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IL BARI DI VENTURA
PARTE 1
PARTE 2
PARTE 3
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LA STORIA DEL BARI DI VENTURA

 

 

 

27.06.09 - UFFICIALE: Bari, ecco Ventura e Barreto
Il Bari ha scelto il successore di Antonio Conte nella persona di Giampiero Ventura, al quale è stato sottoposto un accordo annuale con opzione per un ulteriore anno. Come anticipato nelle scorse ore, i pugliesi hanno perfezionato gli arrivi degli attaccanti Vitor Barreto (24) ed Antonio Langella (32) in comproprietà  dall'Udinese. Restano in Puglia anche l'esterno Gianluca Galasso (25) e l'altro attaccante Rej Volpato (23). TMW

 

 

 

 


BARI - FIORENTINA 2-0

Tra arrivederci e addii il Bari sbanca la storia.

Record di punti in serie A 50 punti!



Bari, 17 mag 2010. Ultima partita stagionale per il Bari, che davanti al proprio pubblico festeggia la permanenza in serie A dopo una stagione esaltante e ricca di soddisfazioni per la piazza, che dopo otto anni ha mostrato a tutta Italia le potenzialità di una tifoseria che per troppi anni è stata avvolta nello sconforto.

Il match ha il sapore dell’ultimo giorno di scuola, comunque ha un senso per le due squadre, che lottano per un posto nella parte sinistra della classifica. Il Bari si presenta in campo con il solito modulo, ma con qualche novità, infatti, Castillo rileva Meggiorini, Belmonte, squalificato, viene avvicendato da Stellini che fa slittare a sua volta Andrea Masiello a destra e Parisi gioca da terzino sinistro avanzando così Sasà Masiello sull’esterno alto. La Fiorentina, invece, arriva a Bari con molte defezioni, una su tutte quella di Gilardino che lascia il posto al giovane Ljajic oltre alle assenze di Vargas e Frey sostituiti da Gobbi e Avramov. Il match parte lento con le due squadre in tipico atteggiamento vacanziero, ma con il passare dei minuti, merito dell’atteggiamento spregiudicato di entrambi gli schieramenti, la disputa si ravviva e le occasioni iniziano a fioccare. La prima capita sui piedi del giovane Ljajic che solo contro Gillet, tira debolmente, la seconda capita sui piedi di Barreto che dopo un’azione straordinaria di Alvarez sfrutterà un velo arguto di Castillo e impegnerà severamente l’ottimo Avramov. Il Bari con il passare dei minuti prenderà in mano il pallino delle operazioni, tanto da passare al 35’, quando su corner battuto da Alvarez, Castillo toccherà quel tanto la palla da spalancare lo specchio a “nonno” Stellini, che a trentasei anni suonati, segna il suo primo gol in serie A. Il primo tempo si conclude tra gli applausi del pubblico biancorosso.

La ripresa è ancora più interessante, perché visto il vantaggio dei galletti, anche la Fiorentina attacca e presta così il fianco alle ficcanti ripartenze dei pugliesi, infatti, le due squadre sfioreranno più volte il gol: il Bari lo sfiora due volte in una sola occasione, Parisi abile a sfruttare lo spazio sferra un bolide dalla trequarti che verrà neutralizzato da Avramov, tuttavia sul prosieguo dell’azione Alvarez raccoglie palla e mette sui piedi di Almiron che in corsa sferra una bomba ancora sventata da un intervento prodigioso del portiere serbo. La Fiorentina dal suo canto, sfiorerà il gol con Jovetic prima e con Montolivo poi, ma i due hanno la sfortuna di trovare sulla loro strada un Gillet in giornata di grazia. La partita è scoppiettante e intorno alla mezz’ora della ripresa, l’occasione più ghiotta capita sui piedi di Castillo che però si fa ipnotizzare da Avramov e spedisce clamorosamente al lato da due passi. Dopo gli ingressi di Donati, Rivas e Kamatà al posto degli applauditissimi Almiron, Barreto e Castillo, tutto lo stadio attende solo il triplice fischio, ma il Bari regala ancora un gol ai suoi fans: Parisi, abile a scendere sull’out di sinistra, pesca Kamatà che brucia il suo diretto avversario e mette al centro dove Rivas colpisce e mette a segno. Delirio sugli spalti, complice anche l’esultanza del trenino, che sempre emoziona rievocando splendidi ricordi.

Che bel finale. Una stagione impensabile alla vigilia regalata al popolo di fede barese da un gruppo meraviglioso, condotto ad una salvezza tranquillissima da un timoniere d’eccezione, quel Giampiero Ventura, in cui tutti ora riconoscono il faro di questa società. Ebbene sì, perché dopo il dolorosissimo addio di Perinetti, ora tocca a Ventura, fare da garante del famoso progetto intavolato con i Matarrese. Ieri, ancora una volta il pubblico ha dimostrato un forte attaccamento a questi colori e deluderli, sarebbe un ulteriore delitto. Il presidente promette tante belle cose, ma dopo 33 anni di gestione i tifosi sono tutti dei “San Tommaso” che aspettano prima di crederci. Coreografie, striscioni, ringraziamenti. Bari la sua parte l’ha fatta ora tocca alla proprietà mantenere la parola.

Anche oggi, ultima giornata, indichiamo “Top & Flop”: sul gradino più alto mettiamo Bonucci, simbolo più brillante della stagione sfavillante del Bari, che oggi mostra a tutti che in Sudafrica non solo ci deve andare, ma deve anche giocare titolare. Il podio lo completiamo con Gillet ed Almiron, che per l’ennesima volta dichiarano amore per la città e dimostrano di essere decisivi anche nella massima categoria. Oggi sotto il “6” mettiamo Barreto, che non solo non appare mai in palla, ma dimostra anche una tristezza, che speriamo derivi solo dall’infortunio muscolare di fine gara.

Per quest’ultimo racconto del campionato, permettetemi di ringraziare Antonio Margiotta, alias “in

gegnere barese”, che mi ha dato la possibilità di trasmettere a tutti, le emozioni di ogni domenica. Ovvio poi che un sentito ringraziamento va a tutti voi che avete avuto la voglia di leggere le mie storie da tifoso più che da giornalista. Grazie.
Donato Violante (Dany10)


IL PROTAGONISTA DELLA SETTIMANA

Eccoci al dunque. Finalmente o purtroppo la telenovela è finita. Il direttore del Bari, Giorgio Perinetti, ha deciso di lasciare la piazza di Bari, anche se con qualche rimpianto alle spalle. Visibilmente commosso, nella scorsa conferenza stampa, ha voluto ringraziare tutti i tifosi e giornalisti e ha voluto spiegare le vere cause del suo addio. Cause che per i baresi e per i tifosi di questa città non sono del tutto nuove, anzi ci saremmo preoccupati al contrario.
Perinetti lascia Bari dopo un ciclo pazzesco, dalla promozione in serie A, all’acquisto di calciatori di categoria, fino ad arrivare al termine di questo campionato dove non si era mai visto un Bari così spumeggiate. Merito è soprattutto del direttore che in questa breve ma intensa parentesi biancorossa ha saputo lasciare nella mente e nel cuore dei tifosi tutto ciò che si sperava accadesse da tempo. Però oggi bisogna aprire gli occhi e svegliarsi da questo bel sogno, perché bisogna continuare il progetto per non tornare nel baratro. Per far questo bisogna prima di tutto sostituire il direttore con uno nuovo che sappia prendere a cuore la piazza di Bari come ha fatto in questi anni Giorgio Perinetti. C’è gente che a Bari ha fatto ben poco e quando si è trattato di fare le valigie per dar spazio ad altri, hanno avuto anche da ridire e in certi casi hanno puntato il dito contro quei tifosi infuriati e delusi, tanto da non seguire più le sorti della loro squadra del cuore. Invece l’umile Giorgio Perinetti, che da questa città esce a testa alta, ha deciso lui di farsi da parte per non deludere quei tifosi che giustamente vogliono vedere il progetto andare avanti, ma visto le restrizioni della società e la consapevolezza di non poter essere sempre protagonisti, il direttore ha deciso di lasciare libera quella sedia bollente. Già deluso del mercato di Gennaio, Perinetti ha deciso di intraprendere una nuova strada in quel di Siena, dove il presidente Mezzaroma gli ha proposto un incarico importante, con una progettazione interessante tanto che il direttore ha appellato tale incarico “molto intrigante”. Diciamo chiaramente, Bari è una piazza importante ma per andare in serie B è evidente che qui, qualcosa ch
e non funzioni c’è. Purtroppo le considerazioni sulla società lasciano il tempo che trovano anche perché oltre alla famiglia Matarrese, non c’è nessuno che in Puglia voglia e possa fare calcio. Non ci resta che sperare che il destino ci dia un altro direttore che prima di amare il suo lavoro ami i propri tifosi, proprio come ha fatto fino ad oggi Giorgio Perinetti.
La porta della città sarà sempre aperta per il nostro degno direttore e adesso bisogna rendergli omaggio nella sfida interna contro la Fiorentina, perché un uomo così non andrà mai dimenticato.
Mirko Girone

