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IL BARI DI VENTURA
PARTE 1
PARTE 2
PARTE 3
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IL BARI DI VENTURA PARTE 2

 

 

 

PRESENTAZIONE DELLA SFIDA ATALANTA - BARI

 Buongiorno a tutti voi lettori,

oggi 2 febbraio si apre una (spero fortunata) rubrica che sarà disponibile ogni settimana con una breve presentazione della partita che aspetta i nostri amati biancorossi nel fine settimana a venire.

Mi presento, sono “Baresedasempre” (per chi frequenta anche “Solobari”) e sono quel pazzo che grida ad ogni partita la cui voce si sente in sottofondo in tutti i video di Ingegnerebarese nonché colui che si vede commosso in alcuni video dello stesso autore (frequentiamo da sempre lo stadio insieme prima con i nostri genitori ed ora da soli).

Spero con questa mia, di fare cosa gradita a molti, critiche costruttive e suggerimenti sono molto ben accetti.

La sfida dell’ “Atleti azzurri d’Italia” del 7.2.2010 si presenta più complicata di quello che una semplice lettura della classifica possa suggerire. L’Atalanta in casa sino ad oggi ha perso 5 volte (le due genovesi, la Juventus, Roma e Napoli) non demeritando mai tranne che contro i Bianconeri perdendo 5 a 2, ma fermando Milan ed Inter entrambe per 1 a 1 e schiantando Parma (vittoria 3 a 1) e Lazio (vittoria 3 a 0).
Da aggiungere e non sottovalutare inoltre il fatto che il campo degli orobici non è mai stato facile per i “nostri galletti”, in serie A sul campo nerazzurro abbiamo colto 4 pareggi (il più recente nell’anno dell’ultima retrocessione) ed appena 2 vittorie (l’ultima  ben 14 anni fa – anno di un’altra cocente retrocessione - con doppietta dello “Zar”Protti, futuro capocannoniere, che rispose al gol di Bobo Vieri su rigore).
I nerazzurri quest’anno hanno cambiato allenatore già per due volte sulla panchina dei bergamaschi è transitato anche il condottiero A. Conte poi dimessosi, dal cambio di panchina in poi due sconfitte esterne e la vittoria con i biancazzurri già detta.
Gli ex nella loro rosa sono tre Valdes (genietto mai abbastanza sfruttato a Bari) De Ascentis e Volpi nessuno dei quali però dovrebbe partire tra i titolari, l’attacco però dovrebbe schierare due ex Giallorossi cui speriamo  Ventura ed i suoi riservino lo stesso trattamento assicurato al “Romario del Salento” sabato scorso e che rispondono al nome di Ernesto Chevanton e Simone Tiribocchi.
Tra i Biancorossi invece sono due gli “ex” Massimo Donati (che in assenza di Sergio dovrà farsi carico di illuminare il gioco) e Langella.
Da tifoso spero possa ripetersi il risultato dell’andata ma in ogni caso penso non sia difficile aggiungere una vittoria a quella conquistata a Verona l’ormai lontano 18.10 pertanto 2 fisso ed over per chi gioca.
A presto e………… buona partita a tutti i biancorossi!
M. Lopez



Un super Bari spazza via Miccoli e polemiche

LE FOTO DI BARI - PALERMO 4-2 - CLICCA QUI 

Bari, 31 Gen 2010. Partita molto importante per i galletti che trovano di fronte un Palermo in forma straordinaria, reduce da ben sette risultati utili consecutivi e da una vittoria larghissima contro la Fiorentina di Prandelli.

Il primo tempo vede le due squadre schierate con molte novità: il Bari, infatti, inserisce Diamoutene al posto di Belmonte, Gazzi al posto di Donati e dal primo minuto fa scendere in campo (complice anche la squalifica di Meggiorini) il nuovo acquisto “Nacho” Castillo e Allegretti, mentre il Palermo rispetto a domenica scorsa rimette Cavani in prima linea e posiziona Pastore sulla trequarti al posto di Simplicio. La partita si apre con il solito “start” scoppiettante del Bari che già dal primo minuto prova a passare con una combinazione Castillo-Barreto che porta quest’ultimo alla conclusione a lato. Non passa molto, però, dal vantaggio: corner gestito da Allegretti che si accentra, mette al centro e trova una girata meravigliosa di Bonucci al suo primo sigillo in serie A. Davvero un bell’inizio per i biancorossi. Il Palermo stordito, non ha nemmeno il tempo di ripartire dal centrocampo che il Bari ripassa: Liverani si addormenta letteralmente sulla palla, Allegretti gliela ruba e lancia Alvarez che solo contro Sirigu trasforma a dispetto di tutti i suoi detrattori. Bari sul 2 a 0 al 8’ del primo tempo. Chi a questo punto prevede una goleada dei galletti si sbaglia perché come nelle ultime occasioni, il Bari dopo il vantaggio si tira indietro e il Palermo ne approfitta prendendo di colpo il dominio della gara. Tale dominio non tarda a dare i suoi frutti, perché dopo la traversa su punizione colpita da Miccoli, il Palermo accorcia con Cavani, abile a trasformare una palla vagante nell’area piccola. La beffa è che proprio nell’azione del gol rosa nero un altro infortunio si abbatte sul Bari: quello di Sergio Almiron, leader indiscusso del centrocampo barese. Al suo posto entra Donati. Dopo questo episodio il Palermo accentuerà ancora di più il suo dominio, ma la prima frazione vede andare le due squadre a riposo con il Bari in vantaggio.

La ripresa riparte con il Palermo padrone del campo,  il Bari prova a respingere gli undici di Delio Rossi con le sue ripartenze, ma al 10’ della ripresa il Palermo ripassa: Pastore autentico fuoriclasse fa ammattire Bonucci, si mette la palla sul sinistro e con una parabola deliziosa trafigge l’incolpevole Gillet. Altra rimonta subita dai galletti che mostrano una preoccupante flessione dopo ogni goal segnato. Adesso la partita cambia binari ed è il Palermo che vuole vincere, ma nemmeno cinque minuti ed un altro colpo di scena cambia le carte in tavola: Liverani metronomo dei siciliani entra in gamba tesa su Sasà Masiello e raccoglie il secondo giallo, partita finita per lui. Dopo questo scossone il Bari si sveglia e si rimette a macinare trame spettacolari, trame che portano la palla ad Alvarez che sfrutta il movimento di Andrea Masiello, lo serve e il difensore, da ala destra consumata salta Melinte che lo stende. Calcio di rigore netto, che Barreto non sbaglia. Bari in vantaggio e partita che riprende i binari biancorossi. L’uomo in meno e il gol subito “spezzano” le gambe ai rosanero che da ora in poi non si renderanno più pericolosi, anzi al 38’ della ripresa arriva l’ultimo sigillo alla gara: Alvarez autentico mattatore della serata, salta secco Melinte, serve l’acciaccato Barreto, che con un delizioso tacco serve Koman (subentrato all’ottimo Allegretti) che trasforma. Primo goal barese per il piccolo ungherese e partita chiusa.

