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IL BARI DI VENTURA
PARTE 1
PARTE 2
PARTE 3
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IL BARI DI VENTURA - PARTE 1

 

 

 

Le pagelle di Bari-Parma di Mirko Girone

Oggi si inaugura una nuova rubrica dedicata alla nostra squadra del cuore: il Bari. Ogni fine gara vi proporremo tutti i voti dei biancorossi con le relative considerazioni. Contro il Parma è stata una gara dai due volti, brutta nel primo tempo, più reattiva nel secondo.

 

 

 



Gillet: 7 Il rinnovo a vita gli ha dato una carica in più, sembrava elettrizzato ad ogni tiro dei ducali. Insuperabile.
Belmonte: 6 A parte l’incomprensione sull’autogol, è stato come al solito preciso in ogni sua chiusura difensiva e propositivo quando serviva. Attento.
A. Masiello: 7.5 Sicuramente il migliore dei biancorossi, non ha sbagliato niente neanche un passaggio, quando gli attacanti non segnano lui non si fa mai pregare. Traghettatore.
Bonucci: 6 Partita facile per il neo nazionale. Crespo era un lontano ricordo di quello visto tanti anni prima con il Parma e la giovane età del difensore è stata decisiva. Ordinaria amministrazione.
S. Masiello: 5.5 Bravo a controllare le avanzate di Valiani, ma ha pagato a caro prezzo l’errore che ha consentito al Parma di passare in vantaggio. Da perdonare.
Alvarez: 6.5 Aveva voglia di riconfermare quanto di buono visto a Roma, ma per giocare qualche pallone ha dovuto faticare, poiché nel primo tempo il pressing del Parma è stato asfissiante. Nella ripresa il Bari ha ripreso a macinare sulle fasce e il laterale biancorosso è riuscito a creare pericoli. Propositivo.
Gazzi: 6 Bravo in fase difensiva, ma quando doveva proporsi preferiva far decidere al compagno di reparto o ripartire dalla difesa. Rinunciatario.
Donati: 5 L’assenza di Almiron si è fatta sentire. Chiamato in cabina di regia sembrava aver perso l’orientamento. Spaesato.
Allegretti: 5.5 Diversamente dal solito si accentrava molto, ma i palloni persi erano altrettanto in quantità elevata. Impacciato.
Castillo: 5 Non è mai entrato in partita, pochi palloni giocati e non ha mai cercato di proporsi in aiuto ai centrocampisti. Non pervenuto.
Meggiorini: 6.5 Con un anonimo Castillo ha fatto reparto da solo. Gli è mancato solo il gol dopo un palo e una traversa che grida vendetta. Sfortunato.
Kamata: 6.5 Appena è entrato in campo ha dato più vitalità alla manovra biancorossa, lottava su tutti i palloni e aiutava in fase di copertura. Ha dimostrato a Ventura che può giocare anche lui in questo Bari. Decisivo l’assist per la rete di Masiello. Peperino.
Almiron: 5 Che non era in giornata lo si sapeva, ma che non entrasse mai in partita no. Sembrava avesse paura di contrastare gli avversari. Timido.
Sforzini: 4.5 Gettato nella mischia da Ventura che sperava di ribaltare il risultato, ma l’unica cosa che ribaltava l’avanti barese erano gli avversari che puntualmente gli levavano la palla. Scelta sbagliata.
Ventura: 6 Sufficientemente bravo a capire che Kamata avrebbe dato quello che ha questo Bari mancava. Sfata il tabù Parma, vero e proprio incubo per il Bari. Stratega.
Mirko Girone

 

Bari a due facce coglie un punto contro l’ostico Parma

      

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Bari, 22 mar 2010. Primo dei due incontri casalinghi ravvicinati per il Bari di Ventura, reduce dalla trionfante trasferta di Roma. Il Bari trova di fronte la sua bestia nera per eccellenza: il Parma di Guidolin.

Il match si apre con le due squadre che devono fare i conti con le reciproche assenze: il Bari schiera Donati al posto dell’acciaccato Almiron e ripropone la coppia Meggiorini e Castillo vista l’assenza di Barreto, ancora alle prese con problemi fisici. Il Parma invece, viste le assenze di Bojinov, Paloschi e Morrone, schiera una formazione ad una punta, Crespo, supportata da Lanzafame e Antonelli, due ex biancorossi. Il match si mostra subito interessante sul piano tattico e la curiosità è rappresentata soprattutto dall’atteggiamento del Bari che affronta una squadra da sempre invincibile in serie A. La prima palla gol è del Bari, Meggiorini ruba palla a Della Fiore e si presenta solo al cospetto di Pavarini, ma la palla colpisce il palo e l’attaccante veronese si dispera. Dopo questa occasione è il Parma ad assumere il pieno controllo della gara e mostra la sua vivacità con molteplici conclusioni, su tutte quella angolatissima di Lanzafame, che però trova come risposta le mani del capitano Gillet, fresco di rinnovo fino al 2014. Il gol gialloblù è però nell’aria e complice un’ingenua palla persa del pur ottimo S. Masiello, la squadra emiliana si invola verso la porta e su una palla sporca di Zenoni deviata da Belmonte passa in vantaggio meritatamente. La prima frazione si chiude così, tra la latente delusione dei presenti, che tuttavia, incitano i loro beniamini.

Il secondo tempo si apre subito con una modifica tattica che definiremmo fondamentale per lo svolgimento del match, infatti, Kamatà entra al posto di un Allegretti irriconoscibile per imprecisione e svogliatezza. La partita prende subito un’altra fisionomia e il Bari si impossessa del gioco rendendo durissima la vita agli esterni di centrocampo parmigiani, che vista la presenza di due schegge sulle fasce, sono costretti ad arretrare vistosamente. Un altro cambio ridona definitivamente il pallino del gioco ai biancorossi  ed è quello che vede entrare Almiron al posto di Donati che torna a non giocare da Donati dopo la splendida prestazione di Roma. Il Bari spinge tantissimo e dopo i due legni colpiti dall’ottimo Meggiorini ( una traversa da 25 metri ed un palo su calcio piazzato), trova il pareggio a cinque minuti dalla fine con una cavalcata straordinaria di Andrea Masiello, abile ad infilarsi come un coltello nel burro, nella difesa emiliana che nell’occasione mostra i suoi limiti. La partita si chiude sul pareggio e l’appuntamento per i fedelissimi biancorossi si rinnova a mercoledì sera, contro la Sampdoria di Antonio Cassano, figliol prodigo di una città che non ha mai smesso di amarlo.

Partita dai due volti per la banda Ventura, che nel primo tempo regala la frazione al Parma, mostrando stanchezza e idee offuscate, mentre nella ripresa mostra il carattere che tanto l’ha resa famosa quest’anno. Peccato per i tre punti, ma per come si era messa la disputa e , visti i precedenti , alle volte ci si può accontentare.

