche occasione la difesa sembra un attimo distratta dalla lunga pausa, in merito l’occasione capitata a Sanchez che impegna severamente Gillet, sempre perfetto. Il possesso palla dei friulani porta poi a quella che sarà la più ghiotta occasione di tutta la partita, infatti, su una punizione propiziata da un errato disimpegno di A. Masiello, Pepe, esterno della nazionale, colpisce l’incrocio dei pali a Gillet battuto. Con questo brivido la prima frazione termina.

La ripresa sembra dover avere un canovaccio ben preciso, con il Bari a difendere il prezioso vantaggio e l’Udinese a cercare il pareggio, ma nei primi minuti le due squadre danno vita a fitte trame a centrocampo, che però, non generano risultati. Al 68’ la svolta della gara, perché da un lancio meraviglioso di Bonucci nasce un contropiede ficcante del Bari, che con Barreto, abile a  sfruttare il corridoio, raddoppia. Il San Nicola è in festa, sia per la squadra che per il timido carioca che nell’occasione scarica tutta la sua rabbia in una splendida esultanza sotto la curva nord. Il colpo del secondo gol tramortisce in modo definitivo la squadra di De Biasi che non riuscirà più a venirne fuori, anzi è il Bari che in due occasioni rischia addirittura di dilagare con Alvarez, che servito dal subentrato Kamatà spara addosso al buon Handanovic, e con Barreto che sfiorerà la doppietta con un fendente neutralizzato però ancora dall’ottimo portiere sloveno, di gran lunga il migliore dei suoi.
Tutti avevano paura ad abbandonare l’anno meraviglioso che ci ha appena salutato, ma i ragazzi di Ventura a quanto pare non hanno la minima intenzione di mollare la presa su un campionato che potrebbe trasformarsi in storia per i nostri colori. C’è da ricordare anche, che la rosa è afflitta in questo periodo da una “epidemia” di infortuni ed acciacchi che prima della gara avevano fatto preoccupare tutti. Barreto e Almiron su tutti, sembravano dovessero dare forfait, ma alla fine la voglia matta di entrambi di far vedere di che pasta sono fatti, ha cancellato tutti i problemini fisici. Ora l’appuntamento si rinnova a Firenze, dove ad attenderci c’è forse la squadra più i forma del momento, reduce appunto da una larga vittoria sul Siena.

Curiosità: da sottolineare le prestazioni di Almiron, Barreto e Gillet, mentre sono apparsi un po’ appesantiti Rivas, Donati e a tratti Bonucci, autore però di un lancio meraviglioso in occasione del raddoppio. Peccato che ancora una volta se non ci sono grandi squadre il San Nicola mostra ampi vuoti, non rendendo l’omaggio meritato a questa splendida squadra, ma ormai siamo abituati, e l’unica via per il rilancio definitivo è quella della continuità nei risultati attuali.
Donato Violante (Dany10)

 

Calcio Bari, strano rinvio quello di Genova

Stupore e qualche sospetto ha destato la decisione di annullare per questioni climatiche la gara Genoa-Bari. Dura la presa di posizione della società biancorossa su un provvedimento che ha sicuramente favorito i padroni di casa, sfiniti dall'impegno in settimana in Coppa.

 
 

BARI JUVENTUS IL FILM: 11 GLADIATORI CHE FANNO LA STORIA!

Bari - Juventus 3-1, Davide contro Golia, 27 scudetti contro una mitropa cup, 20.000.000 di cuori bianconeri nel mondo contro 20.000 "Veri" biancorossi...eppure il finale non è quello scontato, 11 operai fattisi gladiatori superano una squadra fatta da primedonne e campioni internazionali! L'arena del San Nicola diventa teatro di una delle più memorabili pagine della storia dei galletti, il miglior Bari di sempre ha risvegliato il nostro "Amare" la città con la A maiuscola! Sono orgoglioso di essere Barese!
IngegnereBarese

 
 
 

IL SUPER BARI DISTRUGGE LA JUVE. DELIRIO AL SAN NICOLA

 

 ANCHE BARITUBE FA' UN RECORD: QUASI 4000 VISITE IN UN SOLO GIORNO! GRAZIE!

Match dell’anno  per il Bari di Ventura in un San Nicola che non tradisce le attese e si riempie di appassionati per accogliere la Juventus delle stelle strapagate.
Il primo tempo inizia subito a mille all’ora con le due squadre che sembrano avere tutta l’intenzione di regalare una notte spettacolare agli oltre 55.000 presenti al San Nicola. E’ la Juve che sembra voler tenere in mano il pallino del gioco, ma il Bari sembra non soffrire affatto le assenze pesanti di Parisi e Ranocchia e tiene bene, tanto che al 7’ su una splendida e caparbia azione di Meggiorini passa in vantaggio, infatti l’attaccante scuola Inter sfrutta un campanile con un gran tiro al volo e, complice una deviazione del pugliese Legrottaglie batte l’incolpevole Buffon. Il delirio dell’astronave barese ha inizio, e il boato dei tifosi biancorossi sembra mostruoso. Il Bari forte del vantaggio prende confidenza e inizia a gestire la manovra, tanto che su palla inattiva sfiora addirittura il due a zero con Bonucci che non è abile a sfruttare l’uscita a vuoto di Buffon. Come si sa però,  la regola non scritta più antica del calcio non sbaglia mai, e la Juve pareggia sull’azione seguente: Diego supera  Masiello in velocità, tira un fendente angolato, Gillet respinge, ma sulla stessa respinta si avventa Trezeguet che insacca. 23’ e tutto da rifare per i galletti. La prima frazione non accenna a diminuire di intensità e proprio quando i più si aspettano il vantaggio bianconero, Barreto nell’uno contro uno con Cannavaro, supera il capitano della nazionale che lo stende in aria: rigore netto e giallo per il napoletano. I tifosi trattengono il respiro perché come promesso a Genova è proprio Barreto a presentarsi sul dischetto contro il numero uno dei portieri: il brasiliano parte e stavolta spiazza il portiere  rimandando in estasi il pubblico barese che vede andare le due squadre a riposo sul risultato di due a uno.

La ripresa mette subito in luce la voglia matta dei bianconeri di rimettere in piedi il match, ed infatti la Juve opera sin da subito un dominio territoriale che porterà più volte gli attaccanti a cercare la conclusione. Clamorosa l’occasione che capita sui piedi di Trezeguet, che sfruttando uno svarione del pur generoso Diamountene calcia a botta sicura ma non calcola sulla sua strada un intervento prodigioso del capitano Gillet. A questo punto la pressione juventina diventa schiacciante e salvo un’ occasione su contropiede, il Bari riesce raramente a superare la metà campo. Al 68’ la svolta della gara: Grosso appena subentrato a Molinaro, supera Masiello e non appena vede Almiron in scivolata, si libra in volo convincendo l’arbitro a dare un rigore inesistente. Dopo le roboanti proteste baresi si presenta sul dischetto l’asso di cuori della formazione torinese: Diego. Il brasiliano parte e, non sappiamo se una zolla o la giustizia divina fa impennare la palla alta sulla traversa: tifoseria di fede barese in brodo di giuggiole e grido altissimo a spingere l’epica impresa dei galletti di Ventura. Abbiamo citato questo episodio come svolta perché dopo il rigore, il Bari trova il coraggio di risalire e su azione di calcio d’angolo dopo una serie di ribattute, Almiron, l’ex avvelenato di turno lascia di stucco Buffon con una conclusione di chirurgica precisione. Siamo all’81’ e  il San Nicola esplode ancora. La Juve spinge, ma alla fine sono i nostri a vincere regalando a tutta Bari una notte straordinaria.

Il Bari si aggiudica l’incontro dell’anno in una notte magica, che a lungo resterà nei cuori e nelle menti dei supporters “white&red”. Che bello infatti abbracciare il vicino di turno e trasmettersi  quella gioia incontenibile che deriva dalla voglia matta di questi ragazzi terribili di stupire tutti, noi compresi. Già, perché proprio nessuno immaginava un Bari così in alto a questo punto e soprattutto nessuno si aspettava un Bari imbattuto contro tutte le grandi.

Curiosità: bellissimi gli striscioni anti Juve inneggianti la classica “brasciola”barese e soprattutto le esplosioni di gioia di tutta la panchina barese ad ogni goal segnato,  ma questa non è più una novità, perché forse a parte tutte le qualità tecnico tattiche che la squadra mette in mostra, va messa in risalto quella che è una straordinaria unione di gruppo che favorisce l’ingresso di ogni tassello (vedi Stellini e Diamountene) . Stasera non bisogna parlare di singoli, delle parate di Gillet, dei gol di Almiron, Barreto e Meggiorini, stasera bisogna rendere onore ad un uomo che ci sta facendo sognare con la sua competenza e con la sua voglia di stupire: Giampiero Ventura. Grazie Mister.
Donato Violante (Dany10)

 

COREOGRAFIE ULTRAS BARI-ULTRAS JUVENTUS

Era dai tempi di Bari Empoli che non si vedeva un San Nicola così straripante. L'astronave è tornata ad essere protagonista in  importanti avvenimenti sportivi come quel Reggina Juventus del 2006. Protagonisti ovviamente sono anche i quasi 60.000 tifosi coloratissimi e reattivi per tutti i 90 minuti. Questa volta ci si accorge che anche in curva sud esiste un tifo organizzato e insieme agli ormai ben noti ADK si sono compattati altri gruppi Ultras baresi. Tantissimi cori sia dalla Nord che dalla Sud, coreografie inoltre sia da parte biancorossa che da parte juventina.
Insomma lo spettacolo si è consumato anche tra gli spalti, e che spettacolo!