Ottima risposta dei galletti a tutti coloro che avevano attaccato la loro voglia di stupire. Oggi possiamo dire di essere usciti dal tunnel e possiamo dirlo con una squadra assiepata in settima posizione, davvero incredibile. Oggi tutti dobbiamo essere orgogliosi di come la squadra, dopo l’ennesima rimonta subita (unico neo della serata), abbia reagito con il coltello tra i denti, più forte di tutto e tutti. Come si dice in questi casi “chapeau” a questi ragazzi e a quel grande uomo e professionista che risponde al nome di Giampiero Ventura.

Curiosità: accoglienza “bollente “ per il leccese Miccoli, che non solo non incide sulla gara, ma alla fine della stessa rilascia dichiarazioni non proprio carine nei riguardi del pubblico barese. Dopo la breve parentesi Miccoli, vogliamo sottolineare l’ennesima prova “condita” da goal di Barreto, l’immensa prova di Alvarez  in formato Cristiano Ronaldo e la prestazione di Andrea Masiello sempre più leader di questo splendido collettivo. L’ultimo pensiero va a chi non giocava da molto, perché proprio Diamoutene, Allegretti e il nuovo arrivato Castillo  hanno contribuito in maniera determinante a questa splendida vittoria sottolineando ancora una volta la forza di questo gruppo.
Donato Violante ( Dany 10)

 

 
 

Il Bari più brutto della stagione stecca lo scontro salvezza

Bari, 25 Gen 2010. Seconda di ritorno per il Bari che fa visita al Bologna di Colomba, squadra in netta ripresa che nelle ultime due gare ha raccolto quattro punti.
La prima frazione mostra subito agli spettatori la stanchezza delle due compagini che sembrano voler affrontare il match con il freno a mano tirato. Pochissimi, infatti, gli spunti degni di nota, con il Bari che punta alla gestione del match con la solita fitta rete di passaggi nella propria trequarti e il Bologna che cerca con Adailton e Di Vaio di rendersi pericoloso con qualche azione personale. Il Bari mostra una strana attitudine al “non gioco” e puntando solo alle combinazioni per vie centrali, perde la sua pericolosità sulle fasce che ha reso finora ventinove punti in classifica. Non accade nulla fino al 39’ quando Meggiorini, abile a tener viva una palla persa, libera Barreto, che dal limite dell’area sferra un bolide che si infila in rete dopo una carambola sulla traversa. Bari inaspettatamente in vantaggio e primo tempo che si conclude con i galletti al settimo posto in classifica in piena Europa League.

La ripresa parte di nuovo con il Bari in assetto rinunciatario e il Bologna, che sembrava aver subito pesantemente il colpo del vantaggio biancorosso, prende coraggio e mette subito il Bari in difficoltà. Complice anche l’ingresso in campo del furetto uruguaiano Gimenez, il Bologna pareggia: calcio d’angolo dalla sinistra, palla al centro dove il brevilineo sudamericano svetta su Salvatore Masiello manco fosse Van Basten. Ennesima rimonta subita e adesso il Bologna cerca anche la vittoria. Cinque minuti dopo il gol felsineo, arriva un cambio particolare: Barreto, autore di dieci gol in questo campionato e in un momento dove ogni palla che tocca va in rete, viene sostituito da Greco. Non ce ne voglia il “Lupo”, ma tutti gli appassionati rimangono esterrefatti. La partita prende a questo punto la via Emilia e dopo un clamoroso buco difensivo, salvato dal solito grande Gillet, sul successivo corner, ancora una volta la difesa resta a guardare: Portanova tocca in caduta, palla che danza sul secondo palo dove sempre Gimenez da  zero metri mette alle spalle di Gillet. La frittata è fatta e il Bologna, squadra modestissima, strappa i tre punti al Bari che dopo il gol arriverà in porta solo una volta con un colpo di testa di Meggiorini al lato di molto.

Onestamente la sconfitta era nell’aria, il Bari da tre - quattro partite mostra una condizione fisica sempre meno brillante e con tutti gli infortuni che ci stanno piovendo addosso, l’equazione ha presto una sua risoluzione. Siamo stanchi e questo ci sta, perché non sempre, contro chiunque, si può imporre il nostro gioco, soprattutto ora che tutti ci temono e ci studiano in settimana. Ora però bisogna fare qualcosa, bisogna reagire, bisogna intervenire sul mercato. La linea arretrata balla senza Ranocchia e se pressati siamo vulnerabilissimi, anche contro avversari modesti. La prossima di campionato ci vede contro un Palermo che scoppia di salute e che annovera tra le sue fila un leccese dal dente avvelenato come Miccoli. Lo ripetiamo ancora una volta, i treni passano e a volte non ritornano più. A buon intenditori, poche parole….

Curiosità: Quasi cinquemila i supporters baresi al seguito della squadra in quel del Dall’ara, peccato che stavolta l’allegra scampagnata sia stata condita da qualche scontro con le forze dell’ordine. Per quanto riguarda il match vogliamo salvare solo Barreto, Gillet e Belmonte, che hanno mostrato la solita combattività, per il resto “tiriamo le orecchie” a tutto il resto della squadra, perché i complimenti fanno bene, ma alle volte le critiche , se intelligenti, fanno meglio.
Donato Violante (Dany10)


BOLOGNA (4-4-1-1): Colombo 6; Raggi 6, Portanova 6.5, Moras 6, Lanna 6; Valiani 5.5 (4'st Gimenez 7.5), Mudingayi 6.5, Guana 6, Modesto 6; Adailton 6.5 (34'st Mingazzini sv); Di Vaio 6. In panchina: Spitoni, Britos, Zenoni, Zalayeta, Savio. Allenatore: Colomba 7.
BARI (4-4-2): Gillet 5.5; Belmonte 5.5, A.Masiello 5.5, Bonucci 6, S.Masiello 6; Alvarez 6, Donati 6, Almiron 6 (30'st Rivas sv), Koman 5.5 (30'st Gazzi sv); Meggiorini 5.5, Barreto 6.5 (14'st Greco 5.5). In panchina: Padelli, Stellini, Allegretti, Diamoutene. Allenatore: Ventura 6.
ARBITRO: Gava di Conegliano Veneto 6.
RETI: 39'pt Barreto, 8'st Gimenez, 27'st Gimenez.
NOTE: pomeriggio nuvoloso, terreno in buone condizioni. Spettatori: 14mila circa. Ammoniti: Meggiorini, Modesto, Raggi, Lanna, Portanova. Angoli: 6-5. Recupero: 1'; 3'.

 

 

BARI STANCO BLOCCA IL GENOA



Bari, 21 gen 2010. Recupero della partita clamorosamente rinviata il 20 dicembre per il Bari di Ventura, che cerca punti nel catino infuocato di Marassi, animato anche dalle polemiche “matarresiane” della vigilia.
Come quasi sempre accade, nei primissimi minuti della partita è il Bari a pigiare sull’acceleratore, tanto da passare subito in vantaggio: fallo su Meggiorini, conclusione su punizione di Parisi, deviazione e palla che sulla “spazzata” di Papastathoupoulos termina sul corpo di Barreto che timbra così il suo nono goal stagionale. Da segnalare a riguardo anche le vibranti proteste della compagine ligure che contesta a Saccani di Mantova un tocco di mani del brasiliano. La partita prende, dopo il gol, una direzione ben precisa, con il Genoa subito alla caccia del pareggio e il Bari a difendersi in maniera abbastanza ordinata, ma le scorribande rossoblu non sortiscono grandi effetti, tranne quando, complice un controllo di mano, Milanetto si presenta solo contro Gillet che compie il primo miracolo della serata. Da qui in poi il primo tempo non regalerà altre emozioni se non una preoccupante inclinazione dei ventidue in campo ad intensificare le scorrettezze reciproche. Peccato che nel primo tempo proprio in uno di questi scontri aerei, sulla ricaduta sia Parisi a farne le spese e purtroppo anche per lui si parla di un infortunio grave.