Curiosità: Come sempre indichiamo “Top & Flop” della settimana: sul podio dei migliori mettiamo Andrea Masiello, semplicemente straordi
nario nell’azione del gol, dove sembra dire: “Me ne occupo io…”, poi Gillet che nel primo tempo salva la baracca e Meggiorini che se fosse solo un po’ più fortunato, sarebbe già in doppia cifra. Tra le insufficienze invece segnaliamo su tutti Allegretti, che oggi si mostra in giornata no, mentre Donati e Castillo, hanno la colpa di non incidere mai sulla gara  
Donat
o Violante (Dany10)

 

Il protagonista della settimana: Jean Francois Gillet

“Questa vittoria è dedicata a tutti i veri tifosi di questa squadra, avevamo un conto in sospeso con i nostri tifosi e adesso abbiamo pagato il nostro debito con loro”. Il capitano, con questa ennesima dichiarazione, si è confermato un grande calciatore, ma soprattutto grande uomo, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Dopo il 16° rigore parato con la casacca biancorossa, il capitano dei baresi, è l’unico a poter recepire la gioia della piazza di Bari, visto i tantissimi anni trascorsi in questa città e dopo i tanti anni di buio che lo hanno accompagnato in serie B. Adesso però l’incubo è finito e finalmente Gillet può ricominciare a sorridere perché ritorna a vedere la sua Bari a grandi livelli.
Giornata dopo giornata, l’estremo difensore del Bari, si sta togliendo sassolini dalle scarpe, affrontando le emozionanti gare di serie A, vedi Inter, Milan e Juventus, e nello stesso tempo regalando dispiaceri ai più grandi attaccanti del campionato e del mondo.
Sin dal ritiro di questa estate, il capitano credeva in questa squadra, a cospetto di tutti coloro che era abbastanza scettici e che non avrebbero puntato neanche un soldino sulla neopromossa Bari.
In questo campionato il “Leone di Liegi” è tornato a ruggire, sorprendendo tutti quelli che lo etichettavano come un portiere basso e inorgogliendo l’intera tifoseria che ha sempre visto il capitano come  vero e proprio portabandiera . Con la salvezza ormai in pugno, è arrivato il momento di pensare già al prossimo campionato, confermando tutti coloro che hanno regalato emozioni, partendo dal portierone
punto fermo di questa squadra e di questa società.
Gillet sic
uro di essere l’orgoglio di tutta la tifoseria e consapevole dell’ennesima prestazione da leader contro la Lazio, già pensa alla prossima partita in casa contro il Parma, quando scenderà in campo per il riscaldamento con l’intero stadio che si trasformerà in una grande bolgia per elogiare il suo eroe.
Mirko Girone




 

I GALLETTI ANNIENTANO LE AQUILE. CHE BARI ALL'OLIMPICO!

LE FOTO DI LAZIO - BARI 0-2 CLICCA QUI!!!

Bari, 15 mar 2010. Trasferta “suggestiva” per il Bari, che torna all’Olimpico, stavolta per affrontare la Lazio di Reja. I biancocelesti, alla ricerca disperata di punti salvezza, per l’occasione richiamano al loro seguito tutti i sostenitori più fedeli, accorsi in massa per il match contro i biancorossi di Ventura.
La disamina tattica della partita prende in considerazione due assenze illustri, una per parte, cioè quelle di Barreto per il Bari e di Zarate per la Lazio. Le due squadre si presentano in campo con delle inevitabili modifiche: il Bari inserisce Meggiorini, non in perfette condizioni, al posto di Vitor Barreto e ripropone Donati al posto di Gazzi, mentre la Lazio posiziona Floccari e Rocchi sulla linea d’attacco e a centrocampo inserisce Firmani al posto di Mauri. La partita si mostra subito interessante sotto il piano tattico e anche se lo spettacolo ne risente, è curioso vedere come sia il Bari a mantenere il pallino del gioco, con le sue trame fitte di passaggi che partono dal portiere Gillet. La Lazio prova ad aggredire, ma non riesce mai ad impensierire la retroguardia barese che si dimostra come contro il Chievo attenta e disinvolta nei disimpegni. La chiave tattica si consuma intorno alla mezz’ora del primo tempo, quando Meggiorini, impegnato in uno dei suoi ripiegamenti difensivi, “azzoppa”, ovviamente involontariamente,Matuzalem e costringe lo stesso brasiliano a far posto a Hitzlsperger, che ben presto dimostrerà di non essere pronto per il nostro campionato. Il primo tempo non produce sussulti, ma mette sul piatto un altro fattore, ovvero il nervosismo dei capitolini, che cercano di ravvivare il match mettendolo sulla rissa, vedi il battibecco di Firmani con Almiron, che pur non reagendo viene comunque ammonito da Rizzoli. In coda alla frazione l’unico episodio degno di nota, con una conclusione di Hitzlsperger che viene respinta dall’attento Gillet.

La ripresa parte subito in maniera più spettacolare e la Lazio sembra voler aumentare il ritmo, ma il rigore tattico dei ragazzi di Ventura è più efficace e al 50’ il Bari passa: Alvarez salta netto sulla destra un confuso Kolarov che lo stende, questo genera una punizione, che sui suoi sviluppi porta al gol in mischia di Sergio Almiron. I cinquemila baresi presenti vanno in brodo di giuggiole, mentre i laziali cadono nello sconforto più profondo. Il Bari sembra la squadra del girone d’andata e complice una difesa eccezionale respinge tutti gli attacchi laziali cercando di ripartire in contropiede. Una di queste ripartenze al 63’regala il secondo gol: palla rubata da Gazzi, Meggiorini è abile a sfruttare lo spazio creato dal “rosso”e dopo aver protetto palla, lancia Alvarez che mette il turbo, dribla Muslera e insacca a porta vuota. A questo punto il match prende i binari biancorossi e il Bari deve solo controllare, controllo che viene interrotto al 77’ dal guardalinee, che richiama Rizzoli in merito ad una dubbia trattenuta di Donati su Cruz: è calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Kolarov che calcia, ma trova di fronte il “gatto di Liegi” Gillet, che con un balzo clamoroso neutralizza in due tempi la conclusione del serbo. Da ora in poi la Lazio demoralizzata alzerà bandiera bianca e il Bari porterà così a casa il secondo successo stagionale in trasferta.

Partita magnifica dei biancorossi, che sfoderano la miglior prestazione esterna stagionale, un mix di tattica e velocità nell’espressione delle idee, che fanno ammattire letteralmente i pur carichi giocatori della Lazio, che mostrano tutta la loro inesperienza in ambito di salvezze sofferte. Ventura alla fine è raggiante come un bimbo a cui si regala una bici nuova e si regala una festante corsa sotto il settore ospiti gremito da tantissimi supporters biancorossi. Tifosi splendidi che per tutta la gara cantano a squarciagola e incitano i loro beniamini, osannati a fine partita come degli eroi.