 

Bari e Udinese fanno vincere lo spettacolo tra la nostalgia reciproca per gli addii di Perinetti e Marino.

AL DI FUORI DEL TERRENO DI GIOCO NON C'E' COSI' TANTO DA STARE FELICI.

Bari, 10 mag 2010. Ultima gara esterna per il Bari di Ventura, che fa visita all’Udinese già salva, che quindi può dar vita insieme ai galletti ad una gara godibile e senza particolari timori reverenziali.

Il match vede le due squadre in veste tattica classica, con il Bari che fa esordire Padelli in porta al posto del capitano Gillet e con Gazzi che prende il posto di Almiron in cabina di regia. L’Udinese invece, si presenta in formazione tipo e  mostra il suo tridente fresco dai ritorni dallo stage in nazionale di Di Natale, a caccia del titolo di capocannoniere e della scarpa d’oro, e di Pepe. Il match fa subito respirare ai presenti un’atmosfera frizzante, ovvero quella che si respira quando le due squadre non hanno paure particolari e quindi danno vita ad una disputa sportiva e spettacolare. Detto fatto, le due formazioni, non esitano a cercare subito la porta avversaria ed al quarto d’ora, complice un’ incursione di Meggiorini, il Bari guadagna un penalty: sul dischetto Barreto, che pur senza particolari pressioni, sbaglia il suo quinto rigore stagionale su nove calciati. Il furetto barese non fa nemmeno in tempo a contrariarsi, perché soli tre minuti dopo con una splendida azione personale, semina la lenta difesa friulana e insacca Handanovic, per il vantaggio pugliese. Come abbiamo detto pocanzi, la partita è ricca di occasioni e sotto di una rete si desta l’Udinese, che prima impatta con Di Natale, festeggiato dai suoi compagni per la rete numero 100 in bianconero, poi passa in vantaggio con Pepe, abile a sfruttare una diagonale “artigianale” di Belmonte. Chi pensa che per il primo tempo può bastare così, si sbaglia, visto che al 40’ il Bari riprende il pareggio con Koman, abile ad inserirsi su un ottimo suggerimento di Donati.
La ripresa, reduce dai botti della prima frazione, parte un po’ più lenta, ma non ci vuole molto per riassaporare una serie di belle giocate e di occasioni da entrambe le parti, infatti al 63’ l’Udinese passa ancora, e lo fa ancora una volta con il Re del gol della serie A, ovvero Totò Di Natale, che firma un gol di pregevolissima fattura. A questo punto la partita si sgonfia un po’, colpa anche delle forze che, ovviamente scarseggiano a questo punto del torneo. Nel frattempo i tifosi del Bari possono consolarsi con l’esordio, un po’ tardivo, dell’acquisto più conosciuto di Gennaio, ovvero quel Pisano che il Torino ha praticamente cacciato via. La partita si porta verso la fine, ma proprio in coda, riserva un’altra emozione, infatti, Almiron, entrato al posto di Koman, pareggia al 92’ con una splendida incornata, che regala un punto alla banda Ventura, che domenica potrà salutare il suo pubblico con l’obiettivo dei 50 punti.
In una settimana ricca di veleni per i tifosi biancorossi, almeno non arriva un’altra sconfitta esterna, piuttosto sono interessanti le indicazioni che alcuni elementi forniscono in Friuli. Tuttavia i tifosi, delusi all’ennesima potenza dalla partenza di Perinetti, vogliono concentrarsi sulla programmazione futura della società, che su questo argomento dimostra di essere ancora latitante. Il tifoso biancorosso è molto esigente e vedendo il campionato di squadre come il Palermo, ci si chiede perché una piazza importante come la nostra non possa nemmeno provare a calcare certi palcoscenici. Non si chiede la luna, ma solo un futuro meno denso di nubi, che rischia di rovinare per la seconda volta l’estate dei tifosi baresi. Ricordiamo per l’appunto che l’anno scorso, l’anno del trionfante ritorno in serie A, già la partenza dell’eroico Conte aveva rallentato moltissimo la campagna abbonamenti. La società non ripeta per l’ennesima volta gli errori di sempre dopo la splendida stagione disputata da questi ragazzi che non va vanificata per la poca voglia di volare.

Per la serie “Top & Flop” anche questa settimana segnaliamo migliori e peggiori della partita di ieri. Su tutti mettiamo Almiron,
a cui bastano pochissimi minuti per lasciare segni indelebili nelle partite ed il gol di ieri (il quinto stagionale) è solo l’ennesima dimostrazione della voglia di far bene dell’argentino. Bene anche Barreto, che  nonostante la sua cronica miopia dal dischetto, dimostra ancora una volta di essere un attaccante di categoria. Bene anche Koman e Bonucci. Tra i peggiori Belmonte ed Alvarez, che non danno il solito preziosissimo apporto alla squadra.
Donato Violante (Dany10)

 

 

BARI - GENOA 3-0: al San Nicola ritorna il sorriso!

ma quanti rimpianti...

LE FOTO DI BARI-GENOA 3-0 CLICCA QUI!