La ripresa parte con il Bari in assetto preoccupante, infatti l’undici di Ventura, sempre propositivo, mostra stranamente un assetto troppo rinunciatario che porta il Genoa a salire troppo e a cercare il pareggio con dieci effettivi. La pressione genoana si fa incessante e solo nei primi cinque minuti della ripresa genera addirittura otto corner consecutivi. Il Bari sembra alle corde e all’ottavo della ripresa il gol arriva: fallo a limite su Suazo e conseguente punizione. Il tiro di Milanetto colpisce la faccia di Almiron e si insacca nel sette opposto all’incolpevole Gillet. Chi adesso si aspetta un forcing del Genoa rimane deluso, perché stranamente dopo aver subito il gol del pareggio il Bari si risveglia e ricaccia indietro gli avversari, che iniziano dal settantesimo in poi ad avvertire la stanchezza. Il match diventa onestamente poco piacevole e gli unici sussulti dopo il gol di Milanetto sono il tris di conclusioni sul quale Gillet si mostra come sempre un gatto e il palo di Juric che nega la vittoria all’undici di Gasperini.

Evidentemente il Bari di ieri sera ha mostrato il suo limite, ovvero la mancanza di elementi da far ruotare in occasione di incontri ravvicinati, infatti se analizziamo l’andamento dei pugliesi nei turni infrasettimanali, il dato parla chiaro: un punto in tre partite. Questo dimostra che Ventura non è pazzo quando manifesta la sua preoccupazione nel vedere sbriciolarsi la sua rosa. Ieri è toccato a Parisi e sembra debba averne per un bel po’, Masiello (Sasà) è rientrato, ma è palese la mancanza di forma dell’esterno napoletano, che comunque ha fatto il suo.

Per quanto riguarda la prestazione, il punto dobbiamo tenercelo strettissimo, perché il Bari più brutto dell’anno che esce da Marassi “illeso”, va solo sostenuto e ammirato. Ora bisogna far visita ad un Bologna in forte ascesa che però ha anche lui il gap del turno infrasettimanale giocato ieri con l’Atalanta. Da incorniciare, ancora una volta la prestazione di Gillet, A. Masiello e Almiron, mentre da rivedere Bonucci e Koman, ieri un po’ distratti.
Donato Violante (Dany10)


TABELLINI GENOA-BARI  1-1 4'pt Barreto, 7'st Milanetto
Genoa (3-4-3): Amelia, Papastathopulos (44'pt Crespo), Dainelli (17'st Biava), Bocchetti, Rossi, Juric, Milanetto, Criscito, Mesto, Sculli (28'st Moretti), Suazo A disposizione:  Scarpi, Biava, Zapater, Moretti, Tomovic, El Shaarawy, Crespo. All.: Gasperini
Bari (4-4-2): Gillet, Belmonte, A. Masiello, Bonucci, Parisi (14'pt Masiello), Alvarez (16'st Kamata), Gazzi, Almiron, Koman, Meggiorini (27'st Castillo), Barreto A disposizione: Padelli, S.Masielllo, Donati, Allegretti, Rivas, Kamata, Castillo, Diamoutene. All.: Ventura
Arbitro: Saccani

 

 

Bari magico spaventa l’Inter e incanta l’Italia

Bari, 16 gen 2010. Prima di ritorno per il Bari che trova di fronte i campioni d’Italia allenati da Mourinho, al quale il nostro “Special One” medita di fare un altro scherzo dopo il pareggio dell’andata.
Il primo tempo inizia immediatamente con un’Inter aggressiva, tanto da sfiorare il gol con Sneijder al 1’ min. dopo un errato disimpegno di Bonucci, ma chi pensava che tutto ciò fosse il preludio ad un dominio nerazzurro si sbagliava di grosso, perché in un San Nicola gremitissimo, il Bari inizia a dare spettacolo impostando trame deliziose e mettendo in difficoltà i campioni strapagati dell’Inter di Moratti. Infatti, oltre a quell’occasione l’Inter non si affaccerà più dalle parti di Gillet, e sarà il Bari a fare la partita. Combinazioni straordinarie, velocità, sacrificio nei ripiegamenti, questo il “credo” mostrato dalla banda Ventura che sfiorerà il gol prima con Alvarez, clamoroso il suo errore, ma altrettanto eccezionale la parata di J. Cesar, poi con Parisi autore di una staffilata neutralizzata ancora dall’ottimo portiere brasiliano. Questi i due sussulti maggiori del primo tempo che si conclude tra gli applausi per i biancorossi e i fischi per Rosetti che troppo spesso decide di essere protagonista di una gara che non sente il bisogno di essere animata dalle sue “gesta”.

La seconda frazione parte con il botto, infatti è di nuovo l’Inter che nei primi minuti sfiora il gol con una mischia in aria risolta dall’ottimo Parisi, ma il Bari non ci pensa nemmeno a farsi schiacciare e al 60’ passa. Palla lunga per Meggiorini che supera Samuel, mette al centro, ma il suo suggerimento è stoppato di mano dallo stesso difensore argentino, rigore netto, trasformato dal solito immenso Barreto, che sfoggia come esultanza una maglia di Ranocchia, grande assente della gara con Almiron. Nemmeno il tempo di recuperare un filo di voce che i tifosi baresi sono di nuovo travolti da una scarica di adrenalina: palla recuperata da Meggiorini che fa partire il velocissimo contropiede biancorosso, la sfera giunge sui piedi di Parisi che salta netto Lucio e viene steso nettamente in area. Ancora Barreto sul dischetto e ancora palla da una parte e portiere dall’altra, 2 a 0 e San Nicola, letteralmente impazzito. Finisse qui la serata sarebbe meglio, visto che dopo il doppio vantaggio purtroppo, complice anche la stanchezza dovuta a 70’ minuti di spettacolo, il Bari si allunga e complici due errori del buon Donati, in evidente difficoltà, l’Inter prima accorcia con Pandev  poi, su rigore con Milito pareggia. La festa non ha il suo lieto fine come contro la Juve, ma riempie il cuore di gioia, visto che i super campioni sia all’andata che al ritorno hanno visto letteralmente le streghe contro i nostri beniamini.

Che dire partita dalle emozioni fortissime quella di sabato, che ancora una volta ha messo in luce la rivelazione del campionato: il nostro Bari. Una squadra meravigliosa, un gruppo unitissimo, sempre pronto a far parlare di se. Peccato davvero che non ci sia sempre quest’atmosfera al San Nicola, ma purtroppo è impossibile pensare che il Bari abbia tutti questi appassionati non “doppiofedisti”. Proponiamo a riguardo una provocazione, contro il Milan, la società alzasse ancora i prezzi, almeno a colpi di record d’incasso, rifondiamo le casse della società con il fine di completare una rosa già forte ma che necessità di respiro in alcuni reparti. Donati non è il solo ad aver bisogno di riposo, la linea arretrata è troppo decimata numericamente per poter pensare di far fronte a squalifiche ed infortuni.