Curiosità: che bello oggi indicare i “Top & Flop”della settimana, infatti sono tanti i giocatori che rasentano la perfezione: su tutti Gillet, autentico muro montato sulla porta, non concede nulla e respinge il rigore di Kolarov. Poi mettiamo sul podio a pari merito Belmonte e Sasà Masiello, che sfoggiano una prestazione da regalar
e ai nipotini. Discorso a parte lo facciamo pèr Alvarez, autentico fenomeno sulla corsa che ieri delizia anche con un gol fantastico, e per Almiron che a parte il gol fatto, mostra un attaccamento alla maglia che non si vedeva da anni in questa piazza. Tra i flop mettiamo Castillo e Allegretti, che non scendono sotto la sufficienza e sono utilissimi alla causa, ma si mostrano meno straripanti degli altri.
Donato Violante (Dany10)

 

 

Il protagonista della settimana: Sergio Bernardo Almiron

Settimana che vede il Bari tornare alla vittoria e ai tifosi ritorna lo spirito giusto per affrontare al meglio il finale di campionato. La partita contro il Chievo si è giocata nel freddo del San Nicola con pochi tifosi, ma veri, che non hanno fatto mancare affetto e calore, compensando la mancanza di quei tifosi occasionali.
Il ritorno alla vittoria del Bari coincide con il ritorno a pieno ritmo del regista Sergio Almiron. Sarà un caso? Forse sì, l’intera squadra ha meritato la vittoria con una prestazione fantastica, o forse no poiché il calciatore argentino è ormai l’uomo indispensabile per questa squadra e per lo stesso tecnico, che prediligendo un gioco spumeggiante con tanti cambi di ritmo e passaggi con il contagiri deve puntare quasi sempre sulla classe e sulle gesta del fantasista barese.
Sergio Almiron non è solo amato dall’intera squadra per la sua professionalità e il suo mettersi a disposizione, ma ormai è diventato il vero e proprio beniamino del pubblico del San Nicola.
Domenica scorsa è stato accolto sin da subito con una grande ovazione e prontamente ha risposto a suoi tifosi con un bel saluto. Dop
o aver disputato un gran campionato ad Empoli, Almiron si era un po’ perso tra Torino e Firenze, ma da quando è arrivato a Bari, ha ritrovato il piacere di giocare a calcio, divertendosi e facendo divertire il pubblico.
Proprio per
questo, il “giocoliere di Santa Fe” , ha voluto precisare di voler restare a Bari il più possibile, come ringraziamento alla società che ha sempre creduto sempre in lui, Perinetti su tutti, e a tutti i tifosi che gli regalano tanto affetto, che per il calciatore era un ricordo ormai lontano.
Mirko Giro
ne
 
                  

 

 

BARI - CHIEVO 1-0 (20 P.T. CASTILLO)

Finalmente Bari sei tornato, ma serve un corso di rigori

  

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Bari, 8 Mar 2010. Partita, senza giri di parole, fondamentale per i biancorossi, che trovano sulla loro strada un Chievo reduce da due importantissime vittorie, che lo hanno portato in una zona tranquilla della classifica.
Il match vede di fronte due squadre che fanno dell’organizzazione di gioco il loro marchio di fabbrica. Le due compagini mostrano per l’occasione delle novità, dovute soprattutto alle defezioni dei rispettivi titolari: il Bari, infatti, mette sulla sinistra il talismano Allegretti al posto dello sfortunato Rivas (ancora infortunato) e ripropone Castillo al posto del convalescente Meggiorini, che comunque va in panca. Il Chievo invece, falcidiato dalle squalifiche, mette Iori e Ariatti sulla linea centrale per sostituire Marcolini e Luciano, mentre schiera al posto di Yepes, squalificato anch’egli, l’argentino Morero. L’inizio del match, finalmente, è tutto del Bari, che sin da subito mostra sul campo una maggiore determinazione, ma complice un errore del neo azzurro Bonucci, è il Chievo a sfiorare il gol per primo con Pellissier, che però incrocia un grande Gillet. Dopo questo episodio, il Chievo abbassa il baricentro e concede al Bari il dominio assoluto della manovra. Almiron e Alvarez fanno ciò che vogliono, e al 14’ è proprio l’honduregno a sfiorare il gol con un tiro-cross che si stampa sulla traversa. Il Bari dà l’impressione di poter sfondare da un momento all’altro e al 20’ arriva il gol: grande azione di Allegretti, che salta due avversari e taglia il campo, palla deliziosa per Nacho Castillo e gol alla Batistuta per lui. Prima rete, per l’argentino ex Pisa e Lecce, che finalmente ci toglie dalla mente quel gol fattoci contro con la Fiorentina. La squadra sembra molto più pimpante del solito e continua a dominare la gara senza grandi difficoltà complice anche un Chievo abbastanza rinunciatario. La prima frazione termina tra gli applausi di un San Nicola per soliti intimi.

Il secondo tempo, sostanzialmente, continua sulla falsa riga tracciata nei primi quarantacinque minuti, ovvero con il Bari a fare la partita e il Chievo a cercare di ripartire in contropiede. Dopo dieci minuti però, il Chievo decide di dare un senso alla sua partita spostando abbondantemente il baricentro in avanti e creando tutta una serie di calci d’angolo che per quasi sette minuti tiene il San Nicola con il fiato sospeso. Tuttavia oggi il Bari sembra davvero quello di qualche tempo fa, ed oltre alla precisione negli scambi, sfoggia una compattezza difensiva straordinaria, complice un Andrea Masiello in formato Mundial. La partita in questa seconda ripresa non dona grandi emozioni e salvo due occasioni, capitate sui piedi non proprio educatissimi del comunque grande Alvarez e una palla gol clamorosa sbagliata dal subentrato Meggiorini(entrato per un Barreto evidentemente giù di morale), si trascina verso la fine in maniera abbastanza soft per i nostri colori. All’ultimo minuto però il gran finale: Meggiorini, ruba palla, punta Frey, lo salta, ma viene messo giù. Rigore netto. Barreto è uscito e bisogna trovare un rigorista di riserva, tutti pensano ad Allegretti, ma sul dischetto si presenta Donati che nel frattempo ha occupato il posto dell’acciaccato Gazzi. Il friulano sembra sicuro di segnare, ma anche lui sbaglia clamorosamente, dando gloria al buon Sorrentino. La bella notizia è che stavolta il rigore non fa perdere punti e la partita si chiude subito dopo.

Che bello tornare a vincere senza nemmeno subire gol, il Bari mostra gli attributi e il pubblico (pochino)apprezza, regalando applausi e intonando cori di sostegno. Oggi, quello che doveva esser fatto, è stato fatto e la matassa sembra esser stata sbrogliata. Un applauso dopo le giuste critiche, a tutta la squadra e a mister Ventura al quale va il merito di non aver mai demoralizzato la squadra nemmeno dopo la clamorosa debacle di Catania. Ora si va a Roma con la gioia nel cuore e con la convinzione che, giocando alla nostra maniera, anche una grande squadra come la Lazio, alla disperata caccia di punti, può essere battuta.
Curiosità. Come ogni settimana, puntuale è la nostra rubrica “Top & Flop”: stavolta è molto più facile trovare top rispetto all’ultimo mese nero, e su tutti mettiamo Castillo, autore di un gol fondamentale proprio nella partita più importante e decisiva. Sul podio a pari merito mettiamo A. Masiello, semplicemente immenso, e Allegretti, giocatore dalle grandi doti tecniche, che un po’ misteriosamente viene spesso dimenticato da Ventura, nonostante il suo impatto clamoroso sulle prestazioni della squadra. Bene anche Belmonte, S. Masiello, Alvarez e Almiron. Quasi tutti insomma, ma come sapete siamo obiettivi e il flop a qualcuno
deve pure andare. Mettiamo sotto la sufficienza, anche se di poco, Barreto, che sembra un po’ in affanno, ma si riprenderà e Bonucci, che forse un po’ distratto dalla prima convocazione, al 5’ regala palla a Pellisier, “donando” apprensione a tutti i presenti. Dimenticavamo, chiediamo al mister una accurata sessione intensiva di calci di rigore, a parte gli scherzi, forse, servirebbe davvero.
Donato Violante ( Dany 10)