 
 
 
 

ROMEO E QUAGLIARELLA BATTONO I GALLETTI

Bari, 07 dicembre 09. Trasferta senza tifosi al seguito per la banda Ventura che fa visita al Napoli protagonista, con il suo pittoresco presidente, di una settimana ricca di polemiche arbitrali.

NAPOLI (3-4-3):  De Sanctis, Campagnaro (27' st Bogliacino), Cannavaro, Grava, Maggio, Pazienza (10' st Lavezzi), Gargano (23' st Cigarini), Aronica, Hamsik, Quagliarella, Denis. (Iezzo, Zuniga, Rullo, Hoffer). All. Mazzarri.

Bari: (4-4-2): Gillet,  A. Masiello,  Ranocchia, Bonucci, Parisi, Alvarez, Almiron, Donati, Koman (40' st Antonelli), Meggiorini (30' st Kamata), Barreto (23' st Stellini). (Padelli, De Vezze, Allegretti, Greco). All. Ventura.

Il primo tempo vede di fronte due schieramenti molto diversi tra loro con il Bari schierato con la sua formazione tipo, mentre il Napoli orfano,almeno all’inizio, di Lavezzi si affida in avanti a Denis e Quagliarella. Il match mette subito in risalto la voglia dei padroni di casa di fare la partita, mentre gli ospiti mantengono una buona guardia cercando ripartenze sulle corsie esterne. I primi minuti non regalano grosse emozioni ai presenti, ma con il passare dei minuti sarà il Napoli a farsi pericoloso con Quagliarella prima e con Maggio poi che sfruttando un errato disimpegno di una distratta retroguardia biancorossa spreca tutto solo davanti a Gillet. Il Bari non riesce a creare gran che ma il Napoli, tuttavia, non diventa mai padrone assoluto della gara complice una ordinatissima linea mediana pugliese che ruba palloni in continuazione. La prima frazione riserva in coda i brividi maggiori, perché Gillet in complicità con Bonucci effettua un disimpegno errato che mette Quagliarella solo davanti alla porta, ma lo stesso stabiese non ha fatto i conti con San Ranocchia che salva miracolosamente sulla linea. I primi quarantacinque minuti si concludono mostrando una maggiore attitudine dei partenopei a cercare la posta piena.

Nella ripresa la musica cambia immediatamente, perché quando meno te lo aspetti su un lungo lancio di Bonucci, Barreto brucia la difesa azzurra, compie uno stop delizioso e in maniera altrettanto strepitosa scavalca De Sanctis con un pallonetto. Bari in vantaggio e San Paolo muto. La partita sembra mettersi sui binari cercati dal Bari, ma nemmeno cinque minuti e il Napoli pareggia con Quagliarella, abile a sfruttare un colpo di testa in eccessiva solitudine. Ora la partita si fa vibrante e proprio nel momento in cui il Napoli preme per il vantaggio è di nuovo il Bari a passare: Alvarez salta di netto Gargano, crossa e dopo la ribattuta di De Sanctis su Barreto è Ranocchia a ribadire in rete il nuovo vantaggio barese. Partita meravigliosa che regala spettacolo e gran belle giocate, ma tutto questo finisce grazie al protagonista più annunciato: l’arbitro Romeo di Verona, che preso da enfasi a dir poco eccessiva caccia Parisi colpevole di ostruzione che lo porta al secondo giallo. Ovviamente l’inerzia della gara cambia di nuovo e il Napoli già tutto in avanti alla ricerca del nuovo pari, ora può usufruire del vantaggio numerico che dopo soli cinque minuti da i suoi frutti: Quagliarella scatenato, salta Masiello, mette al centro dove un clamorosamente solo Maggio, mette alle spalle di un non perfetto Gillet. Due a due e venti minuti da giocare. Il Bari non demorde e inizia a rintuzzare ogni iniziativa napoletana con ordine e precisione, precisione che però nel finale manca ad Alvarez, che avendo la possibilità di segnare sciupa malamente, e sul ribaltamento di fronte, complice uno sbilanciamento di tutta la linea mediana Quagliarella supera uno spento Bonucci e in controtempo beffa Gillet. Bari sotto di un gol a un minuto dalla fine e con un uomo in meno. Non è finita però perché Romeo vuole metterci una firma indelebile e al 92’ caccia anche Ranocchia autore, sì di un brutto fallo, ma che si verifica sulla linea del fallo laterale. La partita finisce con il Napoli vincitore in dodici contro nove.

Che dire partita dalle mille sfaccettature quella del San Paolo, che però poteva essere più ricca di soddisfazioni per i tifosi biancorossi. Romeo è stato l’uomo giusto nella scenografia dell’esperto di stucchevoli cinepanettoni De Laurentiis, che sicuramente stasera non penserà a Calciopoli. Tuttavia tutte le colpe non possono ricadere sul pur insufficiente arbitro veronese, bisogna, infatti, rivedere l’approccio difensivo che ieri è mancato totalmente. Basti pensare che nelle ultime tre gare il Bari ha subito sette reti, tante quante ne aveva subite in ben dodici partite iniziali. Non possiamo permettere a Quagliarella e soci di arrivare con cotanta facilità davanti a Gillet. Da segnalare anche il ritorno al gol di Barreto, e la prestazione maiuscola di Almiron e Masiello,mentre  insufficiente, appunto,  è il voto per  tutto il resto del reparto arretrato con Ranocchia e Bonucci che troppo permettono alle punte azzurre e con Parisi che soffre maledettamente la spinta di Maggio.

Domenica c’è la Juve e saranno tanti i sostenitori biancorossi allo stadio, già perché vogliamo credere che siano tutti tifosi del Bari questi sessanta mila che affolleranno il San Nicola, ma non sarà così perché la verità è che si verranno a seguire i campioni strapagati della”mitica” signora, che merita rispetto ma secondo noi merita anche un bello scherzetto.
Donato Violante (Dany10)


 

 

UN BARI DA DUE VOLTI AGGUANTA LA VITTORIA IN EXTREMIS E CONTINUA A VOLARE!

La partita del cuore! un secondo tempo giocato alla romana, ad una porta sola, ha portato i meritati tre punti alla squadra biancorossa. Il  Bari è partito male, forse per colpa di una formazione a mio parere sbagliata sin dall'inizio, con uno spento Alvarez che sulla fascia non riesce a dare il suo contributo ed un Barreto che continua a sbagliare i gol più facili.
In rete subito il Siena, quasi a freddo, al terzo minuto e match subito in salita per i galletti.
Il Siena gioca un'ottima partita per tutto il primo tempo concedendo pochissimo  e anzi portandosi più volte davanti a Gillet sbagliando il raddoppio. Alvarez a tratti è irritante, non sfonda mai l'avversario, cerca sempre il compagno arretrato e quando cerca di mettere la marcia è sistematicamente fermato. Nel secondo tempo Ventura attua una vera rivoluzione cambiando il volto alla partita inserendo un Kamatà tornato quello della promozione dell'anno scorso e Greco per uno spento Barreto (anche se volenteroso).
Nella ripresa, prima Andrea Masiello (davvero esploso di gioia) e poi un goal al cardiopalma di Greco danno i meritati 3 punti al Bari che sale a 21 punti in coabitazione con squadre di ben altro spessore tecnico, come Roma o Fiorentina.
Da aggiungere un reattivissimo Koman e una squadra tutta rinata dopo i due cambi di Ventura. E' solo una coincidenza o forse Kamatà ha davvero cambiato la partita?
ingegnerebarese
 
 

ULTRAS BARI ULTRAS SIENA RESOCONTO TIFOSERIE AL SAN NICOLA

Resoconto della partita giocata al San Nicola sugli spalti.
Tifosi del Siena: non pervenuti! Sono scesi una ventina di tifosi ultras del Siena e per tutti i 90 minuti sono rimasti pressocchè immobili non cantando cori e neanche dopo il gol di Vergassola si sono riscaldati; Ovviamente sono scusati dalle scialbe prestazioni della loro squadra, sicuramente sono in sciopero del tifo.
Tifosi del Bari: i cosiddetti "bastardi" tifosi del Bari hanno incitato per tutti i 90 minuti la squadra dei galletti, credendoci fino in fondo insieme ai giocatori. Non hanno mai mollato, incitando più volte anche Barreto, che purtroppo ha sbagliato goal già fatti anche oggi.
Da segnalare alla Nord striscioni per Perinetti, con augurio a continuare su qUesta strada, e striscione a favore della Salernitana, in caduta libera in serie B. Alla Sud invece striscione contro il sig. Mughini.

 
 

 

La zampata del “lupo” non perdona e il Bari torna grande


Bari, 28 nov 09. Partita del riscatto per il Bari di Ventura che davanti al suo pubblico deve farsi perdonare la netta sconfitta di Roma. Avversario di turno il Siena, fanalino di coda che in settimana ha cambiato allenatore, ponendo in panchina una vecchia volpe come Alberto Malesani.

Le formazioni iniziali:

BARI - (4-4-2) - Gillet; A. Masiello, Ranocchia, Bonucci, Parisi, Alvarez, Donati, Almiron, Koman; Meggiorini, Barreto

SIENA - (4-1-4-1) -.Curci, Brandao, Terzi, Del Grosso, Rosi, Vergassola, Genevier, Fini, Ghezzal, Jarolim, Maccarone.