Bari, 02 mag 2010. Penultima gara interna per il Bari, reduce da un Aprile nero (quattro sconfitte consecutive), voglioso di ricucire il rapporto con i tifosi, indispettiti dalle ultime prestazioni e dalle voci destabilizzanti sul prossimo futuro. Avversario di turno il Genoa di Gasperini, anch’esso reduce da una serie negativa di risultati.
Il match vede partire le due squadre con i moduli di riferimento: Bari con il 4-4-2, stavolta quasi in formazione tipo (una notizia ultimamente), infatti rientrano Meggiorini al posto di Castillo e Masiello al posto di Stellini. Il Genoa invece con il 4-3-3 deve fare i conti con molteplici assenze e con la mancanza della possibilità di raggiungere l’Europa. L’incontro vede subito un Bari aggressivo, che mostra tutta la sua velocità e fa rivedere dopo un mese qualche buona trama in avanti, il Genoa attende e cerca di ripartire sfruttando il suo tridente Sculli, Palladino, Acquafresca. Non ci mette molto la partita a decollare ed il merito è dei padroni di casa che getteranno al vento due clamorose occasioni in rapida successione: la prima vede Koman sparare alto di destro da posizione molto invitante, la seconda invece la sbaglia Almiron che solo contro Scarpi, cercherà un pallonetto che si perderà sul fondo, facendo imprecare almeno per dieci minuti il numero 4 argentino. La partita è abbastanza divertente e nel finire della prima frazione, nonostante il caldo, il Bari con le sue geometrie sfiorerà ancora il gol con due conclusioni da fuori una di Almiron e l’altra di Meggiorini.
Il secondo tempo non vede variazioni sul tema, infatti, è sempre la squadra di Ventura a fare la partita ed a sfiorare gol in rapida successione con Koman e Meggiorini. I tifosi hanno voglia di esultare e il momento che si respirava nell’aria da inizio gara arriva finalmente al 69’ quando Koman, in equilibrio precario, pesca Meggiorini che resiste alla carica del suo marcatore e infila Scarpi con una bella conclusione sotto la traversa. Quinto gol in campionato per l’attaccante veronese in compropietà proprio con i liguri, che se non fosse per una scarsa lucidità sotto porta, figlia anche dell’inesperienza, sarebbe un attaccante da doppia cifra fissa in serie A. Dopo il gol, il Bari giocherà sul velluto e dopo i cambi che vedono entrare in campo Donati, Parisi e Castillo (ingenerosamente fischiato al suo ingresso) al posto di Almiron, Koman e Meggiorini, i galletti raddoppieranno proprio con “Nacho” che sfrutterà un assist perfetto di Donati e metterà alle spalle del portiere ligure un preciso diagonale. Siamo all’85’ e il Bari chiude la partita definitivamente quattro minuti dopo, quando sempre su iniziativa di Donati, Barreto insaccherà Scarpi per la terza volta. Tredicesimo gol per il puntero brasiliano che festeggia con il pollice in bocca come Totti.
Finalmente un pomeriggio divertente per gli appassionati baresi che hanno preferito lo stadio al forte richiamo delle spiagge. Divertimento reso possibile dall’atteggiamento delle due squadre, che non avendo più obiettivi concreti si lasciano andare ad una partita aperta e spettacolare. Torna il sorriso quindi sulle facce dei tifosi, che delusi da quest’ultimo mese nero, cercano di chiedere, con uno striscione alla società, chiarezza sul futuro. Se questa squadra venisse smantellata sarebbe un vero delitto ed è per questo che i supporters biancorossi meritano rispetto e indicazioni precise sulla programmazione. Nota dolente invece sono i fischi a Castillo. Comprendiamo chi non è felice delle sue prestazioni, ma fischiare un giocatore che indossa la maglia biancorossa, soprattutto prima che entri in campo ci sembra ingiusto e senza senso.

Oggi finalmente possiamo segnalare “Top & Flop” della settimana sulla base di una larga vittoria, che, ovviamente facilita le cose: su tutti oggi mettiamo Meggiorini, che non solo con il gol, ma con tante giocate interessanti, mostra tutto il suo potenziale. Sul podio poniamo Castillo e Belmonte oltre a tutti gli altri che sono comunque sopra la sufficienza. Se proprio vogliamo trovare un flop, lo cerchiamo in Koman, che non solo sbaglia due clamorose palle gol, ma che sembra sempre avulso dalla manovra e alle volte sembra non godere di molta fiducia da parte dei suoi stessi compagni.
Donato Violante (Dany10)

 

BARI (4-4-2): Gillet 6; Belmonte 6.5, A. Masiello 6, Bonucci 6.5, S. Masiello 5.5; Alvarez 6.5, Gazzi 6, Almiron 5.5 (32'st Donati 6), Koman 6.5 (34'st Parisi 6); Barreto 6.5, Meggiorini 7 (36'st Castillo 6.5). In panchina: Padelli, Stellini, Pisano, Kamata. Allenatore: Ventura 6.5.
GENOA (3-4-3): Scarpi 5.5; Tomovic 6, Papastathopoulos 5.5, Criscito 6; Mesto 6, Zapater 5.5 (19'st Cofie 6), Milanetto 6, Juric 5; Sculli 6 (26'st Boakye 6), Acquafresca 5.5, Palladino 5.5 (26'st El Shaarawi 5.5). In panchina: Amelia, Terigi, Fatic, Lazarevic. Allenatore: Gasperini 5.5.
ARBITRO: Tommasi di Bassano del Grappa 6.
RETI: 12'st Meggiorini, 40'st Castillo, 44'st Barreto.

 

 

Il protagonista della settimana: Giorgio Perinetti

L’aria che si respira a Bari non è di certo delle migliori. La città e la tifoseria sembra catapultata alla scorsa estate quando l’addio di Conte aveva sconcertato tutti. Adesso tocca a Giorgio Perinetti, che in questi giorni sta decidendo sul da farsi. Sono tante le dichiarazioni di stima nei confronti del direttore, poichè tutta la città non ne vuole fare più a meno.
Sicuramente Perinetti è combattuto nel dover prendere una decisione al quanto importante. In cuor suo, non ha nessuna volontà di lasciare Bari e i suoi tifosi, ma sicuramente l’aspetto professionale va al di là di tutto ciò. Però i tifosi possono star tranquilli poiché, da gran professioni qual è il direttore biancorosso, non lascerà la piazza di Bari, se non prima di aver portato a termine i suoi programmi ancora non completi del tutto. Infatti, il ds del Bari ha dichiarato che la giornata di oggi, sarà molto importante per il futuro del Bari calcio.
Non è però la giornata dell’incontro tra Matarrese e Perinetti, ma bensì la giornata per definire gli acquisti e le comproprietà di quei calciatori che dovrebbero essere i punti fermi per programmare la prossima stagione. Esempio di grande serietà per un direttore che forse non continuerà a lavorare per la società di via Torrebella.
Le comproprietà da definire sono quelle di Bonucci, Meggiorini, Almiron, Barreto e Salvatore Masiello. Per Almiron e Barreto parlerà con Juve e Udinese, addirittura per un eventuale riscatto.
Oltre a questi, ci sono anche tanti altri nomi per la prossima stagione, nomi che la piazza di Bari, fino a poco tempo fa, leggeva sui giornali con invidia per non averli a disposizione nella propria squadra, ma con il direttore Perinetti tutto ciò sembra davvero possibile.
Ieri, nella trasmissione di Antenna Sud, “Assist”, non poteva che essere lui l’ospite d’onore. Durante la trasmissione impazzivano
le mail per Giorgione, come simpaticamente lo chiamano i tifosi, tanto che nel mezzo della trasmissione, ha letto una poesia scritta per lui dove un po’ di commozione è trapelata sul volto del grande Perinetti.
Emozionato per le belle parole o per l’eventuale addio? Sicuramente il direttore rimarrà nei cuori dei veri tifosi biancorossi, sia per i campioni che ha portato nel capoluogo pugliese e sia per aver ridato a questo pubblico la passione e la voglia di tornare allo stadio dopo anni di buio intenso.
Mirko Girone

 

Bari senza spina dorsale e la Juve passeggia

Ennesima prestazione deludente di un Bari allo sbando...

Bari, 26 apr 2010. Partita senza grosse motivazioni per il Bari che si ritrova all’Olimpico di Torino, con la matematica certezza di disputare, anche l’anno prossimo, il campionato di serie A. La matematica convinzione, infatti, arriva dalla sconfitta dell’Atalanta nell’anticipo contro la neocapolista Inter, che pur potendo raggiungerci nel punteggio, è comunque in svantaggio negli scontri diretti.

Il primo tempo del match contro la sbiadita Juventus di questa stagione parte con i due schieramenti in assetto tattico classico. Il Bari con il suo 4-4-2, recupera al centro del campo Almiron e Donati, ma deve sopperire all’assenza di Andrea Masiello, rimpiazzato per l’occasione dal veterano Stellini, presente anche all’andata. La Juventus di Zaccheroni, invece deve far fronte alle assenze di Melo e Sissoko che vengono sostituiti da Marchisio e Poulsen. Il match parte con il freno a mano tirato, ovvero con le due squadre attente a non prestare il fianco alle ripartenze avversarie, tuttavia con il passare dei minuti, per meriti soprattutto biancorossi, la partita si anima e il Bari con le sue trame sugli esterni, Alvarez su tutti, inizia a soffiare sul collo della vecchia signora bianconera. Proprio dall’out di destra, infatti, nasceranno le uniche due occasioni per i pugliesi: sulla prima, Alvarez mette una bella palla sulla testa di Koman che però non colpisce benissimo, poi sulla seconda chance l’ungherese sparerà su Buffon la più ghiotta delle palle gol, costruita ancora dall’asse Almiron-Alvarez. Queste belle iniziative fanno presagire ad un prosieguo di partita diverso dalle ultime per i galletti e si va nello spogliatoio tra qualche mugugno bianconero per un presunto fallo in area di Donati sul “volante” Diego e tra qualche tafferuglio tra le due tifoserie, nato dal lancio di petardi dei tifosi juventini contro quelli baresi.