IL TABELLINO DI BARI-CHIEVO 1-0
MARCATORI:  20’ Castillo
BARI (4-4-2): Gillet 6.5; Belmonte 6.5, A. Masiello 7, Bonucci 6.5, S. Masiello 6.5; Alvarez 7, Gazzi 6.5 (68’ Donati 6), Almiron 6.5, Allegretti 6.5; Barreto 5.5 (63’ Meggiorini 6.5), Castillo 7 (85’ Kamata s.v.). A disposizione: Lamberti, Stellini, Koman, Sestu. All. Ventura 7
CHIEVO (4-4-2): Sorrentino 6.5; Sardo 6, Morero s.v.(14’ Frey 6), Mandelli 6, Mantovani 5; Pinzi 6, Iori 5 (66’ Granoche s.v.), Ariatti 5.5 (80’ Jokic s.v.), Bentivoglio 6; Pellissier 6, De Paula 5.5. A disposizione: Squizzi, Bianchi, Sbaffo, Bogdani. All. Di Carlo 6
ARBITRO: Pinzani 6
AMMONITI: Iori, Frey

 

 

Il protagonista della settimana: Leonardo Bonucci

Dopo una prima parte di campionato da protagonisti, l’ennesima sconfitta in campionato fa calare il sipario su un Bari che merita ben altro in questo momento. Infatti, in molti sono già lì, belli e pronti a commentare e disprezzare una squadra che fino ad un mese prima era una delle poche soddisfazioni che il calcio italiano poteva vantare.
Solo i veri tifosi sono rimasti insieme alla propria squadra, senza tirare le somme inutili e pur abbassando il capo, stringevano forte la speranza di ritornare quelli di inizio campionato.
Però, questa sera, a tutti i veri tifosi del Bari apparirà sul volto un gran bel sorriso di felicità e soddisfazione, dato il bel regalo che il signor Lippi ha voluto fare a Leonardo Bonucci, con la convocazione in nazionale e la maglia da titolare.
Premio che il buon Bonucci merita sicuramente, per l’impegno e la personalità espressa in campo e per zittire tutte quelle malelingue che lo vedevano solo come l’ombra di Ranocchia.
Adesso il giovane ragazzo deve restare concentrato e godersi al meglio questa bella e importante esperienza in nazionale con la speranza di tutta la piazza di Bari che torni galvanizzato e con quella marcia in più per affrontare domenica pomeriggio il Chievo, con cui il Bari non ha più possibilità di sbagliare e perdere altri punti che potrebbero creare più di un grattacapo all’ambiente biancorosso. 
Mirko Girone

 

PRESENTAZIONE DELLA SFIDA BARI - CHIEVO

Bari e Chievo, tra Serie A e Serie B, si ritrovano di fronte per la sesta volta nella storia. Il bilancio dei precedenti 5 confronti diretti (uno disputato in Serie A, 4 in Serie B) è favorevole alla compagine clivense che ha conseguito 2 successi (in Serie B) a fronte di una sconfitta (in A). Il risultato di parità si è registrato in 2 circostanze (entrambe nella serie cadetta).

IN CASA DEL BARI
Il Bari, tra Serie A e Serie B, ospita il Chievo in campionato per la terza volta nella storia.
Il bilancio delle due precedenti sfide andate in scena in terra pugliese è favorevole agli ospiti che hanno conseguito un successo e un pareggio. Il risultato di parità si è registrato il 13 ottobre 1996: Bari e Chievo chiusero sul 2-2 un match valido per la sesta giornata del campionato di Serie B 1996/97. Gli ospiti, passati in vantaggio al 2’ grazie ad un autogol di Garzya, subirono il ritorno dei biancorossi a segno con Ripa (42’) e Ventola (61’) ma riuscirono prontamente a riequilibrare il confronto andando in rete con Cossato al 67’.
L’affermazione esterna della compagine clivense è legata all’ultimo confronto diretto andato in scena al “San Nicola”: il 19 gennaio 2008 i gialloblu s’imposero per 3-2 in una sfida valida per il 21° turno del campionato cadetto 2007/08 ribaltando con le realizzazioni di Iunco (35’) e Pellissier (47’ e 75’) l’iniziale 2-0 per il Bari generato dai centri di Santoruvo (3’) e Di Dio (8’).it.eurosport.yahoo.com

 

GRANDE ESORDIO DI BONUCCI: ANNULLATO ETO'O!

ITALIA-CAMERUN 0-0: Gli esordienti non dispiacciono. A Bonucci è toccata una bella gatta da pelare: dalla sua parte gioca Eto’o, mica uno qualsiasi. Il centrale del Bari comunque se la cava bene, anche d’agilità, a destra nell’inedita difesa a tre del Lippi bis, nonostante la stazza imponente. Cossu invece non riesce ad entrare sempre nel gioco, defilato sulla destra, lui che naturalmente tende ad accentrarsi, posizionandosi dietro le punte. Ma alcune giocate sono di classe, su tutte un paio di cambio-campo per Di Natale, che sfiora il bersaglio al volo. gazzetta.it

 

 

CATANIA - BARI 4-0 

CARO VENTURA, IL BARI HA BISOGNO DI UNA SCOSSA...E FORTE!

LE FOTO DI CATANIA - BARI CLICCA QUI

OK! La rabbia è tanta e forse non è il momento per fare delle considerazioni; a prescindere da cio', penso che non ci si puo' appellare ormai alla sfortuna o agli infortuni; La situazione mentale dei nostri giocatori è allarmante, ormai non credono più di essere giocatori da A, o almeno si sono dimenticati di esserlo. Urge, se non indispensabile, una scossa, un qualcosa che svegli i galletti da questo generale intorpidimento; sembra che ormai ci si accontenti di queste famose tre vittorie per poi ricominciare beatamente l'anno prossimo (facendo tutti gli scongiuri) in serie A. Ventura ora tocca a Lei!, dall'alto della sua esperienza dei 62 anni, dei quali molti trascorsi sui prati verdi, prenda delle decisioni drastiche, dia dei segnali alla squadra, perche' cosi'  difficilmente si va' lontano...
ingegnerebarese

 

Catania straripante. Bari attento alle spalle

Bari, 28 feb 2010. Match dalla fondamentale importanza per l’undici pugliese, che trova di fronte un Catania alla disperata caccia di punti salvezza.

Il match mostra due team con moduli diametralmente opposti e con qualche novità: il Catania, infatti, schiera Martinez al posto dello squalificato Mascara e Terlizzi al posto dell’indisponibile Spolli, mentre il Bari concede un turno di riposo a Donati e Rivas inserendo rispettivamente Almiron e Koman e mette in prima linea affianco a Barreto il rientrante Castillo.
L’inizio del match è tutto dei siciliani che, aggrediscono immediatamente i lenti centrali biancorossi, impiegando solo 8’ per passare in vantaggio, infatti con un solo uno-due, Ricchiuti ha la possibilità dal limite di scagliare indisturbato un fendente che si insacca alle spalle di Gillet. Catania in vantaggio e Bari che deve già inseguire. La squadra di Ventura mostra questa volta una reazione e pian piano inizia a prendere possesso del campo, impostando anche le trame interessanti che tutti conosciamo e sfiorando il gol con Barreto, che solo contro Andujar si fa ipnotizzare dall’estremo difensore etneo. Il Bari continua a spingere e sembra da un momento all’altro poter pareggiare, ma proprio su un calcio d’angolo a suo favore, regala letteralmente il raddoppio ai siciliani, infatti sul solito incomprensibile (visto che al centro abbiamo torri in grado di colpire)schema, il Bari perde palla, Martinez mette in moto Llama con un tacco e l’argentino con grande calma e flemma, si accentra, mira e supera Gillet troppo fuori dai pali nell’occasione. Raddoppio spezza gambe del Catania che con due tiri fa due gol dopo 215’ minuti di astinenza.