Il primo tempo mette subito in luce l’evidente imbarazzo dei pugliesi, che non sembrano essersi ripresi dalla scoppola capitolina, Siena invece ben più propositivo, e i risultati concreti non tardano ad arrivare, infatti, al 3’ Vergassola porta in vantaggio i suoi sfruttando un indecisione tra Gillet e Parisi. Il gelo si posa sul San Nicola, ma non bisogna perdere la bussola e il Bari cerca di rimettere la partita sui suoi binari. Binari, però, che non passano dall’out di destra dove Alvarez, centra la sua peggiore prestazione stagionale. Tutto lascia presagire ad un assedio biancorosso alla porta di Curci, ma così non è, perché non solo i senesi sfiorano il raddoppio con Maccarone, ma soprattutto esercitano un ottima pressione sul nostro centrocampo, annullando così ogni nostra velleità. Il match di Barreto, invece, inizia dopo quasi 40’, perché pescato dal buon Koman sciupa un occasione limpida che avrebbe potuto regalare il pari ai suoi compagni.
Il primo scorcio di gara va in archivio tra gli “ingenerosi”fischi di parte dello stadio che non gradisce la paura mostrata sul campo dai galletti.
La ripresa inizia sulla falsa riga della prima frazione, con un Siena attento e un Bari privo di idee, ma la svolta arriva intorno al 10’ quando il furetto Kamatà prende il posto di uno spento Alvarez, che però non merita tutti quei fischi. La partita cambia, come cambiano le due fasce, infatti, Kamatà prende il posto di Koman a sinistra e l’ungherese lascierà in seguito il posto ad Antonelli sulla destra. La differenza è subito palpabile, vista la dinamicità e l’imprevedibilità che soprattutto l’angolano dona alla gara. Il Bari diventa padrone del campo e inizia a martellare l’area avversaria. L’occasione più clamorosa la spreca di nuovo Barreto che non colpisce bene una palla semplice semplice; il gol è nell’area e nel culmine della pressione, in un azione generata da un corner, è lo splendido Andrea Masiello a insaccare con un sinistro chirurgico il portiere toscano mettendo di nuovo il Bari in partita e regalandosi una corsa ebbra di gioia sotto la Nord. Il bello deve ancora arrivare però perché a 10’ dalla fine tra le bocche aperte di tutti entra Greco al posto di Barreto. Bene, perché proprio lo stupore generale dà la carica al “lupo” che da subito si mostra intraprendente e determinato. Il Bari chiude nella sua area il Siena e sfiora il vantaggio per ben due volte con Bonucci, che da buon difensore non ha nella precisione il suo forte. Tutto lascia presagire ad un pareggio ma proprio nel recupero dopo una galoppata entusiasmante, Antonelli mette al centro dove “il lupo” Greco, con una splendida zampata regala al San Nicola la gioia della vittoria, mandando in estasi tutti i presenti.
Partita a due volti per l’undici di Ventura, che nel primo tempo sembra quasi il Bari di quattro - cinque anni fa, svogliato e senza trame, mentre nella ripresa sembra uno squadrone con tanta voglia di vincere e di stupire. Un applauso particolare va a chi fino ad ora non aveva giocato molto e che invece si sta rivelando sempre più utile alla causa, vedi Greco, Antonelli, Kamatà e Koman. Questo, non può che essere sinonimo di grande attaccamento alla maglia derivante da una cultura del gruppo che solo un grande allenatore può trasmettere.
Curiosità: bellissimo il gesto degli Ultras di regalare a Barreto una sciarpa biancorossa, a testimonianza della fiducia che il pubblico barese nutre nei suoi confronti. Da segnalare anche simpatici striscioni contro lo “pseudopinionista” Mughini, e cori di stima inneggianti Ventura e Perinetti.
Donato Violante (Dany10)

 


La nuova trattativa per il Bari, ecco l'offerta della Meleam


La Meleam si è dichiarata: vuole acquistare il Bari ed offre 12 milioni più altri 9 per ripianare quelle che ritiene essere le perdite attuali della società. Questo è uno dei tanti particolari emersi in una vivace conferenza stampa tenuta dai rappresentanti della holding che ha sede a Bitonto.

 
 

ROMA - BARI 3-1:  BARI SBAGLIA, TOTTI NO!

Bari, 22 nov 09. Trasferta storica per il Bari che vede al suo seguito più di diecimila appassionati che daranno prova per tutta la gara di una sportività da definire “all’inglese”
Le formazioni iniziali:
Roma (4-3-1-2) Julio Sergio, Riise, Mexes, Andreolli, Burdisso, Brighi, Perrotta, Pizarro, Menez, Totti, Vucinic.
Bari (4-4-2) Gillet, A.Masiello, Ranocchia, Bonucci, Parisi, Almiron, Donati, Antonelli, Langella, Barreto, Kutuzov.
Partita che parte subito con un Bari stranamente spaventato, molle e presuntuoso, tanto che passano solo 60 secondi per vedere Vucinic colpire in pieno il palo. La partita è roboante e il Bari costruisce la prima palla gol: palla dentro per l’inserimento di Barreto che solo contro Julio Sergio, si divora l’1 a 0. Da qui in poi inizia un vero e proprio Totti show: rigore, punizione e bomba di sinistro, che azzerano le ambizioni di un Bari che in questa tripletta ci mette molto del suo, tra errori di Ranocchia e errati disimpegni a centrocampo. Il Bari tramortito, non si perde d’animo e sospinto da diecimila splendidi supporters, cerca di reagire e lo fa sia con
Langella, autore di due conclusioni al volo molto pericolose, che con Barreto, che sbaglia l’ennesimo gol da solo contro il portiere indispettendo e non poco il mister, che alla vigilia aveva messo in preventivo le molte occasioni che la Roma poteva concedere.

La ripresa vede subito l’ingresso di Koman al posto di un buon Langella, e la partita sembra un’altra, infatti la Roma, ebbra delle tre reti nella prima ripresa, lascia completamente il campo ai biancorossi che esercitano un vero e proprio forcing nella metàcampo romana. La pressione porterà i galletti a sfiorare altre volte il gol, con Koman, autore di ottime iniziative e con Almiron che colpirà la traversa, ipotecando così il “titolo” di migliore in campo dei baresi. La pressione fino a quel momento sterile dei pugliesi, porterà i suoi frutti solo quando Andreolli mette alle spalle del suo portiere un angolo velenoso battuto da Koman. Il match si trascinerà poi fino al novantesimo, con le due squadre che escono sì con morali diversi dal campo, ma con la certezza che nulla è compromesso.

La partita è stata interpretata sicuramente male dall’undici di Ventura nel primo tempo, infatti non si può regalare un’intera frazione di gioco ad una Roma che per quanto acciaccata, annovera tra le sue fila campioni come Totti che con tre - quattro palle toccate ed essendo in una condizione precaria, ha violato la porta difesa da Gillet ben tre volte. Questo deve servire da monito e da lezione a tutti coloro che magari, complice anche una sosta quanto mai poco gradita, hanno pensato di meritare altri lidi ed obiettivi. Non saremo mai stanchi di ripetere che senza umiltà ed unità d’intenti non si possono centrare risultati. Un altro capitolo lo dedichiamo alle punte: il Bari, infatti,  con 11 reti all’attivo risuta uno dei peggiori attacchi e ieri si è visto che il motivo non può attribuirsi alla sfortuna, manca la cattiveria, manca l’esperienza, ma soprattutto manvano i punti persi per strada. Non ce ne voglia Barreto che quest’anno non vuole proprio compiere il salto di qualità.

Curiosità: da salvare nella nefasta prestazione difensiva il solo Bonucci, che non incappa nelle amnesie presuntuose del resto del reparto, mentre dalla cintola in su l’unico a brillare è Almiron. Buone le prove di Langella e Antonelli che ha pagato solo un po’ di emozione iniziale, da segnalare invece gli ingressi dei due esterni Koman e Kamatà (al suo esordio dopo il lungo stop) che hanno dato vita ad una ripresa di alto livello e che hanno messo sempre in difficoltà i rispettivi avversari. Ora non resta che fare i complimenti di cuore a quei diecimila che hanno letteralmente invaso con il loro entusiasmo la capitale. Immensa infatti è la loro di prestazione che, anche sul 3 a 0, cantavano a squarciagola coprendo di gran lunga i cori spesso scontati della Curva Sud romanista. Ora però lo stesso entusiasmo va trasferito sugli spalti del San Nicola per quello che per noi deve essere considerato come un big match. Il Siena , infatti va rispettato, ma va battuto senza se e senza ma.
Donato Violante (Dany10)
baritube.altervista.org

 
 

ILPIU' GRANDE ESODO DELLA STORIA BIANCOROSSA

Spunta un possibile interessamento da parte di un'azienda locale (la cui solidità finanziaria per sostenere una tale spesa è tutta da vedere in quanto non sono riusciti nemmeno a comprare il Gallipoli mesi fa) per il Bari; Salvatore Matarrese dichiara che non hanno mai avuto contatti con questa azienda e minaccia azioni legali e mette in guardia i tifosi biancorossi da ulteriori prese in giro.
Previsti 10.000 baresi a Roma; Alvarez è recuperabile per domenica, S. Masiello, Rivas e Gazzi KO.

 
 
 
 

IL BARI DI VENTURA - PARTE 3

 

 

 

 

BARI - LIVORNO 1-0 : ALLEGRETTI SU PUNIZIONE

E IL BARI SI PORTA A RIDOSSO DELLA ZONA EUROPA!


 


BARI BRUTTO MA CONCRETO, VINCE E VOLA A SINISTRA DELLA CLASSIFICA


Bari, 08 nov 09. Grande occasione di riscatto per i biancorossi, che dopo il discusso pareggio di Marassi, ospitano in casa una diretta concorrente nella corsa alla salvezza: il Livorno di Serse Cosmi.
Le formazioni iniziali:

BARI - (4-4-2) - Gillet; A. Masiello, Ranocchia, Bonucci, S. Masiello (41' st Stellini); Alvarez, Donati, Almiron, Allegretti (13' st Gazzi); Meggiorini, Barreto (23' st Greco). (Padelli, Diamoutene, Koman, Antonelli). All: Ventura.