Curiosità: il nuovo beniamino della curva Nord si chiama Sergio Bernardo Almiron, addirittura presente in curva sabato per manifestare il suo orgoglio nell’indossare questa maglia, con questo permetteteci un pensiero: sono questi i giocatori che vogliamo, undici leoni, pronti a tutto per la maglia che portano. Nonostante il risultato non sia una vittoria a nome di tutto il popolo biancorosso: Grazie ragazzi e grazie mister!
Donato Violante (Dany10)



 

 

SFORTUNA PIU' FORTE DEI GALLETTI KO FUORI CASA

 

Trasferta insidiosa per i galletti che trovano di fronte i viola di Prandelli dati in grandissima forma dopo la larga vittoria nel derby di Siena.
Fiorentina: Frey; De Silvestri, Kroldrup, Felipe, Pasqual; Donadel (25' st Castillo), Montolivo; Santana, Mutu (30' st Gobbi), Jorgensen; Gilardino. A disp: Avramov, Dainelli, Natali, Babacar, Carraro. All. Prandelli.
Bari: Gillet, Masiello, Ranocchia (5' st Belmonte), Bonucci, Parisi; Alvarez, Donati, Almiron, Rivas (13' st Gazzi); Barreto (29' st Kamata), Meggiorni. A disp: Padelli, Antonelli, Greco, Allegretti. All: Ventura.

La prima frazione di gioco mette subito in mostra una Fiorentina arrembante che sin da subito cerca la porta di Gillet, mettendo in difficoltà il centrocampo biancorosso, ma con il passare dei minuti il Bari prende le misure e mette sul piatto la solita capacità di ripartire in velocità delle sue punte e dei suoi esterni. La partita, infatti, sin da subito mostra una bellezza che sempre meno si può apprezzare nel nostro campionato. Un match condotto da due squadre che anche se diverse sul piano tecnico non avevano la benché minima intenzione di restare a guardare. Le occasioni, quindi, fioccano: la prima arriva dalla testa di Felipe che su calcio piazzato, in posizione dubbia impegna severamente Gillet, poi il Bari risponde: prima con un contropiede finalizzato da Rivas che mette al centro una palla d’oro non sfruttata da Alvarez, poi con una conclusione di Barreto al lato di poco. Il Bari vede la possibilità di far male alla pur compatta compagine toscana e al 29’ passa: calcio d’angolo di Rivas, tocco di Ranocchia sul secondo palo dove sbuca Barreto che mette il suo sesto sigillo stagionale. Il vantaggio barese mette ancor di più la carica all’undici di Prandelli che solo dieci minuti dopo troveranno il pareggio di Mutu lasciato troppo libero di colpire nel pieno dell’area piccola. Dopo questi due acuti il match non accenna a diminuire di intensità e in maniera piacevolissima si porta all’epilogo il primo tempo.

La ripresa si apre con una brutta tegola per i nostri colori, infatti, al 5’ in un contrasto con Gilardino, Ranocchia gira in maniera innaturale il ginocchio e per lui si profila un lungo stop. Al suo posto entra Belmonte al suo esordio stagionale. Il Bari colpito dall’infortunio del suo gioiello tira fuori l’orgoglio e prima sfiora il gol con Alvarez, autore di un gran tiro respinto da un super Frey, poi sfiora il vantaggio con un bolide di Meggiorini che prende il palo interno ma non finisce in rete dopo una clamorosa danza sulla linea. La sfortuna non sembra voler lasciare in pace i baresi che al 12’ della ripresa perdono anche Almiron, che si fa cacciare dopo un brutto fallo su Jorgensen. Nel Bari esce quindi Rivas ed entra Gazzi. La pressione viola aumenta, ma il Bari ha un’altra clamorosa occasione con Barreto che con una splendida conclusione a giro, mette di poco fuori a Frey battuto. La foto della partita arriva al 25’ della ripresa quando dopo una conclusione di Montolivo sulla traversa, la palla torna sui piedi di Castillo che proprio contro la sua (probabile)  prossima squadra, timbra per la prima volta con un gol la sua avventura gigliata. Questo per mettere in risalto che le nostre conclusioni prendono il palo e vanno fuori, quelle degli avversari arrivano dritte sui piedi della punta che a porta vuota non può sbagliare. Castillo che poi si farà cacciare dopo un fallo senza senso sul subentrato Kamatà. La partita finisce con il rammarico di una partita decisa da episodi, che ancora una volta sono tutti avversi ai nostri colori.
Si dice che le brutte notizie non vengono mai da sole, ma chi immaginava che oltre alla sconfitta questa partita lasciasse in eredità anche un infortunio grave e una squalifica pesantissima? Certo il secondo fallo di Almiron è da giallo, ma il primo? Noi pensiamo di no, ed è per questo che complice anche una serie di decisioni dubbie nei nostri confronti, vedi fuorigioco inesistente fischiato a Barreto a fine primo tempo, invitiamo chi di competenza in società a farsi sentire, perché non troviamo giusto che ogni trasferta deve vederci finire le partite in inferiorità numerica.

A parte lo sfogo che pensiamo tutti voi condividiate, vorremmo analizzare in maniera oggettiva la partita di alcuni singoli. In questa comunque ottima partita dei galletti va messa in luce l’ennesima grande prestazione di Vitor Barreto, oltre a quella di Meggiorini, Alvarez e del subentrato Belmonte che se gioca così potrà presto ritagliarsi un ruolo importante in questo campionato. Meno brillanti le prestazioni di Donati, in evidente calo fisico, di Rivas, ancora lontano dalla forma perfetta e di Parisi ieri di nuovo distratto e pasticcione. Ora l’augurio è che anche contro l’Inter del “vulcanico” Mourinho non saremo costretti a sopportare altre peripezie strane da parte dei direttori di gara.
Donato Violante (Dany10)

 


 

11 EROI CHE FANNO LA STORIA DEL BARI

E dopo gli 11 gladiatori di Bari Juventus ecco gli 11 eroi di Bari Udinese. Gli aggettivi si sprecano, e il mio lavoro si duplica...meglio così! Il video non è una fedele sintesi della partita, ma può essere considerato come un video celebrativo, un video dove gli eventi temporali sono un pò stravolti. Il video si apre e chiude con Sergio Bernardo Almiron, primo eroe della partita, giocatore "bestiale", dal piede vellutato, penso un giusto tributo ad un ragazzo che stà dando l'anima alla causa biancorossa.
ingegnerebarese

 
 
 

FESTE FINITE? AL SAN NICOLA NO, QUI LA FESTA CONTINUA



 

Bari Udinese 2-0: parliamo ancora di salvezza?