La ripresa vede entrare Rivas al posto dell’insufficiente Koman e la partita diventa subito più viva per il Bari che , avendo un altro uomo in grado di sfondare sull’esterno sinistro, mette molto più in difficoltà l’undici di Mihajlovic che sembra non reggere più. Al 16’ della ripresa l’episodio che segna la svolta della gara: Rivas in proiezione sulla destra salta secco l’uomo mette al centro, ma il cross viene stoppato di mano da Capuano, è rigore. Dal dischetto parte Barreto, che può riaprire la partita, ma ancora una volta il numero 10 brasiliano sbaglia e stavolta è il palo a bloccare la conclusione della stella biancorossa. Da questo momento in poi il Bari, scosso, prova ad affacciarsi alla disperata nella metà-campo rossoblu, ma inevitabilmente lascia praterie a disposizione del Catania che non solo metterà al sicuro la disputa con Morimoto, troppo libero di battere Gillet, ma umilierà anche i galletti con la quarta segnatura in coda al match firmata da Martinez, autore di uno slalom gigante tra i difensori baresi in versione “paletti di Vancouver”.
A questo punto saranno inutili i tentativi del Bari di alleggerire il passivo, vista anche la sfortuna e la scarsa vena realizzativa di Castillo e Barreto.

Ora il tempo dei complimenti, degli interessamenti delle big, delle chiacchiere in generale è finito! Questa squadra è in crisi di gioco,  in crisi fisica e soprattutto mentale. Purtroppo queste parole sembrano pesanti come macigni, ma è solo una cronaca dei fatti, gli stessi fatti che ormai da un mese (che nero questo febbraio!) occupano le pagine biancorosse. Sono lontani i fasti delle serate con Juve, Palermo, Inter, la realtà è invece un’altra, in altre parole quella di dover rincorrere sin da domenica contro il Chievo, un obiettivo che sembrava già ampiamente raggiunto: la salvezza.
Basta paroloni europei, sogni irrealizzabili e utopie, siamo giovani e inesperti e dobbiamo lottare, fino alla fine per mantenere la categoria.

Curiosità: oggi è impietoso dare giudizi e possiamo salvare soltanto Almiron e Rivas, che almeno danno segnali di crescita per il futuro. Il resto della squadra è confusa, molle e fiacca, su tutti segnaliamo la clamorosa involuzione della linea difensiva: Bonucci non ne azzecca più una, Andrea Masiello è palesemente fuori ruolo, Belmonte si impegna ma non basta. Occorre registrare di nuovo i movim
enti, magari inserendo Stellini, che di sicuro non sarà più una scheggia, ma ha tanta di quell’esperienza da poter risollevare il morale e le sorti di tutto il reparto.
Onore, poi, a chi ha attraversato lo stretto per seguire la squadra e l’ha applaudita dopo un risultato così pesante. Il tifo è da serie A, spe
riamo vogliano esserlo ancora  anche la squadra e la società.
Donato Violante ( Dany 10)

 

 

PRESENTANZIONE DEL MATCH CATANIA BARI

Un saluto a tutti voi fratelli biancorossi,
dopo aver assaporato l’amarezza della sconfitta casalinga (sapore aspro che i nostri beniamini non ci facevano assaggiare da molto tempo fortunatamente) ci rituffiamo nel campionato attraversando lo stretto di Messina e affacciandoci alle pendici dell’Etna. Come sempre naturalmente, buona lettura ……………

Domenica 28 come anticipato i “Galletti” sfideranno gli “Elefanti di Pirro” al Massimino (l’ex stadio del famoso “Clamoroso al Cibali” pronunciato dall’indimenticato Sandro Ciotti in un Tutto il calcio minuto per minuto di tanto tempo fa). I biancorossi proveranno a rifarsi dei tre KO di fila provando a schiacciarli senza timore. Sulla loro panchina siede Mr. Mihajlović che da allenatore non ha mai affrontato l’A.s. Bari. I nostri beniamini nelle ultime 4 trasferte hanno perso sempre subendo 8 reti e segnandone appena tre (è il caso magari di fare ricorso alla Cabala per la quale il 3 batte sempre l’8?). I rossoazzurri in casa hanno collezionato  3 vittorie (Parma, Cagliari e Bologna), 5 pareggi (Fiorentina, Lazio, Atalanta, Roma e Napoli ) e 4 sconfitte (Samp, Chievo, Milan e Livorno) con uno score di 11 reti segnate e 11 subite.

Il Bari in serie A sullo Ionio non ha avuto molto successo finora, due precedenti e due sconfitte anche se molto datate (l’ultima il 15 marzo 1964) 4 gol fatti ed 1 subito, per contro gli ultimi due confronti sono finiti ambedue per 1 a 0 per la compagine pugliese con reti di Goretti il 24 ottobre 2004 e L. Anaclerio il 28 gennaio 2006.

Per i nostri colori una vittoria vorrebbe dire quasi certamente dare un calcio alla B e staccare il gruppo in fondo, per contro i siciliani devono tenere a distanza le ultime 3 in classifica. Tra i biancorossi rientra con ogni probabilità dal primo minuto Almiron (se ne è sentita decisamente la mancanza in fase di costruzione ultimamente Donati e Gazzi hanno agito più da interditori che da costruttori di gioco), fuori ancora Parisi (possibile 31ª), Donda (incerto 27ª), Kutuzov (probabile 32ª), Ranocchia (stagione finita), Pisano (possibile 27ª), Langella (possibile 26ª), Belmonte (possibile 26ª), Padelli (incerto 27ª).

Ad oggi pare che l’undici da schierare debba essere:
Gillet – A. Masiello, Stellini, Bonucci, S. Masiello – Alvarez, Almiron, Donati, Rivas – Barreto, Meggiorini
In diffida e pertanto a rischio squalifica ci sono Bonucci, Koman e
Donati.
Nella rosa Catanese un solo ex Marchese una stagione 2005-06 19 presenze ed una rete per il difensore.


Le tifoserie non sono gemellate, nulla da segnalare (…fortunatamente) come rivalità, ma tifoserie potenzialmente ostili, tra le loro amicizie e gemellaggi Genoa e Napoli mentre tra le loro rivalità Reggina e Salernitana in primis..
A presto e naturalmente ………… buona partita a tutti i biancorossi!
M. Lopez

 

 


 
Il protagonista della settimana: Giampiero Ventura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Sono sorpreso che la società l'abbia fatto con così largo anticipo”, queste sono le prime parole che il tecnico di Genova pronuncia nel giorno del rinnovo del contratto. Il mister ha rinnovato per la prossima stagione con l’opzione del 2012.

Finalmente una risposta da parte della società, che in questo periodo di crisi di risultati, ha voluto lanciare un bel segnale a tutti i tifosi e a tutti coloro che chiedevano una vera e seria programmazione per non ritornare in quel baratro chiamato Serie B.

Giampiero Ventura è sicuramente uno di quelli che chiedeva la programmazione e se la firma sul contratto c’è stata, ciò può presagire a qualcosa di serio.