LIVORNO - (3-5-2) - Benussi;  Diniz, Galante,  Miglionico (34' st Vitale); Raimondi (23' st Mozart), Pulzetti,  Candreva,  Moro, Pieri; Tavano, Lucarelli (13' st Danilevicius). (Barbetta, Knezevic, Bergvold, Marchini). All: Cosmi.

La prima frazione di gara mette in luce le disposizioni tattiche delle due formazioni, Bari schierato con Alvarez largo a destra e Allegretti che ha il compito di coprire tutta la zona sinistra del centrocampo. Il Livorno invece mostra subito un’ indole difensivista atta a fermare tutti i possibili inserimenti delle due rapide punte biancorosse. L’inizio della gara promette subito bene, perché il Bari mette in mostra una determinazione maggiore e al 6’ passa. Allegretti, autentico specialista, dalla sua mattonella insacca un colpevole Benussi che prende gol sul suo palo, San Nicola in festa e difesa livornese già perforata. Chi si aspetta un incremento del ritmo da parte dei toscani, si sbaglia perché per ampi tratti della prima ripresa, il Livorno continua a giocare coperto dietro come se il risultato fosse ancora fermo sullo 0 a 0. Questo atteggiamento spinge l’undici di Ventura a portarsi più in avanti alla ricerca del raddoppio e intorno alla mezz’ora, solo la traversa nega la gioia del gol ad Almiron, autore di una cannonata su punizione dai trenta metri. Dopo pochi minuti, salvo un colpo di testa fuori del solito Almiron, sarà il Livorno ad alzare il baricentro , ma le uniche occasioni concesse dalla sempre precisa difesa biancorossa, sono due conclusioni da fuori, una di Candreva e l’altra di Pulzetti, uno dei migliori tra i suoi. Primo tempo che quindi si conclude sull’1 a 0 per i pugliesi.

La ripresa inizia sotto la stessa impronta della prima frazione con un Bari un po’ più lento ed impreciso del solito nella manovra ed un Livorno che produce trame ma negli ultimi venti metri sembra una squadra di C. Tuttavia il match non appare affatto facile da condurre in porto, quindi Ventura, sostituisce Allegretti con il più difensivo Gazzi, mentre Danilevicius prende il posto di un Lucarelli inguardabile. Dopo questi due cambi il match diventa definitivamente “brutto” da guardare con le due squadre che più che costruire, riescono solo ad annullarsi a vicenda. L’occasione per chiudere il match arriva come sempre sui piedi di Alvarez, autentica croce e delizia della tifoseria biancorossa, che dopo una combinazione sulla trequarti spedisce fuori davanti a Benussi. Sarà l’ultima occasione degna di nota del match che si chiuderà con il forcing livornese a fine gara che però non farà cambiare il risultato.

Vittoria di fondamentale importanza per i galletti che adesso si portano a più 9 sulla zona retrocessione. Stavolta risalta che la vittoria non è figlia del buon gioco, ma del gesto di un singolo, Allegretti. Questo ovviamente è un ottimo segnale perché le grandi prestazioni, vedi Milan e Samp molto spesso portano solo grandi rimpianti, mentre una partita vinta giocando maluccio, alle volte dona quello che più conta nella classifica, i tre punti.

Curiosità: un augurio speciale va a Sasà Masiello e Ale Gazzi che riportano seri infortuni e ci vedranno orfani di due pilastri per almeno due mesi. Ottima la prestazione della retroguardia con Bonucci su tutti. Bene anche Donati ed Almiron, mentre hanno latitato le due punte che hanno davvero fatto poco. Un pensiero speciale lo vogliamo dedicare anche al CT Lippi, autore di un’altra serie di assurde convocazioni. Come si fa infatti a chiamare Biondini, contestato anche a Cagliari per le sue spesso non brillanti prestazioni, Galloppa o Candreva e non chiamare Donati? Senza parlare poi dell’esclusione di Ranocchia che di sicuro è molto più pronto di un Legrottaglie che scalda la panchina di Ferrara. Non sarà vero che…Lippi è leccese…?
Donato Violante (Dany10)

 

 

IL BARI SPRECA L'IMPOSSIBILE E LA SAMP RINGRAZIA!

RIGORE SBAGLIATO E FUORIGIOCO INESISTENTE SALVANO LA SAMPDORIA!

 

BARI E ARBITRO REGALANO UN PUNTO ALLA SAMPDORIA

Sampdoria - Bari 0-0

Secondo turno esterno della settimana  per il Bari che vede contrapposta la sorpresa del campionato: la Sampdoria di Del Neri e Cassano.
Le formazioni:
SAMPDORIA (4-4-2): Castellazzi; Cacciatore (dal 20' s.t. Zauri), Gastaldello, Rossi, Ziegler; Mannini, Palombo, Poli (dal 32' s.t. Tissone), Franceschini (dal 9' s.t. Accardi); Pazzini, Cassano. (Fiorillo, Lucchini, Pozzi, Bellucci). All.: Del Neri.
BARI (4-4-2): Gillet; Masiello, Ranocchia, Bonucci, Masiello; Alvarez, Donati, Almiron, Langella (dal 42' s.t. Koman); Barreto, Kutuzov (dal 10' s.t. Meggiorini). (Padelli, Parisi, Stellini, Gazzi, Antonelli). All.: Ventura.


Primo tempo che parte con una Samp subito intraprendente e pericolosa, infatti Cassano, sfruttando un errato disimpegno di Donati, si fa spazio su Ranocchia e calcia col sinistro, ma Gillet è subito miracoloso e fa capire al figlio più famoso della nostra città che per lui sarà un pomeriggio agrodolce. Chi pensava che il Bari potesse rimanere impressionato da questa partenza blucerchiata, non conosce la truppa Ventura. Parte sin da subito infatti il gioco champagne dei pugliesi che mettono il loro marchio sull’andamento di gara. Marchio che porterà ad un’azione geniale: Alvarez lascia tutti sul posto, scatta e crossa al centro dove Langella, al suo esordio da titolare, manderà alto di poco. Il primo tempo che ha avuto questa appendice spettacolare non riserverà per tutto il resto dei suoi minuti quasi nessuna emozione e manderà le due squadre negli spogliatoi sullo 0 a 0.Tuttavia si può facilmente dedurre da questo, quanto il Bari, perfetto su ogni disimpegno abbia tarpato le ali alle punte da nazionale della Samp.
La ripresa si apre con una Samp che cerca di dare una spinta sul piano dell’intensità, e puntualmente crea una doppia occasione che porterà prima Cassano poi Mannini ad impegnare seriamente il capitano Gillet. Passa solo un minuto e Alvarez, servito da un assist delizioso di Kutuzov (che dopo uscirà acciaccato al posto di Meggiorini)si presenta solo davanti a Castellazzi, ma l’honduregno che non fa della sua precisione una sua caratteristica spara ancora sul portiere, divorandosi un’occasione colossale. Dopo quest’altra fiammata la ripresa sarà caratterizzata da grande possesso barese e da un gol annullato a Cassano per un fuorigioco netto. Quando tutto sembrava portare ad un tranquillo pareggio, il match si infiamma proprio alla fine: Meggiorini servito al centro cicca la palla ma il “falso” controllo lo mette a tu per tu con Castellazzi, dribbling secco e il portiere lo stende. Rigore netto al 91’. L’occasione è di quelle da metter tensione anche ai più temerari: Barreto parte, spiazza il portiere ma il pallone finisce fuori. Clamoroso errore del brasiliano che per la terza volta consecutiva sbaglia un calcio di rigore, questo però, fondamentale. Non è finita perché proprio quando la Samp pensava di avercela fatta, ecco che Almiron su punizione pesca Barreto, colpo di testa all’indietro, spunta Bonucci ed è gol. Anzi no, perché ci si mette anche l’arbitro con una decisione pazzesca:  gol annullato per un fuorigioco inesistente da parte del centrale biancorosso. Partita finita ma quanto, quanto rammarico.
Ancora una volta il Bari getta alle ortiche due punti, e adesso gli errori cominciano ad essere troppi. La partita, maiuscola e spavalda ha messo ancora una volta in luce non solo la grandissima organizzazione tattica del Bari, ma anche i clamorosi limiti realizzativi. Se pensiamo che in ben sei occasioni abbiamo lasciato a 0 la casella dei gol segnati, e che in già due occasioni abbiamo fallito un penalty, non resta che rammaricarsi. Se solo si fosse più cinici saremmo noi l’anti-Inter e questa non è presunzione ma solo una freddissima analisi dei fatti.
Curiosità: Senza nessun neo il match della linea difensiva che continua ad essere la meno battuta del campionato, senza contare che i quattro lì dietro sono tutti giovani ed italiani (caro Lippi altro che Santon). Partita bellissima anche di Almiron che si candida sempre più per un posto da titolare. Peccato davvero che i 6000 tifosi biancorossi accorsi al Marassi non abbiano potuto bearsi di una sacrosanta vittoria, ma ora la squadra deve pensare a battere la concorrente Livorno e va incitata al massimo. Da segnalare infine, sia l’abbraccio accorato tra Cassano e quella che è stata e sarà la gente della sua città , sia lo splendido gemellaggio inaugurato ieri dalle due tifoserie.
Donato Violante (Dany 10)

 

 

IL BARI SPRECA, IL PARMA NO!