La ripresa, purtroppo, vede svilupparsi il solito copione dell’ultimo mese, con il Bari che entra in campo molle e sfiduciato e con gli avversari che si fanno forza davanti a cotanta grazia. Nella ripresa la Juve inserirà in campo il match winner, quel Vincenzo Iaquinta che non marcava il cartellino da sette mesi. La punta calabrese, sfruttando l’improvvisa scarsa mobilità della nostra retroguardia, porta in vantaggio i suoi al 53’: palla dentro di Diego, scatto in profondità con il quale dribbla Gillet e palla in rete. Ovviamente, la reazione biancorossa non arriva e la Juve mette a segno nei secondi 45 minuti altri due gol. Uno su rigore, trasformato da Del Piero, l’altro su un’altra dormita generale della difesa, che permette prima a Candreva di andare tranquillamente sul fondo, poi a Iaquinta di mettere dentro indisturbato a due passi dalla rete.

Oggi non abbiamo voluto omettere la cronaca della partita, ma la voglia di farlo onestamente c’era. Potete facilmente intuire anche la delusione di chi scrive in queste righe, ma non dobbiamo perdere la bussola, almeno noi appassionati di questa bizzarra squadra. E’ davvero strana, infatti, questa clamorosa involuzione tecnico-tattica, nonché fisica, visto che nelle riprese crolliamo senza se e senza ma. Pensiamo a tutto quello che di straordinario hanno fatto gli stessi giocatori fino ad un mese fa e ci chiediamo cosa possa essersi rotto in questo splendido giocattolo che aveva fatto sognare l’intera città di San Nicola. Forse la “querelle” di Perinetti, forse la mancanza di motivazioni, forse la scarsa esperienza, ma davvero è difficile trovare una spiegazione a questo crollo verticale. Ora mancano tre partite alla fine della stagione, due interne ed una ad Udine. L’invito alla squadra è di smetterla di deluderci, lo chiediamo in coro, così come in coro fino ad oggi hanno avuto il nostro sostegno in casa e fuori. Non vogliamo credere che calciatori, che sono al primo anno di A o che hanno 20 anni possano sentirsi appagati per una semplice salvezza.

Curiosità.
La delusione non ci esula dal segnalare “Top & Flop”della settimana. In alto mettiamo come spessissimo accade in questo periodo Alvarez, dal quale nascono le uniche buone trame offensive e Almiron che anche se solo a tratti, mostra tutta la sua capacità di costruzione della manovra. In basso collochiamo tutto il reparto offensivo. Castillo, sembra un giocatore di serie C, Barreto un vero fantasma, mentre Meggiorini quando sostituisce l’inguardabile Nacho, riesce quasi a farlo rimpiangere.
Donato Violante (Dany10)




Il protagonista della settimana: A. S. Bari

 

Non poteva che essere la società protagonista di questa settimana. Tanti le puntano il dito contro, tanti la difendono, forse come al solito la verità sta nel mezzo. Giustamente non si deve affatto rovinare e gettare nel dimenticatoio tutto ciò che di buono si è visto e costruito in quest’annata, ma nemmeno sentirsi appagati e come dice il mister Ventura: “con la pancia piena”.
Non  è certo bello vedere quella parte della tifoseria che dopo aver elogiato i suoi beniamini, sono bastati tre o quattro risultati negativi per cambiare del tutto idea e presentarsi agli allenamenti puntando il dito contro quei giocatori simbolo che fino ad ora hanno dato il massimo.
Sarà che stanno rifiatando un po’, sarà che è arrivato, se pur tardi, il momento di calo oppure sarà solo una mancanza di concentrazione o di esperienza che il Bari  sta pagando in questo momento.
Siamo stati tanto bravi ad elogiare i nostri calciatori quando erano i più bravi e i più giovani e ora non siamo in grado di difenderli e preservarli da queste brutte critiche?
Parte del rimprovero va anche alla società che in questo momento di clima teso non riesce a far parlare di altro che di calciomercato e di decisioni future, se continuare o meno questo progetto.
La sensazione è che si stia alzando un gran polverone su Perinetti, che in realtà non ha mai manifestato di voler andare via, ma solo di ricevere delle garanzie che contestualmente sono anche quelle dei tifosi. Forse ai tifosi ritorna in mente l’estate scorsa quando nello stesso clima di tensione, l’intoccabile Conte decise di intraprendere altre strade.
Oggi la s
ocietà deve ristabilire il clima di tranquillità che si respirava in città e intorno alla squadra. Forse sarà meglio per tutti specialmente ora che si ripresentano situazioni di interessamento da parte di esponenti a stelle e strisce. Voci che sicuramente non vanno a migliorare la situazione attuale. Secondo me si sta solo perdendo tempo utile per una seria e stabile programmazione, vista la fortuna di poterla pensare già con largo anticipo. Dopo il capitano e gli uomini più rappresentativi adesso il popolo biancorosso aspetta risposte dalla società e dai suoi dirigenti.
Mirko Girone


 
 

Al Bari la sveglia suona troppo tardi. Anche il Napoli batte i galletti

LE VIGNETTE DI BARI - NAPOLI  DI CARLO TARANTINI

LE FOTO DI BARI - NAPOLI CLICCA QUI

Bari, 19 apr 2010. Derby del sud in scena al San Nicola, nella settimana delle polemiche che hanno coinvolto i galletti, reduci dalla brutta sconfitta di Siena, che proprio non è stata digerita dalla piazza. Di fronte il Napoli di Mazzarri, autore anch’egli di una settimana tribolata, figlia delle polemiche generate dal match interno perso contro il Parma.

Il primo tempo si apre con le due formazioni schierate con il loro modulo classico, ma con tante defezioni da tutte e due le parti: il Bari infatti, si presenta con De Vezze e Gazzi a centrocampo, più Allegretti sulla sinistra (rispettivamente al posto di Almiron, Donati e Rivas) e Castillo al posto di Meggiorini in attacco. Il Napoli invece orfano di Quagliarella, Cannavaro, Aronica e Maggio sostituisce questi ultimi con Denis, Rinaudo, Santacroce e Zuniga. L’inizio del match è abbastanza spento, con le due compagini che sono più attente a non scoprirsi che ad offendere l’avversario, ma tale equilibrio viene spezzato dal Napoli che prima sfiora il gol con Hamsik, bloccato da Gillet, poi il gol lo trova con un bolide di Lavezzi, che viene lasciato colpevolmente libero di prendere bene la mira. Siamo al 27’ ed il Bari allo svantaggio, reagisce con trame occasionali e non costruite bene, tanto di meritare a tratti anche qualche fischio. In avanti, salvo Barreto che si danna, ma che non può giocare da solo, Castillo si rende protagonista di molteplici errori, che dimostrano ancora una volta la sua scarsa condizione fisica e mentale. Il primo tempo si conclude ed il pubblico non nasconde la sua disapprovazione.

La ripresa vede le squadre non effettuare altre sostituzioni, ma questo favorisce il Napoli, che pian piano occupa meglio gli spazi e sembra gestire agevolmente il risultato. Risultato che cambia ancora al 57’: ancora una voragine a centrocampo, favorisce l’inserimento di Zuniga, Gazzi lo contrasta, ma indirizza inspiegabilmente la palla indietro, dove Bonucci manca l’intervento e permette a Lavezzi di mettere a segno una doppietta. A questo punto, forse un po’ in ritardo, Ventura opera due cambi: fuori i due peggiori De Vezze e Castillo, dentro Almiron e Sforzini. Il match a questo punto riceve un’iniezione d’energia e soprattutto il numero quattro barese, dimostra di non essere così “malato”, infatti, al 75’ su cross di Alvarez è proprio Almiron ad accorciare le distanze con un caparbio colpo di testa che insacca De Sanctis. Due minuti dopo, sulle ali di un ritrovato entusiasmo, ancora Almiron imposta un contropiede travolgente che vede Alvarez pescare Bonucci in area e quest’ultimo mettere al centro una palla d’oro che però, il poco reattivo Sforzini non riesce a ribadire in rete. A questo punto chi si aspettava un forcing finale dei biancorossi rimane deluso, perché il Napoli addormenta il match e porta a casa l’intera posta.