Nell’estate scorsa, tra polemiche e scetticismo, il tecnico ligure approdava a Bari in un ambiente caldo, ma con il suo carisma e modo di interpretare il calcio, ha saputo subito conquistare la tifoseria, che lo ama e allo stesso tempo ha dimenticato il tecnico Conte che per molti era insostituibile. L’unico che credeva in Ventura era il direttore Giorgio Perinetti che come al solito ci ha visto bene. E chissà, che dopo la firma del mister, arrivi anche il rinnovo di Perinetti che ha ricevuto come risposta dai Matarrese la riconferma di Ventura.

Adesso, con la salvezza alla portata del Bari, il mister deve solo portare la squadra ad un fine di campionato tranquillo per poi pensare all’anno prossimo dove la “stella del sud” dovrà riconfermarsi con quel gioco brillante e spumeggiante che faceva stropicciare gli occhi a tutta l’Italia.

Mirko Girone

 

BARI - MILAN 0-2   UN OTTIMO MILAN AFFONDA UNO SPENTO BARI

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Milan corsaro batte il Bari più brutto della stagione.

Bari, 22 feb 2010. Ultimo scontro contro una grande al San Nicola per il Bari, che trova il Milan di Leonardo reduce dalla scottante sconfitta europea contro il Manchester United.

 

 

 

La prima frazione mostra le due squadre con due moduli diversi, il Bari schierato con il classico 4-4-2 con i rientri di Barreto e Rivas, mentre il Milan opta per un 4-3-3 con Pato, Ronaldinho e Borriello in prima linea e Abbiati  in porta. Il match si presenta subito ostico per i galletti, poiché il Milan si mette a far girare la palla con grande flemma e tranquillità, costringendo il Bari a stare arroccato nella sua trequarti. I biancorossi non mostrano grossi segnali di cedimento sotto i colpi ad effetto dei giocolieri rossoneri e provano a ripartire in contropiede, ma anche la retroguardia milanista appare in gran serata e quindi le due squadre non riescono quasi mai ad offrire occasioni da gol ai sessantamila presenti. Nel mezzo della prima frazione la partita mostra qualche timido segnale di ripresa e le due squadre iniziano a rendersi pericolose: la prima compagine a rompere gli indugi è il Milan che sfiora il gol con Ambrosini prima e con Borriello poi, che supera Gillet, ma trova sulla linea Bonucci. Il Bari reagisce ma troppo timidamente rispetto al solito e, salvo un rigore molto dubbio non concesso su Barreto (cinturato dal già ammonito Bonera) non si renderà mai pericoloso dalle parti di Abbiati. Tutto fa pensare ad una buona parità all’intervallo, ma il Milan trova il vantaggio: palla dentro per Borriello, che in posizione regolare (errato fuorigioco della retroguardia pugliese), trafigge Gillet con una bella sforbiciata. Milan in vantaggio e strada in salita per il Bari che nel frattempo ha anche perso Meggiorini, letteralmente “azzoppato” da Gattuso nemmeno ammonito da Gava.

 

La ripresa sembra mostrare un Bari più volenteroso ma i diavoli milanisti ci mettono poco a riprendere il completo dominio della partita, addormentando sin da subito, con un ritmo lento e compassato, il Bari che non mostrerà a sua volta nessun segnale di reazione. Ventura prova a ravvivare il centrocampo inserendo Almiron (ottima notizia, forse l’unica della serata) al posto di Rivas, ma anche questa soluzione non produce frutti, anzi il Milan ripassa: Ronaldinho, in serata di grazia, salta netto un Donati in versione “lampione del lungomare di Crollalanza”, mette al centro una palla che sulla smanacciata di Gillet, perviene sui piedi di Pato che non sbaglia. Siamo al 69’ e la partita prende la via di Milano, visto che il Milan dopo il raddoppio, aumenta ancora di più il possesso palla e fa girare a vuoto tutta la squadra biancorossa che non riesce proprio a impensierire la squadra di Leonardo. Negli ultimi minuti un sussulto può far riaprire improvvisamente la gara: S. Masiello, il migliore dei suoi, si beve Pato che lo stende in area, è rigore. Siamo all’87’ e Barreto può riaccendere il San Nicola: il brasiliano sbaglia e  fallisce così il terzo penalty stagionale. Ovviamente su questo episodio cala il sipario sulla partita che vede il Milan sbancare il fortino del San Nicola.

 

La serie “Notti Magiche” non ha avuto il suo terzo episodio e purtroppo il Bari continua a mostrare tanti segnali di una preoccupante involuzione sul piano fisico e tattico. Ieri avevamo di fronte uno squadrone, che fa del possesso palla il suo marchio di fabbrica, serviva forse un po’ di aggressività in più, come all’andata, dove fummo noi a fare il match. Tuttavia obiettivamente, non sono questi i punti che avevamo messo nella tabella di marcia, sì è vero, quest’anno con le grandi ci siamo divertiti, ma con queste corazzate la sconfitta è sempre dietro l’angolo. Ora però bisogna reagire in fretta perché c’è il Catania e questi sono punti pesantissimi che non possono essere ceduti, come contro Bologna e Atalanta, a delle dirette concorrenti.

 

Curiosità: i “top e i flop” della settimana, purtroppo, vedono nella colonna “top” i soli Sasà Masiello, già il migliore a Cagliari e Belmonte che anche se dalle sue parti ha Ronaldinho, ci mette anima e cuore, fattore raro ultimamente in parecchi elementi della squadra. I “flop” invece sono parecchi, su tutti Donati: non ce ne voglia il centrocampista di origini friulane, ma non è più il Donati di inizio stagione e si mostra irritante e passivo come non mai, poi a pari merito mettiamo Bonucci( troppe sirene esterne a ns. avviso), Alvarez, Sforzini (non da serie A) e Barreto al quale però non si può contestare nulla, vista la stagione d’oro che sta facendo.  

 

Donato Violante (Dany10)

 


 

PRESENTAZIONE DELLA SFIDA BARI - MILAN

 