Parma-Bari 2-0 (Recensione Dany10)
Secondo recupero infrasettimanale del campionato che mette di fronte le due sorprese del campionato in una sfida per un posto in Europa.
Le formazioni:
BARI (4-4-2): Gillet, A. Masiello, Ranocchia, Bonucci, Parisi; Alvarez, Donati, Gazzi, Allegretti ,Meggiorini Kutuzov . All: Ventura
PARMA(3-5-2): Mirante, Lucarelli, Dellafiore, Panucci, Antonelli,  Zaccardo,  Morrone, Lunardini,  Galloppa, Lanzafame, Paloschi All: Guidolin

Primo tempo che si presenta con le due squadre molto timorose e soprattutto ordinate tatticamente. Come previsto alla vigilia il Bari, non ha la solita possibilità di far viaggiare i suoi esterni , complice il centrocampo a cinque dei ducali, tuttavia anche il Parma trova la via del gioco sbarrata da un Bari molto attento che concede  pochissimo sul piano della manovra. Il match per usare un eufemismo piace molto agli addetti ai lavori ma non piace ai tifosi in quanto completamente sterile sotto l’aspetto spettacolare. Complice forse un po’ di stanchezza per i ravvicinati impegni, le due squadre infatti, non riescono a sviluppare trame di gioco degne di nota, con il Bari leggermente più intraprendente e veloce nelle ripartenze. Mentre tutto però, lasciava presagire ad una fine tranquilla della prima parte di gara , ecco l’occasione d’oro per i galletti che hanno la possibilità con Kutuzov di passare in vantaggio, complice un errato disimpegno della difesa emiliana;il bielorusso si divora ancora una volta un gol già fatto perdendo tempo nel saltare il portiere Mirante e dando così il tempo all’ex Antonelli di operare un prodigioso recupero. Primo tempo che si conclude così con il Bari che rimpiange il mancato cinismo del suo uomo chiave.
 La ripresa si apre con un cambio da parte del Parma che si rivelerà decisivo, entra infatti Bojinov al posto dell’ex Lanzafame apparso molto emozionato. IL match non sembra decollare sotto l’aspetto estetico, ma al 57’ minuto è proprio il bulgaro a girarsi e insaccare con un pregevolissimo gol dalla distanza. Il Bari un attimo smarrito dallo svantaggio prova a risalire la china, ma nemmeno il tempo di organizzarsi che arriva il raddoppio di Paloschi, che come il suo mito Inzaghi si gira e con un tiro fortunoso mette alle spalle dell’incolpevole Gillet. Il Bari prova a cambiare le sorti di un match sfortunato inserendo Almiron, Barreto e Antonelli al posto rispettivamente di Allegretti, Kutuzov e Alvarez, ma la musica non cambia perché non è proprio serata per i biancorossi e si vede dal fatto che anche gente come Donati sbaglia gli appoggi più semplici. La partita si trascina purtroppo senza ulteriori sussulti alla fine, con il Bari incapace di creare altre occasioni.
Ancora una volta purtroppo la differenza la fa la freddezza sottoporta delle punte, evidente a riguardo la differenza di valori tra le punte biancorosse e quelle giallo-blu. In serie A si sa che le occasioni vanno sfruttate altrimenti prima o poi si paga dazio. La partita non è stata bella e il Parma non ha giocato meglio del Bari ma in queste scialbe partite, la differenza la fanno sempre i singoli e stavolta i nostri hanno fallito.
Ora non bisogna fasciarsi la testa più di tanto, perché una sconfitta nel “maledetto” Tardini contro l’altrettanto “maledetto” Parma di Guidolin ci può stare, vista anche la quarta posizione in classifica del team del presidente Ghirardi che ha investito fior di milioni per riportare questa squadra gli antichi fasti. Non dimentichiamo quali sono i nostri reali obiettivi e pensiamo solo al fatto che son cinque i punti dalla terzultima. Purtroppo ogni volta che a Bari si respira un’aria di Europa ci si risveglia tutti sudati…
Curiosità: ottima la cornice di tifosi biancorossi al seguito (come sempre). Promossi i soli Andrea Masiello e Bonucci, tutti gli altri sotto le loro possibilità, soprattutto Parisi che manifesta una condizione pessima e Alvarez che non punge mai. In quanto alle punte bisogna dire che vero è il fatto che Kutuzov ha sprecato un’occasione ghiotta ma è altrettanto veritiero il fatto che i rifornimenti sono stati davvero pochi colpa di una manovra troppo impacciata e imprecisa.
Donato Violante (Dany 10)

 

 

FALLO DI RIGORE SU ALVAREZ NEGATO DALL'ARBITRO

Questo video precede l'azione della mischia Alvarez Dabo...si puo' asserire che tale azione accativisca Dabo e compagni nei confronti di Edgar(presunta simulazione in area)? Alvarez prima di essere "crepato di mazzate" fa innalzare l'astio dei giocatori laziali nei suoi confronti con finte e fintarelle ironizzanti...(sia ben chiaro Non giustificherò mai l'intervento di Dabo)
Torniamo a quest'ultimo video, un difensore laziale atterra in area Edgar Alvarez. Il video mostra con zoom e al rallenty tutta l'azione. Le tv nazionali si sono mostrate favorevoli alla concessione del rigore, pur facendo notare che il calciatore honduregno abbia accentuato la caduta. Con queste immagini, SECONDO ME, Alvarez và a cercare il piedino del difensore per poi buttarsi...nella sequenza si vede che il difensore laziale allarga la gamba in anticipo, sbagliando il tempo, Alvarez ne approfitta direzionando il suo piede in modo da farlo scontrare con il piede laziale...
Ovviamente queste sono considerazioni di Ingegnerebarese, sono curioso di sentire le altre opinioni.

 
 
 

I TIFOSI DEL BARI COME REAGISCONO?

Mi preme pubblicare su Baritube questo messaggio di un tifoso barese: "Ieri è stato un sogno...a più riprese ho pensato: vabbè mò me ne vado tanto ormai che altro posso vedere di più.Ieri è stata una partita che io 23enne barese da 23 anni (e forse anche di più) non avevo mai visto e questa partita me la porterò con me per sempre.
E' stato come quando vai al louvre, vedi la gioconda, vedi il Capolavoro, e quell'immagine non te la scordi più.
cosi è stato ieri, così è stato vedere Barreto disteso sotto la curva quasi a piangere, cosi è stato vedere Meggiorini abbracciato da chiunque, cosi è stato vedere i vari Kutuzov, Almiron, Donati(che si scarta mezza Lazio e arriva a crossare dalla linea di fondo), Sasà Masiello essere perfetti esecutori di una sinfonia favolosa, fiabesca...da sogno.
ieri ho sognato...ma ho sognato la realtà

estrapolato da Solobari.it, messaggio dell'utente "viva la bari"

 

BARI - LAZIO 2-0: I GALLETTI AFFONDANO L'AQUILA BIANCOCELESTE!

LAZIO SCHIANTATA: LIBIDINE!

LE FOTO DI BARI - LAZIO 2-0 CLICCA QUI

L’attacco si sblocca e i galletti spiccano il volo

Bari – Lazio- 2 – 0
Bari, 26 ott 09. Prima grande del campionato che si affaccia al San Nicola e primo ostacolo di rilievo per la truppa Ventura,  per quella che si presenta come una settimana vietata ai deboli di cuore.
Le formazioni iniziali:
Bari (4-4-2) Gillet, A.Masiello, Ranocchia, Bonucci, S.Masiello, Almiron, Donati, Alvarez, Allegretti, Barreto, Meggiorini.
Lazio (3-5-2) Muslera, Diakitè, Cribari, Radu, Kolarov, Liechtsteiner, Matuzalem, Brocchi, Mauri, Rocchi, Zarate.

Primo tempo che vede il Bari schierato con il classico modulo diciamo “da trasferta”, mentre la Lazio, reduce da una impegnativa partita in coppa contro il Villareal, si presenta con una difesa d’acciaio e i due esterni Kolarov e Liechtsteiner a fungere da pendoli sulle corsie esterne.
Il match appare da subito spettacolare e il Bari non sembra minimamente intenzionato a concedere onori di alcun genere alle aquile di mister Ballardini. Pronti via ed è infatti Alvarez a sfiorare il gol con un tiro fuori dopo un’ottima azione corale. La svolta arriva all’11’quando Barreto servito da uno splendido passaggio di Almiron, si presenta a tu per tu con Muslera e lo supera con un tocco di giustezza. Stadio in delirio per il brasiliano che cercava il gol da quel Bari - Atalanta dove fu stellare. Il Bari si rimette subito in azione e salvo una conclusione di Zarate messa in corner da Gillet, non si segnalano pericoli alla porta del belga. Il dominio territoriale dei biancorossi porta ad un'altra occasione, Barreto lanciato ancora splendidamente prende in controtempo la rocciosa, ma lenta retroguardia laziale e mette sui piedi di Allegretti l’occasione del 2 a 0, purtroppo la mira e di poco alta e il centrocampista può solo disperarsi. Il primo tempo scivola via in maniera divertentissima con un Bari spumeggiante che soprattutto a centrocampo sembra una squadra di alta classifica.

La ripresa si apre con due cambi emblematici per i capitolini: Mauri fa spazio a Foggia, mentre Cruz entra al posto di Cribari. Lazio quindi alla disperata ricerca del pareggio che propone in campo tutte le sue pedine “di lusso”. Il secondo tempo si pronostica arduo per i baresi, ma questa squadra ne sa una più del diavolo e con i suoi “immensi” centrali, coadiuvati dai “Masiellos” sugli esterni, imbavagliano letteralmente tutte le bocche di fuoco bianco-celesti, infatti chi si aspetta un forcing sfrenato degli uomini di Ballardini, rimane presto deluso perché è il Bari a gestire il match. Al 50’ occasione clamorosa: palla a Kutuzov che con “l’occhio posteriore” vede e serve Alvarez, l’honduregno spara, ma sul palo, dopo la deviazione decisiva di Muslera. Non c’è tempo per adirarsi, perché i galletti oggi sono inarrestabili e se non fosse per l’arbitro, secondo noi insufficiente, potrebbero usufruire anche di un calcio di rigore apparso netto sempre su “Alvaretto”. Tuttavia quest’anno questi “giovani bricconi” davvero vogliono entusiasmare e allora al 69’(per i più attenti stesso numero di maglia), Meggiorini, entrato al posto di un applauditissimo Barreto, mette a segno la sua prima rete stagionale, coronando un azione deliziosa condotta dal solito generale Kutuzov. La partita è chiusa e gli unici eventi da segnalare sono il rientro di Gazzi che ha preso il posto di uno straordinario Almiron, l’esordio di Koman entrato al posto di un prezioso Allegretti e l’espulsione di Dabo che abbatte letteralmente il povero Alvarez, si fa cacciare e innesca un parapiglia che vede puniti con cartellino giallo lo stesso Alvarez (autore di una reazione furiosa) e Diakitè (colpevole di aver scalciato a terra lo stesso honduregno).