Bari, 06 gen 2010. Primo impegno del 2010 per il Bari delle meraviglie ammirato per tutto il 2009. Di fronte per la terza volta, una squadra fresca di cambio in panchina: infatti dopo il Livorno di Cosmi e il Siena di MAlesani, arriva il turno dell’Udinese di De Biasi, che durante la sosta ha sostituito Marino.
Il primo tempo inizia, come spesso accade al San Nicola, con un Bari da subito molto aggressivo e determinato, tanto da sfiorare il gol dopo soli 54 secondi con un gran colpo di testa di Ranocchia. Nella formazione barese c’è un ex particolare: si tratta della punta di diamante dei galletti Barreto, che sin dalla prima palla, mostra quanta voglia ha di segnare e incidere. Detto, fatto, perché al 6’ Almiron, autentico gigante nella metàcampo pugliese, ruba palla e serve proprio il piccolo brasiliano, che si presenta davanti ad Handanovic e serve a Maggiorini il più facile dei palloni. Terzo gol per la punta veronese, che però deve arrendersi subito dopo per una botta al quadricipite che si spera possa essere da niente. La prima frazione dopo il gol, mostra un Bari un po’ più compassato, che cerca di controllare il risultato, anche se in qualche occasione la difesa sembra un attimo distratta dalla lunga pausa, in merito l’occasione capitata a Sanchez che impegna severamente Gillet, sempre perfetto. Il possesso palla dei friulani porta poi a quella che sarà la più ghiotta occasione di tutta la partita, infatti, su una punizione propiziata da un errato disimpegno di A. Masiello, Pepe, esterno della nazionale, colpisce l’incrocio dei pali a Gillet battuto. Con questo brivido la prima frazione termina.

La ripresa sembra dover avere un canovaccio ben preciso, con il Bari a difendere il prezioso vantaggio e l’Udinese a cercare il pareggio, ma nei primi minuti le due squadre danno vita a fitte trame a centrocampo, che però, non generano risultati. Al 68’ la svolta della gara, perché da un lancio meraviglioso di Bonucci nasce un contropiede ficcante del Bari, che con Barreto, abile a  sfruttare il corridoio, raddoppia. Il San Nicola è in festa, sia per la squadra che per il timido carioca che nell’occasione scarica tutta la sua rabbia in una splendida esultanza sotto la curva nord. Il colpo del secondo gol tramortisce in modo definitivo la squadra di De Biasi che non riuscirà più a venirne fuori, anzi è il Bari che in due occasioni rischia addirittura di dilagare con Alvarez, che servito dal subentrato Kamatà spara addosso al buon Handanovic, e con Barreto che sfiorerà la doppietta con un fendente neutralizzato però ancora dall’ottimo portiere sloveno, di gran lunga il migliore dei suoi.
Tutti avevano paura ad abbandonare l’anno meraviglioso che ci ha appena salutato, ma i ragazzi di Ventura a quanto pare non hanno la minima intenzione di mollare la presa su un campionato che potrebbe trasformarsi in storia per i nostri colori. C’è da ricordare anche, che la rosa è afflitta in questo periodo da una “epidemia” di infortuni ed acciacchi che prima della gara avevano fatto preoccupare tutti. Barreto e Almiron su tutti, sembravano dovessero dare forfait, ma alla fine la voglia matta di entrambi di far vedere di che pasta sono fatti, ha cancellato tutti i problemini fisici. Ora l’appuntamento si rinnova a Firenze, dove ad attenderci c’è forse la squadra più i forma del momento, reduce appunto da una larga vittoria sul Siena.

Curiosità: da sottolineare le prestazioni di Almiron, Barreto e Gillet, mentre sono apparsi un po’ appesantiti Rivas, Donati e a tratti Bonucci, autore però di un lancio meraviglioso in occasione del raddoppio. Peccato che ancora una volta se non ci sono grandi squadre il San Nicola mostra ampi vuoti, non rendendo l’omaggio meritato a questa splendida squadra, ma ormai siamo abituati, e l’unica via per il rilancio definitivo è quella della continuità nei risultati attuali.
Donato Violante (Dany10)

 

Calcio Bari, strano rinvio quello di Genova

Stupore e qualche sospetto ha destato la decisione di annullare per questioni climatiche la gara Genoa-Bari. Dura la presa di posizione della società biancorossa su un provvedimento che ha sicuramente favorito i padroni di casa, sfiniti dall'impegno in settimana in Coppa.

 
 

BARI JUVENTUS IL FILM: 11 GLADIATORI CHE FANNO LA STORIA!

Bari - Juventus 3-1, Davide contro Golia, 27 scudetti contro una mitropa cup, 20.000.000 di cuori bianconeri nel mondo contro 20.000 "Veri" biancorossi...eppure il finale non è quello scontato, 11 operai fattisi gladiatori superano una squadra fatta da primedonne e campioni internazionali! L'arena del San Nicola diventa teatro di una delle più memorabili pagine della storia dei galletti, il miglior Bari di sempre ha risvegliato il nostro "Amare" la città con la A maiuscola! Sono orgoglioso di essere Barese!
IngegnereBarese

 
 
 

IL SUPER BARI DISTRUGGE LA JUVE. DELIRIO AL SAN NICOLA

 

 ANCHE BARITUBE FA' UN RECORD: QUASI 4000 VISITE IN UN SOLO GIORNO! GRAZIE!

Match dell’anno  per il Bari di Ventura in un San Nicola che non tradisce le attese e si riempie di appassionati per accogliere la Juventus delle stelle strapagate.
Il primo tempo inizia subito a mille all’ora con le due squadre che sembrano avere tutta l’intenzione di regalare una notte spettacolare agli oltre 55.000 presenti al San Nicola. E’ la Juve che sembra voler tenere in mano il pallino del gioco, ma il Bari sembra non soffrire affatto le assenze pesanti di Parisi e Ranocchia e tiene bene, tanto che al 7’ su una splendida e caparbia azione di Meggiorini passa in vantaggio, infatti l’attaccante scuola Inter sfrutta un campanile con un gran tiro al volo e, complice una deviazione del pugliese Legrottaglie batte l’incolpevole Buffon. Il delirio dell’astronave barese ha inizio, e il boato dei tifosi biancorossi sembra mostruoso. Il Bari forte del vantaggio prende confidenza e inizia a gestire la manovra, tanto che su palla inattiva sfiora addirittura il due a zero con Bonucci che non è abile a sfruttare l’uscita a vuoto di Buffon. Come si sa però,  la regola non scritta più antica del calcio non sbaglia mai, e la Juve pareggia sull’azione seguente: Diego supera  Masiello in velocità, tira un fendente angolato, Gillet respinge, ma sulla stessa respinta si avventa Trezeguet che insacca. 23’ e tutto da rifare per i galletti. La prima frazione non accenna a diminuire di intensità e proprio quando i più si aspettano il vantaggio bianconero, Barreto nell’uno contro uno con Cannavaro, supera il capitano della nazionale che lo stende in aria: rigore netto e giallo per il napoletano. I tifosi trattengono il respiro perché come promesso a Genova è proprio Barreto a presentarsi sul dischetto contro il numero uno dei portieri: il brasiliano parte e stavolta spiazza il portiere  rimandando in estasi il pubblico barese che vede andare le due squadre a riposo sul risultato di due a uno.

