Come velocizzare un sito web lento: 4 mosse

 

Un sito web per adempiere alla propria missione deve funzionare bene. Può capitare però che una serie di fattori vadano ad inficiare negativamente sulla velocità di caricamento delle pagine, rendendo difficoltosa e noiosa l’esperienza di navigazione. Cosa fare in tal caso?

 

Vediamo insieme come intervenire per rendere più prestante il sito ottenendo così vantaggi con la consulenza fondamentale dell'esperto SEO Diego Masciolini, sia per gli utenti che per noi stessi. In fondo ciò che conta è fare in modo che gli utenti si appassionino al nostro sito e tendano a consultarlo ogni volta che lo ritengono opportuno.

 

 

La questione dell'hosting

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Tra i primi fattori a provocare il rallentamento di un sito web c’è sicuramente l'hosting. Dal momento che il mercato è molto vasto, facilmente i detentori di siti optano per hosting a basso costo, credendo che basti a supportare il funzionamento delle pagine web. Ovviamente non c’è nulla di più sbagliato. Diciamo che fin quando ci troviamo davanti un piccolissimo blog o per un progetto spicciolo, può anche andare bene, ma in caso contrario l’hosting deve essere professionale, serio e rendere prestante il sito.

Cosa fare dunque in questo caso? Se fino ad ora abbiamo pensato al risparmio, vuol dire che è giunto il momento di cambiare rotta e di rivolgersi ad un fornitore di hosting competente, professionale e che offra unoi spazio web prestante.

Vedremo subito la differenza non appena avremo a che fare con un servizio che, anche se costa qualche decina di euro in più, rende il sito quasi una scheggia.

 

L’ottimizzazione delle immagini

Nella creazione dei siti l’impatto visivo è quello che permette di stabilire un contatto con il lettore o con il visitatore. Caricare dunque le immagini nelle pagine diventa quasi d’obbligo. Ma poi? Chi non ottimizza le immagini si ritrova un sito che carica con una lentezza inaudita.

In questo caso, sottolineiamo per eccesso di zelo, non si parla di ottimizzazione SEO con nomi file, titoli e Tag. Parliamo invece di soluzioni grafiche spesso troppi pesanti, elaborate, accattivanti, che tuttavia possono risultare davvero una spada di Damocle per il sito.

Ricordiamo quindi che le pagine web non sono un album fotografico e che se tendiamo a rimpinzarle di foto, rallentiamo tutto il processo. Soprattutto ora che è più facile che i siti vengano visitati da mobile piuttosto che da PC si deve imparare a trovare una via di mezzo tra la qualità dell’immagine e la velocità di caricamento. Si consiglia di scegliere immagini non più grandi dei 50 kb e dioptare per il formato .jpg piuttosto che per il .png.

Comunque sia, per ottimizzare le immagini ci sono molti programmi appositi sia desktop che online da utilizzare in totale autonomia. O in alternativa si può pur sempre comprimere la qualità dell’immagine direttamente con Photoshop.

 

 

Come usare la cache

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Usarela cache è un discorso a sé stante. Essa infatti servea dare agli utenti una copia statica del sito o delle pagine visitate con maggiore frequenza. In questo modo l’utente evita di andare di continuo a scaricare sempre gli stessi contenuti. Questo comporta un considerevole risparmio di risorse.

Ovviamente accumulare i dati nella cache tende a rallentare a dismisura l’apertura della pagina web rendendola a dir poco ingestibile. In questo casi dunque si dovrebbe provare a gestirla attraverso le impostazioni, per stabilire così cosa cancellare e cosa no. In tal modo sicuramente si andrà a migliorare la prestazione complessiva del sito, che apparirà molto più celere nel caricamento e in tutte le sue funzionalità.

Per chi non ha dimestichezza con l’informatica esistono molti programmi, anzi per meglio dire plug in esterni che si occupano della gestione della cache. Prima di utilizzarli però è meglio leggere sul web qualche guida per la configurazione e l’utilizzo di tali estensioni, onde evitare di arrecare involontariamente danni al sito.

 

 

Comprimere e minimizzare i codici

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Infine, ma non meno importante ci sono altri due fattori che camminano di pari passo con la gestione della cache. Stiamo parlando sia della compressione dei file che della minificazione del codice. Anzi, proprio perche i tre aspetti si pongono sullo stesso piano, molte delle estensioni di cui abbiamo parlato poc’anzi hanno anche la funzione digestire questi aspetti.

Per quel che concerne la compressione zip dei file, essa serve proprio per ridurne le dimensioni, e viene usata per consentire di caricarli più velocemente. Alcontempo la minificazione del codice HTML, CSS e Javascript serve a ridurre le dimensioni delle pagine, senza alterarla e portando ad esse i medesimi benefici.

Qualora dunque ignoravamo fino a dora questi due aspetti, abbiamo appesantito il sito, rallentandolo a dismisura. In genere infatti la minificazione del codice HTML viene utilizzata per evitare problemi, al fine di avere la perfetta funzionalità del sito.

La compressione dei file zip, comunque, di norma si sviluppa direttamente sul server, prima che i file siano utilizzati per il download. Ci sono tuttavia alcuni server che non supportano talefunzione, per cui dovremmo rivolgerci in tal caso al nostro fornitore hosting.

 

Alla fine, dopo aver superato con esito positivo questi 4 step non vi resta che inserire il dominio del sito in Pagespeed, il tool di proprietà di Google che vi fornisce non solo un punteggio inerente la velocità del sito, bensì fornisce alcuni spunti per continuare a migliorare le performance del vostro portale web.

 
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