Ancora una bruciante sconfitta in questa ultima, amara parte del campionato. Ci viene da esclamare menomale, menomale che siamo già salvi, perché con queste assenze, giustificate e non, le riserve stanno dimostrando, almeno alcune di esse, di non valere la massima serie. Peccato, perché l’ambiente, su di giri, ora si è notevolmente depresso e qualche fischio si inizia a sentire. Capiamo bene che l’obiettivo da raggiungere è stato raggiunto, ma far sbiadire la stupenda immagine finora dimostrata è davvero un delitto. I tifosi ora devono dimostrarsi tali e rimanere al fianco della squadra, che comunque ha riempito una pagina importante di storia di questa società. Società che, nel frattempo, deve assolutamente fare chiarezza, perché le destabilizzanti voci di una mancanza di programmazione preoccupano tutti e forse anche i protagonisti principali come tecnico e calciatori.

Curiosità. Anche oggi segnaliamo “Top & Flop”della settimana: con la freccia verde verso l’alto mettiamo su tutti Almiron, che in mezz’ora fa vedere a tutti che è un leader nato e che tante soddisfazioni ci potrà dare se trattenuto. Bene anche Alvarez, sempre scomodo per qualsiasi avversario e Barreto, che almeno ci mette impegno e corsa. Male, molto male invece Castillo, che non ce ne voglia, ma ieri ha toccato il fondo con giocate prive di senso e con una voglia di incidere pari allo zero. Insufficiente anche la coppia di centrali, De Vezze e Gazzi, che non solo no
n costruisce, ma nemmeno distrugge le trame partenopee, permettendo così agli azzurri di dominare territorialmente la partita. Ora arriva la Juve e mancheranno anche Gazzi e Andrea Masiello, questo però non significa che anche a Torino dobbiamo andare in vacanza. A buoni intenditor poche parole…
Don
ato Violante (Dany10)




 

Il protagonista della settimana: Alessandro Gazzi

 

Cresciuto nelle giovanili della Lazio, Alessandro Gazzi oggi rappresenta uno dei calciatori più importanti di questa squadra, sia in campo sia fuori dal rettangolo di gioco. In poche parole un grande uomo, appena indossa gli scarpini e scende in campo diventa l’avversario più odiato, segue il suo marcatore ovunque tanto da strappargli il respiro e appena entra il possesso di palla inizia a puntarlo come se volesse mordergli le caviglia. Attento tecnicamente e sempre a disposizione dei compagni, non si fa mai pregare per la corsa in più e per recuperare palloni nello spazio lasciato scoperto da qualche compagno. Grintoso e cattivo quanto basta, ma se lo vuoi mettere in difficoltà basta accendere una telecamera e un microfono e subito ritorna ad essere il timido e il buono di sempre. La sua carriera a Bari inizia nel 2004 e tranne una piccola parentesi nel 2007 con la Reggina, è sempre stato legato ai colori biancorossi. Ora però, il “Rosso” come viene chiamato simpaticamente dalla tifoseria, ha deciso di firmare anche lui a vita con il Bari, seguendo il buon esempio di capitan Gillet, non per questo, dopo il capitano, è il calciatore più amato dai tifosi.
L’inizio di campionato non è stato dei migliori per lui, infatti ha dovuto fare i conti con due personalità importanti del calcio italiano, vedi Donati e Almiron, ma il centrocampista biancorosso ha saputo aspettare il suo momento e un pò per l’infortunio di Almiron, un pò per far rifiatare Donati, ha ritrovato il posto da titolare che mister Ventura non gli v
uole più togliere lasciando in panca lo stesso Donati. Il clima un pò scettico su queste ultime sconfitte e sulla questione Perinetti, non ha tolto però spazio alla sua riconferma in maglia biancorossa con la speranza di vederlo anche in nazionale, sogno che il ragazzo conserva sempre nel suo cuore dopo le belle esperienze gia vissute dal 2000 al 2004 con le rappresentative minori.
Mirko Girone          
   

 



 

Bari a due facce regala anche al Siena i tre punti della speranza

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Bari, 12 apr 2010. Gara senza il patema del risultato per i galletti che possono definitivamente scrivere la parola fine sul campionato del Siena di Malesani, ormai con più di un piede in serie B. Tuttavia il Bari può cercare l’aggancio al treno che cerca l’Europa, con la prospettiva di affrontare Domenica prossima il Napoli a soli tre punti di distanza, rendendo così il match denso di motivazioni.

La prima frazione mette in mostra tutte le assenze del Bari , che riesce all’ultimo momento a recuperare l’acciaccato Barreto, ma che deve rinunciare al duo Donati-Almiron, rimpiazzati da Gazzi e De Vezze, oltre a Meggiorini, Kamatà e tutta la truppa dei lungodegenti. Il Siena invece mostra la sua formazione tipo, con l’unica novità rappresentata da Odibe, che rimpiazza lo squalificato Cribari. L’inizio del match sembra essere favorevole al Siena, che spinto dalla voglia di portare a casa il risultato, pressa i baresi che tuttavia, rispondono senza grossi affanni, infatti dopo un paio di iniziative senesi, il Bari passa in vantaggio con un’azione classica: palla in profondità per Barreto che tutto solo contro Curci passa al solissimo Rivas che a porta vuota insacca. La gioia del vantaggio, dura poco perché il Siena, non demoralizzato dalla marcatura pugliese, risponde subito e grazie ad una combinazione Larrondo- Ghezzal, porta quest’ultimo a trovare il gol del pari con un bel destro dal limite. La partita a questo punto diventa scoppiettante e al 20’ si sono già visti due gol, ma non è finita: il Bari produce ancora un’azione in velocità, Barreto salta netto il suo diretto marcatore, vola sulla sinistra e cerca al centro Castillo che dopo una ribattuta iniziale, insacca mettendo a segno la sua seconda marcatura stagionale con la nuova maglia. Lo stesso argentino poco dopo avrà una ghiottissima chance creatagli ancora da un super Barreto, ma purtroppo Curci si supera ed il primo tempo termina comunque con il Bari in vantaggio.

La seconda frazione si mostra subito avversa ai nostri colori, infatti il Bari si presenta in campo remissivo e privo di ogni velleità. Il Siena colpito nell’orgoglio ed all’ultimissima spiaggia ne approfitta. Al quarto d’ora, su uno svarione di De Vezze, è ancora Ghezzal a trovare il gol con un delizioso pallonetto dalla trequarti di campo. Chi si aspetta una reazione dall’undici di Ventura, rimane clamorosamente deluso, perché non solo il Bari non oppone resistenza al Siena, ma concede cinque minuti più tardi la rete del vantaggio ai toscani, che in mischia, troveranno la marcatura con Rosi, al primo gol in serie A. Il resto della gara è uno spot alla noia ed alla rabbia dei tifosi pugliesi che vedono minuto dopo minuto, la squadra arrendersi e perdere così irrimediabilmente l’ultimo “treno dei sogni”.

Oggi commentare la gara è davvero difficile, ci aspettavamo un Bari incerottato, stanco, ma non così passivo, soprattutto dopo un primo tempo così ricco di spunti e belle giocate. Non si può, ogni volta che si termina la prima frazione in vantaggio, regalare la ripresa all’avversario. Su questo Ventura ha molto da lavorare, perché è palese che il Bari rende finché propone gioco. Nel momento in cui il Bari smette di proporre gioco, cade sotto i colpi di qualsiasi avversario, anche se questo è ultimissimo in classifica. Non se la prendano i ragazzi, ma, lo spettacolo offerto ieri, è stato di bassissimo livello, soprattutto per coloro che, coriacei, hanno seguito la squadra sotto quella pioggia. Non si deve sperperare la fiducia che i tifosi hanno accumulato in tutta la stagione, si può anche perdere, ma che lo si faccia con onore e avendo dato tutto quello che si aveva da dare.