La ripresa mette subito in luce la voglia matta dei bianconeri di rimettere in piedi il match, ed infatti la Juve opera sin da subito un dominio territoriale che porterà più volte gli attaccanti a cercare la conclusione. Clamorosa l’occasione che capita sui piedi di Trezeguet, che sfruttando uno svarione del pur generoso Diamountene calcia a botta sicura ma non calcola sulla sua strada un intervento prodigioso del capitano Gillet. A questo punto la pressione juventina diventa schiacciante e salvo un’ occasione su contropiede, il Bari riesce raramente a superare la metà campo. Al 68’ la svolta della gara: Grosso appena subentrato a Molinaro, supera Masiello e non appena vede Almiron in scivolata, si libra in volo convincendo l’arbitro a dare un rigore inesistente. Dopo le roboanti proteste baresi si presenta sul dischetto l’asso di cuori della formazione torinese: Diego. Il brasiliano parte e, non sappiamo se una zolla o la giustizia divina fa impennare la palla alta sulla traversa: tifoseria di fede barese in brodo di giuggiole e grido altissimo a spingere l’epica impresa dei galletti di Ventura. Abbiamo citato questo episodio come svolta perché dopo il rigore, il Bari trova il coraggio di risalire e su azione di calcio d’angolo dopo una serie di ribattute, Almiron, l’ex avvelenato di turno lascia di stucco Buffon con una conclusione di chirurgica precisione. Siamo all’81’ e  il San Nicola esplode ancora. La Juve spinge, ma alla fine sono i nostri a vincere regalando a tutta Bari una notte straordinaria.

Il Bari si aggiudica l’incontro dell’anno in una notte magica, che a lungo resterà nei cuori e nelle menti dei supporters “white&red”. Che bello infatti abbracciare il vicino di turno e trasmettersi  quella gioia incontenibile che deriva dalla voglia matta di questi ragazzi terribili di stupire tutti, noi compresi. Già, perché proprio nessuno immaginava un Bari così in alto a questo punto e soprattutto nessuno si aspettava un Bari imbattuto contro tutte le grandi.

Curiosità: bellissimi gli striscioni anti Juve inneggianti la classica “brasciola”barese e soprattutto le esplosioni di gioia di tutta la panchina barese ad ogni goal segnato,  ma questa non è più una novità, perché forse a parte tutte le qualità tecnico tattiche che la squadra mette in mostra, va messa in risalto quella che è una straordinaria unione di gruppo che favorisce l’ingresso di ogni tassello (vedi Stellini e Diamountene) . Stasera non bisogna parlare di singoli, delle parate di Gillet, dei gol di Almiron, Barreto e Meggiorini, stasera bisogna rendere onore ad un uomo che ci sta facendo sognare con la sua competenza e con la sua voglia di stupire: Giampiero Ventura. Grazie Mister.
Donato Violante (Dany10)

 

COREOGRAFIE ULTRAS BARI-ULTRAS JUVENTUS

Era dai tempi di Bari Empoli che non si vedeva un San Nicola così straripante. L'astronave è tornata ad essere protagonista in  importanti avvenimenti sportivi come quel Reggina Juventus del 2006. Protagonisti ovviamente sono anche i quasi 60.000 tifosi coloratissimi e reattivi per tutti i 90 minuti. Questa volta ci si accorge che anche in curva sud esiste un tifo organizzato e insieme agli ormai ben noti ADK si sono compattati altri gruppi Ultras baresi. Tantissimi cori sia dalla Nord che dalla Sud, coreografie inoltre sia da parte biancorossa che da parte juventina.
Insomma lo spettacolo si è consumato anche tra gli spalti, e che spettacolo!

 
 
 
 

ROMEO E QUAGLIARELLA BATTONO I GALLETTI

Bari, 07 dicembre 09. Trasferta senza tifosi al seguito per la banda Ventura che fa visita al Napoli protagonista, con il suo pittoresco presidente, di una settimana ricca di polemiche arbitrali.

NAPOLI (3-4-3):  De Sanctis, Campagnaro (27' st Bogliacino), Cannavaro, Grava, Maggio, Pazienza (10' st Lavezzi), Gargano (23' st Cigarini), Aronica, Hamsik, Quagliarella, Denis. (Iezzo, Zuniga, Rullo, Hoffer). All. Mazzarri.

Bari: (4-4-2): Gillet,  A. Masiello,  Ranocchia, Bonucci, Parisi, Alvarez, Almiron, Donati, Koman (40' st Antonelli), Meggiorini (30' st Kamata), Barreto (23' st Stellini). (Padelli, De Vezze, Allegretti, Greco). All. Ventura.

Il primo tempo vede di fronte due schieramenti molto diversi tra loro con il Bari schierato con la sua formazione tipo, mentre il Napoli orfano,almeno all’inizio, di Lavezzi si affida in avanti a Denis e Quagliarella. Il match mette subito in risalto la voglia dei padroni di casa di fare la partita, mentre gli ospiti mantengono una buona guardia cercando ripartenze sulle corsie esterne. I primi minuti non regalano grosse emozioni ai presenti, ma con il passare dei minuti sarà il Napoli a farsi pericoloso con Quagliarella prima e con Maggio poi che sfruttando un errato disimpegno di una distratta retroguardia biancorossa spreca tutto solo davanti a Gillet. Il Bari non riesce a creare gran che ma il Napoli, tuttavia, non diventa mai padrone assoluto della gara complice una ordinatissima linea mediana pugliese che ruba palloni in continuazione. La prima frazione riserva in coda i brividi maggiori, perché Gillet in complicità con Bonucci effettua un disimpegno errato che mette Quagliarella solo davanti alla porta, ma lo stesso stabiese non ha fatto i conti con San Ranocchia che salva miracolosamente sulla linea. I primi quarantacinque minuti si concludono mostrando una maggiore attitudine dei partenopei a cercare la posta piena.

Nella ripresa la musica cambia immediatamente, perché quando meno te lo aspetti su un lungo lancio di Bonucci, Barreto brucia la difesa azzurra, compie uno stop delizioso e in maniera altrettanto strepitosa scavalca De Sanctis con un pallonetto. Bari in vantaggio e San Paolo muto. La partita sembra mettersi sui binari cercati dal Bari, ma nemmeno cinque minuti e il Napoli pareggia con Quagliarella, abile a sfruttare un colpo di testa in eccessiva solitudine. Ora la partita si fa vibrante e proprio nel momento in cui il Napoli preme per il vantaggio è di nuovo il Bari a passare: Alvarez salta di netto Gargano, crossa e dopo la ribattuta di De Sanctis su Barreto è Ranocchia a ribadire in rete il nuovo vantaggio barese. Partita meravigliosa che regala spettacolo e gran belle giocate, ma tutto questo finisce grazie al protagonista più annunciato: l’arbitro Romeo di Verona, che preso da enfasi a dir poco eccessiva caccia Parisi colpevole di ostruzione che lo porta al secondo giallo. Ovviamente l’inerzia della gara cambia di nuovo e il Napoli già tutto in avanti alla ricerca del nuovo pari, ora può usufruire del vantaggio numerico che dopo soli cinque minuti da i suoi frutti: Quagliarella scatenato, salta Masiello, mette al centro dove un clamorosamente solo Maggio, mette alle spalle di un non perfetto Gillet. Due a due e venti minuti da giocare. Il Bari non demorde e inizia a rintuzzare ogni iniziativa napoletana con ordine e precisione, precisione che però nel finale manca ad Alvarez, che avendo la possibilità di segnare sciupa malamente, e sul ribaltamento di fronte, complice uno sbilanciamento di tutta la linea mediana Quagliarella supera uno spento Bonucci e in controtempo beffa Gillet. Bari sotto di un gol a un minuto dalla fine e con un uomo in meno. Non è finita però perché Romeo vuole metterci una firma indelebile e al 92’ caccia anche Ranocchia autore, sì di un brutto fallo, ma che si verifica sulla linea del fallo laterale. La partita finisce con il Napoli vincitore in dodici contro nove.