Che dire, una partita così proprio non ce l’aspettavamo, un Bari brioso, compatto e stavolta anche cinico, travolge una Lazio forte ma troppo vanitosa. Eppure dalle parole di Ventura ci si auspicava un onesto pareggio, ma la volpe ligure la sa lunga e ogni tanto fa pretattica anche con la dialettica. Bisogna dire grazie a questo tecnico che sta rendendo continuo il cammino ricco di soddisfazioni inaugurato da mister Conte, perché cari lettori se ci fate caso sono due anni che al San Nicola e in tutta Italia il Bari dispensa prestazioni maiuscole che hanno portato anche ad una promozione insperata alla vigilia.

Curiosità: da segnalare il match di Almiron e Donati, una coppia di livello internazionale e l’ennesima consacrazione della coppia Ranocchia- Bonucci, che si avvalgono di un’altra stella sul petto avendo bloccato gente come Rocchi, Zarate, Cruz e Foggia. Un pensiero particolare va poi a chi nelle ultime belle prestazioni, non aveva trovato molte parole d’elogio: il reparto avanzato. Sia Kutuzov che Barreto sono tornati ai loro livelli d’eccelenza e soprattutto si è sbloccato Meggiorini, che a sentire gli addetti ai lavori può essere decisivo. Onore poi, a tutti coloro che con il loro incitamento hanno trascinato la squadra alla vittoria mettendo un’altra perla alla stupenda collana di soddisfazioni biancorosse.
Donato Violante (Dany10)
baritube.altervista.org



 

 

BARI LAZIO 2 0 TIFOSI LAZIALI E TIFOSI BARESI COREOGRAFIE E RICORDO A GABRIELE SANDRI

Due tifoserie, quella barese e quella laziale degne del palcoscenico della A! Dispiace per la rottura dell'antico gemellaggio tra gli ultras biancocelesti e biancorossi...altri tempi! ciononostante i tifosi ultras curva nord del Bari hanno espresso la loro solidarietà agli AMICI laziali, esponendo lo striscione "giustizia a Gabriele Sandri"! un applauso sincero è partito dal settore dei tifosi della Lazio...chissà se un nuovo gemellaggio possa un giorno legare queste due fantastiche tifoserie...

 
 

BARI LAZIO 2-0: TORELLO DEL BARI 

Il bari è straripante, domina la Lazio per 90 minuti, mai si era visto una squadra giocare a memoria, non sbagliare praticamente niente, essere insomma perfetta tatticamente. E i galletti si concedono il lusso di schernire i biancocelesti con un torello che ormai sta' diventando di moda dalle parti del San Nicola.

 
 

 

Finalmente Almiron! Ora è fuori dal tunnel

Tra i protagonisti in assoluto della bella vittoria del Bari sul campo del Chievo c'è sicuramente Sergio Almiron. Un forte centrocampista negli ultimi anni tormentato da incomprensioni e infortuni che, grazie al Bari, si sta ritrovando. Il servizio di Carmelo Palumbo.

 
 

TG 19.10.09 Gol, gioco e vittoria, è un Bari da export

Nella versione trasferta è sempre più un Bari "meraviglia". In casa del Chievo i biancorossi trovano la prima vittoria fuori casa, confermando, anche in Veneto, l'ottima impressione suscitata da due mesi a questa parte. In otto giornate il Bari ha messo in fila numeri molto importanti.
Vediamo quali in questo servizio di Carmelo Palumbo.

 

BARI CORSARO AL BENTEGODI

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Bari, 19 ott 09. Trasferta importantissima per i galletti che trovano di fronte una delle compagini più in forma del campionato: il Chievo di mister Di Carlo.
Le formazioni iniziali:
Chievo (4-3-1-2) Sorrentino, Morero, Yepes, Mantovani, Frey, Marcolini, Iori, Luciano, Pinzi, Pellissier, Granoche.
Bari (4-4-2) Gillet, A.Masiello, Ranocchia, Bonucci, S.Masiello, Almiron, Donati, Alvarez, Allegretti, Barreto, Meggiorini.

Il match vede partire le due squadre con i due moduli a loro più congeniali, ma è il Bari di mister Ventura a dover fare a meno di uomini importanti come Rivas e Gazzi oltre alle non perfette condizioni di Kutuzov che lo vedono relegato in panca. La partita parte subito con il botto, infatti, S.Masiello, su calcio piazzato pennella dal settore sinistro del campo una palla che, colpita di testa dal rinato Almiron, si infila nel sette non dando scampo all’incolpevole Sorrentino. Secondo minuto e Bari già in vantaggio. La partita cambia subito, perché il piano del Chievo, ovvero quello di imporre ritmo alla partita va subito rivisto, in quanto il Bari ovviamente arretra il suo baricentro mentre i clivensi sono costretti a scoprirsi per pareggiare. Il Chievo avanza quindi il suo centrocampo, ma la mossa appare sterile visto i pochissimi pericoli corsi dalla nostra solita impeccabile coppia di centrali. Il Bari dopo dieci minuti di riassetto tattico trova infatti le contromisure alle mutate condizioni del match e con i suoi centrocampisti cerca di impostare qualche azione di contropiede che porterà al 34’ Meggiorini a sfiorare la marcatura dopo un pregevole colpo di testa in tuffo su cross di Barreto. Partita molto brutta in questa prima frazione che si conclude senza ulteriori sussulti a parte due episodi sul quale sia Bari che Chievo richiedono il calcio di rigore.

Il secondo tempo si presenta come una battaglia epica e così sarà. Dopo un inizio stentato le due squadre iniziano ad affrontarsi in maniera più aperta, complice anche una stanchezza che inizia a farsi sentire sulle gambe. Basta poco però per entrare nel vortice di emozioni che caratterizzerà la ripresa: 58’ palla in area barese, Donati salta e girandosi colpisce la palla con la mano, l’arbitro ben piazzato decide che il tocco è involontario. Il Chievo non ci sta e continua a spingere: calcio d’angolo, colpo di testa a botta sicura di Pellissier e straordinaria risposta di Gillet che toglie letteralmente la palla dalla rete. Passano solo cinque minuti e si materializza quella che è la più vecchia regola non scritta del calcio: gol sbagliato, gol subito. Angolo dalla destra per il Bari, palla sui piedi di Kutuzov (entrato al posto di un Barreto ancora evanescente), che dopo una splendida piroetta crossa al centro dove il temerario Ranocchia colpisce la palla mandandola nel lato opposto di Sorrentino.Bari sul 2 a 0. La partita sembra finita, ma la girandola dei cambi cambia le carte in tavola: per il Chievo entrano Bogdani per Granoche, Bentivoglio per Iori e Ariatti per Morero. Il Bari risponde con Langella al posto di Allegretti e De Vezze al posto dello stanco Almiron. All’81’ la partita si riapre inaspettatamente. Errore di A. Masiello sull’out di sinistra palla dentro di Yepes e gol di testa di Bogdani che accorcia le distanze a dieci minuti dal novantesimo. Agli occhi dei tifosi biancorossi si ripresentano le streghe di Palermo gara in cui il Bari dopo aver gestito il vantaggio veniva raggiunta nel finale. Le suddette streghe non tardano a bussare, visto che su calcio d’angolo per i veronesi si accende una mischia dantesca che porta al tiro i giocatori  giallo blu ben sette volte, tuttavia san Gillet e compagni ergono davanti alla porta un vero e proprio muro spazzando alla fine la palla lontana e regalandosi una vittoria importantissima che proietta i galletti nella parte nobile della classifica.

Ancora una volta finita la partita ogni tifoso del Bari si è riscoperto più vecchio di almeno due anni, infatti a chi non si è fermato il cuore in quella mischia furibonda al 93’? Però che bello saper di avere una squadra così piena di entusiasmo e giovani di talento. Adesso il prossimo avversario si chiama Lazio e sarà la prima big a fare visita al San Nicola. Ora i ragazzi meritano tutto l’incitamento possibile al fine di condurli ad un’altra impresa che renderebbe ancora più bello questo inizio di campionato inaspettato.

Curiosità: sugli spalti ovviamente si sentivano solo i supporters biancorossi tanto da sembrare un incontro casalingo. Si aspetta ancora il gol di Meggiorini che anche stavolta ha deciso di non dormire la notte mandando alta una conclusione facilissima. Si segnalano inoltre le belle prove di Gillet, S. Masiello, Ranocchia e Almiron, mentre sono sembrati spenti A. Masiello, Alvarez e Barreto.
Donato Violante (Dany10)




 

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BARI CONVINCE...MA NON VINCE

Milan – Bari- 0 – 0
Bari, 28 Set 09. Trasferta ricca di fascino per i galletti che tornano nella scala del calcio dove alla prima giornata avevano stupito tutti bloccando l’Inter campione d’Italia.
Le formazioni iniziali:
Milan (4-3-1-2) Storari, Zambrotta, Nesta, Kaladze, Abate, Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Seedorf, Ronaldinho, Huntelaar.
Bari (4-4-2) Gillet, A.Masiello, Ranocchia, Bonucci, S.Masiello, Gazzi, Donati, Alvarez, Rivas, Barreto, Kutuzov.