Curiosità. Anche oggi, puntuali, le nostre segnalazione su “Top & flop”della settimana: in alto sul podio mettiamo Barreto, che si mostra sempre più il giocatore che fa la differenza, mentre discreta è la prestazione di Castillo che soprattutto nel primo tempo mostra un’ottima intesa con il compagno di reparto brasiliano. Ricca è invece la schiera degli insufficienti con i picchi rappresentati da De Vezze, Koman e Belmonte, che stavolta deludono e parecchio. Un appl
auso ai 699 che anche ieri hanno seguito il match dei loro beniamini, peccato che alcuni facinorosi abbiano divelto dei bagni del settore ospiti dopo la gara. Capiamo la delusione, ma siamo sicuri che per due o tre teppisti, non si deve infangare l’immagine della tifoseria più bella d’Italia.
Donato Violante (Dany10)

 

 

Il protagonista della settimana: Nicola Belmonte

Nicola Belmonte è ormai diventato uno dei punti fermi di questo Bari. Anche lui, come i suoi compagni di reparto, è uno dei giovani gioielli di questa squadra. Tornato a Bari nella scorsa estate, si è messo subito a disposizione di mister Ventura, lavorando sodo per recuperare anche dai vari infortuni che avevano segnato la scorsa stagione. Come da vero calabrese testardo, Belmonte non ha mai mollato, anche quando il mister lo faceva riscaldare a bordo campo, ma poi optava per altre scelte. Però è arrivato anche il suo turno, anche se il terzino biancorosso, da vero uomo e professionista sottolinea che il suo riscatto e il suo rientro in campo con la maglia da titolare, coincide con un brutto episodio, ossia con l’infortunio del suo amico e compagno di reparto Andrea Ranocchia. Sin dalle prime partite giocate con la maglia del Bari, ha subito impressionato mister Ventura che nel post partita con la Fiorentina, nonostante l’amara sconfitta, ha voluto complimentasi con il difensore per l’impegno messo in campo e per le bella prestazione. Da Firenze in poi, Belmonte ha continuato ad esprimersi alla grande, tanto che il ds Perinetti si è sentito sollevato dopo aver perso anche al calciomercato un grande campione come Ranocchia, però riscoprendo un Andrea Masiello che come centrale non lo fa di certo rimpiangere.
Nelle dichiarazioni di questi giorni, Belmonte ha dichiarato di non sentirsi un ex del Siena poichè non ha quasi ma
i giocato, ma domenica sarà comunque importante scacciare gli incubi del passato e chissà con un gol dedicato a se stesso, per il recupero e per il suo compleanno che ci sarà il 15 aprile. Dopo le belle prestazioni e dopo aver dichiarato di voler restare a Bari il più possibile, i tifosi non possono che amare questo calciatore.
Mirko Girone   

 

 

Bari-Roma 0-1 Vucinic segna il Bari no. Pasqua amara per i biancorossi

LE FOTO DI BARI - ROMA CLICCA QUI!
Bari, 4 apr 2010. Partita in cui il Bari si traveste da arbitro del campionato, visto l’arrivo al San Nicola della Roma di Ranieri, autrice di una rimonta incredibile ai danni dell’Inter di Mourinho.

Le due squadre scendono in campo in maniera molto diversa:  la Roma mostra tutti i suoi gioielli schierandosi addirittura con il tridente Vucinic-Totti-Toni e riproponendo la coppia Burdisso-Juan al centro della difesa, il Bari invece deve fare a meno delle solite tre pedine importanti che stavolta sono Donati, Almiron e Meggiorini, proponendo al centro del campo l’inedita coppia Gazzi- De Vezze (che non giocavano assieme dalla partita d’esordio a San Siro)e al centro del reparto avanzato Castillo e Barreto. Il match, dall’esito teoricamente scontato per via delle diverse forze in campo e delle diverse motivazioni iniziali, parte mostrando invece un grande equilibrio. In campo,  infatti, le due squadre danno vita ad un inizio di gara molto bello sul piano tattico con la Roma a cercare il vantaggio ed il Bari in agguato nella ricerca della ripartenza. Purtroppo, dopo un quarto d’ora la Roma si rende pericolosa prima con Toni poi con De Rossi, per poi arrivare al 19’ al vantaggio: il Bari non esce bene dal solito disimpegno nella propria trequarti, la Roma recupera palla e Toni mette Vucinic solo contro Gillet che nulla può contro il preciso tocco del montenegrino. Da questo momento in poi la Roma arretrerà il suo baricentro concedendo poco spazio al Bari che nel primo tempo si renderà pericoloso solo grazie alle sgroppate di Alvarez che umilia anche una vecchia volpe come Riise.

La seconda parte del match parte subito con una sostituzione nelle fila del Bari, che inserisce Rivas al posto dello spento Kamatà , letteralmente annullato da Cassetti (in giornata di grazia). La partita cambia volto e il Bari dimostra di non voler concedere la resa ai capitolini, che salvo una conclusione da fuori con De Rossi non si renderanno mai pericolosi. Il Bari ci prova e prima Rivas vede la sua palla gol cancellata da un salvataggio sulla linea dell’attentissima retroguardia giallorossa, poi sarà Barreto a divorarsi una palla gol che ha dell’incredibile. Nell’ultimo quarto d’ora, il Bari ci crede , ma l’arguzia tattica dei romani e la stanchezza nelle gambe dei galletti, fanno si che la pressione cali. Ventura prova nuove soluzioni con il poco che ha, tanto da inserire Sestu al posto di un fischiatissimo Nacho Castillo che oggi davvero sembrava un pesce fuor d’acqua, ma il match ha ormai preso la via di Roma e i tredicimila supporters ospiti possono dare sfogo alla loro gioia.

Peccato non aver potuto affrontare la Roma al completo. Onestamente, ci aspettavamo di più dalla rivale dell’Inter nella corsa scudetto, ma il merito è soprattutto di un Bari che pur con molte assenze ha saputo tener botta allo strapotere tecnico della Roma. Ora non resta che concludere la stagione nella miglior maniera possibile, magari raggiungendo la quota cinquanta punti che per una neopromossa rappresenta un risultato straordinario. L’Europa, forse non arriverà, ma non dimentichiamo chi eravamo e prendiamo questo campionato come base per un futuro più roseo.

Curiosità. Anche oggi segnaliamo “Top & Flop” della partita giocata. In cima alle nostre preferenze mettiamo sicuramente la coppia Bonucci-A.Masiello, davvero perfetti in tutta la gara, tenendo conto anche di chi avevano di fronte. Sul podio anco
ra Alvarez, autore di un’altra gara sopra le righe. Sotto la soglia del famoso sei in pagella mettiamo Kamatà, che oggi non riesce ad essere quel” diavoletto della Tazmania”che tanto amiamo e Castillo, semplicemente imbarazzante in ogni occasione, ma questo non giustifica gli ingenerosi fischi su di lui piovuti. Ora la squadra torna in Toscana per affrontare il quasi retrocesso Siena, che se battuto può salutare definitivamente la massima serie.
Donato Violante ( Dany 10)

 

 

 