Un saluto a tutti voi lettori,
eccoci arrivati al terzo capitolo della nostra rubrica, sperando possa portare fortuna (visto che ultimamente non è che ce ne sia molta dalle nostre parti), buona lettura ……………
Domenica 21 finalmente si torna al San Nicola dopo quel fantastico 4-2 alle aquilotte siciliane. Nell’astronave si affrontano i diavoli rossoneri ed i galletti biancorossi nel tentativo di far finire arrosto loro. Sulla panchina milanista siede Mr. Leonardo che da allenatore ha affrontato l’a.s. Bari solo una volta nel match d’andata pareggiando per 0 a 0 in una partita che avremmo meritato di vincere di gran lunga. Quest’anno solo a titolo di cronaca ricordo il fantastico cammino dei biancorossi in casa fatto di sette vittorie (ricordiamo Juve, Lazio, Udinese e Palermo) 3 pareggi ed una sola sconfitta (la stramaledetta partita con il Cagliari) condite da 20 reti fatte ed 8 subite. I rossoneri in trasferta, invece, 5 vittorie (Siena, Chievo, Lazio, Catania e Juve) 4 pareggi (Livorno, Bologna, Atalanta e Napoli) e 2 sconfitte (Udinese ed il derby) con la trasferta di Firenze da recuperare; mentre per quanto attiene le reti sono 14 le segnate e 9 le subite. Statistiche alla mano ci sarebbe pertanto da ben sperare dato che l’ultima uscita lontano da San Siro è proprio il pareggio di Bologna piuttosto scialba, oltre al fatto che il Milan sarà reduce dalla partita di Champion’s con i Red Devils.
Il Bari, nonostante il blasone, ha un curriculum confortante negli scontri in casa con il Milan in serie A. Ha collezionato 10 vittorie quattro pareggi e 14 sconfitte con complessivamente 30 reti fatte e 43 subite, considerando inoltre le sole sfide al San Nicola, la media migliora in 3 vittorie 2 pareggi e 3 sconfitte più la partita amichevole di inaugurazione del nostro stadio vinta per 2 a 0 il 3 giugno 1990.
I nostri galletti devono assolutamente riprendersi dalle sconfitte patite a Bergamo e Cagliari, i diavoli cercheranno invece di non perdere il contatto con i cugini in testa alla classifica.  Tra i biancorossi rientra dopo un turno di stop forzato Paolo Vitor Barreto e dovrebbero  inoltre rientrare Almiron (anche se tutt’oggi in forte dubbio incrociamo le dita), Kamatà e Rivas  fuori ancora invece Parisi (pare
recuperabile per la 31ª giornata), Donda (27ª), Kutuzov (32ª), Ranocchia (stagione finita), Pisano (26ª), Langella (26ª).
Con il rientro di Barreto, nota da non dimenticare, si dovrebbe tornare al 4-4-2 delle meraviglie e dello spettacolo così composto:
Gillet – Belmonte, A. Masiello, Bonucci, S. Masiello – Alvarez, Almiron, Donati, Rivas – Barreto, Meggiorini
In diffida e pertanto a rischio squalifica ci sono Bonucci, Koman e Donati.
Nella rosa milanista un solo ex Zambrotta che proprio a Bari spiccò il volo dopo 2 stagioni con 59 presenze e 11 reti anche se allora giocava da ala e non da terzino, tra i biancorossi Donati (1 stagione 17 presenze) Kutuzov (1 stagione 2 presenze) Allegretti (1 stagione mai schierato).
Le
tifoserie non sono gemellate, ma hanno molte rivalità comuni vuoi per una ragione vuoi per un’altra vedi Genoa (Bari rivalità nata dal campionato testa a testa nel 1989, Milan dalla morte di Spagnolo) e Napoli (loro rivali dai tempi di Maradona e del Milan di Sacchi, noi da sempre).
A presto e naturalmente ………… buona partita a tutti i biancorossi!
M. Lopez

 

 


 

BARI CHE HAI? NON TI RICONOSCO PIU'...

CAGLIARI - BARI 3-1: ennesima debacle dei biancorossi in trasferta!

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Bari, 15 feb 2010. Seconda trasferta consecutiva per i biancorossi che fanno visita  al Cagliari, reduce da una pesante sconfitta contro l’Inter, quindi in cerca di pronto riscatto.

La partita inizia tra lo stupore dei tifosi pugliesi, perché mentre il Cagliari si presenta in campo con la solita formazione ed il solito schieramento, il Bari si mette in campo, complici le tantissime assenze importanti (Ranocchia, Barreto, Almiron e co.), con un modulo inedito. Ventura, infatti, schiera in difesa Belmonte, dirottando ancora al centro A. Masiello, e stravolge il centrocampo che sarà composto da uno strano rombo composto da Gazzi in mediana, Donati a destra, Koman a sinistra e Allegretti come vertice alto. Le sorprese tattiche però non finiscono qui, visto che accanto a Meggiorini, non c’è Castillo, bensì Alvarez che la punta non l’ha fatta mai, nemmeno nei suoi sogni.
Tutti si aspettano un Bari nuovo rispetto alle ultime trasferte, e sarà proprio così, perché se nelle ultime trasferte disastrose il Bari aveva iniziato bene, stavolta non succede nemmeno questo e nel giro della prima mezz’ora subisce due gol: il primo di Matri che nell’aria piccola, riesce a far ammattire tre, e sottolineamo tre( ! ), difensori baresi che non fanno altro che ammirare il successivo cross che Conti tradurrà in gol, mentre il secondo nasce da una punizione dal limite battuta da Nenè (aggiornate la rubrica e mettetelo sotto “bestia nera”), che viene deviata dalla barriera e lascia di stucco l’incolpevole Gillet. Quello che più traspare è la assoluta mancanza di gioco della compagine biancorossa, che sì, tiene il campo, ma mai si rende pericolosa seriamente, vista la grandissima imprecisione nei fraseggi e lo scarso movimento dei protagonisti.

Il secondo tempo parte meglio, ed infatti al 4’ il Bari accorcia con S. Masiello (il migliore) che sorprende Agazzi con un bel sinistro dal limite. Tutto lascia presagire ad un tentativo di rimonta , ma la sfortuna, amica fedele in questo campionato, ci fa di nuovo visita e dopo solo un giro di lancette, Cossu crossa al centro, ma non trova ne Matri ne Nenè, bensì Gazzi che mette alle spalle del proprio portiere. Fare un gol con delle prospettive di rimonta e subirne subito un altro così, spezzerebbe le gambe anche al Barcellona e purtroppo il Bari delle ultime settimane appare fragile e demotivato, quindi per il Cagliari il gioco è fatto. Ventura proverà ad inserire Castillo, De Vezze e Stellini, ma salvo un’occasione d’oro che capita a Castillo, che manca un facile “tap-in”, il Bari renderà la sua resa senza creare molti problemi alla pur decimata retroguardia isolana.

Appare sempre più evidente che siamo in debito d’ossigeno, per fortuna che i punti dalla terzultima sono ancora nove e sono ancora un ottimo bottino da custodire gelosamente. Ventura stecca forse la sua prima formazione e si vede, perché il Bari non si riconosce e non mostra la solita velocità di pensiero in mezzo al campo. Di fronte poi, c’era una squadra che già all’andata era apparsa superiore e che purtroppo ha regolarmente confermato tale impressione. Ora arriva il Milan in netta crescita, ma con il gravoso impegno di Champions League sulle spalle, speriamo che il calore dei baresi ridoni alla squadra tutta la sua voglia di vincere e stupire.

Curiosità. Come ogni settimana segnaliamo “top e flop” della settimana: di sicuro in questa nefasta trasferta salviamo solo Sasà Masiello, che timbra il suo primo squillo con la nostra maglia ed inoltre rimostra il piglio d’inizio stagione. Lunga è, invece, la schiera degli insufficienti, ma coloro che meno hanno inciso a nostro avviso sono Gazzi, Donati e Koman. I tre ieri, hanno mostrato una totale difficolt
à contro il centrocampo sardo, ed inoltre macchiano la loro gara con troppi errori gravi, Koman su tutti, sembra alle volte un pesce fuori dal suo stagno e complice la sua inesperienza, lascia praticamente i suoi in dieci per tutta la partita. Diamo un 5 stavolta anche a Ventura, voto che vuole essere però, di stima e di sprono a far meglio dalla prossima gara. Il Mister non si discute e sfidiamo chiunque lo faccia.
Donato Violante (Dany10)

 

 

PRESENTAZIONE DELLA PARTITA CAGLIARI-BARI

 

Buongiorno a tutti voi lettori,

anzitutto vorrei ringraziare tutti color che hanno scritto esprimendo il loro apprezzamento per la rubrica oltre a suggerire miglioramenti e proprio a tal proposito a partire da oggi è inserita la nota sui rapporti tra le tifoserie contrapposte come indicato, buona lettura ……………

Domenica 14 giorno di San Valentino per tutti coloro che abbiano bisogno di qualcuno che lo ricordi (non dimenticate di fare un dono alla vs amata e soprattutto ai biancorossi che tutti adoriamo) al Sant’Elia si affrontano due tra le squadre rivelazione del campionato. Sulla panchina rossoblu siede peraltro Mr. Allegri Panchina d’oro 2009 ovvero miglior mister per la serie A 2008-09 (ricordiamo che la Panchina d’argento è stata assegnata a Mr. Conte) che fa esprimere alla sua squadra un ottimo calcio. Il campo sardo non è tra i più facili quest’anno, i cagliaritani hanno vinto 5 volte (battendo anche la Juve), pareggiato 3 e perso 3 (Siena Inter e Chievo).