La partita è di quelle ricche di motivazioni, quindi il Bari deve essere attento a non soffrire lo strapotere tecnico dei rossoneri, che hanno la possibilità di riavvicinarsi1 alla vetta in seguito ai clamorosi risultati arrivati tra Sabato e Domenica.
Il Bari mostra subito ai suoi tifosi, presenti come sempre in massa al seguito delle trasferte biancorosse, un volto sbarazzino, che non teme nessun super campione milanista. Il match, infatti, mostra subito un Bari disposto magnificamente in campo, disposto al sacrificio e velocissimo nelle ripartenze. Il Milan parte come sempre flemmatico e cerca di ridurre al minimo l’esuberanza degli undici di Ventura con un possesso sterile e lento, ma la missione fallisce clamorosamente perché a San Siro è il Bari a dominare.
Lo strapotere sulle fasce con uno straripante Rivas e un sempre pungente Alvarez produce un predominio netto che porta a clamorose palle gol. Una, prodotta dallo stesso argentino finisce al lato di pochissimo dopo una cavalcata devastante, tunnel a Nesta, dribbling su Kaladze e tiro a giro. Nemmeno il tempo di imprecare contro la sfortuna che il Bari continua a creare gioco fluido e bello da vedere, e su una palla da fermo calciata da uno straordinario Sasà Masiello, Bonucci colpisce a colpo sicuro verso la porta, ma Storari, in serata di grazia, nega all’ottimo centrale il primo gol in Serie A. Tutto lascia presagire ad una reazione dei diavoli, ma il Bari gestisce in maniera impeccabile le due fasi, non permettendo così a Ronaldinho e compagni di creare grattacapi a Gillet. Il primo tempo termina con un Bari sfortunato che rimpiange le occasioni perdute.

La ripresa sembra dover regalare ai pochi presenti sugli spalti, un forcing del Milan alla ricerca della vittoria, ma il Bari è troppo in palla e già da subito riprende in mano la situazione gestendo ogni palla con disarmante facilità. Funzionano nell’undici di Mr. Ventura tutti gli automatismi e il possesso risulta efficace come non mai, con Donati e Kutuzov su tutti a far da regia alle ripartenze biancorosse. Il Bari è un fiume in piena tanto da regalare agli occhi dei propri sostenitori una lunga serie di occasioni, la prima porta la firma di Kutuzov che spedisce al lato di destro, la seconda occasione è clamorosa: Rivas, letteralmente indemoniato salta netto Gattuso, si accentra e scarica un tiro sotto il sette che Storari smanaccia, la palla arriva sui piedi di Alvarez che serve al centro uno smarcatissimo Donati, che inspiegabilmente cicca la palla mancando la più ghiotta delle occasioni. La reazione del Milan stavolta produce un brivido sulla schiena degli appassionati pugliesi, infatti, Ronaldinho sfrutta un rimpallo e spara a botta sicura, ma risponde da vero gatto il capitano Gillet. La partita si fa sempre più bella perché il Milan con i suoi solisti cerca il gol e il Bari risponde con i suoi contropiedi ficcanti sempre produttivi. Leonardo manda in campo l’artiglieria pesante, entrano Pato e Inzaghi ed escono Seedorf e Huntelaar, ma la musica non cambia perché i nostri due centrali non soffrono mai. La svolta può arrivare al 25’ della ripresa con l’ingresso in campo di Meggiorini al posto di Rivas. Il centravanti ex Cittadella ha infatti la possibilità poco dopo il suo ingresso di regalare i tre punti ai suoi ma, spreca incredibilmente una clamorosa palla gol confezionata in coppia con Barreto. La partita volge al termine senza grossi pensieri per il Bari, che a parte un occasione di Abate (tiro centrale bloccato da Gillet) non concede nulla al lezioso Milan. La disputa si conclude sullo 0 a 0 ma quanto rammarico per i baresi che potevano senza dubbio accaparrarsi la posta piena.

Il pensiero è uno solo: che Bari! Una squadra veramente bella da guardare che non solo riceve i complimenti di tutti gli addetti ai lavori, ma inaspettatamente viene applaudita dal pubblico di fede milanista. Il rammarico c’è, ed è pure tanto, ma a mente fredda questo pareggio dona solo indicazioni positive: una riguarda la reazione dopo la sconfitta con il Cagliari, l’altra invece riguarda la sempre più delineata identità di questo giovanissimo gruppo che sta mostrando tutti i suoi gioielli. Complimenti al mister che può godersi un team ruspante e irriverente che se gioca così non farà fatica a salvarsi. Ora però non si deve più sbagliare, sabato c’è il Catania ed è con questi avversari che il Bari deve capitalizzare i punti importanti. Siamo sicuri che con una maggiore freddezza sotto porta questo Bari può davvero ritagliarsi un ruolo importante in questo avvincente campionato di Serie A. Da non dimenticare poi che se tutti mantengono le promesse, a Gennaio la squadra sarà rinforzata e forse a Bari nascerà una nuova era.
articolo di Donato Violante (Dany10)
http://baritube.altervista.org

 
 
 

MILAN - BARI: LE PROBABILI FORMAZIONI

Bari (4-4-2): Gillet; A. Masiello, Ranocchia, Bonucci, S. Masiello; Alvarez, Donati, Gazzi, Langella; Barreto, Kutuzov.

A disposizione: Padelli, Diamoutene, Almiron, De Vezze, Rivas, Greco, Meggiorini. All.: Ventura.
Indisponibili: Donda, Paro, Parisi, Allegretti, Sforzini, Koman, Yago
 

Milan (4-4-2): Storari; Abate, Nesta, Kaladze, Jankulovski; Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Seedorf; Ronaldinho, Huntelaar.

A disposizione: Dida, Oddo, Zambrotta, Favalli, Antonini, Pato, Inzaghi. All: Leonardo
Indisponibili: Bonera, Di Gennaro, Abbiati, Borriello, Thiago Silva
Squalificati: Flamini (1)

 
 
 

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NON ERAVAMO FENOMENI DOMENICA, NON SIAMO BROCCHI OGGI

Bari - Cagliari  0 - 1

Bari, 24 Set 09. Turno infrasettimanale interno per i biancorossi  che dopo la splendida vittoria contro l'Atalanta, trovano di fronte un Cagliari furioso,è  reduce da una sconfitta amara con l'Inter.

Le formazioni iniziali:

Bari (4-4-2) Gillet, A.Masiello, Ranocchia, Bonucci, S.Masiello, Gazzi, Donati, Alvarez, Rivas, Meggiorini, Barreto.

Cagliari (4-3-1-2) Marchetti, Canini, Marzoratti, Astori, Agostini, Dessena, Parola, Cossu, Lazzari, Matri, Jeda.

Seconda partita casalinga per i nostri beniamini, che iniziano la partita con Meggiorini al posto di Kutuzov, ad affiancare Barreto. Pronti via e la partita mostra un Bari evidentemente fuori giri, tanto che il Cagliari prende subito le redini del gioco, dando vita a fraseggi che mettono in difficoltà  il pressing barese. Gli isolani, infatti, guidati da uno straordinario Cossu e da un ispirato Dessena mostrano un organizzazione di gioco e una condizione atletica superiore ai pugliesi. Tuttavia tolte un paio di conclusioni di Dessena sul fondo ed un paio di incursioni del velocissimo Matri su un impacciato A. Masiello, il possesso dell'undici di Allegri non produce nessun effetto particolare. Il Bari cerca di riprendere il pallino del gioco, ma oggi la precisione scarseggia e a parte Rivas, unico capace di fare breccia nella difesa avversaria, tutto il reparto avanzato sembra molto in difficoltà  a trovare sbocchi. Il primo tempo si conclude sullo 0 a 0.

Nella ripresa la musica sembra cambiare, con un Bari leggermente più propositivo in fase di manovra ma tempo 15' e il Cagliari riprende le misure cominciando il suo attacco al colpaccio con varie conclusioni pericolose sia con il solito Dessena che con Lazzari che impegna severamente Gillet. Il Bari cerca di reagire e cambia qualcosa: Rivas esce lasciando spazio a Kutuzov e Alvarez lascia il posto a Langella. Il risultato non cambia, anzi ... Dopo una gran conclusione di Meggiorini deviata in angolo da Marchetti, il Cagliari passa. Cross al centro, buco clamoroso di Ranocchia (perfetto fino a quel momento) e Nenè (entrato al posto di Matri poco prima) batte Gillet per il vantaggio rosso-blu. Il Bari subisce il colpo e a parte un'occasione non sfruttata dallo stesso Ranocchia su palla inattiva non produce reazioni degne di tal nome. La partita si conclude e arriva per il Bari la prima sconfitta di questa stagione.

Non si poteva pensare di mantenere ancora a lungo l'imbattibilità  in questo campionato, ma perdere così fa male, in quanto la squadra sembrava solo una lontana parente della compagine ammirata solo tre giorni fa. Tuttavia non si possono criticare coloro che hanno finora reso questo progetto un giocattolo slendido e non si può nemmeno dimenticare il merito di ogni singolo, compreso mister Ventura. Diamo fiducia ad una squadra che era partita tra tutti gli sfavori del pronostico e che si trova in classifica meglio di squadre come il Napoli che hanno investito 50 mln di euro nella campagna acquisti. Evitiamo voli pindarici con la fantasia ed entriamo nella dimensione dei fatti che il Bari è una squadra che cerca la salvezza. Almeno per adesso.