Il protagonista della settimana: Edgar Anthony Alvarez

Fino a qualche settimana fa, difficilmente qualcuno pensava ad Alvarez come protagonista. Ebbene si, proprio Alvarez, giocatore che per quasi tutte le sfide dei biancorossi, aveva destato poca convinzione e tanto scetticismo tra i tifosi di questa squadra. Però la freccia del Bari si è riscattata con delle prestazioni al di sopra di ogni previsione. Infatti Alvarez, sin dalla sfida dell’Olimpico contro la Lazio, ha lasciato negli occhi dei tifosi una luce diversa, poiché visto più convinto e nello stesso tempo più a servizio della squadra. La mano di Giampiero Ventura si è fatta sentire, infatti il calciatore dell’honduras sembra aver più convinzione nei propri mezzi e meno confuso quando deve entrare in area di rigore ed affrontare l’ultimo passaggio.
Il cambio di marcia si è visto contro la Lazio, dove il laterale biancorosso ha segnato il gol del definitivo 2 a 0. Nella partita successiva, quella contro il Parma, il Bari non si è espresso al meglio, eppure ancora lui è stato uno dei più volenterosi in campo, cercando il pallone a centrocampo e regalando degli spunti importanti. Poi la partita più bella del campionato con la Samp dove la difesa avversaria, non vedeva l’ora di tornare negli spogliatoi a fine gara per scappare dal San Nicola e lasciare l’incubo Alvarez alle loro spalle. Anche in quella partita decisivo l’assist che ha regalato gol e tre punti alla rivelazione di questo campionato: il Bari.
Anche a
Livorno, partita che ha lasciato l’amaro in bocca a tifosi e calciatori, l’esterno del Bari è stato uno dei pochi che non ci stava a perdere i tre punti e il treno Europa.
La rinascita di Alvarez sarà molto importante a questa squadra, sia sotto il punto di vista del campionato, sia come tassello su cui organizzare la prossima stagione e il futuro di questa importante società.
Mirko Girone          
      

 


 
 

BARI SCIUPONE E L'EUROPA LEAGUE SI ALLONTANA

LE FOTO DI LIVORNO - BARI 1-1 CLICCA QUI!

Bari, 29 mar 2010. Match dal sapore nuovo per l’undici biancorosso, che ha la possibilità di diventare protagonista nella lotta per un posto in Europa. Dopo la vittoria contro la Samp, infatti, i biancorossi distano solo tre punti dalla zona “Uefa”.
Il match si presenta come uno dei più difficili al momento, vista la disperata posizione dei toscani che cercano, tra le mure amiche, di ravvivare la speranza di una salvezza ormai vista in città come un’utopia. Le due squadre si presentano in campo con moduli diversi: il Livorno, che ritrova in campo Tavano al fianco di Lucarelli, propone una difesa a tre e schiera  Di Gennaro sulla linea mediana, con compiti da trequartista. Il Bari, invece, si presenta con il solito 4-4-2 che però è orfano di Almiron e Barreto, rimpiazzati rispettivamente da Donati e Castillo. Per gli esteti della sfera di cuoio, non è di certo una partita spettacolare nella prima frazione e per vedere il primo tiro verso la porta bisogna aspettare quasi venti minuti, quando Lucarelli fa sponda per l’accorrente Tavano che spara verso il sette, ma trova sulla sua strada il solito concentratissimo Gillet. Il Bari salvo questa sortita dei labronici, domina il campo in tutta la sua ampiezza e con le sue solite trame accurate manifesta la sua schiacciante superiorità tecnica. Superiorità che trova il suo sfogo quando al 24’ su una conclusione di Meggiorini deviata da Rivas, la palla incoccia contro la puntuale coscia di Allegretti, che mette alle spalle dell’incolpevole Rubinho. Bari in vantaggio meritatamente e partita che, vista anche l’ostilità ambientale creata dai tifosi amaranto, sembra in discesa.

Nella seconda frazione si fa ancora più netta l’impressione che da un momento all’altro il Bari possa raddoppiare. Clamorosa è la prima occasione: complice uno sciagurato disimpegno di Diniz, la palla colpisce il palo, con Meggiorini non abbastanza lesto ad infilare sulla ribattuta del legno. Il Bari è padrone dell’ Ardenza, ma il suo predominio non porta al tanto sospirato raddoppio, complice la scarsa vena delle punte biancorosse che alle volte mostrano una scarsa freddezza sotto porta non adatta alla categoria. Il Bari sperpera la più ghiotta delle occasioni quando alla mezz’ora della ripresa, dopo una gran cavalcata di Donati, la palla arriva docile sui piedi di Meggiorini che fallisce in maniera assurda, l’azione non si conclude, visto che sulla ribattuta di Rubinho, Castillo ha tutto il tempo di infilare a porta vuota, ma inspiegabilmente si perde in una serie inguardabile di dribbling che lo portano al nulla di fatto. Come spesso accade, dopo tutte le occasioni fallite, il Livorno, squadra allo sbando totale, in uno dei suoi rari affondi trova il pari con Tavano, abile a sfruttare l’immobilità della difesa che fino a quel punto era stata perfetta. La beffa potrebbe completarsi nel recupero, quando sempre Tavano, sfrutta una torre del solito Lucarelli, ma fallisce a due passi da Gillet.

Peccato davvero. Un’ occasione così ghiotta potrebbe non capitare mai più. Non vogliamo essere disfattisti, ma forse bisogna ammettere che oggi la colpa della mancata vittoria è della mancanza di cattiveria sotto porta mostrata dai nostri beniamini. Bisogna crescere anche in questo, non avendo pietà (sportiva si intende) di queste squadre allo sbando, portando a casa tre punti senza tralasciare nulla. Con questa vittoria non si aveva la matematica certezza dell’ingresso in Europa League, ma se ne poteva alimentare la speranza, portando così un vento nuovo nelle stanche vele dei tifosi, da sempre in attesa di un Bari che vada al di fuori dei confini nazionali. Tuttavia non si può dimenticare ciò che si sta compiendo e quindi bisogna accorrere in massa allo stadio per assistere ad un match affascinante come quello che vedrà i galletti contro la Roma di Ranieri, reduce dalla clamorosa vittoria contro l’Inter campione d’Italia in carica.

Curiosità. Anche oggi, puntualmente segnaliamo “Top & Flop” del match. Con la freccia verde verso l’alto, indichiamo Alvarez, in forma strepitosa in questo periodo, che se solo avesse un minimo di tecnica in più sarebbe l’este
rno più forte del campionato. Sul podio mettiamo Sasà Masiello, autore di una maratona sulla sinistra e Donati che per la prima volta dopo tanto tempo torna sui suoi livelli. Le note dolenti oggi suonano per la coppia d’attacco Meggiorini – Castillo. I due si impegnano, ma non basta, non si possono sbagliare i gol che si sono sbagliati ieri, senza contare che di fronte gli avversari hanno concesso tutto lo spazio immaginabile ai due. Sicuramente senza Barreto il Bari perde in manovra ma sotto porta non può essere solo il brasiliano a vedere la rete.
Donato Violante (Dany10)

 

IL TABELLINO DI LIVORNO - BARI  1-1
MARCATORI: 24’ Allegretti (B), 85’ Tavano (L)
LIVORNO (3-4-1-2): Rubinho 6; Diniz 5.5, Rivas 5 (65’ Galante 6), Knezevic 6; Raimondi 5.5, Mozart 5.5, Filippini sv (26’ Pulzetti 5.5), Vitale 6; Di Gennaro 4.5 (57’ Bellucci 5); Tavano 6, Lucarelli 6. A disposizione: De Lucia, Moro, Prutsch, Danilevicius. All. Cosmi 6.
BARI (4-4-2): Gillet 6.5; Belmonte 6, A.Masiello 6.5, Bonucci 6, S.Masiello 6; Alvarez 6,5, Donati 6.5, Gazzi 6, Allegretti 7 (74’ Parisi 6); Meggiorini 6,5 (89’ Rivas sv), Castillo 6 (84’ Sforzini sv). A disposizione: Lamberti, Stellini, De Vezze, Koman. All. Ventura 6.
ARBITRO: Saccani 6
AMMONITI:  Di Gennaro, Bellucci, Vitale (L)

 

 

BARI SAMPDORIA 2-1 IL SOGNO CONTINUA, GRAZIE RAGAZZI!