Che dire partita dalle mille sfaccettature quella del San Paolo, che però poteva essere più ricca di soddisfazioni per i tifosi biancorossi. Romeo è stato l’uomo giusto nella scenografia dell’esperto di stucchevoli cinepanettoni De Laurentiis, che sicuramente stasera non penserà a Calciopoli. Tuttavia tutte le colpe non possono ricadere sul pur insufficiente arbitro veronese, bisogna, infatti, rivedere l’approccio difensivo che ieri è mancato totalmente. Basti pensare che nelle ultime tre gare il Bari ha subito sette reti, tante quante ne aveva subite in ben dodici partite iniziali. Non possiamo permettere a Quagliarella e soci di arrivare con cotanta facilità davanti a Gillet. Da segnalare anche il ritorno al gol di Barreto, e la prestazione maiuscola di Almiron e Masiello,mentre  insufficiente, appunto,  è il voto per  tutto il resto del reparto arretrato con Ranocchia e Bonucci che troppo permettono alle punte azzurre e con Parisi che soffre maledettamente la spinta di Maggio.

Domenica c’è la Juve e saranno tanti i sostenitori biancorossi allo stadio, già perché vogliamo credere che siano tutti tifosi del Bari questi sessanta mila che affolleranno il San Nicola, ma non sarà così perché la verità è che si verranno a seguire i campioni strapagati della”mitica” signora, che merita rispetto ma secondo noi merita anche un bello scherzetto.
Donato Violante (Dany10)


 

 

UN BARI DA DUE VOLTI AGGUANTA LA VITTORIA IN EXTREMIS E CONTINUA A VOLARE!

La partita del cuore! un secondo tempo giocato alla romana, ad una porta sola, ha portato i meritati tre punti alla squadra biancorossa. Il  Bari è partito male, forse per colpa di una formazione a mio parere sbagliata sin dall'inizio, con uno spento Alvarez che sulla fascia non riesce a dare il suo contributo ed un Barreto che continua a sbagliare i gol più facili.
In rete subito il Siena, quasi a freddo, al terzo minuto e match subito in salita per i galletti.
Il Siena gioca un'ottima partita per tutto il primo tempo concedendo pochissimo  e anzi portandosi più volte davanti a Gillet sbagliando il raddoppio. Alvarez a tratti è irritante, non sfonda mai l'avversario, cerca sempre il compagno arretrato e quando cerca di mettere la marcia è sistematicamente fermato. Nel secondo tempo Ventura attua una vera rivoluzione cambiando il volto alla partita inserendo un Kamatà tornato quello della promozione dell'anno scorso e Greco per uno spento Barreto (anche se volenteroso).
Nella ripresa, prima Andrea Masiello (davvero esploso di gioia) e poi un goal al cardiopalma di Greco danno i meritati 3 punti al Bari che sale a 21 punti in coabitazione con squadre di ben altro spessore tecnico, come Roma o Fiorentina.
Da aggiungere un reattivissimo Koman e una squadra tutta rinata dopo i due cambi di Ventura. E' solo una coincidenza o forse Kamatà ha davvero cambiato la partita?
ingegnerebarese
 
 

ULTRAS BARI ULTRAS SIENA RESOCONTO TIFOSERIE AL SAN NICOLA

Resoconto della partita giocata al San Nicola sugli spalti.
Tifosi del Siena: non pervenuti! Sono scesi una ventina di tifosi ultras del Siena e per tutti i 90 minuti sono rimasti pressocchè immobili non cantando cori e neanche dopo il gol di Vergassola si sono riscaldati; Ovviamente sono scusati dalle scialbe prestazioni della loro squadra, sicuramente sono in sciopero del tifo.
Tifosi del Bari: i cosiddetti "bastardi" tifosi del Bari hanno incitato per tutti i 90 minuti la squadra dei galletti, credendoci fino in fondo insieme ai giocatori. Non hanno mai mollato, incitando più volte anche Barreto, che purtroppo ha sbagliato goal già fatti anche oggi.
Da segnalare alla Nord striscioni per Perinetti, con augurio a continuare su qUesta strada, e striscione a favore della Salernitana, in caduta libera in serie B. Alla Sud invece striscione contro il sig. Mughini.

 
 

 

La zampata del “lupo” non perdona e il Bari torna grande


Bari, 28 nov 09. Partita del riscatto per il Bari di Ventura che davanti al suo pubblico deve farsi perdonare la netta sconfitta di Roma. Avversario di turno il Siena, fanalino di coda che in settimana ha cambiato allenatore, ponendo in panchina una vecchia volpe come Alberto Malesani.

Le formazioni iniziali:

BARI - (4-4-2) - Gillet; A. Masiello, Ranocchia, Bonucci, Parisi, Alvarez, Donati, Almiron, Koman; Meggiorini, Barreto

SIENA - (4-1-4-1) -.Curci, Brandao, Terzi, Del Grosso, Rosi, Vergassola, Genevier, Fini, Ghezzal, Jarolim, Maccarone.

Il primo tempo mette subito in luce l’evidente imbarazzo dei pugliesi, che non sembrano essersi ripresi dalla scoppola capitolina, Siena invece ben più propositivo, e i risultati concreti non tardano ad arrivare, infatti, al 3’ Vergassola porta in vantaggio i suoi sfruttando un indecisione tra Gillet e Parisi. Il gelo si posa sul San Nicola, ma non bisogna perdere la bussola e il Bari cerca di rimettere la partita sui suoi binari. Binari, però, che non passano dall’out di destra dove Alvarez, centra la sua peggiore prestazione stagionale. Tutto lascia presagire ad un assedio biancorosso alla porta di Curci, ma così non è, perché non solo i senesi sfiorano il raddoppio con Maccarone, ma soprattutto esercitano un ottima pressione sul nostro centrocampo, annullando così ogni nostra velleità. Il match di Barreto, invece, inizia dopo quasi 40’, perché pescato dal buon Koman sciupa un occasione limpida che avrebbe potuto regalare il pari ai suoi compagni.
Il primo scorcio di gara va in archivio tra gli “ingenerosi”fischi di parte dello stadio che non gradisce la paura mostrata sul campo dai galletti.
La ripresa inizia sulla falsa riga della prima frazione, con un Siena attento e un Bari privo di idee, ma la svolta arriva intorno al 10’ quando il furetto Kamatà prende il posto di uno spento Alvarez, che però non merita tutti quei fischi. La partita cambia, come cambiano le due fasce, infatti, Kamatà prende il posto di Koman a sinistra e l’ungherese lascierà in seguito il posto ad Antonelli sulla destra. La differenza è subito palpabile, vista la dinamicità e l’imprevedibilità che soprattutto l’angolano dona alla gara. Il Bari diventa padrone del campo e inizia a martellare l’area avversaria. L’occasione più clamorosa la spreca di nuovo Barreto che non colpisce bene una palla semplice semplice; il gol è nell’area e nel culmine della pressione, in un azione generata da un corner, è lo splendido Andrea Masiello a insaccare con un sinistro chirurgico il portiere toscano mettendo di nuovo il Bari in partita e regalandosi una corsa ebbra di gioia sotto la Nord. Il bello deve ancora arrivare però perché a 10’ dalla fine tra le bocche aperte di tutti entra Greco al posto di Barreto. Bene, perché proprio lo stupore generale dà la carica al “lupo” che da subito si mostra intraprendente e determinato. Il Bari chiude nella sua area il Siena e sfiora il vantaggio per ben due volte con Bonucci, che da buon difensore non ha nella precisione il suo forte. Tutto lascia presagire ad un pareggio ma proprio nel recupero dopo una galoppata entusiasmante, Antonelli mette al centro dove “il lupo” Greco, con una splendida zampata regala al San Nicola la gioia della vittoria, mandando in estasi tutti i presenti.
Partita a due volti per l’undici di Ventura, che nel primo tempo sembra quasi il Bari di quattro - cinque anni fa, svogliato e senza trame, mentre nella ripresa sembra uno squadrone con tanta voglia di vincere e di stupire. Un applauso particolare va a chi fino ad ora non aveva giocato molto e che invece si sta rivelando sempre più utile alla causa, vedi Greco, Antonelli, Kamatà e Koman. Questo, non può che essere sinonimo di grande attaccamento alla maglia derivante da una cultura del gruppo che solo un grande allenatore può trasmettere.
Curiosità: bellissimo il gesto degli Ultras di regalare a Barreto una sciarpa biancorossa, a testimonianza della fiducia che il pubblico barese nutre nei suoi confronti. Da segnalare anche simpatici striscioni contro lo “pseudopinionista” Mughini, e cori di stima inneggianti Ventura e Perinetti.
Donato Violante (Dany10)

