Storia dello stadio San Nicola di Bari
Storia dello stadio San Nicola di Bari, dalla concezione, all'inaugurazione, fino ai giorni nostri ed il suo prossimo futuro.
Certi stadi trasudano storia, tradizione e innovazione allo stesso tempo. Almeno in relazione ai tempi nei quali sono stati ammodernati. Per questo il calcio non si compone soltanto degli attori principali che agiscono sul campo, ma implica cornici e contesti circostanti altrettanto affascinanti.

Lo stadio San Nicola di Bari rappresenta una vera e propria eccellenza non solo sul piano calcistico, ma anche su quello architettonico. Una sorta di cattedrale a cielo aperto, ma sfruttata dalla Nazionale italiana e dalla squadra di casa, per l’appunto il Bari.
Vediamo in questo post a cura di Bari Tube, la storia e alcune curiosità legate al catino di Bari, e per l’occasione ci avvaliamo dell’aiuto di Casa nel Mondo, sito dedicato al mondo dell’arredo e del design, che ha studiato più da vicino l’architettura dello stadio pugliese.
Architettura e design stadio San Nicola

Lo stadio San Nicola di Bari si afferma in concomitanza con l’assegnazione all’Italia dei Mondiali di calcio 1990. È quello il momento spartiacque nel quale la città pugliese ospita questo gioiello del design.
All’epoca, infatti, Bari venne selezionata tra le 12 città d’Italia protagoniste della massima competizione iridata. Dunque, si sarebbero disputate partite di altissimo livello con illustri campioni in quello stadio, motivo per cui il lavoro fu incessante e particolarmente intenso.
L’autore del progetto in essere è il mitico Renzo Piano, un’autentica istituzione nel campo dell’architettura italiana e mondiale. Proprio da una sua invenzione nasce il soprannome affibbiato al San Nicola, vale a dire “astronave”.
All’interno del progetto si prevede la costruzione di un impianto da 55.000 posti circa attraverso una formazione su due anelli concentrici. In questo senso l’anello superiore crea una visione suggestiva dall’alto come se si fosse sospesi in aria e questa è una delle particolarità più innovative.
Una caratteristica speciale, ma dettata anche e soprattutto da esigenze logistiche e di sicurezza. L’impianto di illuminazione si estende lungo tutto il perimetro della copertura.
Cosa vuol dire? In pratica il San Nicola è l’unico stadio al mondo dove non si rivelano le ombre sul campo, anche durante le partite serali. Successivamente è stata integrata la pista di atletica che ha aumentato la distanza tra le curve e il campo, in origine molto più limitata. Questa distanza consente di prevenire, inoltre, in maniera ancora più sicura e certificata l’incrocio tra opposte tifoserie, sistemate, naturalmente, in gradinate diverse.
La capienza è stata aumentata fino a quasi 60.000 unità. L’inaugurazione allo stadio, ritornando all’ambito prettamente storico, la si riconduce con precisione al 3 giugno 1990. Fu il mitico Milan di Arrigo Sacchi a mettere piede per la prima volta su quel terreno di gioco in competizione con l’allora Bari.
Un progetto decisamente ambizioso di marca Renzo Piano, ma avallato dalla regia della famiglia Matarrese, padrona del Bari calcio in quel periodo. Si ponevano l’obiettivo di portare la squadra anche attraverso un impianto all’avanguardia per l’epoca verso i vertici del calcio italiano.
Gli eventi disputati al San Nicola

A livello internazionale si ha già un primo assaggio in questo senso con l’organizzazione della finalissima di Coppa dei Campioni tra il Marsiglia e la Stella Rossa. Corre il maggio 1991.
Altri eventi importanti saranno disputati al San Nicola negli anni successivi, tra cui i Giochi del Mediterraneo nel 1997 e le partite ufficiali della Nazionale azzurra. Nonostante l’andamento altalenante della squadra di casa, impelagata tra campionati di Serie A e Serie B più o meno anonimi, lo stadio di Bari diventa comunque un punto di riferimento sostanziale per il calcio italiano e moderno.
Un teatro e modello di architettura avanzata già negli anni ‘90. Il gioiellino il cui stato di salute necessita di manutenzione costante per potersi elevare ad uno degli stadi migliori d’Italia. Contrasta da sempre con i risultati sportivi ottenuti sul campo dallo stesso Bari.
Il futuro del San Nicola

Negli ultimi anni, tuttavia, la squadra sembra essere in ascesa e chissà che un giorno la città di Bari non possa far tornare il San Nicola ai fasti dei bei e vecchi tempi. Pieno in ogni ordine di posto come quando giocavano Cassano e compagnia in Serie A. La dimensione giusta e più consona per i baresi e per il modello di calcio italiano da esportare nel mondo anche in termini di impiantistica.
C’è da registrare una proposta di innovazione avanzata dalla stessa società Bari al comune della città. In pratica l’obiettivo è garantire un’esperienza maggiormente europea a chi va allo stadio, ma mantenendo fede al progetto di Renzo Piano.
Questo progetto rinnovato dovrebbe costare intorno ai 120 milioni di euro e prevede la valorizzazione dello stadio attraverso un avvicinamento delle tribune al campo. Una sorta di rivisitazione dello Juventus Stadium in chiave barese.

Le tribune sarebbero più vicine con conseguente abbassamento del livello del campo di gioco rispetto alle stesse. Uno scenario in cui includere, inoltre, la possibilità di usufruire nello stadio stesso di ristorante e copertura wi-fi pressoché estesa sui modelli europei.
Sostenibilità finanziaria e paracadute economico garantiti. Ma ci vorrà comunque del tempo per avere una struttura ancora più sicura e modernizzata che favorisca allo stesso tempo la visione più confortevole e scorrevole possibile del tifoso. Ci si pone l’obiettivo di raccogliere in media almeno 25mila spettatori ad ogni partita. Un traguardo che una città come Bari può raggiungere per la sua storia e il suo seguito.
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