Bari Sampdoria è la partita che ha definitivamente consacrato il Bari di Ventura nella lunga storia di questa società, una squadra che probabilmente è destinata a battere quasi tutti i record precedenti; e tutto questo con un testimone d'eccezione, quel figliol prodigo, di nome Antonio Cassano che segna nello stadio che lo ha visto crescere e immediatamente chiede il perdono dei 40.000 baresi, un Cassano che forse nel suo profondo ha gioito insieme ai suoi concittadini per questa vittoria, per questo Bari storico, un Bari che forse in un lontano futuro potrebbe riaccoglierlo a braccia aperte...

 

 

 

BARI-SAMPDORIA 2-1 : Da oggi ci siamo anche noi per l'Europa!

CASSANO SEGNA E QUASI PIANGE, MA BARI RIDE GRAZIE A BARRETO!

LE FOTO DI BARI - SAMPDORIA 2-1 CLICCA QUI!

Bari, 25 Mar 2010. Partita ad altissimo carico emozionale per i baresi, che non solo possono puntare all’Europa contro l’altrettanto lanciata Sampdoria, ma  che rivedono dopo nove anni il loro talento più grande, quel Cassano che dieci anni fa incantava il San Nicola con le sue straordinarie giocate.

La prima frazione vede le due squadre presentarsi in campo con un atteggiamento speculare, infatti tutte e due le formazioni puntano sul gioco delle ali e mettono sul piatto le loro punte di diamante. Il Bari rimostra Barreto e Rivas dall’inizio, mentre la Samp punta su Mannini al posto di Semioli e mette Rossi al posto di Lucchini squalificato. Il match vede subito il Bari prendere in mano le redini del gioco, con giocate di velocità e classe complice anche un Alvarez che sembra indemoniato sull’out di destra. I biancorossi sfiorano il gol più volte sia con Meggiorini che con Barreto che vede addirittura stoppato il suo pallonetto sulla linea da Gastaldello. Tutto lascia presagire ad un goal dei pugliesi, ma come sempre la regola non scritta del chi sbaglia paga, dimostra ancora una volta di avere significato fondato: infatti, Guberti, altro ex applaudito, salta Gazzi e mette al centro, dove il destino vuole ci sia Cassano, che mette alle spalle di Gillet, ma quasi piange dall’emozione. Il gesto è gradito dai baresi che applaudono a scena aperta, complice anche il nuovo gemellaggio con i tifosi doriani. Il Bari accusa il colpo, ma lo scoramento del caso, dura solo pochi minuti e il Bari ritorna a giocare rendendosi pericoloso due volte con Rivas e una volta con Meggiorini che cerca il gol in sforbiciata. La prima frazione si chiude con i 35.000 del San Nicola che comunque applaudono i protagonisti della gara.

Il secondo tempo parte con un Bari ancora più arrembante del primo tempo e complice la splendida spinta del pubblico, preme la Samp nella sua metàcampo costringendola a soffrire. Ventura per aumentare la pressione, inserisce Kamatà al posto di Rivas, ancora non al meglio, e ci azzecca, visto che la Samp arretra ancora di più e subisce il pari: Belmonte cerca le punte, lancia dentro, Accardi e Gastaldello bucano clamorosamente consegnando a Meggiorini la più semplice delle palle goal. Goal cercatissimo e meritato per l’attaccante veronese. Il Bari e Bari ci credono e la verve offensiva non accenna a diminuire. I ragazzi ci credono e continuano a sfiorare il goal con Barreto e Castillo, nel frattempo subentrato a Meggiorini. La marcatura è solo questione di tempo, infatti, sull’ennesima discesa straripante di Alvarez, la palla pennellata al centro trova la testa di Barreto che stava per uscire un minuto prima per crampi. San Nicola in delirio e notte che si colora di biancorosso offuscando così il blucerchiato del pur amato Fantantonio. Il resto del match, recupero compreso non è una sofferenza per il Bari, anzi, è l’occasione per legittimare con altre due clamorose occasioni costruite e non concretizzate da Alvarez, la splendida vittoria finale.

Una serata straordinaria per tutti i baresi. Sembra un film questa partita, con una sceneggiatura preparata ad arte, ma un film non è, bensì è realtà. Realtà che quest’anno sta regalando alla nostra città un sogno che nessuno vuole nominare, ma solo per scaramanzia. Non possiamo però non provarci, visto che squadre come la Samp (poca cosa quella del San Nicola), addirittura sognano la Champions. Il Bari ha l’entusiasmo adesso, di chi non ha più obblighi legati alla salvezza, quindi si può giocare con la spensieratezza che molte squadre attualmente non hanno, e questo è solo un vantaggio.

Curiosità. In questa notte magica, molte sono le note positive tra i biancorossi e per la rubrica “Top & Flop” mettiamo in testa a pari merito Barreto ed Alvarez, il primo per il goal, per la caparbietà e per la voglia che ci mette nonostante i problemi fisici, il secondo perché fa ammattire chiunque gli si metta davanti, Ziegler lo sognerà per molto e non sarà gradevole. Sul podio mettiamo anche Almiron e Meggiorini che sono in grande forma e che con il loro attaccamento danno una spinta straordinaria a tutta la squadra. Tra le insufficienze poniamo solo Rivas, c
he sembra molto indietro con la condizione e quindi non appare devastante come sempre. Che dire la serata degli applausi per tutti si conclude con l’applauso a quei signori di Ventura e Perinetti, che a braccetto, hanno costruito un gruppo giovane e vincente, che non teme nessuno e che sta regalando un sogno alla città intera.
Donato Violante ( Dany 10)

 

Le pagelle di Bari – Sampdoria di Mirko Girone

 

La più bella partita della stagione vista al San Nicola è stata quella tra Bari e Samp. Pazzesca cornice di pubblico, che festeggiano in un gran gemellaggio, il fantastico stato di forma delle loro squadre. Grande prova di forza dei ragazzi di mister Ventura che hanno dominato la partita per tutti i 90 minuti.

Gillet: 6 Incolpevole sul gol di Cassano, è stato uno dei 30 mila spettatori del San Nicola. Lasciato a riposo.
Belmonte: 5.5 Bravo e attento quando Cassano cercava di ispirarsi, ma quando doveva spingere sulla fascia, si faceva un po’ desiderare. Sottotono.
A. Masiello: 6 Come al solito preciso in ogni suo intervento. Regolarista.
Bonucci: 6.5 E’ riuscito a far scomparire Pazzini dal terreno di gioco per tutti i 90 minuti. Illusionista.
S. Masiello: 6 Sempre attento a non perdere mai di vista il suo diretto marcatore che a dir la verità non si è preoccupato di non ricevere mai palla. Partita semplice.
Rivas: 6 A molti non è piaciuto, eppure i pochi palloni giocati li ha resi quasi sempre pericolosi. Pericolo.
Gazzi:
6 Sicuramente meglio che con il Parma. Con Almiron gli riesce meglio fare quello che preferisce. Ruba palloni.
Almiron: 7 In ogni azione ci mette del suo e il pubblico si esalta ad ogni sua prodezza. Ogni pallone toccato lo mette in cassaforte. Direttore d’orchestra.
Alvarez: 7.5 Sicuramente è la sua migliore partita. Difficilmente i difensori della Samp dimenticheranno le sfuriate del laterale biancorosso. Incubo difensivo.
Meggiorini: 6.5 Bravo a sfruttare l’unico errore difensivo dei blucerchiati. Dopo le tante palle gol sprecate con il Parma, ha realizzato alla prima palla disponibile. Cinico.
Barreto: 6.5 Per divertire, questo Bari ha bisogno anche di lui. Quando c’è bisogno dei suoi gol, il giovane talento brasiliano, non si fa attendere per poi esplodere la sua gioia con tutti i tifosi biancorossi. Spietato.
Kamata: 6.5 Se pur giocando bene, il Bari aveva bisogno del suo pupillo. Appena la palla è nel suo rad
ar, abbassa la testa e vola via. Toro scatenato.
Ventura:
6.5 Quando i suoi ascoltano i suoi consigli è difficile non vincere. Grande sfogo a fine partita quando sotto la curva si lascia andare ad una esultanza che sa tanto di obiettivo raggiunto. Settimo cielo.
Mirko Girone

 



 
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