Storicamente il Bari non ha avuto in Serie A vita facile in Sardegna, ha vinto infatti una sola volta nell’ultimo scontro per 3 a 2 (rimontando dallo 0-2), da rimarcare anche che negli ultimi due scontri i galletti hanno sempre segnato 3 reti (3 a 3 nel 1998-99 e il 3 a 2 citato l’anno dopo) per il resto solo 2 pareggi e tre sconfitte.

Tutte e due le squadre sono reduci da trasferte amare, la compagine di Allegri è reduce dalla sconfitta a San Siro (con rete annullata che grida ancora vendetta) ed i biancorossi dalla partita giocata solo per 20 minuti in quel di Bergamo.  All’andata i sardi hanno espugnato (sola squadra a riuscirci fino ad oggi) il San Nicola in una delle partite più brutte giocate dal team di Mister Libidine tra le mura amiche quest’anno a mio modesto parere insieme al Bologna per 1 a 0, tra i biancorossi mancherà la freccia più pericolosa della faretra a disposizione dell’allenatore genovese tale Paolo Vitor Barreto (che domenica ha interrotto la striscia di 8 partite di fila nelle quali ha segnato almeno una rete) che si aggiunge a quelle per infortunio dei vari Parisi (pare recuperabile per la 31ª giornata), Donda (possibile 27ª), Kutuzov (probabile 32ª), Ranocchia (stagione finita), Almiron (probabile 26ª), Pisano (possibile 26ª), Langella (possibile 26ª) sempre sperando di poter schierare Bonucci dopo la frattura procuratasi domenica scorsa.

In diffida e pertanto a rischio squalifica ci sono sia Bonucci che Donati.

Nessun ex nella loro rosa (sicuramente per una volta almeno si evita il rischio di vedere un gol non festeggiato) mentre tra i biancorossi citiamo Langella 6 stagioni a Cagliari tra B ed A condite da 20 reti e quattro convocazioni in Maglia azzurra ma fuori per infortunio come già citato ed Alvaretto una stagione 15 presenze ed un gol.

Tra le tifoserie nulla da segnalare, sebbene i cagliaritani sono gemellati con i satanelli rossoneri tifoseria a noi non troppo amica. 

Visto l’esito dell’ultimo pronostico non faccio previsioni però forza Galletti, sfatiamo la serie negativa in trasferta ormai troppo lunga.

 A presto e come sempre ………… buona partita a tutti i biancorossi!

M. Lopez


 

ATALANTA - BARI 1-0: La paura di volare blocca ancora il Bari

 

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Bari, 08 feb 2010. Dopo la sbornia di complimenti ricevuti nella scorsa settimana, il Bari fa visita all’Atalanta, squadra dall’organico di tutto rispetto, che clamorosamente si ritrova impelagata nella lotta contro la retrocessione.

Solito inizio scoppiettante del Bari, che in tre minuti sfiora ben due volte il goal: nella prima occasione è Meggiorini che a tu per tu con Consigli, si fa ipnotizzare sul più bello, mentre sul corner susseguente è Bonucci a sfiorare il gol da due passi con un incornata poderosa. Nel primo tempo la partita si mostra molto piacevole con tutte e due le compagini alla ricerca dei tre punti. Dopo la sfuriata iniziale dei biancorossi, è la squadra orobica a prendere in mano le redini del gioco, predominio che porterà più volte i bergamaschi ad affacciarsi dalle parti di Gillet. Il Bari resta dietro, ma quando riparte fa male e sfiora il goal altre due volte con Meggiorini, che mostra tuttavia una scarsa freddezza sotto porta. I nerazzurri vogliono morbosamente la vittoria, tanto da mostrare un nervosismo esagerato, con il solito Doni protagonista di mille polemiche con l’arbitro che dirigerà in maniera omogenea ed onesta tutto il match.

La ripresa parte con il Bari inspiegabilmente rinunciatario, dando così la possibilità all’Atalanta di rendersi sempre più pressante. Lo stesso atteggiamento di Bologna ritorna anche qui a Bergamo e soprattutto di fronte ad una diretta concorrente per la salvezza, che ci impiega pochissimo ad approfittarne. Il tecnico Mutti, intorno all’ora di gioco inserirà due ex leccesi in attacco, Tiribocchi e Chevanton, che fin da subito fanno capire alla linea difensiva pugliese che il pomeriggio sta per ingrigirsi. Mister Ventura risponde con tre cambi, escono Barreto, Alvarez e Koman ed entrano Castillo, Sestu (all’esordio) e Kamatà, ma la musica non cambia di molto, infatti salvo un occasione sui piedi di Sestu, che calcia abbondantemente alto, è solo l’Atalanta a spingere forte e complice uno scatenato Valdes, arriverà più volte ad impegnare in maniera severa lo straordinario Gillet. Purtroppo tutte le parate del belga non servono a cogliere un prezioso pareggio, perché proprio sull’asse Chevanton – Tiribocchi, nasce il goal decisivo: tocco dentro dell’uruguaiano, Titribocchi salta netto Diamountene e scarica un bolide alle spalle del gatto di Liegi. Siamo all’81’ e anche se mancano dieci minuti più recupero, il Bari si arrenderà senza mostrare reazioni.

Siamo alle solite, non appena si parla d’Europa, si torna a perdere. Non ce ne voglia nessuno, ma questa parola suona come un tabù. Non vogliamo paragonare questa sconfitta a quella di Bologna, ma è innegabile che la squadra dopo i fasti casalinghi, in maniera sistematica mostri una mancanza di “fame” che fa la differenza. La “fame “ che ieri aveva l’Atalanta, cui abbiamo donato tre punti importanti. Bisogna essere realisti, la squadra incanta, ma quando trova di fronte un avversario avvelenato, che chiude i due esterni, facciamo sempre male. Il fattore campo non può essere l’unica spiegazione, piuttosto si tratta di motivazioni, che prima c’erano ed ora forse (speriamo) no.

Curiosità
: anche ieri si segnala la folta presenza dei supporters biancorossi, che non fanno mai mancare il loro calore a questi, comunque , splendidi ragazzi. Segnaliamo, perché è giusto così, anche migliori e peggiori: con la freccia in alto poniamo solo Gillet e Gazzi, che hanno mostrato attaccamento e spirito di sacrificio come al solito, mentre con la freccia verso il basso, poniamo tutto il reparto arretrato, oggi poco preciso e compatto e Donati: comprendiamo la sua emozione nello stadio che lo ha cresciuto, ma ieri non è stato affatto il giocatore che conosciamo: cattivo e determinato.
Donato Violante (Dany10)





 
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