Curiosità  presenti ca. 22000 spettatori, troppo alta però la percentuale dei cosiddetti "gufi" presenti ogni volta che il Bari cerca il salto di qualità . Il nostro invito è il seguente: tifosi di squadre del nord o amici del "bel tempo" restate a casa, perchè i vostri mugugni e i vostri insulti dalla vostra comoda poltrona non arrivano a quei ragazzi che hanno riportato la nostra città  in serie A.

articolo di Donato Violante (Dany10)

 
 
 

 

IL BARI CAMBIA NOME: BARI-CELLONA

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INFERMERIA BARI: DONATI E BARRETO RECUPERATI

 


 

BARI-BOLOGNA 0-0: POCHE EMOZIONI AL SAN NICOLA
Termina a reti bianche il primo anticipo della 2a giornata di Serie A
Nessun gol e poche emozioni al San Nicola nell'anticipo della 2a giornata di Serie A che ha visto i padroni di casa del Bari non andare oltre lo 0-0 contro un Bologna ancora privo del bomber Di Vaio. Frenate da un terreno di gioco in pessime condizioni, le due squadre hanno offerto poco e niente allo spettacolo, portando a casa un punto a testa che in definitiva può accontentare sia Ventura che Papadopulo dopo il positivo esordio di entrambe domenica scorsa rispettivamente contro Inter e Fiorentina. Primo tempo avaro di occasioni da rete, mentre nella ripresa è stato il Bari ad avere le migliori chances per portarsi in vantaggio con Alvarez e Kutuzov. Gara equilibrata comunque per tutto l'arco dei 90' di gioco, pareggio giusto al triplice fischio finale dell'arbitro Velotto.
BARI-BOLOGNA 0-0

TABELLINO

Bari (4-4-2): Gillet; A.Masiello, Ranocchia, Bonucci, Parisi; Alvarez (87' Rivas), De Vezze, Gazzi, Allegretti (66' Langella); Meggiorini (76' Sforzini), Kutuzov. A disposizione: Padelli, Stellini, S.Masiello, Greco. All. Ventura.

Bologna (3-5-1-1): Viviano; Raggi, Portanova, Britos; C.Zenoni, Mingazzini, Guana, Vigiani, Valiani (Gia.Tedesco); Bombardini (83' Mutarelli); Osvaldo. A disposizione: Colombo, Moras, Casarini, Pasi, Adailton. All. Papadopulo.

Arbitro: Velotto di Grosseto
Note: Espulso Sforzini (Ba)
Oggi sara' allo stadio per la gara con il Bologna
BARI, 28 AGO - 'Tim Barton stasera e' gia' atterrato a Bari e la prossima settimana si chiude la due diligence': lo ha reso noto Alessio Mora.Il manager che sta curando l'acquisizione del Bari da parte dell'americana Jmj holdings, ha illustrato gli ulteriori passi avanti fatti nella trattativa. 'Questa settimana - aggiunge - c'e' stato uno scambio di documenti tra i nostri revisori e quelli del Bari. La prossima si chiude la due diligence''. Domani pomeriggio Barton assistera' a Bari-Bologna.
ansa.it

BARI-BOLOGNA FORMAZIONI PROBABILI

BARI(4-4-2): Gillet; Masiello, Ranocchia, Bonucci, Parisi; Alvarez, Gazzi, De Vezze, Langella; Meggiorini, Kutuzov

A DISPOSIZIONE: Padelli, Belmonte, Stellini, Allegretti, Koman, Rivas, Sforzini.

BOLOGNA(3-4-1-2): Viviano; Moras, Portanova, Britos; Vigiani, Mingazzini, Guana, Tedesco Gia., Valiani; Bombardini; Osvaldo

A DISPOSIZIONE: Colombo, Raggi, Santos, Zenoni C., Mutarelli, Adailton, Di Vaio



 

UFFICIALE: DONATI AL BARI

LE FOTO DI MASSIMO DONATI

Il Celtic ha accettato l'offerta del Bari per il passaggio definitivo del centrocampista Massimo Donati alla società  barese. Le formalità  contrattuali saranno concluse entro domani. Il giocatore ha firmato un contratto che lo legherà  al Bari per 4 stagioni. Sarà  nel capoluogo pugliese probabilmente lunedì.



 

IL BARI CONTINUA AD ESSERE LA BESTIA NERA DELL'INTER

 

 

INTER-BARI 1-1, KUTUZOV RISPONDE AD ETO'O

Ibra non c'e' piu', Eto'o il gol lo fa, ma uno se lo divora e l'Inter non riesce a partire con il piede giusto in campionato. I nerazzurri si fanno fermare sull'1-1 dal Bari di Ventura che a San Siro fa un figurone e che inizia alla grande l'avventura in serie A.
Nerazzurri in vantaggio al 56' con Eto'o che trasforma un rigore concesso per un fallo di Bonucci su Milito, ma al 74' arriva il pareggio di Kutuzov, bielorusso ex Milan che sfrutta l'assist di Langella e punisce Julio Cesar. Il Bari puo' anche recriminare, perche' nel finale ha avuto due clamorose occasioni da gol per portare a casa la vittoria. Mourinho comincia il suo campionato con il classico 4-3-1-2, affianca Materazzi a Lucio, a centrocampo Vieira prende il posto di Cambiasso, Stankovic e' il trequartista, Milito-Eto'o la coppia d'attacco. Ventura risponde con il 4-4-2. Ben disposta la squadra pugliese che concede poco all'Inter e non rinuncia a giocare. Al 7' triangolo stretto Eto'o-Milito-Eto'o, ma il destro del camerunense, dai 10 metri, trova Gillet pronto alla respinta con i piedi. Al 27' Vieira trova Milito, destro al volo e in corsa dell'argentino che sfiora la traversa. L'Inter, pero', stenta, non brilla e allora Mourinho cambia e passa al 4-3-3: al 29' dentro Balotelli per Muntari. Nella ripresa dentro Quaresma per Vieira per un'Inter sempre piu' sbilanciata. Ci prova Balotelli senza fortuna, ma all'11' Eto'o sblocca il risultato trasformando il rigore concesso per un fallo di Bonucci su Milito. Poco dopo l'ex del Barca fallisce il 2-0 da buona posizione, un errore pesante perche' al 29' il Bari pareggia con Kutuzov, servito da Langella. E al 35' ancora il bielorusso costringe Julio Cesar in angolo, e al 93' Rivas manda sopra la traversa la palla del possibile 2-1 barese.
www.agi.it






UFFICIALE: ALMIRON HA FIRMATO PER IL BARI

Sergio Bernardo Almiron è un nuovo giocatore del Bari. Il direttore sportivo Perinetti ha concluso l'affare dopo l'incontro a Torino con il diesse Alessio Secco. Il giocatore arriverà  con la formula del prestito. I due direttori hanno anche anche affrontato la questione di Iago, con l'accordo che se ne riparlerà  nella prossima settimana.
asbari.it

 

TIM BARTON"PORTERO' IL BARI FRA LE SQUADRE PIU' COMPETITIVE D'EUROPA"

Cinque servizi consecutivi:
1) Mr. Barton firma il preliminare per l'acquisto dell'A.S. Bari
2) Intervista al sindaco Michele Emiliano
3) Intervista ad Alessio Mora
4) Intervista ad esponenti degli Ultras Bari
5) Aperta un'inchiesta per l'invasione della pista dell'aeroporto di Bari da parte di centinaia di tifosi

 
 

Firmato l'accordo preliminare tra Matarrese e Barton


E SE TORNASSE ANTONIO CONTE?

Bari, col cambio di proprietà  Antonio Conte in panchina!
Il texano Barton potrebbe puntare tutto sull'allenatore che ha centrato la massima serie.
Se il multimiliardario americano Timothy Barton dovesse diventare tra pochi giorni il nuovo presidente del Bari Calcio, il suo primo colpo di mercato potrebbe iniziare proprio dalla panchina biancorossa facendo ritornare l'amato allenatore che ha conquistato la serie A. Antonio Conte sarebbe in lizza con il pur bravo Delio Rossi, ma la nuova società sembrerebbe intenzionata a riportare a Bari colui il quale ha riportato entusiasmo nel capoluogo barese con un gioco veloce ed imprevedibile.

 

BARI, ORMAI E' FATTA!

Timothy L. BARTON

 

 

BARI IN VENDITA: LA TRATTATIVA

Il giallo della vendita del Bari"Offerti 40 milioni? Magari"


Salvatore Matarrere smentisce la trattativa:
"Se fosse vera accetteremmo in due minuti"

Trattativa già  chiusa fra la famiglia Matarrese e la holding internazionale con radici lombarde interessata all'acquisto del Bari? Nel pomeriggio sembrava di sì, ma in serata una dichiarazione dell'amministratore delegato delle società  biancorossa, Salvatore Matarrese, riportata sul sito ufficiale del Bari, sembra riaprire il discorso da una parte, ma al tempo stesso lascia intendere che un'offerta vera e propria non sarebbe mai stata presentata alla famiglia proprietaria del Bari da oltre trent'anni.
 

 

REPLICA AS BARI CALCIO

Trattativa di vendita della società , l'Ad Matarrese: 'Nessuna offerta'
L'Amministratore Delegato Salvatore Matarrese ha così commentato le voci di una presunta offerta di acquisto dell'As Bari: 'Non abbiamo ricevuto assolotumante alcuna offerta. Rifuggiamo da qualsiasi trattativa mediatica come sempre abbiamo fatto. Queste voci riferiscono di una cifra d'acquisto doppia rispetto a quella calcolata per permettere l'allargamento dell'azionariato al Gruppo De Bartolomeo. In realtà  spero solo che a raddoppiare siano, invece, gli abbonamenti dei tifosi: da 5.000 a 10.000".



Ecco Ventura

Pagina sportiva di Claudia Carbonara.
Presentazione in sala stampa del nuovo Mister dei biancorossi, Giampiero Ventura.
Divertente lapsus di V. Matarrese che scambia ripetutamente il nome di Ventura con quello di Conte.
 
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