 


La nuova trattativa per il Bari, ecco l'offerta della Meleam


La Meleam si è dichiarata: vuole acquistare il Bari ed offre 12 milioni più altri 9 per ripianare quelle che ritiene essere le perdite attuali della società. Questo è uno dei tanti particolari emersi in una vivace conferenza stampa tenuta dai rappresentanti della holding che ha sede a Bitonto.

 
 

ROMA - BARI 3-1:  BARI SBAGLIA, TOTTI NO!

Bari, 22 nov 09. Trasferta storica per il Bari che vede al suo seguito più di diecimila appassionati che daranno prova per tutta la gara di una sportività da definire “all’inglese”
Le formazioni iniziali:
Roma (4-3-1-2) Julio Sergio, Riise, Mexes, Andreolli, Burdisso, Brighi, Perrotta, Pizarro, Menez, Totti, Vucinic.
Bari (4-4-2) Gillet, A.Masiello, Ranocchia, Bonucci, Parisi, Almiron, Donati, Antonelli, Langella, Barreto, Kutuzov.
Partita che parte subito con un Bari stranamente spaventato, molle e presuntuoso, tanto che passano solo 60 secondi per vedere Vucinic colpire in pieno il palo. La partita è roboante e il Bari costruisce la prima palla gol: palla dentro per l’inserimento di Barreto che solo contro Julio Sergio, si divora l’1 a 0. Da qui in poi inizia un vero e proprio Totti show: rigore, punizione e bomba di sinistro, che azzerano le ambizioni di un Bari che in questa tripletta ci mette molto del suo, tra errori di Ranocchia e errati disimpegni a centrocampo. Il Bari tramortito, non si perde d’animo e sospinto da diecimila splendidi supporters, cerca di reagire e lo fa sia con
Langella, autore di due conclusioni al volo molto pericolose, che con Barreto, che sbaglia l’ennesimo gol da solo contro il portiere indispettendo e non poco il mister, che alla vigilia aveva messo in preventivo le molte occasioni che la Roma poteva concedere.

La ripresa vede subito l’ingresso di Koman al posto di un buon Langella, e la partita sembra un’altra, infatti la Roma, ebbra delle tre reti nella prima ripresa, lascia completamente il campo ai biancorossi che esercitano un vero e proprio forcing nella metàcampo romana. La pressione porterà i galletti a sfiorare altre volte il gol, con Koman, autore di ottime iniziative e con Almiron che colpirà la traversa, ipotecando così il “titolo” di migliore in campo dei baresi. La pressione fino a quel momento sterile dei pugliesi, porterà i suoi frutti solo quando Andreolli mette alle spalle del suo portiere un angolo velenoso battuto da Koman. Il match si trascinerà poi fino al novantesimo, con le due squadre che escono sì con morali diversi dal campo, ma con la certezza che nulla è compromesso.

La partita è stata interpretata sicuramente male dall’undici di Ventura nel primo tempo, infatti non si può regalare un’intera frazione di gioco ad una Roma che per quanto acciaccata, annovera tra le sue fila campioni come Totti che con tre - quattro palle toccate ed essendo in una condizione precaria, ha violato la porta difesa da Gillet ben tre volte. Questo deve servire da monito e da lezione a tutti coloro che magari, complice anche una sosta quanto mai poco gradita, hanno pensato di meritare altri lidi ed obiettivi. Non saremo mai stanchi di ripetere che senza umiltà ed unità d’intenti non si possono centrare risultati. Un altro capitolo lo dedichiamo alle punte: il Bari, infatti,  con 11 reti all’attivo risuta uno dei peggiori attacchi e ieri si è visto che il motivo non può attribuirsi alla sfortuna, manca la cattiveria, manca l’esperienza, ma soprattutto manvano i punti persi per strada. Non ce ne voglia Barreto che quest’anno non vuole proprio compiere il salto di qualità.

Curiosità: da salvare nella nefasta prestazione difensiva il solo Bonucci, che non incappa nelle amnesie presuntuose del resto del reparto, mentre dalla cintola in su l’unico a brillare è Almiron. Buone le prove di Langella e Antonelli che ha pagato solo un po’ di emozione iniziale, da segnalare invece gli ingressi dei due esterni Koman e Kamatà (al suo esordio dopo il lungo stop) che hanno dato vita ad una ripresa di alto livello e che hanno messo sempre in difficoltà i rispettivi avversari. Ora non resta che fare i complimenti di cuore a quei diecimila che hanno letteralmente invaso con il loro entusiasmo la capitale. Immensa infatti è la loro di prestazione che, anche sul 3 a 0, cantavano a squarciagola coprendo di gran lunga i cori spesso scontati della Curva Sud romanista. Ora però lo stesso entusiasmo va trasferito sugli spalti del San Nicola per quello che per noi deve essere considerato come un big match. Il Siena , infatti va rispettato, ma va battuto senza se e senza ma.
Donato Violante (Dany10)
baritube.altervista.org

 
 

ILPIU' GRANDE ESODO DELLA STORIA BIANCOROSSA

Spunta un possibile interessamento da parte di un'azienda locale (la cui solidità finanziaria per sostenere una tale spesa è tutta da vedere in quanto non sono riusciti nemmeno a comprare il Gallipoli mesi fa) per il Bari; Salvatore Matarrese dichiara che non hanno mai avuto contatti con questa azienda e minaccia azioni legali e mette in guardia i tifosi biancorossi da ulteriori prese in giro.
Previsti 10.000 baresi a Roma; Alvarez è recuperabile per domenica, S. Masiello, Rivas e Gazzi KO.

 
 
 
 
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